Articoli marcati con tag ‘vittuone-informazioni’

Le bugie del Sindaco hanno le gambe corte: le risorse per sistemare il parco della villa Venini non ci sono e per fare i lavori, il Comune deve farsi fare un prestito dalla banca.

Questa la dichiarazione del sindaco sull’ultimo numero di Vittuone Informazioni per giustificare il mancato intervento di sistemazione della Villa Venini e del suo parco: “Abbiamo le risorse per sistemare il parco e renderlo fruibile a tutti i vittuonesi: peccato che il ricorso al TAR presentato da Legambiente (il cui circolo a Vittuone è nato con Presidente il capogruppo della minoranza consigliare) blocchi completamente ancora oggi ogni nostro possibile intervento e impedisca così ai cittadini di usufruire di un bene di loro proprietà.”

Alle solite balle abbiamo risposto nella ultima news con 5 precise argomentazioni. Oggi, dopo la presentazione del bilancio 2012, appare ancora più evidente la falsità di quella dichiarazione, perché viene previsto a copertura della spesa di sistemazione del parco un prestito bancario di 300 mila euro; è evidente che oggi le risorse non ci sono. Il Comune ha incassato un milione di euro alla firma della convenzione con il privato del piano integrato tre anni fa, che però ha già speso per tutt’altro e quindi ecco che ora deve farsi prestare i soldi. Questi sono i fatti ben diversi dalla propaganda della nostra amministrazione!

A cura del Gruppo Consiliare de L’Unione per Vittuone

Un’amministrazione comunale “lungimirante”, così la nostra ama autocelebrarsi, deve governare, non fare propaganda a spese dei cittadini e soprattutto non deve dare colpa ad altri della propria evidente incapacità!

Un settimanale locale ha osservato così il comportamento del sindaco e del vicesindaco: “… un comunicato inviato alla stampa ….utilizzando peraltro la carta intestata del Comune, il che è quantomeno fuori luogo trattandosi di una comunicazione strettamente politica da campagna elettorale…”. Purtroppo non c’è da meravigliarsi, anzi, si può aggiungere che fino a qualche tempo fa, quando c’erano ancora soldi del centro commerciale, questi comunicati venivano fatti fare da professionisti, pagati dal Comune.

Anche i Vittuonesi sanno di questo modo di fare; per quattro anni hanno ricevuto il propagandistico Vittuone Informazioni che però nell’ultimo numero ha superato ogni livello di faziosità, una pura propaganda senza pudore. Da notare anche l’articolo del nostro Gruppo consiliare (risale a giugno, come si legge alla fine), al solito confinato nella penultima pagina e che ha uno spazio di poco superiore a quanto destinato (però in prima pagina) per ringraziare le Commissioni che hanno “collaborato” in questi anni con l’amministrazione. Una notizia che vuol recuperare la mancata “partecipazione” dei Vittuonesi di questi anni al governo del paese; basta osservare che la Commissione finanze, obbligatoria, si è trovata due volte all’anno per ratificare decisioni già prese. Di altre commissioni poi si è perso traccia: chi conosce l’attività della commissione della RSA? Propaganda a tutto spiano su V.I. per veicolare giustificazioni sui fallimenti di una amministrazione che può essere ricordata come la più grande divoratrice di risorse del nostro territorio, ma su questo avremo tempo e modo di tornare per ricordarlo ai Vittuonesi. Ora ritorniamo alle scuse puerili sul mancato intervento di Villa Venini e del suo parco. Il sindaco sostiene: “Abbiamo le risorse per sistemare il parco e renderlo fruibile a tutti i vittuonesi: peccato che il ricorso al TAR presentato da Legambiente (il cui circolo a Vittuone è nato con Presidente il capogruppo della minoranza consigliare) blocchi completamente ancora oggi ogni nostro possibile intervento e impedisca così ai cittadini di usufruire di un bene di loro proprietà.”

Sono le solite balle a cui abbiamo già altre volte risposto e lo facciamo ancora perché le falsità, ripetute più volte, nell’intenzione di chi le sostiene, vogliono far sembrare vero quello che vero non è.

  1. Il Comune nel 2007 aveva previsto in bilancio l’acquisizione della villa Venini, compresi la filanda e il parco, con mezzi propri utilizzando gli oneri del centro commerciale. Programma non mantenuto!

  2. Nel 2008 il Comune, avendo utilizzato i fondi del centro commerciale fra l’altro per costruire il mezzo bocciodromo, decide di farsi dare la villa e il parco concedendo la cementificazione del bosco del bacin, l’ultima area a verde di 22 ettari a nord di Vittuone.

  3. La Provincia di Milano e poi Legambiente Lombardia (non il circolo di Vittuone) ricorrono al TAR opponendosi alla cementificazione del bosco perché incompatibile con il piano territoriale della Provincia.

  4. Il Comune non tiene conto di questi ricorsi e firma l’accordo con i lottizzanti che prevede la cessione del parco della Villa (da sistemare, però, a spese dal comune); si precisa, ricavandolo dal dibattito in Consiglio comunale, che l’opposizione aveva chiesto che la ristrutturazione del parco fosse a carico dei lottizzanti ma il sindaco rispose che l’avrebbe fatto direttamente il Comune a proprie spese, per fare più in fretta. Con la firma dell’atto, il Comune incassa un milione di euro, che però destina a tutt’altro. Se la Provincia e Legambiente regionale avevano bloccato il piano con il ricorso già presentato al TAR, perché il comune ha comunque proceduto con l’atto notarile e incassato e speso i soldi?

  5. Il Comune prevede a bilancio, da due anni, la sistemazione del parco (che ora sostiene bloccata), ma le entrate per coprire le spese non si trovano, e quindi deve incolpare qualcuno per giustificarsi. Per smontare questa martellante propaganda, basta chiedere al sindaco perché non ha utilizzato i fondi già incassati dai lottizzanti per ristrutturare il parco e farlo usufruire ai Vittuonesi invece di spenderli per altri interventi.

Dopo queste precisazioni, che smentiscono le balle del nostro sindaco, dobbiamo anche segnalare lo stato di enorme degrado del parco della Villa Venini, lasciato nel più completo abbandono e poiché le piante soffrono per l’incuria, auspichiamo che si faccia tutto il possibile per intervenire urgentemente, magari iniziando le manutenzioni con il personale del comune assistito da un tecnico del settore, altrimenti del parco avremo solo il ricordo.


La pubblicazione della news settimanale riprenderà sabato 7 gennaio. Auguri di buone feste e felice anno nuovo!

A cura del Capogruppo Consiliare Enrico Bodini

Porte aperte nel PD – Istituito un centro documentazione

Porte aperte nel PD, ovvero la filosofia seguita dal Coordinamento di Circolo della massima apertura della sede di Piazza Bartezzaghi 4, che si pone oggi come centro di aggregazione, di studio e di fruizione di servizi aperto alla cittadinanza, si arricchisce di un altro importante servizio.

Studiosi, ricercatori, giornalisti, scolaresche, semplici appassionati delle vicende e, perché no, della storia di Vittuone, possono ora usufruire di un vero e proprio centro di documentazione, un archivio contenente:

  • copie delle pagine dei settimanali locali (Settegiorni, CittàOggi, AltoMilanese) riguardanti Vittuone a partire dal 1998
  • tre classificatori contenenti la documentazione della politica cittadina a partire dal 1975
  • collezione di Vittuone Informazioni a partire dal 1979
  • documentazione di tutte le elezioni comunali, politiche, provinciali, regionali, europee e referendum contenenti i voti espressi a Vittuone
I singoli o i gruppi che volessero usufruire di tale servizio e/o per avere maggiori informazioni possono rivolgersi al referente Archivio e documentazione del partito, Aurelio Baglio (tel. 338 6300721).
Il servizio è gratuito anche se è gradita un’eventuale libera donazione.

Il nuovo numero di Vittuone-Informazioni e la vecchia e solita abitudine di scrivere balle!

Sull’ultimo numero di Vittuone Informazioni nell’articolo “verso un ragionevole sviluppo” pubblicato dal gruppo consiliare di maggioranza, riscontriamo, oltre a curiosi concetti sull’interesse pubblico e la “lungimirante” azione per la RSA, le seguenti balle:

  1. Area del bacin: la definizione di “bosco” non è un’invenzione del nostro gruppo consiliare, ma così è riconosciuta nel Piano di Indirizzo Forestale della Provincia di Milano. L’area è dismessa, ma dall’attività agricola, e oggi è individuata come bosco, tant’è che i proprietari, per poterlo abbattere, devono reimpiantare un altro bosco a Robecco sul Naviglio.
  2. Il parco e la Villa Venini potevano essere acquisiti direttamente dall’Amministrazione comunale esercitando il diritto di prelazione spettante al Comune, cosa che il Comune non ha voluto fare impiegando in altro modo gli incassi del centro commerciale.
  3. È falso sostenere che il restauro di Villa Venini sia stato impedito dal Tribunale a seguito del ricorso al TAR di Legambiente, tant’è che nel frattempo il Comune ha rilasciato il permesso di costruire (cioè il nulla osta per il restauro) ai lottizzanti, che avrebbero dovuto già da tempo iniziare la ristrutturazione della Villa. Per il parco della Villa, che il comune doveva sistemare già da tempo, nulla è stato fatto, perché il Comune non ha più soldi per questa spesa, avendo prosciugato il bilancio con la costruzione di un mezzo bocciodromo.
  4. Sul bilancio “sano” del Comune vi invitiamo a leggere sul nostro sito web gli interventi del gruppo in Consiglio Comunale a proposito del bilancio 2010. Anticipiamo però che:

il consuntivo 2010 del Comune è ancora peggio del 2009

ecco alcuni stralci della nostra dichiarazione di voto in Consiglio:

Il rendiconto 2010 dell’esercizio finanziario ancora una volta chiude con un risultato della gestione economica in negativo di 184.284€, un risultato ancora peggiore del 2009 che era stato di -136.329€.

Il bilancio presenta poi un avanzo di 2.200.000€ solo grazie ad entrate straordinarie di 2.500.000€, provenienti dalla futura vendita della proprietà del terreno della RSA Il Gelso, e dall’entrata una tantum di 300.000€ dal socio della farmacia che, come abbiamo precedentemente sostenuto, non riteniamo operazioni amministrative corrette.

Risulta quindi immediato riscontrare che senza queste entrate straordinarie il bilancio sarebbe stato deficitario di 300.000€. Il patto di stabilità è stato osservato grazie ad una furbizia contabile, pura finanza creativa, che ha tenuto conto dell’incasso di 2.200.000€ dalla società che ha in affitto la RSA Il Gelso. Un incasso realizzato pochi giorni prima della fine dell’anno, dopo un accordo – fatto con la sola Giunta comunale – che stabiliva il prezzo e le condizioni di vendita del terreno in modo vantaggioso per l’acquirente e con la concordata eliminazione della convenzione vigente. Convenzione che assicurava agevolazioni ai cittadini vittuonesi utenti della RSA.

Il nostro gruppo ritiene ….. che questo rendiconto dell’esercizio finanziario 2010 ha saputo assicurare stabilità al bilancio solo in modo virtuale perché non è per niente corretto e il nostro gruppo agirà perché venga ripristinato il rispetto delle regole nell’interesse di tutti i Vittuonesi.

….. si sente già il riferimento della maggioranza consiliare alla sovranità popolare, come oggi spesso accade in Italia dove si cita l’articolo 1 della Costituzione ma quasi sempre ci si ferma alla frase “la sovranità appartiene al popolo” dimenticando però che l’articolo prosegue: “che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.  Il voto popolare non assolve il comportamento di chi amministra in modo non corretto senza osservare le regole.

La faccia tosta della maggioranza: nostri commenti all’ultimo numero di Vittuone Informazioni

Nell’articolo del gruppo consiliare di maggioranza si legge: “ricordiamo, per onor di cronaca che dal 2007 ad oggi nessun atto di questa amministrazione è stato impugnato o annullato perché illegittimo.”

La maggioranza dimostra di avere una faccia tosta e memoria corta.

Oltre alle illegittimità riscontrate più volte dal difensore civico della Provincia sul diniego all’accesso agli atti del Comune di Vittuone nei confronti del capogruppo consiliare di minoranza, la maggioranza si dimentica della sentenza del Tribunale di Milano che ha riportato Il consigliere Bodini in Consiglio Comunale, dopo che i consiglieri PdL, con 9 delibere e una spesa per avvocati per 20 mila euro pagati da tutti i vittuonesi, lo avevano illegittimamente cacciato dichiarandolo incompatibile. Ecco uno stralcio della sentenza che la maggioranza evidentemente ha rimosso; ricordiamo brevemente ciò che i Giudici hanno sentenziato:

la contestazione da parte del Consiglio Comunale è palesemente infondata e strumentale, giacché non è affatto ravvisabile nel caso di specie alcuna ragione ostativa in capo a Bodini Enrico a ricoprire la carica di consigliere comunale del comune di Vittuone alla quale è stato eletto…….

…..Il comportamento tenuto nella vicenda in esame dal Comune di Vittuone ……… è chiaramente improntato alla artificiosa conservazione di una situazione di fatto diretta a danneggiare il consigliere di minoranza eletto.”

A pagina 3, sempre su Vittuone Informazioni, si legge: “Il verde del parco di Villa Venini è fonte di buona salute per il centro storico e i cittadini; noi abbiamo acquisito il parco di Villa Venini, quindi noi abbiamo pensato e abbiamo soddisfatto la buona salute dei cittadini.”

La maggioranza, oltre ad avere una memoria corta, dimostra di non avere senso del ridicolo

Leggendo queste parole viene spontaneo chiedersi perché mai il parco diventa salutare per i cittadini solo adesso che è stato acquistato dal comune. Era un’area verde prima e lo è anche adesso. Il verde privato non offre forse nessuna mitigazione ambientale?

Che fosse un articolo umoristico si poteva presagire già dal titolo: il verde a Vittuone lo aumentiamo noi”. Affermazione facilmente smentibile con tre parole: Bosco del Bacin. Infatti tutti i vittuonesi ormai dovrebbero sapere che l’Amministrazione comunale ha permesso la distruzione di un bosco di 220.000 mq per la costruzione di capannoni industriali e alberghi da nove piani: un milione di metri cubi di nuovo cemento!

Per mettersi alla pari dovrebbero trasformare a parco pubblico un’area, ora urbanizzata, grande 14 volte il parco di Villa Venini.

La maggioranza oltre non avere senso del ridicolo, riprende strumentalmente notizie che non stanno né in cielo né in terra

Che dire dell’affermazione: la giunta Baglio nel corso degli anni ‘80 di certo non ha risparmiato le costruzioni ( lottizzazione quartiere Leonardo da Vinci, piazza (Guido) Rossa etc.

Abbiamo già toccato questo argomento diverse volte, ma con pazienza ribadiamo: questi quartieri non sono lottizzazioni ma sono quartieri di edilizia convenzionata agevolata, (oggi scomparsa nelle previsioni del PGT), con interventi in maggioranza di cooperative composte da Vittuonesi. Questa edilizia agevolata è stata resa possibile perché furono bloccate due lottizzazioni, già adottate precedentemente dalla giunta di destra allora in Comune, che avrebbero cementificato con lottizzazioni private anche dove oggi c’è il centro scolastico superiore, il centro sportivo Pertini, la piazza del mercato e il parco dello sport.

Compensi degli amministratori

A completamento dell’informazione contenuta nell’ultimo numero di Vittuone Informazioni, ricordiamo che l’indennità mensile riportata è stata così ridotta – meno 30% – secondo quanto stabilito dalla legge finanziaria per gli amministratori che nell’anno precedente non hanno rispettato il patto di stabilità nel bilancio, come appunto successo per il Comune di Vittuone. Ricordiamo anche che il compenso dei consiglieri è poco più di 10 euro a Consiglio Comunale.

Censurati e bacchettati. Dal censore…

Quali sarebbero le inesattezze della sinistra di cui parla il sito Insieme per la Libertà di Vittuone? Forse non siamo stati chiari e perciò ci ripetiamo, a beneficio di chi continua a dire che noi disinformiamo sul PGT, ma non certo per i cittadini, che hanno capito fin troppo bene come stanno le cose.

Quando il Sindaco Tenti afferma, su Vittuone Informazioni, che ha raccolto le osservazioni sul PGT stando in mezzo alla gente sul camper o a piedi, non ha reso un buon servizio alla popolazione e non ha rispettato le regole che la democrazia esige.

Il Sindaco avrebbe dovuto predisporre una serie di iniziative pubbliche, formali, non improvvisate per strada o sul camper con chi passa passa, ma dando spazio e voce alla società civile in tutte le sue forme associative.

Quando si dice che “il PGT è stato soltanto adottato e che ora ci sarà tempo fino a novembre per fare tutte le osservazioni in merito” si prende ulteriormente in giro la gente. Essendo stato adottato dal Comune, il Piano di Governo del territorio, nelle sue scelte di fondo è immodificabile. Certo, si possono fare delle osservazioni, ma esse non cambiano comunque il contenuto fondante delle scelte urbanistiche fatte.

Così come un’ulteriore presa in giro è l’affermare che “adesso che è stato adottato è il momento in cui i cittadini possono prendere ancora più visione ed esprimere il loro parere“.

No, i cittadini non devono essere chiamati in causa “a stalla aperta, quando i buoi sono già scappati”, ma dovevano essere interpellati prima, e ce n’era tutto il tempo.

Il sito di Insieme per la libertà, però, una notizia positiva ce la dà,  e cioè che le scuole di via IV novembre rimarranno disponibili per i cittadini di Vittuone anche nei prossimi decenni, e questo è già un buon risultato.

Infine sarebbe ora di smetterla con questa litania che la sinistra fa demagogia, insulta e crea disinformazione. Fino a prova contraria è stato il Sindaco a “censurare” l’articolo di Bodini dall’ultimo numero di Vittuone Informazioni. E questo è molto peggio che fare disinformazione.

Il destino divino del Sindaco

L’articolo del Sindaco, Enzo Tenti, sull’ultimo numero di Vittuone Informazioni, per l’ennesima volta, semmai ve ne fosse ancora bisogno, dimostra quanto la sua amministrazione sia impermeabile a qualsiasi critica e prepotente nel portare avanti il “suo” PGT senza dar conto delle proprie azioni ai cittadini vittuonesi.

Come è possibile affermare: “Siamo stati in mezzo a voi con il camper e a piedi, a raccogliere le vostre osservazioni, come sempre facciamo, non solo in occasione di decisioni come il PGT“.

A chi si riferisce, il Sindaco, ai suoi amici? Ai suoi elettori? Un Sindaco è “il Sindaco”, non un amico degli amici, non un comitato elettorale. La consultazione pubblica sul PGT non si fa nel camper o al bar o durante le feste di piazza. Questo magari può accadere in qualche paese sottosviluppato dal punto di vista democratico. Qui in Italia, in Lombardia, a Vittuone, il Sindaco è il Sindaco di tutti, anche di chi non ha votato per lui, e le consultazioni della popolazione su un tema così importante come il nuovo Piano di Governo del Territorio si fanno con tutti i crismi formali che la democrazia impone.

Enzo Tenti avrebbe dovuto presentarsi in un incontro pubblico con tutte le espressioni della società civile di Vittuone e sottoporsi a domande, a critiche, a suggerimenti, a proposte, a obiezioni, a punti di vista diversi dal suo ed avrebbe dovuto rispondere lì, pubblicamente, non nei vari “tu per tu” che ha messo in scena per il paese come un provetto teatrante.

Il Sindaco scrive anche che il PGT cambierà in meglio il paese perché aumenteranno i servizi; perché è un piano lungimirante, che guarda già al futuro; perché programmazione è sviluppo.

La perla, poi, è che “ogni tanto bisogna anche avere il coraggio di andare incontro alla novità: i cambiamenti molto spesso sono positivi“.

Oltre al pessimo tono, per niente signorile (sembra quasi che il Sindaco si rivolga ad una massa di bifolchi che hanno paura del cambiamento e della modernità), Tenti utilizza una massiccia dose di demagogia nel suo articolo, guardandosi bene dall’entrare nei dettagli di questa presunta programmazione. Quali sono i maggiori servizi? Da dove deriverà lo sviluppo di cui parla? E di che tipo di sviluppo si tratta: economico, culturale o solo edilizio? Perché non spiega la scelta di abbattere le scuole di via IV Novembre? Forse perché la sua programmazione prevede un tale aumento di nuovi edifici residenziali che porterà un notevole incremento di popolazione e quindi le vecchie scuole non basteranno più? E come sarà contenuto e gestito l’aumento di traffico, di rifiuti, di inquinamento? Perché non spiega nel dettaglio la scelta di cementificare il bosco del Bacin?

Come al solito, invece, Tenti parla di consenso. La sua amministrazione ha avuto il consenso, tre anni fa, e dunque ora egli è investito di un destino divino, a cui nessuno può opporsi.

Scandaloso!

Scandaloso!

Solo così si può definire il comportamento di chi ha la responsabilità di redigere e pubblicare il giornalino comunale Vittuone Informazioni.

Nell’ultimo numero il direttore responsabile e il coordinatore esecutivo, ovvero il Sindaco Enzo Tenti e l’Assessore alla cultura Antonio Miglio, hanno avuto la spudoratezza di non pubblicare l’articolo di Enrico Bodini, rappresentante della minoranza in consiglio comunale.

L’unica voce dell’opposizione presente sul giornale, lo striminzito articolo di poche righe a cui già veniva dedicato uno spazio marginale, è stato addirittura cancellato senza colpo ferire, senza alcun tipo di preoccupazione, infischiandone delle regole della rappresentanza democratica.

La commissione di garanzia del giornalino, tra l’altro, non è mai stata operativa e chi governa il Comune lo ha trasformato in uno vero e proprio strumento di propaganda, una sorta di depliant pubblicitario dell’Amministrazione Tenti.

Fino a prima di questo ultimo numero, c’era stata almeno “la concessione” di ospitare un articolo dell’opposizione; stavolta si è superato ogni limite di protervia e di arroganza.

Leggi l’articolo censurato

Leggi il servizio sull’argomento de Il Giorno

Bilancio di 9 anni di Amministrazione Portaluppi

Stiamo stretti.
Vittuone, sotto questa Amministrazione, è diventato il paese con maggior densità demografica del magentino insieme con Bareggio, che però ha quasi il doppio del nostro territorio. 1.424 ab/kmq non è affatto un record invidiabile per la qualità della vita. La scelta di Vittuone, Sedriano e Bareggio come i paesi in cui il flusso migratorio è stato più accentuato, non è dovuta al fatto che le persone sono attratte da chissà quali meravigliosi servizi, come ci siamo sentiti rispondere in Consiglio.
I motivi sono molto più semplici: la vicinanza a Milano e la presenza di collegamenti sulla Milano-Novara, anzitutto la linea ferroviaria. Senza dimenticare la posizione strategica in cui ci troviamo tra la Nuova Fiera e Malpensa. Considerazioni delle quali anche i lottizzanti delle aree del centro commerciale e della Residenza il Gelso hanno sicuramente tenuto conto.

La politica del tutto e subito: la cementificazione nell’interesse del privato.
Di fronte a questo flusso l’Amministrazione poteva attuare diverse politiche di contenimento, per cercare di regolare l’immigrazione negli anni e nel frattempo riadeguare di conseguenza la qualità dei servizi. Al contrario, ha preferito la strada del “tutto e subito”, di occupare il suolo in modo indiscriminato con insediamenti residenziali, per non parlare dei progetti di insediamento di grandi strutture di logistica al di là della stazione.
Piani di edilizia economica popolare avrebbero giovato soprattutto alle giovani coppie o agli immigrati extracomunitari senza ridurli ad accettare, per la stragrande maggioranza, affitti in nero.
Il recupero delle Corti è stato timidamente abbozzato e poi subito lasciato perdere. In otto anni una maggioranza che si era presentata, a partire dal proprio simbolo, come paladina della tradizione, si è dimenticata del vecchio cuore di Vittuone. Lo stesso discorso vale per le aree del Lazzaretto e dei fontanili. Dobbiamo attendere che sia il gestore del Centro commerciale a presentare progetti perché i cittadini, a cominciare dai ragazzi delle scuole, si riapproprino di questo patrimonio storico e ambientale nel Parco Sud. Vendere o perdere la propria memoria è un peccato che non ammette perdono.
Parlando con alcuni giornalisti della zona, il boom edilizio di Vittuone non ha destato scalpore solo nei cittadini ma anche negli amministratori dei paesi vicini, anche di centrodestra. Non si dimostrerà, negli anni a venire, una scelta lungimirante. Se oggi a guadagnarci sono costruttori e immobiliari, un domani la riduzione del suolo pubblico, il ricorso selvaggio agli oneri di urbanizzazione per far cassa, il “baratto delle opere”, non si valuteranno così positivamente come oggi dovete fare credere.
Convenzioni o svendita di aree quali centro commerciale, RSA, Discount, non sono “sacrifici necessari”. Per queste tre aree esistevano alternative concrete per dare a Vittuone quegli stessi servizi commisurati alla realtà di Vittuone. Come fin dal 2002 la minoranza e gli stessi studi di fattibilità da voi commissionati vi avevano suggerito. Ma non c’è Amministrazione più saggia e coerente, del resto, di quella che incarica professionisti e poi procede dritta per la propria strada senza tenerne conto.

Cosa prevediamo per il flusso straniero? Far finta che non esiste.
Il 6% dei cittadini del magentino sono extra-comunitari, senza contare gli irregolari. Presto supereremo, anche a Vittuone, il 10% e il trend, naturalmente, è destinato a salire.
Al di là delle singole iniziative di qualche Consigliere, in questi anni abbiamo sempre richiesto di sederci intorno a un tavolo e discutere di come accogliere e cercare di integrare queste persone. Tutti i compiti riescono difficili se non si incominciano neppure. In un’ottica anche di prevenzione del disagio, in una prospettiva anche di sicurezza e di educazione.
Anche la rinuncia al mediatore culturale, giustificata come esempio di sussidiarietà, è fumo negli occhi. Se la scuola non vi ha richiesto nulla, voi non vi siete sentiti in dovere di proporre più di 900 euro? Come avete creato il Pifferaio Magico di cui, giustamente andate orgogliosi, o avete puntato su una politica seria per i disabili, se non si credeva nelle soluzioni predisposte a livello di Piano di Zona, potevate mettere in cantiere altre iniziative, oppure sostenere con più decisione quelle della Caritas e della Parrocchia. A volte bastano anche dei piccoli gesti o dei simboli, ma prima bisogna avere anche la coscienza di riconoscere la diversità. In questi anni le uniche politiche di integrazione sono state messe in campo dalla Parrocchia, più lungimirante di voi nel sapere che la prevenzione sociale e l’ascolto sono le strade più semplici ma più salde per evitare la degenerazione in situazioni esplosive. Qualcuno, un tempo, diceva “me ne prendo carico”. Voi ve ne siete francamente “sbattuti”.

Vittuone domani.
L’urbanizzazione sfrenata degli ultimi 8 anni proietta Vittuone verso i 10 mila abitanti, con un’offerta di servizi insufficiente rimasta al 1998. Anzi, sono rincarati di molto nonostante la qualità sia rimasta la stessa.
Un esempio su tutti: non era più facile aprire una farmacia comunale prima di un centro commerciale o di una RSA? Che fine farà l’assistenza domiciliare agli anziani?
Gli Amministratori non si fermano e hanno commissionato lo studio all’esterno per il nuovo Piano di Governo del Territorio. Probabilmente sarà presentato prima delle elezioni. Il Piano prospetta come si evolverà il tessuto sociale, economico, urbanistico di un paese nei prossimi anni. E’ un nucleo di scelte troppo importanti perché vengano prese “dall’alto” senza coinvolgere nel decision making i cittadini, e più in generale tutti i portatori di interessi “deboli”.
Consulterete i cittadini ancora solo a cose fatte? Perché farlo in tutta fretta in sei mesi prima delle elezioni? Potrebbe invece essere una grande occasione per coinvolgere tutte la parti e mediare, insieme, con calma e raziocinio, il meglio per Vittuone.

La partecipazione ridotta a disinformazione.
Dal 2002 la missione di Vivere Vittuone e dei consiglieri di minoranza è stata salvaguardare a tutti i livelli il diritto dei cittadini all’informazione e alla partecipazione nelle scelte fondamentali del loro paese.
Inserire un momento partecipativo, specialmente nella pianificazione urbanistica, non significa solo maggiore democraticità, ma l’opportunità di costruire relazioni tra i soggetti privati, tra pubblico e privato, di produrre consenso, di adeguare le soluzioni ai problemi sollevati dalla comunità, di accrescere nei cittadini la responsabilità nei confronti del problema, e la consapevolezza di essere soggetti davvero portatori di interessi attivi.
La partecipazione si deve porre dunque a monte del processo, quando si definiscono i bisogni reali dei cittadini.
Questa Amministrazione ha difeso una struttura decisionale piramidale e concepisce la partecipazione solo a livello formale, attraverso l’informazione: i cittadini vengono a conoscenza delle politiche quando sono già formulate e gli obiettivi non sono più modificabili. Di fatto il contributo della comunità rispetto all’intero processo decisionale è marginale: la partecipazione, gestita e indirizzata dall’alto, si limita a soddisfare le condizioni previste dalla legge, come nel caso delle osservazioni ai piani.
Le informazioni fornite alla comunità assumono un flusso unidirezionale, non consentono alcun feedback, ossia la possibilità di interagire, avanzando critiche o proposte sui programmi di cui saranno i destinatari. In 8 anni, per fare un esempio, si è ricorsi solo una volta a un programma esteso di sondaggi di soddisfazione dei cittadini rispetto ai servizi.
Gli stessi canali di informazione, il periodico comunale e il sito web, non soddisfano questi requisiti. Il sito non è interattivo, contro qualsiasi logica di web experience matura sia di un sito di contenuti sia di un portale di P.A. che offre servizi al cittadino. Il portale del magentino fa sorridere. Il giornale, che costa ai cittadini 50mila euro l’anno, è un puro veicolo di propaganda per la Giunta scritto dalla Giunta.

La Partecipazione cancellata.
Dal 1998 l’Amministrazione ha azzerato tutte le forme di consultazione e la stessa informazione non era trasparente (9 anni fa il NO a qualsiasi centro commerciale era il primo punto del vostro programma). Riconfermata nel mandato, evidentemente la Giunta ha pensato di essere legittimata a proseguire su questa strada. Anche la base più elementare di partecipazione, la consultazione, è stata cancellata. Su grandi temi quali il centro commerciale, la Residenza Sanitaria Anziani, per citarne due, i cittadini hanno saputo solo a cose fatte: prendere o lasciare.
Le nostre battaglie e i nostri interventi in Consiglio hanno sempre avuto un comune denominatore: i cittadini sono portatori di interessi attivi, e dunque hanno il diritto di intervenire a monte dei problemi, a definire le priorità e gli aspetti critici, non quando possono solo scegliere il colore dei rivestimenti e non possono più mettere in discussione nulla, salvo ricorrere a TAR e avvocati. Da qui anche la nostra battaglia per il difensore civico, da poco finalmente vinta.
Come hanno creato in questi anni il consenso? Quando la partecipazione non esiste e l’informazione è precaria, quando insomma le maglie del controllo pubblico sono più larghe, è più facile intervenire sulle singole persone, anteponendo gli interessi particolari a quelli collettivi. Se un’Amministrazione si sente tanto preparata e legittimata, perché non crea occasioni di confronto costruttivo con i cittadini? Forse perché è più facile promettere a pochi che dovere rendere conto a molti?

Un esempio emblematico: il “caso Mensa”.
Sollecitati dai genitori che chiedevano voce in capitolo (come in quasi tutti i Comuni italiani) nella scelta e nel controllo della refezione scolastica, l’Amministrazione istituì una commissione di vigilanza, più di facciata che dotata di effettivi poteri di controllo, come denunciammo subito. Quando, in seguito, il comitato scoprì che la società avente l’appalto non gestiva così bene le cose come previsto, si generò un conflitto aspro tra Amministrazione e genitori, tanto che questi ultimi dovettero cedere (gli fu vietato di pubblicare, ad esempio, le foto raccolte). Una buona Amministrazione che (1) avesse effettuato politiche di controllo non formali, e (2) le avesse condivise in modo trasparente con i genitori, non avrebbe generato alcuno scontro e avrebbe garantito maggiormente la qualità del servizio. Al contrario l’Amministrazione è stata debole con i forti (la società) e forte con i deboli (i genitori). Lo stesso dicasi, ad esempio, per il permesso dato ad una ditta di asfalti proprio dietro i condomini in via Madonna del Salvatore.

Altro caso: l’Agenda 21.
La scelta di Vittuone e Magenta di non partecipare all’Agenda 21 è un fatto molto grave che ci pone al di fuori dall’analisi delle necessità e delle problematiche del territorio e un domani da politiche importanti intercomunali.
Da un’indagine promossa dall’Ufficio stesso dell’Agenda 21, 1 associazione su 3 del magentino (tranne che nei Comuni non aderenti) richiede alle Amministrazioni di essere coinvolta nelle decisioni, quindi il massimo grado di partecipazione.
La sussidiarietà cui, più o meno a proposito, vi ispirate, perché viene utilizzata solo per gli ambiti dove è più facile creare e controllare il consenso, mentre viene dimenticata quando sono in gioco i grandi interessi che riguardano tutta la collettività?
In questi anni abbiamo visto elevare o distruggere associazioni per allevare opinion leader e costruire il consenso personale.
Avete trovato casa per il Gruppo Teatrale? Evidentemente i canali di ascolto, come il Forum delle Associazioni, funzionano così bene che quel gruppo di cittadini ha dovuto ricorrere a un appello pubblico sul giornale comunale per manifestare la propria condizione di disagio. Dobbiamo aspettare che ricompriate Villa Venini, che qualche privato baratti un locale per qualche terreno, oppure possiamo modificare la convenzione che permette al privato di gestire il Tresartes per 7mila euro l’anno?
Perché lasciare invece che i privati soffiassero al Comune Villa Venini, per poi proclamare di rivolerla riacquistare dagli stessi? Perché non discutere in pubbliche assemblee il progetto di un centro commerciale così opportuno per Vittuone, così come avevamo richiesto più volte, se i benefici erano tanto evidenti e inoppugnabili?

I Giovani.
Di voglia di fare e partecipare hanno bisogno soprattutto i giovani. E lo reclamano a gran voce. Dal 1998, al di là degli interventi nello Sport, in cui sono per forza implicite, non abbiamo riscontrato politiche giovanili di ampio respiro, soprattutto per gli adolescenti. Se non si lascia ai giovani spazi e momenti di creatività e autogestione, significa considerarli un problema e non un’opportunità per tutto il paese. La creazione di spazi quali la sala prove, sempre presente nei programmi elettorali, è stata dimenticata. Centro commerciale e palazzetto dello sport daranno servizi con biglietto di ingresso, non un sostegno o un incoraggiamento concreto per i giovani vittuonesi a dire: “fateci vedere cosa siete capaci di fare”.

Centro Commerciale.
Per quanto riguarda il Centro Commerciale non ci sentiamo di dover ripetere più di quanto espresso in questi anni. E’ singolare che questo centrodestra, in otto anni, non abbia mai supportato (tranne forse con l’Ass. Gariboldi) con politiche attive le imprese, gli artigiani, i negozianti, i giovani che cercano lavoro, i giovani che vogliono fare impresa. Anche a questo penserà il centro commerciale o il privato di turno? Non è che dietro la scusa della sussidiarietà e del ricorso alle esternalizzazioni presso privati, come abbiamo già fatto rilevare più volta, si nasconde una seria mancanza di progettualità? Crediamo nella sinergia pubblico-privato, ma nel ruolo forte che il pubblico deve assumere per garantire la qualità e l’accesso al servizio.
Non è ammissibile, ad esempio, che il gestore del Gelso non abbia presentato ancora una Carta dei Servizi o un organigramma, e l’unico pezzo di carta in Comune sia la convenzione, per il semplice fatto che la struttura è privata. Se è così il Comune non può garantire nulla a nessuno. E così sarà per il Centro Commerciale, alla faccia dei 500 posti di lavoro promessi.

Il baricentro economico si sposterà fuori dal paese, e i piccoli esercizi chiuderanno: è un destino che avevate già segnato dal 1998.
Avete deciso che la bilancia pende dalla parte dei vantaggi: oggi potete giocare questa carta in fase elettorale, perché potete ancora ricorrere a informazioni parziali, per convincere i cittadini che la scelta è stata la migliore. Basta lasciare immaginare, anziché “far sentire” gli effetti il più concretamente possibile: nel primo caso appaiono solo i lati positivi, nel secondo predominano quelli negativi. Tra qualche anno, quando tutti i presunti benefici saranno sotto agli occhi di tutti, e lontani dal vivere in un’Amsterdam da percorrere in bicicletta, saremo schiacciati nel traffico, sarà una magra consolazione ricordare che la vera qualità di chi amministra il bene pubblico dev’essere quella di saper parlare non solo alle persone che s’incontrano per strada, ma a coloro che verranno e non conosceremo mai.

Le battaglie e gli insuccessi di Vivere Vittuone (e del centrosinistra).
Abbiamo proposto consigli aperti e referendum sul centro commerciale, abbiamo (noi) ostinatamente ricercato e infine ottenuto l’elezione di un difensore civico, abbiamo denunciato che la RSA di fatto è un regalo al privato, non una struttura per i vittuonesi. Ci siamo opposti al metodo con cui viene quantificata la tariffa sulla raccolta differenziata, abbiamo sostenuto in Consiglio i genitori contro l’inefficienza della refezione scolastica. E altro ancora.
La nostra responsabilità, dove abbiamo “fallito”, è estesa alle forze del centrosinistra: non siamo riusciti a veicolare sufficiente consenso intorno a queste battaglie, non abbiamo raccolto abbastanza all’esterno, rispetto a quanto prodotto in Consiglio. Di riflesso, la capacità progettuale ne ha risentito. Di questo ci scusiamo con chi ci ha eletto cinque anni fa.
Facciamo un appello per la prossima campagna elettorale, perché si faccia un salto di qualità e il dibattito non si riduca a frasi del tipo: “l’avevate fatto voi anche 20 anni fa”. I vittuonesi si meritano di meglio. Entriamo nella sostanza delle cose, nei problemi concreti, e cerchiamo di dare a Vittuone una prospettiva di largo respiro che la sappia rilanciare culturalmente e aprire alla sfide del domani, senza mai pregiudicare il suo DNA storico. E’ un paese che ha un grande bisogno di porsi domande importanti, di aprirsi al suo interno, di crescere, non nel numero di abitanti, ma nella consapevolezza delle piccole e grandi questioni di una società sempre più complessa e fragile.

Vivere Vittuone