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Il Tenti è senza vergogna!

Riceviamo e pubblichiamo…

VittuoneCap Holding e il Comune di Vittuone inaugurano la Casa dell’Acqua: appuntamento sabato 24 marzo presso il parcheggio di Via Cavour (Piazza Mercato, foto) alle ore 10:30.

Al “Battesimo” saranno presenti il Vicepresidente di CAP Holding Franco de Angeli e il Sindaco di Vittuone Enzo Tenti, che afferma: “La scelta di realizzare la casetta dell’acqua incontra soprattutto la nostra volontà, come amministrazione lungimirante e coscienziosa, di ascoltare i cittadini che ci hanno fatto questa proposta; inoltre garantisce, all’interno della logica e del rispetto del territorio, la diminuzione dell’uso della plastica”.

Queste sono le parole dette dal sindaco Tenti nell’intervento rilasciato a CittaOggiWeb.

In pratica, quel politico da due soldi, capo di una giunta arrogante e sprecona, si appropria senza ritegno ne’ vergogna di un’idea non certo sua, ma dell’opposizione, dimenticando (?) anzi di essere stato uno dei maggiori avversatori del referendum sull’acqua di giugno, facendo disinformazione e cercando di convincere i Vittuonesi a non votare.

Ora, nella sua misera povertà di idee e avvicinandosi inesorabilmente la data delle elezioni, cerca di fare l’impossibile per far sua un’iniziativa di cui è stato irriducibile detrattore, oltretutto senza minimamente riconoscere alcun merito a chi l’idea l’ha proposta.

Che schifo!!!!

Lettera firmata

Casa dell’acqua: una vittoria del Comitato Referendario

Il 24 marzo prossimo sarà inaugurata anche a Vittuone, finalmente, una casa dell’acqua. Il nostro era rimasto uno degli ultimi comuni di questo territorio a non averne una. Ad Arluno e a Sedriano, per esempio, c’è già.

Il Sindaco Enzo Tenti ha colto al volo l’opportunità per farne un punto di merito a favore della sua rielezione, utilizzando la recente convenzione con CAP Holding per la gestione del servizio idrico integrato.

Il Sindaco, però, sa bene che la battaglia per l’acqua pubblica non l’ha condotta né lui né la sua Amministrazione, anzi se non l’ha osteggiata quantomeno non l’ha favorita. Il suo partito, il Pdl, era assolutamente contrario, e lo è ancora oggi, alla gestione pubblica dei servizi essenziali, ritenendo fondamentale l’ingresso dei privati, i quali ovviamente dovranno trarne profitto.

E’ stato il popolo dell’acqua che ha sempre tenuta alta la bandiera della gestione pubblica di questi servizi, un popolo che anche a Vittuone ha condotto la sua battaglia, organizzando gazebo, distribuendo volantini, sostenendo la partecipazione al voto referendario che ha dato un risultato schiacciante e inequivocabile.

E’ un vecchio trucco quello di impossessarsi di battaglie popolari a pochi mesi dal voto. Un trucco facile per catturare consensi. Non basta dire, come ha fatto il Sindaco sui giornali locali, di trovare strano di andare al supermercato a comprare un bene che arriva direttamente in casa. Dovrebbe anche dire che se il Comune ha stipulato la convenzione con CAP Holding, società a capitale totalmente pubblico, lo si deve al risultato referendario e alla battaglia che noi, all’interno del Comitato Referendario, abbiamo condotto.

Dovrebbe spiegare che il suo partito, invece, vuole i privati nella gestione dei servizi pubblici essenziali, dovrebbe ricordare la feroce campagna di disinformazione del Governo Berlusconi per evitare che si raggiungesse il quorum e il totale silenzio della sua Amministrazione in paese: solo tre punti predisposti per l’affissione della propaganda elettorale, nessuna informazione istituzionale ai cittadini, nemmeno tramite e-mail.

La casa dell’acqua a Vittuone è una nostra vittoria, è una vittoria di migliaia di cittadini che credono che l’acqua sia un bene primario che deve assolutamente restare pubblico e sul quale non si possono fare profitti, una vittoria della volontà popolare sull’arroganza del potere.

La casa dell’acqua rientra in questa concezione che non è certo del Sindaco o del Pdl ma della gente, del popolo dell’acqua e che il Sindaco cerca di sfruttare per scopi elettorali.

Per questo il prossimo 24 marzo chiediamo alle associazioni e ai partiti che hanno sostenuto il referendum sull’acqua (Vit.A-Legambiente, Acli, Anpi, Unione per Vittuone, Gioia di vivere, Vittuone nel cuore, oltre a Rifondazione Comunista, oggi SdV) di intervenire insieme a noi con le proprie bandiere, con le bandiere del Comitato per l’acqua pubblica, all’inaugurazione della casa dell’acqua.

Rino Scialò

Portavoce PD Vittuone

Per approfondimenti:

APPELLO PER L’ACQUA PUBBLICA IN LOMBARDIA

Con il presente Appello, il Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l’Acqua Pubblica, a nome degli oltre 3 milioni e 700 mila cittadini lombardi (pari a più del 50% degli elettori) che ai Referendum del 12 e 13 giugno 2011 hanno votato Sì all’abrogazione delle norme che imponevano la privatizzazione e garantivano i profitti sulla gestione dei servizi idrici,

CHIEDE

  1. al CONSIGLIO della Regione Lombardia di modificare la Legge Regionale n. 26/2003 (così come modificata dalla L.R. 21/2010) per la parte riguardante i servizi idrici, che nel testo vigente < prevede l’esproprio delle competenze dei Comuni (attraverso la soppressione delle Autorità d’Ambito territoriale – A.ATO) e la privatizzazione dell’acqua (poiché contiene ancora i riferimenti al Decreto Ronchi, abrogato dal Referendum nazionale, che obbligava a cedere ai privati la gestione dei servizi idrici);

  2. agli Amministratori dei COMUNI e delle PROVINCE della Lombardia di fermare le procedure per la costituzione degli Uffici d’Ambito provinciale (in sostituzione delle A.ATO) e di non attivare i processi di riorganizzazione della gestione dei servizi idrici che avviano le gare o predispongono l’ingresso dei privati nelle aziende pubbliche esistenti.

  3. ai CITTADINI ed ai COMITATI dell’acqua di monitore sui territori le decisioni che saranno assunte dai Comuni e dalle Province, rispetto alla gestione dei servizi idrici locali.

Se la legge regionale non verrà cambiata al più presto, il rischio è che l’acqua di tutta la Lombardia finisca nelle mani di poche imprese private, italiane o straniere, interessate solo a fare profitto.

Il Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l’Acqua Pubblica formula le seguenti proposte:

  • salvaguardare la titolarità dei Comuni nel governo dei servizi idrici, prevedendo forme di partecipazione della cittadinanza alle scelte sulla gestione dell’acqua;

  • garantire la gestione totalmente pubblica dei servizi idrici, attraverso l’affidamento ad aziende di diritto pubblico di proprietà dei Comuni;

  • avviare un confronto politico per la riorganizzazione complessiva del servizio idrico, che va ridefinito quale “servizio di interesse pubblico generale, privo di rilevanza economica”, attraverso la valorizzazione dei bacini idrografici esistenti in Lombardia, che devono essere amministrati dai Comuni e affidati in gestione ad aziende di diritto pubblico, garantendo il diritto all’acqua secondo principi di solidarietà.

Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia

Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l’Acqua Pubblica

Referendum per l’abolizione del “Porcellum”: grande risposta dei cittadini vittuonesi

Ha riscosso un grande successo la raccolta delle firme per il referendum abrogativo dell’attuale legge elettorale. Fin dalle 9,00 del mattino, ieri in piazza Italia, un flusso continuo di cittadini si è fermato davanti al gazebo del PD per apporre la propria firma sui moduli. L’afflusso è andato avanti ininterrotto fino alle 12,30 circa e non c’erano solo adulti e persone più anziane, ma anche tanti ragazzi e ragazze.

Le persone che si sono fermate a parlare con noi hanno manifestato tutta la propria insofferenza verso il Governo e, naturalmente, verso un sistema politico bloccato e reso insopportabile, per i cittadini, da una legge elettorale che il suo stesso ideatore, il leghista Calderoli, definì “una porcata”.

La gente chiede di riappropriarsi del diritto di scegliersi i propri rappresentanti nel Parlamento e non sopporta più una casta di nominati dai partiti, che spesso senza alcun merito si ritrovano ad essere deputati e senatori ed a godere di tutti i privilegi di questo status in cambio di obbedienza assoluta al capo.

L’Italia, gli italiani che in tutto il Paese si stanno mobilitando per arrivare a raccogliere almeno mezzo milione di firme per il referendum “anti porcellum”, meritano di meglio.

Meritano una classe dirigente all’altezza del difficile momento economico che stiamo attraversando e che pensi davvero al bene del Paese e non ad obbedire ad un capo “che fa il Presidente del Consiglio a tempo perso” in cambio del posto in Parlamento, di favori e di privilegi.

Il PD di Vittuone appoggia il referendum

Il “Porcellum”, la legge elettorale definita dal suo stesso autore, il leghista Calderoli, “una porcata”, ha consegnato il Parlamento in mano ad una casta che è assolutamente lontana dalla realtà del popolo e che pensa solo a difendere i suoi privilegi.

La grandissima parte dei parlamentari sono stati, grazie a questa legge, nominati dai partiti, negando ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti.

Il PD ha presentato una propria proposta di riforma elettorale, che modifichi il “Porcellum” ma che non faccia ricadere il Paese nei problemi di scarsa governabilità verificatisi con il sistema precedente, il cosiddetto “Mattarellum”.

Purtroppo questo Parlamento è stato espropriato della facoltà di discutere di riforme vere, di legiferare e dunque, ben venga il referendum abrogativo che almeno tenta di scardinare questa situazione di immobilismo.

E’ possibile firmare recandosi in Comune negli orari di apertura degli uffici. Noi, come PD, aiuteremo la raccolta di firme con due banchetti nelle mattinate di giovedì 15, al mercato, e di sabato 17, in Piazza Italia.

Le firme dei cittadini saranno autenticate dai consiglieri comunali di minoranza.

Riprendiamoci il diritto di scegliere, liberiamo il Parlamento dalla casta dei nominati.

Le linee guida del Comitato provinciale per l’Attuazione dei Referendum Acqua

L’enorme successo dei Referendum del 12-13 giugno è stato raggiunto grazie a 27 milioni di voti di cittadini che hanno scelto una gestione pubblica del servizio idrico, una maggioranza trasversale e ben più ampia di qualsiasi maggioranza politica. Adesso si tratta di tradurre questa scelta in nuove normative che portino a compimento il dettato dei referendum, realizzando una gestione pubblica del bene comune acqua che coniughi trasparenza,efficienzademocraziasolidarietà. Nessun dibattito politico su questi temi può ignorare questa vittoria e la volontà popolare che l’ha decretata.

Martedì 28/6 il Comitato referendario “2 sì per l’acqua bene comune” di Milano e provincia si è costituito in “Comitato provinciale per l’Attuazione dei Referendum Acqua Bene Comune” assumendo l’impegno di custodire anche sul territorio della nostra provincia i milioni di voti che si sono espressi nei Referendum. A tal fine, il Comitato intende svolgere il proprio ruolo di legittimo interlocutore a tutti i tavoli istituzionali in cui si decidano le nuove forme di gestione del servizio idrico. Il Comitato ha definito le linee della sua azione.

1. L’attuazione del dettato dei Referendum non può che partire dalla Proposta di Legge di iniziativa popolare sostenuta da più di 400.000 firme e depositata presso il Parlamento da 4 anni; tale proposta di legge è stata calendarizzatauna prima volta per la discussione parlamentare il 7/7; ogni forza politica dovrà misurarsi con quello che costituisce il punto di partenza per definire la nuova normativa in materia di gestione del servizio idrico. Si tratta infatti di una proposta di legge che è espressione degli stessi
soggetti che hanno vinto i Referendum e che articola in positivo i principi fondamentali contenuti nei Referendum stessi:

l’acqua è un bene comune,
la sua gestione deve essere pubblica e non può essere affidata al mercato,
non si possono fare profitti su un bene comune,
i cittadini hanno il diritto di partecipare alla definizione della gestione del servizio idrico.

2. Intanto è urgente avviare anche sul territorio locale la discussione per adeguare normativa e forme istituzionali al dettato della volontà popolare che si è espressa nei Referendum.
La Regione Lombardia deve aprire un tavolo di discussione sulle modifiche da apportare alla Legge Regionale per adeguarla alla volontà espressa dal Referendum popolare.
Bisogna ridefinire gli ATO, riunificando l’ATO della Provincia e l’ATO di Milano.
Bisogna riunificare società patrimoniali e società di gestione e erogazione.
Le SpA dell’acqua devono essere riunite in un’unica società di diritto pubblico, nella massima trasparenza che deve caratterizzare anche la definizione delle tariffe.
Bisogna mettere allo studio le forme di partecipazione della cittadinanza alla gestione dell’acqua.
I Consigli comunali devono deliberare la modifica dei loro Statuti per affermare che l’acqua è un bene comune e non un bene di natura economica.
Il Comune di Milano deve realizzare le case dell’acqua messe a bilancio da tempo, restaurare la rete di fontanelle e inserirle nella mappa dei servizi cittadini, oltre che impegnarsi ad utilizzare l’acqua di rete nelle sue riunioni e negli uffici comunali, farsi promotore di un tavolo di discussione con la MM per migliorare il servizio idrico e la partecipazione della cittadinanza.

Su tutti questi temi il Comitato chiama Regione, Provincia, Comune di Milano e Comuni della Provincia ad impegnarsi da subito in un confronto teso ad attuare in riforme concrete il dettato dei Referendum, e chiede un tavolo di confronto a tutti questi soggetti istituzionali.

Comitato per l’Attuazione dei Referendum sull’Acqua Bene Comune

Referendum, nuova sconfitta del centrodestra

Riceviamo e volentieri pubblichiamo…

Ancora una volta questo (mal)governo è stato sconfitto!

Nonostante una campagna di disinformazione feroce, spietata, senza regole e senza dignità, il centrodestra ha subìto l’ennesimo tracollo con i referendum del 12-13 giugno.

Erano anni che non veniva raggiunto il quorum del 50% + 1 in una consultazione referendaria, e il fatto che sia accaduto questa volta significa una cosa sola, che gli Italiani si sono veramente stancati di questa maggioranza arrogante, ignorante, sprecona, bugiarda e dittatoriale, che da quando è al governo altro non ha fatto che sistemare i propri affari, cercare di salvare il “lato B” del premier, far lievitare l’evasione fiscale e creare disoccupazione e miseria.

E mentre le file della maggioranza si ingrossavano di affaristi, ex-showgirls e pluri-inquisiti, Berlusconi si assicurava la fiducia di Camera e Senato comprando, nel senso più letterale del termine, voti a destra e a manca, come finora si era visto fare solo in qualche “repubblichetta delle banane” africana o centroamericana.

Anche a Vittuone ovviamente si sono seguiti i diktat del “capo”, cercando disperatamente di evitare il raggiungimento del quorum impedendo lo speakeraggio in paese e riducendo al minimo sindacale la comunicazione ai cittadini, anche se questa non è certo una novità.

Qui, come nel governo nazionale e regionale, si cerca solo di far tornare i propri conti, esibendo un’assordante propaganda sotto la cui bella copertina patinata (e molto urlata…) si celano inefficienza, menefreghismo, arroganza e una sgradevole propensione alla menzogna. Tutto questo mentre in molte vie di Vittuone l’asfalto è una voragine unica, via Volontari della Libertà è impercorribile quando piove e tutto il paese in generale è abbandonato al degrado e alla fatiscenza.

Probabilmente neppure questa nuova batosta servirà a far dimettere il governo, ma se la accostiamo ai risultati delle ultime amministrative e al crescente malcontento degli Italiani (che ormai neppure i “destrorsi” più accaniti possono far finta di ignorare), può far suonare più di un campanello d’allarme nel centrodestra italiano e, restando dalle nostre parti, forse anche il Tenti, con la sua degna maggioranza, dovrebbe cominciare a preoccuparsi per il 2012.

Non potrà certo pensare di assicurarsi la rielezione con lavori frettolosi dell’ultimo minuto in piena campagna elettorale (tipo sottopasso del Destriero o telecamere di videosorveglianza) o con promesse-spettacolo che non potrà mantenere.

Giova ricordare che neppure la Moratti è riuscita a farsi rieleggere con questi mezzucci.

Stefano Banda

Referendum popolari: quando la partecipazione dei cittadini è più forte del potere!

L’Amministrazione comunale, in occasione dei referendum popolari, ha fatto installare i cartelloni per l’affissione della propaganda elettorale solo in tre punti del Comune. Non ha nemmeno minimamente informato i cittadini dell’evento, neanche tramite e-mail (utilizzata invece per invitare alle varie feste) e ha negato l’autorizzazione al comitato per i referendum ad effettuare lo speakeraggio nell’ultimo giorno di campagna elettorale.

Un comportamento certamente inusuale per un’amministrazione solitamente molto attenta alla comunicazione e alla propaganda, ma che è in linea con alcuni canali televisivi, con chi voleva far di tutto per non far raggiungere il quorum.

Si pensava che bastasse ignorare i referendum per poter vincere non facendo raggiungere il quorum. La partecipazione dei cittadini però c’è stata, a Vittuone anche superiore alla media regionale: 56% rispetto al 54,5% della Lombardia.

Anche i cittadini vittuonesi, con il loro voto, hanno ampiamente bocciato le leggi in contrasto con l’interesse pubblico e il bene comune e hanno voluto ripristinare una legge uguale per tutti.

Referendum popolari a prezzi……. poco popolari!

L’Amministrazione comunale ha speso 6.553€ per il pagamento dei presidenti, segretari e scrutatori dei 7 seggi elettorali, trentasei persone che hanno lavorato per tre giorni ad un costo già stabilito dalla normativa nazionale.

L’Amministrazione comunale ha poi speso 8.600€ (6.800€ + IVA) per montare e smontare i tabelloni elettorali posti in soli tre punti del Comune, commissionando i lavori ad un’azienda privata perché i dipendenti comunali erano già impegnati.

Difficile da immaginare però che montare e smontare i tabelloni elettorali sia stato più costoso e quindi ci sia voluto più tempo dei tre giorni lavorativi delle trentasei persone impegnate nei seggi elettorali!

Naturalmente tutte le spese sono rimborsabili dallo Stato.

Referendum: i risultati di Vittuone sezione per sezione

Come fa giustamente notare il nostro lettore Aceto nel suo commento, il comune di Vittuone non ha ancora pubblicato i risultati dei referendum nel nostro comune, cosa che invece hanno fatto altri comuni limitrofi.

Allora pubblichiamo i dati in nostro possesso, rilevati dai rappresentanti di lista nelle sette sezioni elettorali del seggio di via Gramsci, con lo scopo di fornire un servizio ai cittadini di Vittuone che hanno il diritto di essere informati.

Attenzione, dunque: ribadiamo che non si tratta di dati ufficiali, forniti formalmente da una fonte istituzionale ma di dati rilevati dai rappresentanti di lista. Sono sicuramente attendibili (al 99,99 %), a meno di qualche svista o di qualche involontario errore materiale del singolo rappresentante di lista.

Risultati dei referendum 1 e 2 a Vittuone

Comune di VITTUONE –Referendum Popolari del 12 e 13 giugno 2011
REFERENDUM n: 3 – Nucleare ed Energie Alternative
Sezione 1 2 3 4 5 6 7 totale
Elettori Iscritti 842 853 1042 955 1104 924 959 6679
Elettori Votanti 501 452 596 562 618 502 510 3741
Percentuale Votanti 59,50% 52,98% 57,19% 58,84% 55,85% 54,32% 53,19% 55,98%
457 405 553 518 566 461 470 3430
No 39 42 39 41 43 39 37 280
BIANCHE 4 3 4 2 9 2 1 25
NULLE 1 2 0 1 0 0 2 6
Totale tutte le sezioni
Percentuale Voti SI’ 92,14% 96,60% 93,41% 92,67% 92,94% 92,20% 92,70% 92,23%
Percentuale Voti NO 7,86% 3,40% 6,59% 7,33% 7,06% 7,80% 7,30% 6,76%
REFERENDUM n: 4 – Il Legittimo Impedimento
Sezione 1 2 3 4 5 6 7 totale
Elettori Iscritti 842 853 1042 955 1104 924 959 6679
Elettori Votanti 498 450 596 561 617 500 506 3728
Percentuale Votanti 59,40% 52,75% 57,19% 58,74% 55,90% 54,11% 53,10% 55,88%
457 411 560 519 575 461 472 3455
No 36 31 31 36 32 32 31 229
BIANCHE 4 4 4 5 9 4 1 31
NULLE 1 4 1 1 1 3 2 13
Totale tutte le sezioni
Percentuale Voti SI’ 92,70% 94,02% 94,75% 93,51% 94,73% 93,51% 93,74% 93,85%
Percentuale Voti NO 7,30% 5,98% 5,25% 6,49% 5,27% 6,49% 6,16% 6,13%