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Referendum: una grande vittoria!

E’ stato un successo clamoroso quello ottenuto ai referendum dai sostenitori dei SI. Una vittoria così larga e bella non si otteneva, ai referendum, da almeno 15 anni. Ciò nonostante B & B, Berlusconi e Bossi, avessero invitato i cittadini a non andare a votare.

La risposta, una vera, grande risposta di popolo è stata quella di fare esattamente l’opposto e di farlo per mettere in chiaro alcune cosucce. Per la prima volta la maggioranza assoluta degli italiani ha votato contro Berlusconi per dirgli che i beni pubblici vanno gestiti come tali, ossia a favore della collettività e non per favorire l’interesse di pochi; che in Italia è necessaria una politica energetica completamente diversa da quella vagheggiata dal governo, basata non sul nucleare ma sulle energie rinnovabili; infine che la legge è uguale per tutti, anche per lui e che nessuno può farsi delle leggi ad personam per sfuggire ai processi. La strada della riforma della giustizia deve essere ben altra cosa rispetto a quanto perseguito fino ad oggi dal governo.

Una vittoria netta e su tutti i fronti, dal superquorum alle percentuali massicce dei SI rispetto ai NO.

Anche noi di Vittuone siamo felici e soddisfatti. Il risultato che si è avuto alle urne nel nostro paese ci ripaga di tutto l’impegno profuso a sostegno dei SI, che come Comitato abbiamo messo in piedi negli ultimi mesi, lavorando dal basso, piazza per piazza, cittadino per cittadino, nel silenzio dei grandi mezzi di comunicazione di massa. Esattamente come è avvenuto in ogni parte d’Italia, con un movimento silenzioso ma che è riuscito a penetrare nella testa e nel cuore dei cittadini di tutta Italia.

Per questo diciamo GRAZIE a chi ha preso a cuore la difesa dei beni comuni, la difesa del territorio dall’incubo nucleare e la difesa della giustizia dalle forzature e dai privilegi dei potenti. Grazie a chi ha votato e grazie a chi si è speso con passione in nome di valori e di ideali di giustizia e di legalità.

A Vittuone il risultato delle urne è stato straordinario: la media percentuale dei votanti per tutti e quattro i referendum è stata del 55.93 %, con un picco del 55,98 % per il referendum sul nucleare.

I voti a favore dei quattro SI sono stati un vero plebiscito: la media percentuale dei voti validi è stata, per tutti e quattro i referendum, di 93,84 %. Una bocciatura senza appello per tre delle principali leggi emanate dal governo Berlusconi: quella sulla privatizzazione dell’acqua, quella sul nucleare e quella sul legittimo impedimento.

Una curiosità: la sezione che ha espresso il maggior numero di SI è stata la terza, che nel referendum sul nucleare ha espresso ben il 96,60 % di SI all’abrogazione della legge.

Intergas dice SI a Acqua pubblica e stop al Nucleare

COMUNICATO STAMPA

Intergas, coordinamento dei Gruppi d’acquisto solidale di Milano, invita le elettrici e gli elettori a votare sì ai referendum del 12 e 13 giugno per abrogare l’obbligatorietà della privatizzazione della gestione dei servizi idrici e del profitto del 7% per i privati e la legge che prevede la costruzione di centrali nucleari in Italia. Si tratta di due temi a nostro parere di grande importanza per quanto riguarda il diritto alla vita e alla salute, la democrazia e la convivenza civile, la protezione dell’ambiente e la difesa dei beni comuni.

L’acqua è essenziale per la vita: deve essere garantita in quantità sufficienti anche a chi non può pagarla; non va inquinata, non va sprecata e va gestita con intelligenza e amore, sapendo che è una risorsa preziosa e sempre più scarsa (le guerre dell’acqua sono già una realtà).
I privati, che spesso sono multinazionali, hanno già dimostrato di non sapere e non voler fare tutto questo: il loro obiettivo è il profitto, quindi riducono gli investimenti sulla manutenzione degli impianti (con gravi danni per le reti “colabrodo” di molte zone d’Italia e quindi crescita degli sprechi) e aumentano i costi delle bollette in modo indiscriminato, tagliando la fornitura a chi non può pagare e rincarando le tariffe se gli utenti riducono i consumi (è successo in Toscana).
E’ molto più efficiente e rispettosa dei diritti delle persone e dell’ambiente una gestione pubblica partecipata che garantisca a tutti l’accesso all’acqua, incoraggi il risparmio con tariffe progressive in base al consumo, riduca gli sprechi e l’inquinamento con una corretta gestione del ciclo dell’acqua e con l’informazione agli utenti.
In molte città del mondo, per esempio Parigi e Berlino, si sta tornando dalla gestione privata a quella pubblica e lo stesso esempio di Milano dimostra come una corretta gestione pubblica possa essere efficiente, equa e virtuosa anche dal punto di vista economico.

Il ritorno al nucleare è una scelta scellerata e il recente incidente di Fukushima lo conferma: non esistono centrali nucleari sicure. Non è stato risolto il problema delle scorie, che non sappiamo come stoccare (esse restano radioattive per decine o centinaia di migliaia di anni), l’impatto economico ed ecologico è pesantissimo e incalcolabile; l’uranio, inoltre, è un combustibile in via di esaurimento e la cui estrazione comporta costi sociali e ambientali altissimi.
Nucleare civile e nucleare militare sono strettamente connessi: il primo alimenta il secondo visto che conviene utilizzare l’uranio impoverito in guerra, violando peraltro le risoluzioni Onu (cfr rapporto agosto 2002), invece che cercare di smaltirlo a costi estremamente elevati.
Il nucleare implica una gestione centralizzata, militarizzata, “segreta” e antidemocratica dell’energia, come dimostrano le falsità e le mezze verità che seguono regolarmente gli incidenti nucleari, molti dei quali non vengono nemmeno divulgati.

Carugate 6 giugno, Il nucleare: energia del futuro?

‘IL NUCLEARE: ENERGIA DEL FUTURO?’

lunedì 06 giugno 2011 alle ore 21:00

c/o ATRION, Carugate, Via S. Francesco 2,

Il dibattito sull’energia nucleare è tornato oggi ad imporsi all’attenzione di noi tutti cittadini italiani.

Al referendum del 12 e 13 giugno siamo chiamati ad esprimere il nostro parere sulla decisione che il nostro paese ritorni a produrre energia nucleare, nonostante gli italiani abbiano già espresso il loro dissenso con il referendum del 1987.

Si tratta di decidere la politica energetica italiana per almeno i prossimi 50-60 anni, la strada che prendiamo oggi influenzerà la vita dei nostri figli e i figli dei nostri figli.

E’ fondamentale quindi trattare la questione nucleare con serietà e con il dovuto approfondimento, per decidere se il nucleare è veramente l’energia del futuro.

La serata proposta ci darà l’opportunità di porre tutte le nostre domande a due esprerti:

Sergio Zabot, Ingegnere, autore di numerose pubblicazioni scientifiche e coordinatore del piano per l’efficienza energetica della provincia di Milano

Carlo Monguzzi, Ingegnere chimico, autore del primo saggio sulle piogge acide in Italia, è stato presidente del Gruppo Verde della Regione Lombardia.”

Wwf Martesana

‘Il seme’ Bottega e Gruppo di Acquisto Solidale

Associazione Milleusi

Associazione La Comune Luigi Bottasini onlus

Coafra Cascina Nibai

Cosa prevedono i referendum?

Per facilitare la comprensione di tutta la questione referendaria ci sembra utile pubblicare queste domande e risposte sui referendum pubblicate sul sito de La Stampa.it

A CURA DI RAFFAELLO MASCI
ROMA

Ieri la Cassazione ha confermato che il 12 e 13 giugno si terrà anche il referendum sul nucleare, che sembrava dovesse essere sospeso. Che cosa è accaduto di preciso?
Dopo i fatti di Fukushima il governo aveva sospeso, attraverso il decreto Omnibus, il programma nucleare italiano, e questo, secondo alcuni, avrebbe fatto automaticamente decadere le norme sul nucleare di cui il referendum chiedeva l’abrogazione. Ieri la Cassazione ha invece accolto, a maggioranza, l’istanza del Pd di trasferire i quesiti referendari sul nucleare alle nuove norme contenute nel decreto Omnibus. La richiesta di abrogazione rimane la stessa, ma invece di applicarsi alla precedente legge si applicherà, dunque, alle nuove norme del decreto (art. 5, commi 1 e 8).

C’è dunque un referendum sul nucleare. Ma ce ne sono anche altri?
Sì. Il 12 e 13 giugno gli italiani sono chiamati a pronunciarsi su quattro quesiti espressi da altrettante schede elettorali, che riguardano tre temi: l’acqua pubblica (due quesiti), il legittimo impedimento (un altro quesito) e – appunto – il nucleare.

Che cosa si chiede con il referendum sull’acqua pubblica?
Tutto nasce da due norme (legge 152 del 2006 e legge 133 del 2008) che, sostanzialmente, dicevano che pur restando l’acqua un bene dello Stato, se ne affidava la gestione a soggetti privati o a società miste pubblico-privato. I referendari chiedono che sull’acqua nessuno debba guadagnarci e quindi che debbano restare in mano pubblica sia la proprietà che la gestione.

Come bisogna votare su questo argomento?
Essendo due le leggi coinvolte, due sono anche i referendum sull’acqua, e due sono anche le schede da votare: una rossa e una gialla. I referendum sono abrogativi, quindi chi vuole che resti in vigore la legge sull’acqua gestita dai privati deve votare «No»: no all’abrogazione delle due norme. Chi, invece, vuole che l’acqua torni ad essere pubblica e che nessuno debba guadagnarci, deve votare «Sì»: si all’abrogazione delle due norme.

Cosa chiede il referendum sul nucleare?
Scheda di colore grigio. Originariamente il quesito proponeva l’abrogazione del piano nazionale sul nucleare. Poi il governo ha sospeso il programma e questo si pensava che facesse saltare automaticamente il referendum. Ma poiché il governo ha solo rimandato ma non annullato i suoi progetti sul nucleare, la questione resta.

Si voterà quindi anche sul nucleare?
Assolutamente sì. Chi non vuole il nucleare deve votare «Sì». Chi invece è favorevole a questo tipo di energia deve votare «No».

Cosa prevede il quarto quesito, quello sul legittimo impedimento?
La legge numero 51/2010 stabilisce che il presidente del Consiglio e i ministri possano godere di un «legittimo impedimento»: cioè, se chiamati a comparire davanti a un tribunale, possano rifiutarsi di farlo qualora questo impatti con altri impegni istituzionali. Poiché i referendari considerano questa una norma «ad personam», fatta, cioè, per alleggerire il presidente del Consiglio Berlusconi dalla pressione dei vari processi che lo riguardano, chiedono di abrogare questa legge. 

Quindi come si vota sul legittimo impedimento?
Chi vuole che il presidente del Consiglio e i ministri debbano essere processati come tutti i cittadini, deve votare «Sì»: sì all’abrogazione della legge 51. Se, invece, si ritiene che queste alte personalità meritino un trattamento di favore, e che la legge debba rimanere così com’è, debbono votare «No»: no all’abrogazione.

Chi ha proposto questi referendum?
I referendum sul legittimo impedimento e sull’energia nucleare sono stati promossi entrambi dall’Italia dei Valori. I quesiti sui servizi idrici derivano invece da un’iniziativa civica promossa dal «Forum Italiano dei movimenti per l’acqua».

Come si sono schierati i partiti italiani?
La maggioranza di governo (Pdl e Lega) darà libertà di scelta. Tutto il centrosinistra e tutte le associazioni ambientaliste sono, invece, per il «Sì»: quattro sì. Il Fli ha dato libertà di voto. L’Udc ha opinioni diverse sulle singole materie ma ha invitato tutti ad andare a votare.

Il referendum sarà comunque valido?
No. Sarà valido solo se andrà a votare la metà più uno degli aventi diritto. Altrimenti fallirà. Chi tiene, quindi, a temi come l’acqua per tutti o l’energia nucleare, è bene che faccia sentire la sua voce e vada a votare.

Referendum, censurata arroganza del governo. Ora tutti al voto!

“Questa volta le furberie alle spalle degli italiani non passano. La Cassazione censura l’arroganza del governo e riconsegna nelle mani dei cittadini il diritto a decidere sul nucleare e del proprio futuro”. Il Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’, oltre 80 associazioni a favore del referendum contro il ritorno all’atomo, plaude alla decisione della Corte, che “ha arginato i trucchi e gli ipocriti ‘arrivederci’ al nucleare e ha ricondotto la questione nell’alveo delle regole istituzionali, contro l’inaccettabile tentato scippo di democrazia”.

Secondo le associazioni “ieri ha vinto lo spirito democratico e referendario, hanno vinto gli italiani, che potranno esprimersi e cacciare definitivamente lo spettro del nucleare dall’Italia. Domenica 12 giugno tutti al voto contro il nucleare.

Informazioni sui referendum

Idee e scenari sui referendum abrogativi del 12-13-giugno 2011, che “pagheremo” a caro prezzo se non parteciperemo “attivamente”….

E’ molto importante per me, per te, per i tuoi amici, per i tuoi figli e per i tuoi nipoti, presentarsi al referendum abrogativo del 12-13 giugno 2011. E’ l’unico strumento, oltre alle elezioni, che ci fa sentire parte attiva di questo stato.

Il referendum avrà quattro quesiti, uno più importante dell’altro. Ve li elenco in maniera molto molto stringata.

Per ogni approfondimento andate qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_abrogativi_del_2011_in_Italia

Primo quesito (Acqua) Vuoi eliminare la legge che dà l’affidamento a soggetti privati o privati/pubblici la gestione del servizio idrico? SI

Secondo quesito (Acqua)
Vuoi eliminare la legge che consente al gestore di avere un profitto proprio sulla tariffa dell’acqua, indipendente da un reinvestimento per la riqualificazione della rete idrica? SI

Terzo quesito (Centrali Nucleari) Vuoi eliminare la legge che permette la costruzione di centrali nucleari sul territorio italiano? SI

Quarto quesito (Legittimo Impedimento) Vuoi eliminare la legge che permette al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri di non comparire in udienza penale durante la loro carica? SI

Come per ogni referendum, non basterà che vincano i SI ma bisognerà raggiungere il quorum. 25 milioni di persone, il 50% degli aventi diritto, dovrà recarsi alle urne per rendere il referendum valido.

La verà unità di noi tutti per far valere i nostri diritti di cittadini, capaci di dare una forte risposta a leggi che remano contro di noi.

SINTETIZZANDO:
Ai referendum di domenica 12 e lunedì 13 giugno
vota SI per dire NO.

1 – Vota SI per dire NO AL NUCLEARE.

2 – Vota SI per dire NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA.

3 – Vota SI per dire NO AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO.

ACQUA E NUCLEARE : I Sì CHE AIUTERANNO L’ITALIA A CRESCERE

Comitato regionale lombardo “2 SI per l’acqua bene comune”
Comitato regionale lombardo “Vota SI per fermare il nucleare”

Comunicato congiunto

LOMBARDIA: 1000 PIAZZE REFERENDARIE IL 5 GIUGNO

Oltre 100 associazioni nazionali e una miriade di comitati in Lombardia sostengono le campagne per i SI’ ai referendum che il 12 e 13 giugno chiameranno gli italiani al voto per il mantenimento dell’acqua pubblica e contro il ritorno dell’incubo nucleare. Un’enorme mobilitazione popolare ha aperto una contesa su questioni determinanti per il presente e il futuro del paese. Un confronto di questa portata va reso trasparente, limpido nelle sue implicazioni, così che il diritto di voto si svolga con una solida presa di coscienza e la scelta non venga inquinata da torbide manovre politiche.

Mentre il Presidente Napolitano ha rivolto un appello al mondo dell’informazione per sostenere il diritto alla partecipazione dei cittadini, il governo ha paura del voto popolare e cerca di impedire il raggiungimento del quorum: prima rifiuta di accorpare i referendum alle elezioni amministrative, poi cerca di cambiare le carte a partita iniziata, nella speranza di depotenziare lo strumento referendario e di sequestrare il diritto di voto popolare per abrogare leggi non condivise, infine impedisce l’informazione pubblica sui referendum. Si tratta di una vera e propria congiura per intaccare la democrazia, che però non ha possibilità di successo di fronte alla mobilitazione popolare.

I comitati per l’acqua pubblica e contro il nucleare portano avanti la campagna referendaria con determinazione. I referendum si faranno, tutti devono essere informati sui loro contenuti, tutti devono potersi esprimere su scelte determinanti per la vita di ognuno di noi. Chiamano perciò tutti i cittadini lombardi a mobilitarsi da subito per il raggiungimento del quorum, in tutte le forme partecipative, creative e democratiche che attraversano una storia di democrazia che ha fatto della nostra regione un punto di riferimento in ogni svolta del Paese. I due comitati lanciano una forte chiamata di responsabilità e impegno: ognuno è tenuto a compiere il proprio dovere civico e ad apporre una croce definitiva sui Sì che apriranno una nuova fase nel Paese.

Per questo saremo insieme il 5 giugno nelle piazze di tutta la Lombardia, con banchetti, gazebo, eventi, e ci mobiliteremo insieme per coinvolgere creativamente dal basso tutti i cittadini affinché abbiano coscienza che il 12-13 giugno si vota per un futuro che è loro diritto determinare. Perché

si dice acqua pubblica,
si dice no al nucleare,
ma si legge democrazia!

Italia Nostra sul nucleare: no allo scippo del referendum

Italia Nostra auspica che il referendum sul nucleare, come quelli sull’acqua, si possa svolgere regolarmente il 12 -13 giugno.

L’affrettata “archiviazione” del tema tentata dal governo rivela in realtà la volontà di evitare un pronunciamento popolare su un tema così strategico per il futuro dell’Italia, aspettando tempi migliori per ripresentare immutata la propria strategia di “rinascimento nucleare”. Un trucco, insomma. L’indicazione di Italia Nostra a votare “sì” al referendum precedeva il gravissimo incidente di Fukushima, e in esso ha trovato ulteriore conferma. Il nucleare non è né economico, né pulito, né sicuro. E’ un affare per pochi e un problema per molti, per tutti, anche a migliaia di chilometri di distanza.

Nucleare: teniamo alta la guardia, raggiungiamo il quorum

Il governo si è rimangiato la sua strategia sul nucleare: con un emendamento rinunciano a costruire nuove centrali. E’ una vittoria del PD, che ha sostenuto, anche prima di Fukushima, che la strada scelta era sbagliata. Ora teniamo alta la guardia e lavoriamo per raggiungere il quorum, perché solo per paura del referendum rinunciano a un piano impresentabile portato avanti per due anni.

Ieri alla Camera, durante il question time, ho chiesto al governo di risponderci sul futuro del  settore dell’energia alternativa: oltre 100.000 posti di lavoro, quasi tutti di giovani, sono a rischio perché lo stanno distruggendo. Gli ecoincentivi per le rinnovabili vanno bilanciati, invece il governo ha dormito per tre anni, poi si è svegliato e ha bloccato tutto. Ho chiesto di dirci precisamente e urgentemente cosa vogliono fare, ecco il video.

La strategia è chiara: parlano d’altro per non parlare dei problemi, come il lavoro. Ora dicono di voler cambiare la Costituzione per nascondere come il programma di riforme di Tremonti contiene tagli per 39 miliardi. Basta leggere le tabelle, dicono anche che verranno tolti alla scuola 14 miliardi, come ha dimostrato Enrico Letta a Ballarò, svelando come la Gelmini non sapeva di aver approvato i tagli.

L’impegno di tutti noi per batterli non ha tregua, aiutaci anche tu: iscriviti al PD

Pier Luigi Bersani

Nucleare – Più che stop è pit-stop. Il governo non rinuncia

“Ora dopo ora, più che uno stop quello del governo sembra un pit stop, una pausa strumentale e transitoria per evitare di ricevere una mazzata dagli italiani al referendum e pure alle amministrative. Ma senza cambiare rotta”. Con questa parole il Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’ – oltre 70 associazioni unite nella battaglia per il referendum del 12 e 13 giugno – commenta le dichiarazioni del ministro Paolo Romani al Senato, mentre si discute del dl omnibus. “Il piano nucleare del governo, insomma, non finisce nel secchio, va solo nel cassetto, pronto a tornare in auge alla prima occasione”. Ma, continuano le associazioni, “ la puzza di bruciato si sente lontano un miglio. Se l’intenzione del governo è usare quell’emendamento per azzerare il referendum sul nucleare, e poi, tra un anno o due, varare una nuova norma che ci riporterà al punto di partenza, con un nuovo programma atomico, allora siamo di fronte ad un truffa referendaria bella e buona”. Comunque, conclude la nota del Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’, “gli italiani, cui l’emendamento del governo vuole togliere la possibilità di bocciare sonoramente il nucleare  col referendum e metterci definitivamente una pietra sopra, non si faranno raggirare”.