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Martedì 17 aprile Bodini presenta il suo libro “Un Paese da difendere”

L’Amministrazione comunale chiude il naso sulla puzza di asfalto, ma non la bocca!

La Eurogussasphalt, vicinissima alle case

La Eurogussasphalt, vicinissima alle case

Martedì sera è andato in scena uno dei peggiori Consigli comunali di questa Amministrazione. I punti all’ordine del giorno vengono stravolti per mettere una pezza ad evidenti errori e l’arroganza del Sindaco non ha più limiti, tant’è che abbandona polemicamente la sala per non ascoltare per poi dover rispondere, pur avendo a fianco un avvocato.


Le nostre proposte contenute nella mozione vengono respinte e così non avremo in tempo reale, 24 ore su 24, i dati delle emissioni maleodoranti che, curiosamente, quando ci sono i controlli scompaiono. Non avremo il cambio di destinazione dell’area dove oggi è insediata un’industria insalubre di prima classe e addirittura si parla di prossime nuove costruzioni dell’azienda. L’ARPA nel maggio dell’anno scorso prende una decisione fondamentale per risolvere la questione della puzza: se non si rientra sotto determinati livelli di puzza, l’azienda deve spostarsi. Questi parametri vengono contestati però dall’azienda, non li vuole riconoscere, e allora come gruppo consiliare chiediamo che il Comune li faccia propri e appoggi la decisione di ARPA. No, nemmeno questo; quindi questo no dell’amministrazione vuol dire dare ragione alle tesi dell’azienda che fa puzza. È forse così che si difendono i cittadini?

L’Amministrazione però vuole difendersi da quelli che considera attacchi strumentali e fra l’altro cerca di scaricare sulla Regione Lombardia la colpa dell’autorizzazione di questo insediamento. Manovra facilmente smontabile, ricordando loro che la Regione ha sì autorizzato gli impianti, ma solamente dopo il parere favorevole del Comune.

A cura del gruppo consiliare de L’Unione per Vittuone

Cessione R.S.A.: dichiarazione di voto del gruppo L’Unione per Vittuone

Dichiarazione di voto

Considerato che

1) A.V. Vittuone s.r.l. non può subentrare nella convenzione in quanto ha un capitale sociale di 10.000 euro mentre è previsto che debba essere di 2.582.284,50 interamente versato (requisito minimo);

2) Il valore del diritto di opzione anticipato di 2.200.000 euro fa riferimento ad una perizia stragiudiziale di un professionista scelto in comune fra le parti, ma il cui costo è stato sostenuto interamente da A.V. Vittuone s.r.l., mentre la convenzione originaria prevedeva una perizia asseverata e non stragiudiziale e fatta da un tecnico di fiducia dell’Amministrazione; come da art 6 c.2 della convenzione

3) Il valore periziato del terreno è stato ridotto erroneamente di 702.376,22 euro, quota offerta per il diritto di superficie all’atto di sottoscrizione della convenzione il cui valore non era previsto in detrazione. Infatti nel punto 2 dell’articolo 6 della convenzione, che fissa i valori del diritto di opzione anticipato, è scritto chiaramente che i canoni già corrisposti sono da considerare “oltre” il valore stimato;

4) Il valore stimato degli immobili (fabbricato edificato) di 10.500.000 euro è notevolmente inferiore a quanto inserito nelle immobilizzazioni materiali nel bilancio di esercizio 2007 della società C.S.A. Centro Servizi Assistenziali indicato in oltre 16.000.000 euro. Manca del tutto la motivazione di tale riduzione. Si rileva inoltre che nell’atto notarile condizionato del 15/11/2011 n 41167/10262 riguardo la cessione d’azienda, oggetto di approvazione in questa delibera, si fa riferimento ad una componente immobiliare di poco inferiore ai 17 milioni di euro. Evidente il contrasto con la stima notevolmente inferiore dell’immobile, 4,4 milioni, accettata dall’amministrazione sempre contenuta in questa delibera e quindi ci si riserva sin d’ora di segnalare l’esistenza di un danno erariale ai competenti organi istituzionali

5) Al punto 3 dell’articolo 6 della convenzione si stabilisce che le prestazioni e i servizi…dovranno essere garantiti per tutta la durata della stessa (30 anni), anche nel caso in cui l’assegnatario eserciti l’opzione di acquisto… mentre in realtà la giunta comunale ha già discusso e concordato una nuova convenzione con A.V. Vittuone srl che terminerà il 31.12.2012 e che cambia radicalmente la convenzione originaria come si rileva nella lettera prot 12029 del 25.11.2010 richiamata nella delibera GC 155/2010, delibera mai revocata, lettera richiamata anche in questa delibera di stasera.

6) La convenzione in essere con CSA non è stata modificata in modo tale da poter permetter l’acquisto anticipato prima del 16° anno come da relazione dell’avvocato incaricato dal Comune e come richiesto espressamente anche da AV Vittuone srl

Per tutti questi motivi il nostro voto è contrario ricordando ancora che quanto deliberato è diverso da quello dell’oggetto della delibera.

Il capogruppo consiliare dell’Unione per Vittuone

Enrico Bodini

Cessione R.S.A.: Emendamento N. 2 del gruppo consiliare L’Unione per Vittuone

La RSA Il Gelso

La RSA Il Gelso

Emendamento N. 2 del gruppo consiliare L’Unione per Vittuone

alla proposta di delibera di cui al punto 1 dell’ordine del giorno

del Consiglio Comunale del 21 febbraio 2012

Come appare chiaramente indicato nell’emendamento n.1, quanto precedentemente concordato fra amministrazione e AV Vittuone srl nella delibera GC 155/2010 è in netto contrasto con la delibera di questa sera.

Si rende quindi necessario, al fine di evitare qualsiasi contenzioso futuro, revocare la precedente delibera GC 155/2010 dandone atto in questa delibera, in quanto in netto contrasto con quanto si richiede ora di approvare.

Il capogruppo de L’Unione per Vittuone

Enrico Bodini

Cessione R.S.A.: Emendamento N. 1 del gruppo consiliare L’Unione per Vittuone

La RSA Il Gelso

La RSA Il Gelso

Emendamento N. 1 del gruppo consiliare L’Unione per Vittuone

alla proposta di delibera di cui al punto 1 dell’ordine del giorno

del Consiglio Comunale del 21 febbraio 2012

La bozza di atto di cessione del diritto di piena proprietà sulle aree destinate all’esercizio della RSA il Gelso prevede al punto 5,

Si chiede di aggiungere:

come da articolo 2 commi da 1 a 9 della convenzione rep. 452 del 17.01.2002 e dall’articolo 4 dell’atto integrativo rep 16965 del 20.07.2007.

Questa richiesta di inserimento di precisazione viene fatta a seguito della diversa decisione dell’Amministrazione contenuta nella delibera GC 155/2010 dove viene deliberato di recepire ed approvare quanto espresso in premessa della delibera e quindi quanto contenuto nella lettera di A.V. Vittuone srl prot. 12029 del 25.11.2010 che ricordo:

Vi confermiamo altresì l’intenzione di richiedere – previa modifica della convenzione in essere della quale riportiamo in allegato le condizioni con voi discusse e concordate – di poter esercitare anticipatamente …..

Questo è uno stralcio della bozza di convenzione datata 24 novembre 2010 discussa e concordata fra l’Amministrazione e A.V. Vittuone srl:

premessa: la presente bozza di convenzione è formulata sulla base di una contemporanea cessione del diritto di proprietà del compendio immobiliare……..

Poliambulatori: nell’ambito dell’attuale volumetria l’Amministrazione Comunale si rende disponibile ad autorizzare eventuali richieste di diverso utilizzo degli spazi per altre attività in ambito sanitario o socio-sanitario.

Rette: la struttura si impegna ad applicare ai residenti di Vittuone delle rette agevolate come segue: per gli ospiti già presenti con tariffa gratuita oggi n. 2 ospiti, tariffa agevolata di 43 euro/giorno oggi n. 16 ospiti, verranno mantenute le rette attualmente in vigore, incrementate dell’ISTAT per tutta la durata della loro permanenza in struttura.

Per tutti gli altre ospiti a tariffa agevolata di 60,50 euro/giorno, verranno applicate le seguenti rette: da 1 gennaio 2011 incremento ISTAT + 5 euro/giorno; da 1 gennaio 2012: incremento ISTAT + ulteriore 5 euro/giorno. Nota: per tutti gli ospiti l’incremento ISTAT a gennaio 2011 comprenderà l’ISTAT 2010-2009 che era stata a suo tempo congelata.

Durata: la nuova convenzione avrà durata fino al 31/12/2012.

In poche parole le rette agevolate valgono fino alla permanenza degli attuali ospiti, per i Vittuonesi nuovi ospiti niente sconti e dall’anno prossimo tutto cambia perché la convenzione termina.

Come appare chiaramente quanto precedentemente concordato fra amministrazione e AV Vittuone srl nella delibera GC 155/2010 è in netto contrasto con la delibera di questa sera.

Il capogruppo de L’Unione per Vittuone

Enrico Bodini

Cessione R.S.A.: la mozione d’ordine per questione pregiudiziale del gruppo L’Unione per Vittuone

La RSA Il Gelso

La RSA Il Gelso

Comune di Vittuone

Gruppo Consiliare de l’Unione per Vittuone

Vittuone, 21 febbraio 2012

Al Sindaco,

ai Consiglieri Comunali,

del Comune di Vittuone

Oggetto: Consiglio Comunale del 21 febbraio 2012 – Mozione d’ordine per questione pregiudiziale, come da articolo 29 del regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale relativo al punto 1 all’odg. :

Premesso che

Il valore di cessione del diritto di piena proprietà dei terreni della RSA di 2.200.000 euro fa riferimento ad una perizia stragiudiziale di un professionista, già incaricato dalla CSA per il progetto della RSA, scelto in comune fra le parti, ma il cui costo è stato sostenuto interamente da A.V. Vittuone s.r.l., mentre la convenzione originaria prevede una perizia asseverata, e non stragiudiziale, e fatta da un tecnico di fiducia dell’Amministrazione; come da art 6 c.2 della convenzione;

Il valore periziato del terreno è stato ridotto erroneamente di 702.376,22 euro, quota offerta per il diritto di superficie all’atto di sottoscrizione della convenzione, il cui valore non era previsto in detrazione. Infatti nel punto 2 dell’articolo 6 della convenzione, che fissa i valori del diritto di opzione anticipato, è scritto chiaramente che i canoni già corrisposti sono da considerare “oltre” il valore stimato;

Il valore stimato degli immobili (fabbricato edificato) di 10.500.000 euro è notevolmente inferiore a quanto inserito nelle immobilizzazioni materiali nel bilancio di esercizio 2007 della società C.S.A. Centro Servizi Assistenziali indicato in oltre 16.000.000 euro; nella perizia non c’è nessun riferimento del motivo di tale riduzione.

Si rileva inoltre che nell’atto notarile condizionato del 15/11/2011 n 41167/10262 riguardo la cessione d’azienda si fa riferimento ad una componente immobiliare di 16.752.766 euro. Ci si trova quindi nella paradossale situazione che le parti concordano un valore reale degli immobili di 16.752.766 euro, su cui si pagheranno le tasse, mentre il Comune accetta che questo valore venga fissato a circa 12,3 milioni di euro: praticamente il valore immobiliare viene ridotto di 4,4 milioni di euro e conseguentemente diminuisce l’entrata per il Comune;

si chiede al Consiglio Comunale di invitare il Sindaco e la giunta comunale a rinviare il punto in discussione e di dare incarico ad un tecnico di fiducia dell’amministrazione perché presenti una perizia asseverata che tenga conto anche di quanto sopra riportato.

Ed inoltre, premesso che

L’articolo 11 dell’atto integrativo alla convenzione, repertorio 16965 del 20 luglio 2007, deliberata da questo Consiglio il 18 luglio 2007 e pubblicata il giorno 20, (lo stesso giorno dell’atto notarile),

in riferimento alla “Risoluzione della convenzione – decadenza dal diritto di superficie – Sanzioni” prevede che la decadenza dall’assegnazione con conseguente estinzione del diritto di superficie della convenzione, avvenga anche:

qualora l’assegnatario non apra ed inizi la gestione del Centro Diurno Integrato e la Residenza Sanitaria per persone portatrici di Handicap, entro i termini indicati all’art.22 integrato.

Qualora il capogruppo dell’ATI sia dichiarato fallito, o ne sia acclarata la situazione di insolvenza e/o di grave e ripetuto inadempimento.”

In considerazione a quanto contenuto nella parte di atto di cessione di azienda della capogruppo CSA ad Argento Vivo s.r.l. ed in particolare:

i tre soci CSA sono uno in fallimento e uno in liquidazione coatta;
al forte indebitamento pareggiato dal valore degli immobili però valutati 4,4 milioni di euro in meno nella perizia stragiudiziale sopra richiamata;

alla presenza di diverse ipoteche sugli immobili;

al prezzo di cessione simbolico di 1.000 €;

alle condizioni di efficacia dell’atto fra cui l’assunzione immediata da parte di CSA della delibera di scioglimento e sua messa in liquidazione,

si chiede al Consiglio Comunale di invitare il Sindaco e la giunta comunale a rinviare il punto in discussione e di dare incarico ad un revisore contabile per verificare se le condizioni dell’atto integrativo siano state rispettate ed in particolare la CSA non si trovi in una situazione di insolvenza e/o di grave e ripetuto inadempimento ed in tal caso dichiarare risolta la convenzione e conseguentemente dichiarare la decadenza dal diritto di superficie.

Il capogruppo consiliare dell’Unione per Vittuone

Enrico Bodini

Mozione del Gruppo “L’Unione per Vittuone” su Eurogussasphalt

Ecco il testo della mozione in discussione nel Consiglio Comunale di martedì 21 febbraio 2012.

Comune di Vittuone

Gruppo Consiliare de l’Unione per Vittuone

Vittuone, 10 febbraio 2012

Al Sindaco,

alla Giunta Comunale,

ai Consiglieri Comunali,

del Comune di Vittuone

Mozione del Gruppo “L’Unione per Vittuone” a seguito interpellanza del 17 dicembre 2011 relativa all’attività produttiva della Eurogussasphalt srl

Premesso che

nella interpellanza in oggetto è stato chiesto all’Amministrazione di dare motivato riscontro a 18 quesiti concernenti la legittimità dell’attività svolta da Eurogussasphalt sia sotto il profilo abilitativo, sia sotto il profilo della dannosità delle emissioni della stessa;

l’Amministrazione comunale ha consegnato risposta scritta ai 18 quesiti in concomitanza con il Consiglio comunale dello scorso 22 gennaio;

esaminate le risposte, si rileva una generale evasività la quale pare voler giustificare l’inerzia dell’operato dell’Amministrazione;

le risposte avute all’interpellanza confermano che l’amministrazione comunale ha lasciato operare l’azienda senza le dovute autorizzazioni come il certificato di agibilità, il NOIA, e il certificato prevenzione incendi;

la Eurogussasphalt produce asfalto colato nella sede di via Ortigara, e non svolge nell’area avuta in assegnazione dal PIP, attività edilizia come indicato nella convenzione con il Comune;

già al punto 14 dell’interpellanza si è rilevato come ai soggetti interessati e, in particolare, ai residenti di via Madonna del Salvatore e vie vicine non sia stata adeguata comunicazione personale, ai sensi degli artt. 7 e ss. della L. 241/1990, dell’avvio del procedimento di assegnazione dei lotti del PIP;

questa mozione non considera tutti i punti della interpellanza non perché soddisfatti delle risposte dell’Amministrazione ma perchè si vuole privilegiare l’attenzione del Consiglio su alcuni punti focali che possono incidere sull’attuale situazione e trovare una soluzione alle molestie olfattive che perdurano da oltre otto anni.

tutto ciò premesso il Gruppo Consiliare l’Unione per Vittuone presenta le seguenti considerazioni:

sulla assenza di titoli abilitativi in capo a Eurogussasphalt. In particolare assenza del “nulla osta inizio attività”. Conseguenze.

Punto 2 e 3 della interpellanza:

Eurogussasphalt srl sta operando senza il Nulla Osta Inizio Attività, NOIA, rilasciato dal Sindaco, necessario per iniziare a produrre.

2. perché il NOIA non è mai stato rilasciato dal Comune?

3. è lecito che Eurogussasphalt srl possa essere operativa senza il certificato NOIA rilasciato dal Comune?

Punto 2 della risposta della Amministrazione Comunale:

Il Comune, acquisiti i pareri favorevoli di ARPA e ASL in merito al NOIA e avendo agli atti parere favorevole sul progetto da parte dei Vigili del Fuoco, è rimasto in attesa del CPI per l’emissione finale del NOIA.”

Punto 3 della risposta della Amministrazione Comunale:

La ditta, avendone dato comunicazione al Comune come da punto 3.1.8 del R.L.I., ha iniziato l’attività avendo ottenuto parere favorevole ARPA e ASL, mentre i vigili del Fuoco hanno espresso parere favorevole sul progetto, che costituisce ai soli fini antincendio autorizzazione provvisoria all’esercizio dell’attività e oggi divenuta definitiva”

Determinazione:

Non è vero che la ditta ha iniziato l’attività avendo ottenuto i pareri favorevoli di ARPA e ASL.

Si deve prendere atto che i condomini di via Madonna del Salvatore hanno segnalato già nel 2003 i gravi disturbi arrecati dalla ditta produttrice di asfalto ben prima del rilascio il 10 febbraio 2004 del certificato di agibilità del capannone e di una tettoia da parte del Comune di Vittuone; questo attesta che l’impresa ha iniziato l’attività ancora prima del certificato di agibilità ed il Comune non è intervenuto per il rispetto delle norme. Si ricorda ancora che l’ARPA già con lettera del 19.11.2003 aveva chiesto al Comune l’adozione di provvedimenti conseguenti la mancanza di nulla osta all’esercizio che allora non era stato nemmeno richiesto, oggi dopo 8 anni viene confermato che il NOIA non c’è ancora.

Il Sindaco e il Direttore dell’UTC nella lettera di risposta alla petizione per la richiesta di intervento alla Gussasphalt il 5 luglio 2010 indicano di allegare il “Rilascio NOIA dell’ASL e il Rilascio NOIA dell’ARPA”. Appare evidente che questi sono solo pareri e non Nulla osta e si fa presente che all’epoca non era stato nemmeno rilasciato il certificato di prevenzione incendi concesso il 16 dicembre 2010.

Chiara l’evidente falsità contenuta nella lettera di risposta

Si ribadisce quindi come, l’attività svolta ora da Eurogussasphalt sia del tutto priva del titolo abilitativo sotto il profilo autorizzativo, non essendo mai stato rilasciato dal Comune (e neppure, con la normativa vigente, la segnalazione certificata di inizio attività “SCIA”).

La mancanza di titolo abilitativo rende l’attività svolta da Eurogussasphalt non conforme alla normativa vigente.

Si chiede che il Consiglio Comunale impegni sin d’ora il Sindaco e la Giunta Comunale a sospendere l’attività di Eurogussasphalt e ad intraprendere qualsivoglia azione volta a sanzionare l’Impresa per aver esercitato l’attività in totale assenza di titolo abilitativo.

Sul mancato intervento da parte del Sindaco a fronte dell’esistenza di lavorazioni insalubri e segnalazioni di emissioni che “rendono l’aria irrespirabile”

Punto 4 della interpellanza:

Sul rilascio NOIA osta c’è il parere positivo di ARPA del 7 gennaio 2005 che segnala però l’opportunità al Comune che:

  1. sia verificata la compatibilità urbanistica della tipologia di attività, da parte di codesto comune, tale verifica deve esse fatta preliminarmente al rilascio del nulla osta attività;

  2. vengano messe in atto dalla ditta, e mantenute costantemente attive, tutte le misure necessarie ad escludere danni alla salute pubblica e all’ambiente, nonché evitare molestie (in particolare rumori ed odori) agli abitanti circostanti.

Si fa presente che l’attività nella ditta rientrerebbe tra quelle classificabili come industria insalubre di 1° classe (D.M. 5/9/94 parte I gruppo B numero 13); tanto si comunica per i provvedimenti di competenza.

Quali sono i provvedimenti di competenza che il Comune ha preso a seguito di questa segnalazione di ARPA?

Punto 4 della risposta della Amministrazione Comunale:

Il Comune ha emesso atti e ordinanze nei limiti delle proprie competenze su indicazione degli organi preposti al controllo”.

Punto 10 della interpellanza:

L’amministrazione quali provvedimenti ha preso davanti al verbale del servizio di polizia locale del 27 giugno 2011 che alle ore 20,40 dopo una segnalazione di un cittadino, verificava che: “all’esterno della suddetta ditta l’aria è effettivamente irrespirabile”?

Punto 10 della risposta della Amministrazione Comunale:

Come già indicato compiutamente nella nota scritta dall’avv. Samantha Battiston, risultano evidenti le competenze del Sindaco e dell’Amministrazione comunale, che nel merito si è resa sempre attiva in collaborazione con gli enti preposti al controllo, anche tramite ultima conferenza di servizi indetta dal Comune.”

Determinazione:

L’attività svolta da Eurogussasphalt rientra senza dubbio nella tipologia descritta dall’art. 216 del RD 27 luglio 1934, n. 1965 (c.d. “testo unico leggi sanitarie”, d’ora innanzi TULLSS).

Il predetto articolo dispone che “le manifatture o fabbriche che producono vapori, gas o altre esalazioni insalubri o che possono riuscire in altro modo pericolose alla salute degli abitanti sono indicate in un elenco diviso in due classi (c. 1). La prima classe comprende quelle che debbono essere isolate nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni; la seconda quelle che esigono speciali cautele per l’incolumità del vicinato (c. 2)”.

In questa direzione si ribadisce quanto già rilevato nell’interpellanza (punto 10), in cui si richiamava la relazione ARPA del 2009. Dalla predetta relazione si evince che la zona di scarico dell’asfalto colato, dai canali di scarico al carico autocisterne, non è aspirata adeguatamente, e perciò è fonte di cattivi odori. Ancora, nel sopralluogo del 2011 ARPA (prot. 54905) constata l’esistenza dello scarico in un canale a cielo aperto, sebbene presidiato da una aspirazione mobile quando l’asfalto proviene dal forno di miscelazione.

Molte volte – l’ultima è nella relazione ARPA dell’aprile 2011 – gli organismi di controllo hanno imposto all’impresa di mettere in opera interventi per eliminare i cattivi odori.

L’impresa ha sempre risposto che non ritiene di abbattere l’odore con riferimento alle “300 unità olfattive” (una misura dell’odore) citate da ARPA come limite.

ARPA è peraltro stata alquanto permissiva, se si leggono le linee guida della Regione Lombardia, si vede che il limite da non superare, per non arrecare molestia al vicinato, è molto più basso (cfr. Linee guida per la caratterizzazione e l’autorizzazione delle emissioni gassose in atmosfera delle attività ad impatto odorigeno).

L’Arpa ha dichiarato nella sua ultima relazione che l’impresa, se incapace di abbattere i cattivi odori, deve essere delocalizzata. Quanto ai parametri di rilevazione, ARPA ha citato come limite 300 Unità Olfattive.

In Consiglio, l’avvocato del Comune ha affermato che le linee guida non sono legge e il limite 300 UO non si applica agli impianti di asfalto colato.

In proposito costante e recentissima giurisprudenza ha stabilito che: “In mancanza di una norma statale che preveda disposizioni specifiche e valori limite in materia di emissioni olfattive, il criterio da seguire, trattandosi di dover approntare una tutela adeguata, è quello della stretta tollerabilità delle emissioni con conseguente configurabilità, in caso di superamento di tale limite, del reato di cui all’articolo 674 del codice penale(Cass. 19 aprile 2011, n. 656; Cass. 5 giugno 2007, n. 21814; Cass. 10 ottobre 2006, n. 33971). Si precisa che nelle richiamate sentenze non si fa riferimento alla “normale tollerabilità”, ma alla “stretta tollerabilità”.

A fronte di quanto sinora esposto si rileva come la condotta dell’impresa Eurogussasphalt possa dunque integrare il reato di cui all’art. 674 c.p. (“getto pericoloso di cose”).

Una tale eventualità non può che comportare un puntuale e manifesto intervento da parte dei preposti organismi comunali.

A ciò si aggiunga che in data 27 giugno 2011 la Polizia Locale, a seguito di segnalazione di un cittadino residente, si è presentata sul luogo e ha rilevato come “all’esterno della suddetta ditta l’aria fosse effettivamente irrespirabile”.

L’Amministrazione così risponde (cfr. punto 10 interpellanza): “come già indicato compiutamente nella nota scritta dall’avvocato, risultano evidenti le competenze del Sindaco e dell’Amministrazione si è sempre resa attiva in collaborazione con gli Enti preposti in collaborazione con gli enti preposti al controllo, anche tramite ultima conferenza di servizi indetta dal Comune”.

Quanto alle competenze del Comune è circostanza nota (anche senza necessità del parere dell’avvocato) che il Sindaco del Comune, ai sensi e nei termini di cui agli articoli 50 e 54 del Testo Unico Enti Locali, possa adottare provvedimenti contingibili e urgenti in caso di pericoli che minaccino la pubblica incolumità, quali le emergenze sanitarie, nella sua qualità di organo responsabile della salute dei cittadini.

Ebbene, nella fattispecie in oggetto non è stato reso noto quanto effettivamente l’Amministrazione e il Sindaco abbiano fatto per far fronte ad una situazione che va sempre più aggravandosi.

Si precisa che, secondo il Consiglio di Stato il Sindaco può adottare provvedimenti d’urgenza poiché la tutela dell’igiene e della salute pubblica possono essere interpretati in senso estensivo ed evolutivo in tutte le loro componenti essenziali (Consiglio di Stato, V, 02 aprile 2001, n. 1904). Peraltro già in precedenza il Consiglio di Stato aveva ritenuto legittima l’emanazione di ordinanze anche quando la salute pubblica sia minacciata da fenomeni di inquinamento ambientale (Consiglio di Stato, V, 19 maggio 1998, n. 623; in termini anche TAR Campania, I, 1426/2001; TAR Emilia Romagna 303/2003; TAR Friuli Venezia Giulia, 202/2003).

Con precipuo riferimento al caso in oggetto “stante l’ampiezza dei poteri di ordinanza conferiti al Sindaco ai sensi dell’art. 216 TULLSS, in materia di tutela della salute pubblica consistenti nel vietare o subordinare a determinate cautele l’attivazione di lavorazioni insalubri, l’imposizione di tali prescrizioni all’atto del rilascio dell’autorizzazione provvisoria non può ritenersi preclusa per la circostanza che, nella fase precedente, il Sindaco stesso abbia mostrato di volersi rimettere ai soli pareri tecnici di altre Autorità, rilevando in concreto il nesso teleologico tra l’atto sindacale e l’interesse alla salute pubblica e l’aderenza delle singole prescrizioni al fine che si intende perseguire” (Consiglio di Stato, V, 02 novembre 1998, n. 1559).

Oltre a riscontrare l’assoluta conferenza della pronuncia da ultimo citata al caso in oggetto si ribadisce altresì come, allo stato, manchi un’autorizzazione provvisoria ma addirittura non vi sia neppure certezza circa i provvedimenti che il Sindaco ha effettivamente adottato nell’esercizio dei suoi poteri.

In tal senso si evidenzia come “gli artt. 216 e 217 TULLSS individuano il Sindaco quale Autorità istituzionalmente competente ad adottare i provvedimenti volti a rimuovere i danni o pericoli per la salute pubblica derivanti dall’esercizio di lavorazioni provenienti dalle industrie qualificate come ‘insalubri e pericolose’, e gli attribuiscono anche un’ampia potestà di valutare la tollerabilità o meno delle predette lavorazioni, esercitabile in qualsiasi tempo e, quindi, anche in epoca successiva all’attivazione dell’impianto industriale; poiché tale potestà può estrinsecarsi con l’adozione, in via cautelare, di interventi finalizzati ad impedire la continuazione o l’evolversi di attività pericolose, è legittima l’ingiunzione, disposta dal Sindaco nei confronti di un’impresa, a presentare un progetto per l’eliminazione di paventati pericoli e di mettere in funzione l’impianto entro 90 giorni, atteso che tale provvedimento si inquadra correttamente nell’ambito dei poteri spettanti al Sindaco e previsti dall’art. 216 TULLSS” (Consiglio di Stato, V, 15 febbraio 2001, N. 766).

Ebbene, il Sindaco ben avrebbe potuto adottare, con ampio margine di discrezionalità, elevare provvedimenti di intimazione nei confronti di Eurogussasphalt, a fronte della pericolosità dell’attività svolta dall’impresa ed in considerazione del possibile profilarsi del reato di cui all’art. 674 c.p.

In particolare avrebbe senza dubbio potuto diffidare la stessa impresa, entro tempi contingentati, ad adottare interventi volti a diminuire le esalazioni insalubri più volte lamentate dai cittadini (e ciò anche a fronte dei riscontri negativi dati dall’impresa ad ARPA).

Tutto ciò nell’interesse stesso della cittadinanza.

Invece non risulta alcuna attività di questo tipo e, nella denegata ipotesi in cui tale attività sia in qualche modo sussistita, non si spiega per quale motivo l’Amministrazione non ne abbia dato compiutamente conto.

Non risulta, infatti, se non per evasivi richiami a conferenze di servizi che il Sindaco abbia adottato alcun provvedimento effettivamente volto alla soluzione del problema.

Ove ciò sia, invece, avvenuto si chiede sin d’ora che il Consiglio comunale, a fronte della gravità della situazione, ne venga reso compiutamente edotto.

Si chiede che il Consiglio Comunale impegni il Sindaco e la Giunta Comunale:

  1. Valutare l’opportunità di presentare esposto all’autorità giudiziaria per il reato di cui all’art. 674 c.p. In caso si ritenesse di non procedere, dare ampia e compiuta argomentazione sugli eventuali motivi ostativi alla presentazione avanti il Consiglio comunale.

  2. Prendere come riferimento il valore limite stabilito da ARPA di 300 Unità Olfattive indicato nella relazione dell’ARPA del 19 aprile 2011 e quindi intimare a Eurogussasphalt srl il rispetto di tale prescrizione. In caso contrario produrre adeguata e puntuale documentazione e fornirne copia in sede di Consiglio.

  3. Vista l’evidente dannosità della posizione di Eurogussasphalt (che peraltro è acclaratamente priva di ogni titolo abilitativo del Comune) provvedere alla modifica del PGT vigente nella parte in cui prevede la zonizzazione di attività industriale dell’area PIP. Ciò anche a fronte dell’esistenza di una dichiarazione di “industria insalubre di prima classe” ai sensi dell’art. 216 TULLSS e successive norme integrative, disporre la delocalizzazione di Eurogussasphalt, anche in via autoritativa individuando e concertando con l’impresa le modalità in modo tale da non danneggiare l’attività imprenditoriale.


Punto 8 e 9 della interpellanza:

La ditta doveva presentare, come da ordinanza del 7 ottobre 2009 una relazione tecnica sugli impianti di abbattimento e doveva realizzare un potenziamento dei mezzi posti in opera per abbattere le emissioni, entro agosto 2010 (ordinanza n.38/2009).

8. Come sono stati potenziati gli impianti per abbattere le emissioni a seguito dell’ordinanza comunale?

9. La richiesta di verifica dell’UTC all’ARPA del 4 maggio 2010 che riscontro ha avuto?

Punto 8 della risposta della Amministrazione Comunale:

La ditta, come da ordinanza del 7 ottobre 2009, ha presentato relazione sugli interventi migliorativi effettuati sull’impianto di produzione di asfalto colato (06 maggio 2010 ns. prot. 5024.)”

Punto 9 della risposta della Amministrazione Comunale:

In merito alla richiesta dell’UTC all’ARPA per verificare gli interventi attuati dalla ditta, la stessa non ha effettuato sopralluoghi.”

Determinazione: constatato l’omissione dell’ARPA all’invito del Comune ma anche l’omissione del Comune che non ha verificato l’osservanza di una propria ordinanza che conferma ancora una volta il disinteresse ad addivenire ad una soluzione che possa tutelare la salute dei cittadini vittuonesi e visto che la tutela della salute della cittadinanza costituisce un’attribuzione del Sindaco del Comune,

si chiede che quest’ultimo, nel pieno esercizio dei suoi poteri convochi l’ARPA per ottemperare alla richiesta di verifica del 4 maggio 2010 e in caso di mancata risposta o mancata attivazione di ARPA, valutare se tale condotta possa prefigurarsi omissione di atti d’ufficio.

Punto 13 della interpellanza:

La puzza di asfalto ed il rumore varia di molto durante il giorno, quindi si ritiene necessario installare nelle vicinanze una centralina fissa per il rilievo delle emissioni in atmosfera e del rumore durante tutto l’arco della giornata;

Oggi in che modo viene tenuta costantemente sotto controllo l’emissione in atmosfera del pulviscolo, dei gas o vapori derivanti dal processo produttivo della azienda?

Punto 13 della risposta della Amministrazione Comunale:

Come già indicato nella risposta al n. 12 attraverso le analisi, ed inoltre, su indicazione degli Enti preposti al controllo, ha emesso quando necessario ordinanze.”

Determinazione: premesso che l’ultima rilevazione di fumi del mese scorso è stata fatta nell’unico giorno in cui le esalazioni non erano percettibili (circostanza alquanto singolare)

Si chiede che il Consiglio Comunale impegni il Sindaco e la Giunta Comunale a chiedere l’installazione di una centralina fissa che registri in continuo i valori di emissione e segnali e sospenda il ciclo di lavorazione in caso di superamento dei parametri prefissati dei valori di emissione in atmosfera

Il Capogruppo

Enrico Bodini

L’opposizione chiede la convocazione di un Consiglio comunale aperto per discutere della situazione ambientale causata dalla fabbrica di asfalto colato

I Consiglieri de “L’Unione per Vittuone” hanno chiesto la convocazione di un Consiglio comunale con all’o.d.g. la situazione ambientale dell’area sud-ovest del Comune interessata dalle emissioni in atmosfera di un’azienda che lavora asfalto colato. Tenuto conto dei rilevanti motivi di interesse, è stato richiesto che tale Consiglio sia aperto agli interventi della cittadinanza e invitando, con facoltà di intervento, i rappresentanti delle istituzioni interessate dall’argomento. Il Consiglio a norma di regolamento dovrà essere convocato entro 20 giorni dalla richiesta, presentata il 20 ottobre.

A cura del Capogruppo Consiliare Enrico Bodini

L’arroganza del potere

Consiglio Comunale del 27 settembre 2011

Intervento del Consigliere Comunale de L’Unione per Vittuone, Luciano Perini

Sport

Abbiamo visto che la gestione dei campi di calcio e delle strutture connesse è stata tolta al CS Vittuone ed assegnata ad altra società. Il Cs Vittuone ha gestito (anche con contributi comunali più o meno importanti) per oltre 40 anni il campo sportivo precedente e l’attuale campo sportivo, curandone sempre la manutenzione e svolgendo attività sportive per varie generazioni di vittuonesi. Negli ultimi anni gli veniva elargito un contributo di 55.000 € l’anno, che servivano per il riscaldamento degli spogliatoi e per le docce. Il comune si faceva carico delle manutenzioni che erano fatte in economia dal Cs Vittuone con rimborso.

Viste le ristrettezze economiche del Comune, dovute anche al non rispetto del patto di stabilità, era stato promesso e messo a bilancio un contributo in denaro di 30.000 €. Ora l’importo è stato eliminato. Inoltre l’ufficio tecnico si era impegnato a sostenere con contributo le spese di manutenzione sostenute nel periodo di convenzione dal CS Vittuone, che il presidente Achille Albanese ci ha indicato di circa 10.200 €.

Spero che non sia come ho detto, altrimenti avremmo la esatta dimostrazione di quanta attenzione viene utilizzata dalle nostre istituzioni per lo sviluppo o il mantenimento delle associazioni sportive senza fini di lucro.

Un effetto, comunque, questa scelta dell’Amministrazione Tenti lo ha già ottenuto: è scomparso il glorioso, pluridecennale, CS Vittuone.

Chiediamo: perché non è stato corrisposto il contributo promesso al CS Vittuone di €. 30.000?

Perché non è stata rinnovata la convenzione della gestione della struttura?

Servizi sociali

Cominciamo dai minori:

– servizi affidi (devoluto ai piani di zona)

– Bonus neonati : ISEE € 8.000 (erogato dai piani di zona)

Anziani

– pasti a domicilio anche ad agosto e il sabato e la domenica (a costo zero) a carico della CIR che avrà anche l’onere della riscossione dell’importo

– Servizio parrucchiere a domicilio (a pagamento direttamente da parte di chi lo chiede)

– Infermieristica a domicilio a carico di chi ne usufruisce

– piccole riparazioni per persone sole e svantaggiate a carico e cura dell’Associazione Pensionati Vittuonesi

– a carico de Il Gelso è stato effettuato uno screening per la prevenzione tumori della pelle

– soggiorni al mare: senza alcun contributo del Comune ed a cura e responsabilità della APV Vittuone

– teleassistenza provinciale gratuita agli over 70 (in comune solo per la domanda)

Centro estivo

Affidato alla Polisportiva Edes, prevedeva sostegno economico alle famiglie con entrambi i coniugi lavoratoti e con un reddito ISEE di € 5.424,9. Qualcuno riesce a dirmi quante famiglie hanno un ISEE simile pur lavorando entrambi i genitori? Questo ha comportato per diversi genitori un forte aumento della tariffa, dovuta all’abolizione delle fasce di reddito che prevedeva riduzioni fino ad un reddito ISEE di 11.000 €.

Mensa scolastica

Aumento del 2,7%, ma non a carico di tutti gli iscritti alla mensa, ma solo di coloro che avevano fasce di reddito fino a 11.000€ che si ritrovano con aumenti molto più alti (anche superiori al 40%)

Alienazione immobili

Si legge dalla relazione accompagnatoria che sono stati rogitati 4 degli 8 appartamenti messi in alienazione, che 2 appartamenti sono in prenotazione e che per i restanti 2 appartamenti si procederà alla vendita, anche all’asta, a prezzo di mercato. Mi preoccupa questo accanimento a forzarne comunque la vendita.

Mi risulta che uno degli inquilini, con importante malattia certificata da un medico che è contrario allo spostamento, in caso di trasferimento in altro alloggio ne riceverebbe degli aggravi nella qualità della propria vita con la perdita di orientamento.

Credo che sia il caso di fermarsi e di desistere da una così scellerata scelta politica ed il Comune mantenga il suo ruolo di fornitore di servizi agli svantaggiati e non vesta i panni dell’arroganza del potere che deve trarre benefici economici a qualsiasi costo.

Quanto detto per dire che questa amministrazione ha smesso da tempo di investire risorse nel sociale.

Luciano Perini

“Primarie”: nuova assemblea il 7 ottobre

Il gruppo consiliare de L’Unione per Vittuone
invita i cittadini a partecipare
all’assemblea pubblica

venerdì 7 ottobre ore 21
nella Sala Conferenze del Comune di Piazza Italia

Discuteremo del nostro paese
e delle elezioni comunali del prossimo anno.

Basta propaganda, discutiamo nel merito dei nostri problemi; per essere cittadini e non sudditi

RISVEGLIARE LE COSCIENZE

CON LA CONOSCENZA

A cura del gruppo Consiliare “L’Unione per Vittuone”