Articoli marcati con tag ‘lega’

Fine di un troglodita

Umberto Bossi

Umberto Bossi

di Piergiorgio Odifreddi

Finalmente esce di scena, travolto dagli scandali, uno dei tribuni del popolo più rozzi e imbarazzanti che abbia mai avuto il nostro paese, che pure ci ha fatto ripetutamente vergognare per la levatura personale, morale e politica della sua classe dirigente.

Umberto Bossi ha incarnato per venticinque anni l’anima più rudimentale, ignorante e becera dell’italiano medio. E la Lega Nord ha rappresentato gli interessi più provinciali, conservatori e qualunquisti di una piccola (anzi, piccolissima) borghesia, degnamente rappresentata dal suo indegno leader.

Quello che molti indicavano come un “politico finissimo” era ed è, in realtà, soltanto una persona sgradevole e volgare, i cui unici argomenti dialettici non andavano oltre il dito medio continuamente alzato verso l’interlocutore, e il vaffanculo continuamente biascicato come un mantra.

Il cosidetto “programma politico” della Lega, d’altronde, era all’altezza di questa bassezza, e si limitava al protezionismo nei confronti dei piccoli commercianti e dei piccoli coltivatori e allevatori diretti, condito da anacronistici proclami per la secessione e l’indipendenza di una fantomatica Padania.

Le patetiche cerimonie a Pontida, e le ridicole simbologie solari o guerriere, rimarranno nella storia del kitsch, a perenne ricordo delle camicie verdi: versione di fine secolo delle camicie nere o brune della prima metà del Novecento, e ad esse accomunate dall’ottuso odio razziale e xenofobo.

Che un movimento e un leader di tal fatta abbiano potuto raccogliere i consensi di una parte consistente della popolazione del Nord Italia, era ed è un’ironica smentita della sua supposta superiorità nei confronti di “Roma ladrona” e del “Sud retrogrado”, oltre che una testimonianza significativa del suo imbarbarimento.

Come se non gli fossero bastati luogotenenti quali Borghezio, Calderoli o Castelli, negli ultimi tempi Bossi aveva lanciato e imposto in politica il proprio figlio degenere. E’ un degno contrappasso, il fatto che proprio le malefatte del rampollo abbiano contribuito alla caduta del genitore. E, speriamo, anche del suo movimento.

Padre e figlio possono ringraziare la fortuna che li ha fatti nascere in Italia, e non in Iraq o in Libia, anche se entrambi hanno contribuito a far regredire il nostro paese al livello di quelli. Non li vedremo dunque trascinati nella polvere, e giustiziati sommariamente: ci acconteremo, o accontenteremmo, di vederli sparire con ignominia dalla politica e dalle nostre vite. Anche se le grida di “tieni duro” da parte dei loro sostenitori ci fanno temere parecchio al riguardo.

(Tratto da Repubblica.it)

Cornelli: “Vergogna in Consiglio regionale”

Il segretario del PD Metropolitano, Roberto Cornelli

Il segretario del PD Metropolitano, Roberto Cornelli

Lega e una parte dei consiglieri Pdl abbandonano l’aula prima della commemorazione dell’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. E’ accaduto ieri pomeriggio al Consiglio regionale della Lombardia. Un gesto, che offende le istituzioni, e viene stigmatizzato da tante forze politiche. La dichiarazione del segretario metropolitano Roberto Cornelli.

“L’abbandono dell’aula da parte di molti esponenti di Lega e Pdl – ha dichiarato il segretario del PD milanese Cornelli – è un’altra pagina vergognosa scritta in Regione Lombardia. Chi governa e ha responsabilità istituzionali dovrebbe manifestare profondo rispetto per le istituzioni del nostro paese”.

“Quanto è successo – conclude Roberto Cornelli – è un insulto alla Presidenza della Repubblica e ai lombardi, che meritano un governo regionale responsabile e civile”.

Il Patto!

L´EGOISMO PADANO

GAD LERNER da La Repubblica del 25 giugno 2011

La Lega incarognisce e comincia a dare il peggio di sé. Sgominata nel Nord che sognava già suo; asserragliata nel governo di Roma ove s´è distinta solo per lottizzazione e clientelismo; incapace di emanciparsi dal Capo che non ne azzecca più una; scattano in lei i riflessi pavloviani dell´egoismo territoriale. I confini della Padania immaginaria che nella fase espansiva si fantasticavano estesi fino all´Umbria e alle Marche, ora vengono ristretti alle ridotte pedemontane; all´antimeridionalismo delle origini; alla ricerca, un quarto di secolo dopo, dell´impossibile revival purificatorio.
Dàgli ai napoletani, allora! Con becero compiacimento i gerarchi incanutiti sogghignano dell´emergenza rifiuti campana e giocano a boicottare il decreto governativo che ne consentirebbe lo smaltimento in altre regioni, già pronte a trattarli.
Piace loro, nel centocinquantenario della nazione, riprodurre la dinamica degli staterelli preunitari. Alla faccia di un federalismo solidale in cui non hanno mai creduto, sposano la burocrazia delle dogane e delle frontiere interne alla penisola. Il loro giornale titola soddisfatto: «Napoli soffoca nei rifiuti ed è senza vie d´uscita». Si arrogano il merito di far soffrire i partenopei, descritti come topi in gabbia (testuale), vicini alla catastrofe (testuale).
La responsabilità storica di avere portato al governo questi energumeni nemici dell´italianità, disposti a giurare sulla Costituzione pur di fare i ministri, per poi rinnegarla, grava sulle spalle di Silvio Berlusconi. Come dimenticare, del resto, le parole minacciose e vendicative con cui il presidente del Consiglio apostrofò gli elettori dopo la vittoria di De Magistris? La frase sfuggitagli dopo l´esito dei ballottaggi –”I napoletani si pentiranno moltissimo”- acquista oggi un eco sinistro.
Difficile pensare che non vi sia stato un calcolo cinico da parte di Berlusconi nel rinviare l´approvazione del decreto di smistamento per due, tre sedute del Consiglio dei ministri. Solo che l´apprendista stregone, disposto a tollerare e strumentalizzare l´energia distruttiva del leghismo pur di tirare a campare, ora rischia di esserne a sua volta travolto. Il ministro della Complicazione normativa, Roberto Calderoli, promette di far “volare le sedie” anche contro di lui. Il linguaggio rozzo e violento dei capi leghisti messi alle strette perde la sua aura carnevalesca. Il buffone incattivito altri non è che una carogna.
Il raduno di Pontida ha evidenziato come la Lega abbia esaurito i suoi spazi di manovra. Decaduto il mito dell´abilità tattica di Bossi, consumato il repertorio delle trovate demagogiche con l´ultima farsa dei ministeri al Nord, il Carroccio è costretto a giocarsi anche l´ultima sponda del rapporto diplomatico con il Quirinale. Già era entrato in rotta di collisione con Giorgio Napolitano pretendendo la violazione degli accordi internazionali sulle missioni militari in Libia, in Libano e in Afghanistan. Ma adesso il veto leghista al soccorso di Napoli suona come un´offesa diretta alle sollecitazioni del Capo dello Stato.
Il governo, minoritario nel paese, reagisce abdicando al suo mandato di operare nell´interesse di tutta la nazione. Diviene attore della sua spaccatura, nella miope aspettativa di trarre vantaggio dalle pulsioni meschine dell´antimeridionalismo. Con ciò dimostrando di ignorare, ormai, le aspettative assai più degne degli stessi cittadini settentrionali.
L´involuzione estremista della Lega, purtroppo, non la riporta automaticamente alla sua collocazione naturale di movimento destinato all´opposizione. La nomenclatura del Carroccio è composta da uomini seduti da quindici, vent´anni in Parlamento. Fingono, quando si dicono pronti a lasciare le poltrone. Temono con ragione che l´abbandono del potere determini la frantumazione del loro movimento.
Mai come oggi l´Italia avrebbe bisogno di recuperare un sentimento di partecipazione comune al dramma dei napoletani. La crisi dei rifiuti, originata certo – come dimenticarlo – da gravi colpe delle amministrazioni locali, non potrà mai essere gestita senza un armonioso concorso delle istituzioni, dal Comune alla Provincia, dalla Regione al Governo nazionale. Il boicottaggio di questa urgente collaborazione fra poteri pubblici, scatenato per biechi pseudo-interessi di partito, esaspera, insieme alla sofferenza della popolazione, la crisi della nostra democrazia. Napoli sommersa dai rifiuti non è una vergogna che si possa liquidare solo come fallimento della sua classe dirigente. Altrettanto vergognoso è lo spettacolo di ministri della Repubblica che irridono alla sciagura e voltano le spalle ai cittadini, venendo meno al proprio dovere.

Siparietti grotteschi!

Le frottole sul bocciodromo continuano. Avrà mai una fine questa propaganda?

E’ davvero incredibile. Lo abbiamo detto e scritto tante volte che non è vero eppure Pdl e Lega continuano a fare propaganda raccontando frottole.

In un recente volantino a firma dei due partiti che reggono l’Amministrazione Tenti si afferma sfacciatamente ancora una volta che il bocciodromo può ospitare gare ufficiali e che è alimentato da energia geotermica nel rispetto dell’ambiente.

Al centro del volantino campeggia una enorme scritta: Fatto!

Il riferimento è alle promesse contenute nel programma elettorale della lista Insieme per la libertà del 2007.

Come lo dobbiamo dire? In dialetto, forse? Le due piste del bocciodromo sono classificate dalla Federbocce come impianto di tipo “C”, ossia impianto per la pratica di base.

Gli impianti per gare ufficiali sono di tipo “A” (Impianti per l’alta prestazione) e di tipo “B” (Impianti per l’attività agonistica).

Nel primo caso devono obbligatoriamente avere 4 piste di gioco, nel secondo tre corsie per la Raffa e quattro per il Volo.

Il tutto è verificabile sul sito ufficiale di Federbocce.

Come si possa dire il contrario su un’informazione chiaramente visibile e verificabile da tutti è veramente incredibile. O Pdl e Lega considerano i cittadini dei poveri ignoranti a cui si può rifilare qualsiasi sciocchezza oppure sono loro che non hanno ancora capito quali siano i parametri da rispettare per avere un impianto a norma per le gare ufficiali.

In entrambi i casi c’è da essere molto, molto preoccupati!

Riguardo all’energia geotermica, anche in questo caso si sta cercando di propinare una bufala. Il fatto che l’edificio sia alimentato da energia geotermica significa solo che l’impianto termico utilizza l’acqua di falda ad una temperatura che permette un maggior rendimento dell’impianto stesso. Altra cosa è “utilizzare energia nel pieno rispetto dell’ambiente”. Il pieno rispetto dell’ambiente è assicurato solo dalle energie rinnovabili, quindi eventualmente dai pannelli fotovoltaici, che non sono stati fatti, mentre invece l’edificio ha una certificazione energetica di classe “C”. Il tutto dopo aver speso ben 1.500.000 di euro e dopo quattro anni di lavori.

Ancora balle sul volantino del PdL e Lega di Vittuone

Nel volantino a firma Pdl e Lega di Vittuone senza alcun pudore si legge fra l’altro che la mancata ristrutturazione del parco della Villa Venini è colpa della opposizione che la vuole “bloccare”.

La destra vittuonese fa finta di dimenticare che in bilancio aveva inserito i lavori di ristrutturazione del parco per 600.000€, nonostante fosse già stato presentato il ricorso dalla Provincia di Milano e da  Legambiente regionale (e non dal nostro gruppo). In realtà i lavori non si sono potuti fare perché non si è riusciti a vendere gli immobili del Comune, fra cui la palazzina delle associazioni di via Volontari della Libertà dato che il PGT ha previsto la sua demolizione per far posto ad una inutile rotonda stradale.

Non ci sono soldi, questa è la verità, allora questa amministrazione-cicala cerca una ridicola scusa per giustificarsi.

Chiediamo un voto per cambiare, i veri moderati stanno con noi

Più forte e’ la paura per il risultato e più esasperati i toni della destra. A poche ore dal voto amministrativo il film di Berlusconi e’ un remake già visto: promesse mirabolanti e insulti agli avversari. Le incredibili accuse a Pisapia e l’annuncio di un nuovo condono sulle case abusive in Campania, con le relative prese di distanza da parte della Lega, sono la cifra della campagna elettorale del centrodestra. Colpi bassi e bugie gigantesche sono gli strumenti con cui Berlusconi cerca di arrivare alla “pancia” del suo elettorato deluso. Agitare lo spauracchio di una sinistra illiberale ed estremista e promettere agli elettori ogni possibile “miracolo”.
Ma gli italiani non ci credono più, non possono crederci più. Dopo oltre sedici anni di “berlusconismo” l’economia e’ ferma, le diseguaglianze sono aumentate in maniera impressionante, le tante energie giovanili e femminili disponibili sono tenute ai margini, la coesione nazionale e’ messa in discussione da un Governo che ha fatto del conflitto e della divisione la sua ragion d’essere.
Chiediamo un voto per il buongoverno nelle città e nelle province ma anche per chiudere questa stagione cupa, per ridare speranza alle forze sane del Paese, per unire lavoro e impresa in un progetto di crescita e di maggiore giustizia sociale. Significa chiedere ai cittadini di votare con il cuore e con la testa, di dare un giudizio sul Governo nazionale, su ciò che non ha fatto – le riforme necessarie al lavoro, all’impresa, alle famiglie – e su ciò che ha fatto – premiare chi non rispetta le regole e tagliare risorse nei settori strategici delle politiche per l’ambiente, per il welfare e per l’istruzione.
Se la situazione non fosse tragica ci sarebbe da sorridere al solo sentire uscire dalla bocca del premier e dei suoi candidati la parola “moderati”. I veri moderati stanno con noi, con le forze democratiche e progressiste che anche da questo passaggio elettorale trarranno le ragioni per unirsi e candidarsi a governare l’Italia nel nome di un progetto di cambiamento e del bene comune.

Marina Sereni

Le prediche della Lega

Lo spadone si è afflosciato

Alberto da Giussano con lo spadone ricurvo. Il Pd Lombardia denuncia le bugie della Lega – Cosa è successo ad Alberto Da Giussano? Il condottiero si ritrova in mutande, griffate “Sole delle Alpi” e sotto i colpi della prescrizione breve e delle altre norme del governo Berlusconi… lo spadone si affloscia. Anche il “Va, pensiero” ne risente.