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L’Italia di Domani – Famiglie e Politiche Sociali

Ecco le proposte del PD su “Famiglie e Politiche Sociali” per l’Italia di Domani

L’Italia sono anch’io

Comunicato stampa

SI E’ COSTITUITO A CORBETTA IL COORDINAMENTO DI ZONA  PER LA CAMPAGNA “L’ITALIA SONO ANCH’IO” PER LA RACCOLTA DI FIRME A SOSTEGNO DI DUE LEGGI DI INIZIATIVA POPOLARE PER I DIRITTI DEGLI IMMIGRATI STRANIERI (CITTADINANZA E VOTO NEGLI ENTI LOCALI).
Giovedi’ 10 novembre ore 21 presso il Municipio di Corbetta primo Incontro Pubblico per il Lancio della campagna.

Il Giorno 27 ottobre  us si è costituito ufficialmente a Corbetta presso la sede delle Acli il Coordinamento di zona a sostegno della Campagna “L’ Italia sono anch’io”, lanciata a livello nazionale da un Comitato promotore di cui fanno parte tra gli altri l’ Arci, le Acli, la Caritas, la Cgil, l’ Asgi, Libera, l’ UglTavola della Pace , Rete G2 – seconde generazioni.
L’art. 3 della nostra Costituzione stabilisce il principio dell’ eguaglianza tra le persone, impegnando lo Stato a rimuovere gli ostacoli che ne impediscano il pieno raggiungimento. Ma nei confronti di milioni di stranieri questo principio è disatteso.
Per questo motivo il Comitato Nazionale si impegna a promuovere in ogni ambito l’eguaglianza tra persone di origine straniera e italiana, avviando un percorso che porti alla presentazione in Parlamento di DUE PROPOSTE DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE:
– Una proposta di legge che riformi la normativa sulla cittadinanza, aggiornando i concetti di nazione e nazionalità sulla base del senso di appartenenza ad una comunità determinato da percorsi condivisi di studio, lavoro e di vita;
– Una proposta di legge che riconosca ai Migranti il diritto di voto nelle consultazioni elettorali locali, quale strumento piu’ alto di responsabilità sociale e politica.
Per raggiungere questo ambizioso obiettivo occorre raccogliere almeno 50.000 firme (puo’ firmare solo chi è iscritto nelle liste elettorali di un Comune italiano), entro il febbraio 2012.
Ne sono state raccolte finora 10.000 e per questo motivo si è sentita la necessità di unire le forze politiche e sociali, il mondo del lavoro, della scuola e della cultura, le singole persone e gli immigrati stranieri stessi affinchè il nostro territorio dia un suo forte contributo alla costruzione di un futuro di Convivenza, Giustizia ed Uguaglianza.
Giovedi 10 novembre 2011 ore 21 presso la Sala Comunale “Grassi” di Corbetta, in via Cattaneo 25, si terrà il Primo Incontro Pubblico per il lancio della Campagna.
Saranno presenti Anna Busnelli, Responsabile Acli Provinciale per l’ Area Immigrazione, e l’ Avvocato Livio Negri, dell’ Associazione Asgi (per gli studi giuridici sull’ Immigrazione).
Nel corso della serata porteranno la loro testimonianza  sull’ ingiustizia dei diritti negati  alcuni cittadini immigrati stranieri residenti nella  nostra zona .
Hanno aderito sinora al Coordinamento di zona, che è aperto a tutti coloro che condividono gli obiettivi della campagna,  Acli del Magentino, ArcoirisComitato Intercomunale per la Pace, Sezioni Anpi del Magentino (Arluno, Bareggio, Corbetta,  Magenta, Sedriano/Vittuone)Caritas Magenta, Circolo PD di Magenta, Sinistra di Sedriano, Scuola senza Frontiere di Corbetta e Comunità Marocchina di Abbategrasso.
Vi invitiamo a partecipare al primo incontro pubblico del 10 novembre a Corbetta e soprattutto ad inviare la vostra adesione (come persona o associazione) all’ indirizzo mail ” sergioc@cercatore,com”. Eventuali info tel 3482610058.

Bersani: fiducia e verità la nostra ricetta per l’Italia

Intervento di Pier Luigi Bersani alla manifestazione nazionale del Partito Democratico.

Il segretario del Pd conclude la manifestazione “Ricostruzione in nome del popolo italiano” – Roma, 5 novembre 2011.

Abbiamo toccato il fondo!

Riceviamo e volentieri pubblichiamo…

Adesso basta!

Ciò che è stato predetto da molti qualche mese fa si è puntualmente avverato: Berlusconi alla fine ce l’ha fatta e ci ha trascinati nel baratro. Anzi, ci ha buttati dentro con una bella spinta. Il declassamento dell’Italia da parte delle agenzie di rating d’altra parte parla da solo, e non è un declassamento di poco conto. Non uno, non due, bensì TRE livelli in un colpo solo, quasi il colpo del KO per il nostro Paese.

Certo, da più parti si dice che il mondo è in pugno a questi pochi individui a capo di queste agenzie di rating, ma volenti o nolenti con loro bisogna fare i conti, anche se non si vorrebbe.

Inutile girarci intorno, sotto la loro scure, oltre all’Italia, ci sono finite la Grecia, la Spagna, l’Irlanda e persino gli USA, il che è tutto dire.

Comunque, tornando a Berlusconi, è sufficiente leggere l’editorale pubblicato oggi da Ferruccio De Bortoli sul “Corriere Della Sera” on line per avere un quadro della situazione chiaro che più chiaro non si può.

Ormai il dittatore (perchè di questo si tratta) non si occupa più del Paese, se mai l’ha fatto, ma dei suoi affari personali, e dopo aver salvato i suoi complici in Parlamento, ora non pensa ad altro che a mettere il bavaglio a internet per evitare che venga diffusa la verità sul suo conto, mascherando il tutto con il DDL sulle intercettazioni. Un po’ come avveniva 70 anni fa in pieno regime fascista, quando il duce doveva essere incensato e osannato anche se si rendeva protagonista di nefandezze inenarrabili, e dove chiunque si permetteva di sollevare una pur velata critica, anche inconsapevole, veniva imprigionato, quando non torturato.

D’altra parte lo si era visto anche ad agosto, quando le manovre economiche venivano fatte e disfatte nel giro di poche ore, e quando ne è stata varata una fatta quasi esclusivamente di tasse e balzelli. Di tagli ai costi della politica e ai privilegi della casta, di liberalizzazioni e riforme vere, di rilancio dell’economia “spicciola” (ossia quella delle famiglie, non delle imprese) neppure l’ombra.

E quand’anche tali riforme dovessero arrivare (?) di certo ormai la nostra immagine è del tutto compromessa, all’estero ormai siamo additati come una nazione governata da pagliacci, saltimbanchi, mafiosi, evasori fiscali, showgirls e prostitute.

Ormai credo che Berlusconi non sia più nemmeno sano di mente. In un momento simile non rivolge neppure un pensiero al proprio Paese ma si limita a studiare un modo sicuro per salvaguardare se’ stesso dagli innumerevoli processi in cui è implicato, cercando ripetutamente di varare leggi “ad personam” senza alcun ritegno ne’ vergogna, anche contro il parere autorevole del Capo dello Stato. Vede complotti e comunisti ovunque ed arriva addirittura a dichiarare che il declassamento del debito dell’Italia sia una manovra politica, che nulla ha a che fare con le reali condizioni economiche del Paese ma teso esclusivamente a tentare di “farlo fuori”. Pazzesco, siamo al delirio più totale ed assoluto.

D’altra parte, anche nella sua stessa maggioranza è ormai opinione diffusa che egli sia ormai arrivato al capolinea. Persino i suoi più stretti collaboratori si rendono conto che in questo modo, ogni giorno che passa la prospettiva delle elezioni anticipate diventa sempre più reale, e che tali elezioni sarà praticamente impossibile vincerle a meno di non adottare il metodo Mussolini, ovvero mettere fuorilegge tutti i partiti politici tranne il PDL.

E si rendono anche conto che, oggi come oggi, se lui va a fondo vanno a fondo anche loro, tutti, nessuno escluso, da Tremonti a Brunetta passando per Alfano e la Gelmini. E non è una bella prospettiva…

Quindi, che fare adesso?

Un’altra manovra economica sarebbe inutile e dannosa, perchè certamente sarebbe ancora “lacrime e sangue” (per noi) e probabilmente sarebbe la classica goccia che fa traboccare il vaso scatenando rivolte popolari come in Grecia. E poi, come dicevo prima, sarebbe destinata inevitabilmente ad essere sottovalutata dai mercati europei, bollata come l’ennesimo tentativo di salvare la faccia da parte di una Nazione inaffidabile.

L’unica soluzione sarebbero le dimissioni di Berlusconi, ma nel suo delirio di onnipotenza dubito molto che ciò avvenga.

Non resta che sperare, ancora una volta, nella saggezza e nel buon senso di Napolitano, che abbia il coraggio di sciogliere le camere e mandare i cittadini alle urne.

Speriamo…

Stefano Banda

Appello unitario al presidio: Salviamo l’Italia. Berlusconi dimettiti!

Giovedì 22 settembre ore 18 piazza San Babila
Il Partito Democratico invita i cittadini, le associazioni, i  movimenti, i sindacati, i partiti del centrosinistra a partecipare al  presidio per chiedere le dimissioni immediate del premier Silvio  Berlusconi.

Silvio Berlusconi non ha più la credibilità per chiedere agli italiani  sacrifici e un impegno per il cambiamento e con la sua incapacità a  governare sta facendo fare al paese solo passi indietro.

Liberi l’Italia, si dimetta!

Non è più nemmeno una questione politica, ma di sopravvivenza del  nostro Paese.  Le sue manovre economiche sono timide, impoveriscono i  cittadini che hanno già pagato troppo, soffocano i servizi degli enti  locali e non sono in grado di creare opportunità di lavoro e  far  crescere l’economia del nostro Paese. Il suo principale alleato, la  Lega di Bossi, grida per l’ennesima volta alla secessione, per  nascondere i propri fallimenti sul federalismo, sulla politica  economica e per ripulirsi frettolosamente da tutte le leggi ad
personam che ha votato. I suoi ministri non hanno più alcuna  autorevolezza per proporre riforme.

L’Italia ha bisogno di guardare oltre. Con la sua incapacità a  governare e con l’impaccio dei suoi interessi personali il suo Governo  è diventato un ostacolo alla riscossa dell’Italia.

L’Italia ce la può fare, dispone di energie e di risorse positive. È  ora di unire tutti coloro che vogliono cambiare. È il momento di  metterci la faccia tutti, senza esitazioni. Ci rivolgiamo quindi agli  iscritti e simpatizzanti del Partito Democratico, ai cittadini, alle  associazioni milanesi, ai sindacati, ai movimenti di pensiero e  politici, ai partiti dell’intero centrosinistra e a tutti coloro che  in modo civile e pacifico intendono cambiare il destino del nostro  Paese. Chiediamo a tutti di aderire al presidio di giovedì 22  settembre alle ore 18 in piazza San Babila a Milano.

Roberto Cornelli, segretario metropolitano del Pd
Francesco Laforgia, coordinatore cittadino del Pd

L’Italia di domani? Ecco come la vogliamo

Si riprendono le attività…….. aspettando……….

Dopo la pausa estiva si ricomincia… aspettiamo l’esito dei provvedimenti economici di chi ci governa che peggioreranno indubbiamente la nostra qualità di vita rendendoci più poveri. Ormai si dichiara a raffica e poi si modificano le decisioni appena prese minando la credibilità internazionale dell’Italia. Purtroppo chi ora sta decidendo è anche chi in questi mesi sosteneva che in Italia andava tutto bene, che si stava meglio di altrove e che si sarebbe dovuta fare al massimo una correzione dei conti di 2-3 miliardi perché la situazione stava migliorando. E’ la stessa maggioranza parlamentare che ha votato in Parlamento che il capo del governo, quando chiamò in Questura per il rilascio di Ruby, era certo che fosse la nipote di Mubarak (ma allora perché fu affidata tramite una consigliera regionale ad una prostituta?) e quindi qualche dubbio sulla riuscita della manovra sui conti è più che comprensibile.

A Vittuone….si aspetta che l’amministrazione comunale faccia sapere come intende coprire il mancato incasso della vendita del terreno della RSA-Il Gelso, già inserito a bilancio 2010 per un importo di 2 milioni di euro; si aspettano le novità del Centro Sanitario di via Gramsci che è stato privatizzato con una entrata per il Comune di poco più di 30.000 € all’anno (affitto locali compreso) ad una cooperativa sociale di Magenta-Marcallo che naturalmente ribalterà questo costo agli utenti del servizio, cioè ai cittadini. Una situazione paradossale, ma specchio dei nostri tempi: i vittuonesi pagheranno anche per utilizzare una loro struttura. Mi hanno chiesto informazioni su questo nuovo gestore, l’unico che ha partecipato alla gara per l’assegnazione: visitando il suo sito web, si riscontrano come referenze la convenzione con la RSA del gruppo ICOS e la convenzione con la RSA della Fondazione Mantovani.

…. e si aspetta anche che vengano sistemate le strade; ecco un esempio del loro stato!

Non aspettiamo invece… a mettere la nostra firma per chiedere il referendum sull’abolizione dell’attuale legge elettorale, il “porcellum”, per ritornare a scegliere i nostri rappresentanti e non avere quelli imposti dai partiti. Si può firmare solo questo mese presso la segreteria del Comune.

Bersani: “Nuovo governo, l’Italia è in pericolo”

Intervista di Simone Collini – l’Unità – al Segretario del PD

In queste ore siamo a un punto di svolta, purtroppo drammatico». Pier Luigi Bersani parla mentre la Borsa chiude su un brutto -3,9%, mentre l`Ue esprime perplessità sulle misure anti-evasione e mentre torna a volare lo “spread” italiano, una parola che nelle ultime settimane purtroppo tutti hanno imparato a conoscere. «Questa manovra e questo governo non sono credibili. Siamo in piena emergenza e noi siamo disponibili ad assumerci le nostre responsabilità in Parlamento per cercare di migliorare le norme nel senso della credibilità, dell`equità e della crescita. Ma serve un cambiamento del quadro politico, altrimenti tutto è vano».

Non è la prima volta che formula un simile ragionamento.

«È vero, noi diciamo ormai da oltre un anno che il problema politico è nel cuore stesso dell`emergenza economica e finanziaria, perché chi ci ha portato fin qui, sul fronte più esposto, non è in grado di dire al Paese che c`è una crisi e che c`è bisogno di uno sforzo collettivo dove chi ha di più deve dare di più. E lo abbiamo detto non da oppositori, ma da italiani consapevoli. Ci siamo rivolti già un anno fa con un appello a tutte le forze delle classi dirigenti, abbiamo detto chi sa parli, perché rischiamo il botto. Adesso però abbiamo la prova, con questa manovra, che non abbiamo un governo credibile».

Cosa pensa possa succedere nelle prossime settimane?

«Difficile dirlo, ma quel che so è che siamo sull`orlo di una situazione drammatica e abbiamo un governo e una maggioranza che non se ne rendono conto. Per questo noi siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità in un passaggio che affronti davanti ai mercati l`emergenza, ma questo dentro un percorso di cambio politico, perché altrimenti siamo da capo».

Cosa significa, concretamente?

«Che noi in Parlamento ci confrontiamo sulle nostre proposte, che siamo anche pronti a rafforzare di fronte all`aggravarsi della situazione. Ma chiediamo che si apra una prospettiva nuova. Serve un governo di transizione con figure autorevoli, credibile agli occhi del mondo, che approvi una nuova legge elettorale e che fissi un appuntamento più ravvicinato per le elezioni, nella primavera prossima. Noi siamo pronti a prenderci le nostre responsabilità».

Perché questo suo messaggio dovrebbe essere raccolto?

«Perché altrimenti tra poco non sarà più soltanto questione di attacchi speculativi. L`Europa, la Bce, i mercati valutano che non stiamo affrontando il problema. Si aspettano che andiamo a prendere i soldi dove sono, mentre il governo pensa che si possano tagliare 20 miliardi sull`assistenza, il che pone un problema di credibilità prima ancora che di equità. E non si può pensare di prendere i soldi da chi non ne ha. Questo governo si accapiglia su minutaglie, su misure che valgono 2 o 3 miliardi quando la manovra dovrebbe essere di 55 e in realtà è piena di buchi. Vanno al ribasso perché siamo al si salvi chi può e non c`è nessuna misura che abbia il sapore di un approccio riformatore. Ma così provocano discredito e sfiducia su quello che invece possiamo fare. Se non ci sarà una svolta questo lo pagheremo».

La maggioranza le darà dell`allarmista…

«Nessun allarmismo, è la realtà. Il mese di settembre è molto delicato. I compratori dei buoni del tesoro sono per il 40% stranieri. Il nostro “spread” ha superato quello della Spagna, che ha avuto il merito di aver preso atto di un problema politico e ha anticipato le elezioni per consentire una ripartenza. E a questo punto si trova in una situazione migliore della nostra».

Ma a chi è rivolto questo ragionamento, se il premier vi ha accusato di essere “criminale e anti-italiana`?

«Affermazioni irresponsabili e sconsiderate di uno che è parte rilevante del problema e che dimostra con questo di non poter essere la soluzione. Io parlo a tutte le forze di opposizione ma anche, se esistono, a forze della maggioranza che non possono non vedere che siamo nell`ingovernabilità e che quindi devono promuovere atti di apertura al cambiamento. E infine mi rivolgo a chi può dare una mano nell`opinione pubblica, nel mondo dell`economia, tra le forze sociali, affinché ci si pronunci sulla necessità di affrontare l`emergenza chiamando tutti alla responsabilità, ma in un percorso di cambiamento politico che appaia credibile agli occhi del mondo».

Citava le forze sociali: il Pd sarà allo sciopero generale indetto dalla Cgil?

«Noi saremo presenti, con dirigenti e militanti, in tutti i luoghi in cui si criticherà la manovra e si chiederanno più credibilità, equità e misure per la crescita, allo sciopero della Cgil come ad altre manifestazioni. Aggiungo che in una emergenza del genere diremo sempre che una convergenza delle forze sociali, come quella dell`accordo del 28 giugno, è un bene prezioso su cui, fossimo stati al governo noi, avremmo fatto fiorire una nuova fase di concertazione. Questo governo invece ha introdotto nella manovra un articolo, l`8, che non c`entra niente col resto del decreto e che va rimosso, per ripristinare lo spirito e il valore dell`accordo tra le forze sociali».

Ha insistito molto sulla parola «credibilità»: c`è il rischio che il caso Penati abbia ripercussioni sul Pd?

«È una vicenda dolorosa, ma è anche l`occasione per fare una riflessione ulteriore non solo sul nostro diverso modo di procedere rispetto alla maggioranza, fatto di fiducia nella magistratura, passi indietro, uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, ma anche sul fatto che dobbiamo mettere ogni impegno nel migliorare l`esigibilità dei nostri codici etici e dei nostro Statuto. E ci stiamo lavorando. Ma la nostra gente ci chiede anche di reagire a teorie che vanno oltre le legittime critiche, e che descrivono il Pd come un corpo malato. Abbiamo fatto partire un po` dì denunce. Né accettiamo che si faccia di tutta l`erba un fascio e che si indebolisca per questa via l`unico strumento che gli italiani hanno per il cambiamento».

Qual è la posizione del Pd sul  referendum per il ritorno al Mattarellum?

«Partiamo dal fatto che abbiamo una nostra proposta di legge elettorale. Non è il Mattarellum, di cuì abbiamo visto i limiti dal punto di vista della governabilità. Però siamo amichevoli verso un`operazione referendaria che ha come obiettivo essere uno stimolo a cambiare la legge elettorale».

Cosa vuol dire concretamente essere «amichevoli»?

«Che senza mettere il cappello sopra questo referendum ospitiamo nei nostri luoghi, a cominciare dalle Feste, i comitati referendari. A un partito tocca proporre soluzioni in Parlamento e stiamo chiedendo la calendarizzazione della riforma insieme al dimezzamento del numero dei parlamentari, che sono elementi distintivi della nostra operazione istituzionale».

Nelle ultime ore c`è un fiorire di candidature, da Renzi a Profumo e forse Montezemolo: cosa ne pensa?

«Di fronte ai problemi drammatici che ha l`Italia non ci sono scorciatoie. Tutti sono benvenuti, tutti possono dare un contributo alla politica, purché si scelga una prospettiva e un campo e non si conceda niente a ipotesi personalistiche e semplicistiche, che ci hanno portato un mare di guai. Siamo aperti al confronto con tutti ma non si pensi di fare a meno del Pd odi ridurlo a salmeria. Questa è una prospettiva irrealistica. Non per il Pd, ma per il Paese».

Il governo di centrodestra ci sta portando al “punto di non ritorno”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo (anche se un po’ in ritardo; chiediamo scusa all’autore)…

Come volevasi dimostrare, anche l’Italia si sta avvicinando pericolosamente al baratro, rischiando l’effetto Grecia.

Non ci voleva certo un genio o un premio Nobel in economia per capire che avere un premier miliardario e imprenditore, paradigma del conflitto d’interesse, ci avrebbe portato a questo.

Infatti da quando è al governo, Berlusconi e la sua casta non hanno fatto altro che speculare sulla pelle dei pensionati, dei lavoratori dipendenti e dei piccoli risparmiatori, qualli che lavorano una vita per garantirsi una vecchiaia dignitosa. Ha utilizzato le fasce deboli della popolazione come bancomat per i suoi “compagni di merende”, ossia imprenditori, industriali, banchieri e faccendieri in genere.

Ogni giorno ripete fino alla nausea di non aver messo le mani nelle tasche degli Italiani, e forse ha ragione. Si è semplicemente limitato a cucirle, in modo tale da impedire loro di metterci dentro qualsiasi cosa.

Tralascerò la nefandezza dell’ennesima leggina “ad personam” (anzi, “ad aziendam”) come il lodo Fininvest, fatto al quale ormai questo dittatore ci ha ormai sgradevolmente abituato e che per fortuna il Capo dello Stato, probabilmente l’unica persona che Berlusconi non sia riuscito a comprare, ha cassato in pieno.

La prossima manovra economica, ci viene detto, garantirà “…ossigeno alle piccole e medie imprese…”. Tuttavia essa è a mio parere del tutto inefficace e inutile.

Infatti se vengono graziosamente elargiti denari a destra e a manca alle imprese, queste potranno sopravvivere per qualche tempo, ma se esse non riescono a vendere i loro prodotti, entro breve saremo punto e a capo.

Se la popolazione ed il ceto medio in generale (che costituisce la maggior parte degli Italiani) non viene messa in grado di far girare il denaro e far ripartire l’economia, è inutile che poi i commercianti e le aziende piangano miseria, nonostante i generosi e spesso immeritati aiuti che ricevono.

Invece questo governo bugiardo e incompetente preferisce arricchire gli “amici degli amici” (senza escludere buona parte del clero…), lasciando che i lavoratori dipendenti e i risparmiatori vengano derubati con leggi e leggine create ad hoc ogni giorno, permettendo, anzi, incoraggiando l’incontrollato rincaro quasi quotidiano dei carburanti, che a sua volta fa aumentare i prezzi di tutto il resto, per dare il contentino ai suoi amici, petrolieri e non (vero, signor Marchionne?), depredando senza vergogna e senza dignità il pubblico impiego del proprio stipendio (bloccato fino a tutto il 2014), e soprattutto soffocando la scuola pubblica sotto pesanti tagli di fondi e personale, agevolando al contrario la scuola privata (specialmente se costosa e cattolica…) che ovviamente inculca ai propri allievi solo e soltanto il diktat del capo.

Dispiace doverlo dire, ma alla luce dei fatti di cronaca finanziaria che si stanno diffondendo in questi giorni, credo che il nostro Paese si stia avvicinando al “punto di non ritorno”, oltre il quale sarà radicalmente cambiata la fisionomia sociale dell’Italia.

Da una parte i poveri, che costituiranno il grosso della popolazione, cui saranno rimasti solo gli occhi per piangere e poco altro, dall’altra i ricchi, che vivranno alle spalle dei primi.

Speriamo bene…

Stefano Banda

Italia Nostra sul nucleare: no allo scippo del referendum

Italia Nostra auspica che il referendum sul nucleare, come quelli sull’acqua, si possa svolgere regolarmente il 12 -13 giugno.

L’affrettata “archiviazione” del tema tentata dal governo rivela in realtà la volontà di evitare un pronunciamento popolare su un tema così strategico per il futuro dell’Italia, aspettando tempi migliori per ripresentare immutata la propria strategia di “rinascimento nucleare”. Un trucco, insomma. L’indicazione di Italia Nostra a votare “sì” al referendum precedeva il gravissimo incidente di Fukushima, e in esso ha trovato ulteriore conferma. Il nucleare non è né economico, né pulito, né sicuro. E’ un affare per pochi e un problema per molti, per tutti, anche a migliaia di chilometri di distanza.