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Mozione del Gruppo “L’Unione per Vittuone” su Eurogussasphalt

Ecco il testo della mozione in discussione nel Consiglio Comunale di martedì 21 febbraio 2012.

Comune di Vittuone

Gruppo Consiliare de l’Unione per Vittuone

Vittuone, 10 febbraio 2012

Al Sindaco,

alla Giunta Comunale,

ai Consiglieri Comunali,

del Comune di Vittuone

Mozione del Gruppo “L’Unione per Vittuone” a seguito interpellanza del 17 dicembre 2011 relativa all’attività produttiva della Eurogussasphalt srl

Premesso che

nella interpellanza in oggetto è stato chiesto all’Amministrazione di dare motivato riscontro a 18 quesiti concernenti la legittimità dell’attività svolta da Eurogussasphalt sia sotto il profilo abilitativo, sia sotto il profilo della dannosità delle emissioni della stessa;

l’Amministrazione comunale ha consegnato risposta scritta ai 18 quesiti in concomitanza con il Consiglio comunale dello scorso 22 gennaio;

esaminate le risposte, si rileva una generale evasività la quale pare voler giustificare l’inerzia dell’operato dell’Amministrazione;

le risposte avute all’interpellanza confermano che l’amministrazione comunale ha lasciato operare l’azienda senza le dovute autorizzazioni come il certificato di agibilità, il NOIA, e il certificato prevenzione incendi;

la Eurogussasphalt produce asfalto colato nella sede di via Ortigara, e non svolge nell’area avuta in assegnazione dal PIP, attività edilizia come indicato nella convenzione con il Comune;

già al punto 14 dell’interpellanza si è rilevato come ai soggetti interessati e, in particolare, ai residenti di via Madonna del Salvatore e vie vicine non sia stata adeguata comunicazione personale, ai sensi degli artt. 7 e ss. della L. 241/1990, dell’avvio del procedimento di assegnazione dei lotti del PIP;

questa mozione non considera tutti i punti della interpellanza non perché soddisfatti delle risposte dell’Amministrazione ma perchè si vuole privilegiare l’attenzione del Consiglio su alcuni punti focali che possono incidere sull’attuale situazione e trovare una soluzione alle molestie olfattive che perdurano da oltre otto anni.

tutto ciò premesso il Gruppo Consiliare l’Unione per Vittuone presenta le seguenti considerazioni:

sulla assenza di titoli abilitativi in capo a Eurogussasphalt. In particolare assenza del “nulla osta inizio attività”. Conseguenze.

Punto 2 e 3 della interpellanza:

Eurogussasphalt srl sta operando senza il Nulla Osta Inizio Attività, NOIA, rilasciato dal Sindaco, necessario per iniziare a produrre.

2. perché il NOIA non è mai stato rilasciato dal Comune?

3. è lecito che Eurogussasphalt srl possa essere operativa senza il certificato NOIA rilasciato dal Comune?

Punto 2 della risposta della Amministrazione Comunale:

Il Comune, acquisiti i pareri favorevoli di ARPA e ASL in merito al NOIA e avendo agli atti parere favorevole sul progetto da parte dei Vigili del Fuoco, è rimasto in attesa del CPI per l’emissione finale del NOIA.”

Punto 3 della risposta della Amministrazione Comunale:

La ditta, avendone dato comunicazione al Comune come da punto 3.1.8 del R.L.I., ha iniziato l’attività avendo ottenuto parere favorevole ARPA e ASL, mentre i vigili del Fuoco hanno espresso parere favorevole sul progetto, che costituisce ai soli fini antincendio autorizzazione provvisoria all’esercizio dell’attività e oggi divenuta definitiva”

Determinazione:

Non è vero che la ditta ha iniziato l’attività avendo ottenuto i pareri favorevoli di ARPA e ASL.

Si deve prendere atto che i condomini di via Madonna del Salvatore hanno segnalato già nel 2003 i gravi disturbi arrecati dalla ditta produttrice di asfalto ben prima del rilascio il 10 febbraio 2004 del certificato di agibilità del capannone e di una tettoia da parte del Comune di Vittuone; questo attesta che l’impresa ha iniziato l’attività ancora prima del certificato di agibilità ed il Comune non è intervenuto per il rispetto delle norme. Si ricorda ancora che l’ARPA già con lettera del 19.11.2003 aveva chiesto al Comune l’adozione di provvedimenti conseguenti la mancanza di nulla osta all’esercizio che allora non era stato nemmeno richiesto, oggi dopo 8 anni viene confermato che il NOIA non c’è ancora.

Il Sindaco e il Direttore dell’UTC nella lettera di risposta alla petizione per la richiesta di intervento alla Gussasphalt il 5 luglio 2010 indicano di allegare il “Rilascio NOIA dell’ASL e il Rilascio NOIA dell’ARPA”. Appare evidente che questi sono solo pareri e non Nulla osta e si fa presente che all’epoca non era stato nemmeno rilasciato il certificato di prevenzione incendi concesso il 16 dicembre 2010.

Chiara l’evidente falsità contenuta nella lettera di risposta

Si ribadisce quindi come, l’attività svolta ora da Eurogussasphalt sia del tutto priva del titolo abilitativo sotto il profilo autorizzativo, non essendo mai stato rilasciato dal Comune (e neppure, con la normativa vigente, la segnalazione certificata di inizio attività “SCIA”).

La mancanza di titolo abilitativo rende l’attività svolta da Eurogussasphalt non conforme alla normativa vigente.

Si chiede che il Consiglio Comunale impegni sin d’ora il Sindaco e la Giunta Comunale a sospendere l’attività di Eurogussasphalt e ad intraprendere qualsivoglia azione volta a sanzionare l’Impresa per aver esercitato l’attività in totale assenza di titolo abilitativo.

Sul mancato intervento da parte del Sindaco a fronte dell’esistenza di lavorazioni insalubri e segnalazioni di emissioni che “rendono l’aria irrespirabile”

Punto 4 della interpellanza:

Sul rilascio NOIA osta c’è il parere positivo di ARPA del 7 gennaio 2005 che segnala però l’opportunità al Comune che:

  1. sia verificata la compatibilità urbanistica della tipologia di attività, da parte di codesto comune, tale verifica deve esse fatta preliminarmente al rilascio del nulla osta attività;

  2. vengano messe in atto dalla ditta, e mantenute costantemente attive, tutte le misure necessarie ad escludere danni alla salute pubblica e all’ambiente, nonché evitare molestie (in particolare rumori ed odori) agli abitanti circostanti.

Si fa presente che l’attività nella ditta rientrerebbe tra quelle classificabili come industria insalubre di 1° classe (D.M. 5/9/94 parte I gruppo B numero 13); tanto si comunica per i provvedimenti di competenza.

Quali sono i provvedimenti di competenza che il Comune ha preso a seguito di questa segnalazione di ARPA?

Punto 4 della risposta della Amministrazione Comunale:

Il Comune ha emesso atti e ordinanze nei limiti delle proprie competenze su indicazione degli organi preposti al controllo”.

Punto 10 della interpellanza:

L’amministrazione quali provvedimenti ha preso davanti al verbale del servizio di polizia locale del 27 giugno 2011 che alle ore 20,40 dopo una segnalazione di un cittadino, verificava che: “all’esterno della suddetta ditta l’aria è effettivamente irrespirabile”?

Punto 10 della risposta della Amministrazione Comunale:

Come già indicato compiutamente nella nota scritta dall’avv. Samantha Battiston, risultano evidenti le competenze del Sindaco e dell’Amministrazione comunale, che nel merito si è resa sempre attiva in collaborazione con gli enti preposti al controllo, anche tramite ultima conferenza di servizi indetta dal Comune.”

Determinazione:

L’attività svolta da Eurogussasphalt rientra senza dubbio nella tipologia descritta dall’art. 216 del RD 27 luglio 1934, n. 1965 (c.d. “testo unico leggi sanitarie”, d’ora innanzi TULLSS).

Il predetto articolo dispone che “le manifatture o fabbriche che producono vapori, gas o altre esalazioni insalubri o che possono riuscire in altro modo pericolose alla salute degli abitanti sono indicate in un elenco diviso in due classi (c. 1). La prima classe comprende quelle che debbono essere isolate nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni; la seconda quelle che esigono speciali cautele per l’incolumità del vicinato (c. 2)”.

In questa direzione si ribadisce quanto già rilevato nell’interpellanza (punto 10), in cui si richiamava la relazione ARPA del 2009. Dalla predetta relazione si evince che la zona di scarico dell’asfalto colato, dai canali di scarico al carico autocisterne, non è aspirata adeguatamente, e perciò è fonte di cattivi odori. Ancora, nel sopralluogo del 2011 ARPA (prot. 54905) constata l’esistenza dello scarico in un canale a cielo aperto, sebbene presidiato da una aspirazione mobile quando l’asfalto proviene dal forno di miscelazione.

Molte volte – l’ultima è nella relazione ARPA dell’aprile 2011 – gli organismi di controllo hanno imposto all’impresa di mettere in opera interventi per eliminare i cattivi odori.

L’impresa ha sempre risposto che non ritiene di abbattere l’odore con riferimento alle “300 unità olfattive” (una misura dell’odore) citate da ARPA come limite.

ARPA è peraltro stata alquanto permissiva, se si leggono le linee guida della Regione Lombardia, si vede che il limite da non superare, per non arrecare molestia al vicinato, è molto più basso (cfr. Linee guida per la caratterizzazione e l’autorizzazione delle emissioni gassose in atmosfera delle attività ad impatto odorigeno).

L’Arpa ha dichiarato nella sua ultima relazione che l’impresa, se incapace di abbattere i cattivi odori, deve essere delocalizzata. Quanto ai parametri di rilevazione, ARPA ha citato come limite 300 Unità Olfattive.

In Consiglio, l’avvocato del Comune ha affermato che le linee guida non sono legge e il limite 300 UO non si applica agli impianti di asfalto colato.

In proposito costante e recentissima giurisprudenza ha stabilito che: “In mancanza di una norma statale che preveda disposizioni specifiche e valori limite in materia di emissioni olfattive, il criterio da seguire, trattandosi di dover approntare una tutela adeguata, è quello della stretta tollerabilità delle emissioni con conseguente configurabilità, in caso di superamento di tale limite, del reato di cui all’articolo 674 del codice penale(Cass. 19 aprile 2011, n. 656; Cass. 5 giugno 2007, n. 21814; Cass. 10 ottobre 2006, n. 33971). Si precisa che nelle richiamate sentenze non si fa riferimento alla “normale tollerabilità”, ma alla “stretta tollerabilità”.

A fronte di quanto sinora esposto si rileva come la condotta dell’impresa Eurogussasphalt possa dunque integrare il reato di cui all’art. 674 c.p. (“getto pericoloso di cose”).

Una tale eventualità non può che comportare un puntuale e manifesto intervento da parte dei preposti organismi comunali.

A ciò si aggiunga che in data 27 giugno 2011 la Polizia Locale, a seguito di segnalazione di un cittadino residente, si è presentata sul luogo e ha rilevato come “all’esterno della suddetta ditta l’aria fosse effettivamente irrespirabile”.

L’Amministrazione così risponde (cfr. punto 10 interpellanza): “come già indicato compiutamente nella nota scritta dall’avvocato, risultano evidenti le competenze del Sindaco e dell’Amministrazione si è sempre resa attiva in collaborazione con gli Enti preposti in collaborazione con gli enti preposti al controllo, anche tramite ultima conferenza di servizi indetta dal Comune”.

Quanto alle competenze del Comune è circostanza nota (anche senza necessità del parere dell’avvocato) che il Sindaco del Comune, ai sensi e nei termini di cui agli articoli 50 e 54 del Testo Unico Enti Locali, possa adottare provvedimenti contingibili e urgenti in caso di pericoli che minaccino la pubblica incolumità, quali le emergenze sanitarie, nella sua qualità di organo responsabile della salute dei cittadini.

Ebbene, nella fattispecie in oggetto non è stato reso noto quanto effettivamente l’Amministrazione e il Sindaco abbiano fatto per far fronte ad una situazione che va sempre più aggravandosi.

Si precisa che, secondo il Consiglio di Stato il Sindaco può adottare provvedimenti d’urgenza poiché la tutela dell’igiene e della salute pubblica possono essere interpretati in senso estensivo ed evolutivo in tutte le loro componenti essenziali (Consiglio di Stato, V, 02 aprile 2001, n. 1904). Peraltro già in precedenza il Consiglio di Stato aveva ritenuto legittima l’emanazione di ordinanze anche quando la salute pubblica sia minacciata da fenomeni di inquinamento ambientale (Consiglio di Stato, V, 19 maggio 1998, n. 623; in termini anche TAR Campania, I, 1426/2001; TAR Emilia Romagna 303/2003; TAR Friuli Venezia Giulia, 202/2003).

Con precipuo riferimento al caso in oggetto “stante l’ampiezza dei poteri di ordinanza conferiti al Sindaco ai sensi dell’art. 216 TULLSS, in materia di tutela della salute pubblica consistenti nel vietare o subordinare a determinate cautele l’attivazione di lavorazioni insalubri, l’imposizione di tali prescrizioni all’atto del rilascio dell’autorizzazione provvisoria non può ritenersi preclusa per la circostanza che, nella fase precedente, il Sindaco stesso abbia mostrato di volersi rimettere ai soli pareri tecnici di altre Autorità, rilevando in concreto il nesso teleologico tra l’atto sindacale e l’interesse alla salute pubblica e l’aderenza delle singole prescrizioni al fine che si intende perseguire” (Consiglio di Stato, V, 02 novembre 1998, n. 1559).

Oltre a riscontrare l’assoluta conferenza della pronuncia da ultimo citata al caso in oggetto si ribadisce altresì come, allo stato, manchi un’autorizzazione provvisoria ma addirittura non vi sia neppure certezza circa i provvedimenti che il Sindaco ha effettivamente adottato nell’esercizio dei suoi poteri.

In tal senso si evidenzia come “gli artt. 216 e 217 TULLSS individuano il Sindaco quale Autorità istituzionalmente competente ad adottare i provvedimenti volti a rimuovere i danni o pericoli per la salute pubblica derivanti dall’esercizio di lavorazioni provenienti dalle industrie qualificate come ‘insalubri e pericolose’, e gli attribuiscono anche un’ampia potestà di valutare la tollerabilità o meno delle predette lavorazioni, esercitabile in qualsiasi tempo e, quindi, anche in epoca successiva all’attivazione dell’impianto industriale; poiché tale potestà può estrinsecarsi con l’adozione, in via cautelare, di interventi finalizzati ad impedire la continuazione o l’evolversi di attività pericolose, è legittima l’ingiunzione, disposta dal Sindaco nei confronti di un’impresa, a presentare un progetto per l’eliminazione di paventati pericoli e di mettere in funzione l’impianto entro 90 giorni, atteso che tale provvedimento si inquadra correttamente nell’ambito dei poteri spettanti al Sindaco e previsti dall’art. 216 TULLSS” (Consiglio di Stato, V, 15 febbraio 2001, N. 766).

Ebbene, il Sindaco ben avrebbe potuto adottare, con ampio margine di discrezionalità, elevare provvedimenti di intimazione nei confronti di Eurogussasphalt, a fronte della pericolosità dell’attività svolta dall’impresa ed in considerazione del possibile profilarsi del reato di cui all’art. 674 c.p.

In particolare avrebbe senza dubbio potuto diffidare la stessa impresa, entro tempi contingentati, ad adottare interventi volti a diminuire le esalazioni insalubri più volte lamentate dai cittadini (e ciò anche a fronte dei riscontri negativi dati dall’impresa ad ARPA).

Tutto ciò nell’interesse stesso della cittadinanza.

Invece non risulta alcuna attività di questo tipo e, nella denegata ipotesi in cui tale attività sia in qualche modo sussistita, non si spiega per quale motivo l’Amministrazione non ne abbia dato compiutamente conto.

Non risulta, infatti, se non per evasivi richiami a conferenze di servizi che il Sindaco abbia adottato alcun provvedimento effettivamente volto alla soluzione del problema.

Ove ciò sia, invece, avvenuto si chiede sin d’ora che il Consiglio comunale, a fronte della gravità della situazione, ne venga reso compiutamente edotto.

Si chiede che il Consiglio Comunale impegni il Sindaco e la Giunta Comunale:

  1. Valutare l’opportunità di presentare esposto all’autorità giudiziaria per il reato di cui all’art. 674 c.p. In caso si ritenesse di non procedere, dare ampia e compiuta argomentazione sugli eventuali motivi ostativi alla presentazione avanti il Consiglio comunale.

  2. Prendere come riferimento il valore limite stabilito da ARPA di 300 Unità Olfattive indicato nella relazione dell’ARPA del 19 aprile 2011 e quindi intimare a Eurogussasphalt srl il rispetto di tale prescrizione. In caso contrario produrre adeguata e puntuale documentazione e fornirne copia in sede di Consiglio.

  3. Vista l’evidente dannosità della posizione di Eurogussasphalt (che peraltro è acclaratamente priva di ogni titolo abilitativo del Comune) provvedere alla modifica del PGT vigente nella parte in cui prevede la zonizzazione di attività industriale dell’area PIP. Ciò anche a fronte dell’esistenza di una dichiarazione di “industria insalubre di prima classe” ai sensi dell’art. 216 TULLSS e successive norme integrative, disporre la delocalizzazione di Eurogussasphalt, anche in via autoritativa individuando e concertando con l’impresa le modalità in modo tale da non danneggiare l’attività imprenditoriale.


Punto 8 e 9 della interpellanza:

La ditta doveva presentare, come da ordinanza del 7 ottobre 2009 una relazione tecnica sugli impianti di abbattimento e doveva realizzare un potenziamento dei mezzi posti in opera per abbattere le emissioni, entro agosto 2010 (ordinanza n.38/2009).

8. Come sono stati potenziati gli impianti per abbattere le emissioni a seguito dell’ordinanza comunale?

9. La richiesta di verifica dell’UTC all’ARPA del 4 maggio 2010 che riscontro ha avuto?

Punto 8 della risposta della Amministrazione Comunale:

La ditta, come da ordinanza del 7 ottobre 2009, ha presentato relazione sugli interventi migliorativi effettuati sull’impianto di produzione di asfalto colato (06 maggio 2010 ns. prot. 5024.)”

Punto 9 della risposta della Amministrazione Comunale:

In merito alla richiesta dell’UTC all’ARPA per verificare gli interventi attuati dalla ditta, la stessa non ha effettuato sopralluoghi.”

Determinazione: constatato l’omissione dell’ARPA all’invito del Comune ma anche l’omissione del Comune che non ha verificato l’osservanza di una propria ordinanza che conferma ancora una volta il disinteresse ad addivenire ad una soluzione che possa tutelare la salute dei cittadini vittuonesi e visto che la tutela della salute della cittadinanza costituisce un’attribuzione del Sindaco del Comune,

si chiede che quest’ultimo, nel pieno esercizio dei suoi poteri convochi l’ARPA per ottemperare alla richiesta di verifica del 4 maggio 2010 e in caso di mancata risposta o mancata attivazione di ARPA, valutare se tale condotta possa prefigurarsi omissione di atti d’ufficio.

Punto 13 della interpellanza:

La puzza di asfalto ed il rumore varia di molto durante il giorno, quindi si ritiene necessario installare nelle vicinanze una centralina fissa per il rilievo delle emissioni in atmosfera e del rumore durante tutto l’arco della giornata;

Oggi in che modo viene tenuta costantemente sotto controllo l’emissione in atmosfera del pulviscolo, dei gas o vapori derivanti dal processo produttivo della azienda?

Punto 13 della risposta della Amministrazione Comunale:

Come già indicato nella risposta al n. 12 attraverso le analisi, ed inoltre, su indicazione degli Enti preposti al controllo, ha emesso quando necessario ordinanze.”

Determinazione: premesso che l’ultima rilevazione di fumi del mese scorso è stata fatta nell’unico giorno in cui le esalazioni non erano percettibili (circostanza alquanto singolare)

Si chiede che il Consiglio Comunale impegni il Sindaco e la Giunta Comunale a chiedere l’installazione di una centralina fissa che registri in continuo i valori di emissione e segnali e sospenda il ciclo di lavorazione in caso di superamento dei parametri prefissati dei valori di emissione in atmosfera

Il Capogruppo

Enrico Bodini

Consiglio Comunale del 23 gennaio 2012: mozione d’ordine de L’Unione per Vittuone

Comune di Vittuone

Gruppo Consiliare de l’Unione per Vittuone

Al Sindaco, Vittuone, 23 gennaio 2012

ai Consiglieri Comunali,

del Comune di Vittuone

Oggetto: Consiglio Comunale del 23 gennaio 2012 – Mozione d’ordine per questione pregiudiziale, come da articolo 29 del regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale relativo al punto 1 all’odg.: Approvazione del Bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2012,……

Premesso che

In data 20 luglio 2011 è stato pubblicato sul BURL l’avviso di approvazione definitiva e deposito degli atti costituenti il piano di governo del territorio e che da tale data gli atti hanno assunto efficacia;

in particolare, il “piano dei servizi” prevede l’adeguamento tariffario degli oneri di urbanizzazione con cadenza annuale;

il maggior costo della vita da settembre 2010 a settembre 2011 è stato pari al 3%;

preso atto che il bilancio di previsione 2012 non contiene l’adeguamento tariffario degli oneri di urbanizzazione;

chiede al Consiglio Comunale di invitare il Sindaco e la giunta comunale a rispettare quanto contenuto nel PGT;

chiede al Consiglio Comunale di invitare il Sindaco e la giunta comunale a ripresentare un bilancio preventivo 2012 che tenga conto dell’adeguamento tariffario degli oneri di urbanizzazione in mancanza del quale verrà causato un notevole danno erariale al Comune di Vittuone.

Il capogruppo consiliare dell’Unione per Vittuone

Enrico Bodini

Euroguss: tante ombre su cui fare chiarezza

Comune di Vittuone

Gruppo Consiliare de l’Unione per Vittuone

Al Sindaco, Vittuone, 16 dicembre 2011

alla Giunta Comunale,

ai Consiglieri Comunali,

del Comune di Vittuone

Interpellanza del Gruppo “L’Unione per Vittuone” sulla attività produttiva della Eurogussasphalt srl

Premesso che

Il nostro gruppo ha voluto discutere nel Consiglio Comunale del 28 novembre della situazione ambientale di via Madonna del Salvatore inondata di puzza di asfalto dalla Eurogussasphalt s.r.l, per capire perché dopo 8 anni di segnalazioni, interventi di ARPA, NOE, ASL, Regione e Provincia e Comune stiamo ancora aspettando che l’azienda presenti interventi strutturali agli impianti e quindi al processo produttivo per eliminare le emissioni dannose ai cittadini.

L’obiettivo del CC era di conoscere ed infatti si era convenuto nella conferenza dei capigruppo preparatoria al consiglio, di non presentare odg ma rinviare la votazione ad una prossima seduta in base ai riscontri che si sarebbero avuti.

Gli interventi in Consiglio non hanno portato a nessuna risposta alle domande avanzate dal nostro gruppo e pertanto si presenta interpellanza ai sensi dell’articolo 39 del regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale.

In particolare si chiede:

1. Il certificato di agibilità rilasciato il 10 febbraio 2004 dal Comune di Vittuone a DF asfalti snc, è conforme agli immobili attualmente utilizzati per l’attività produttiva da Eurogussasphalt srl?

Eurogussasphalt srl sta operando senza il Nulla Osta Inizio Attività, NOIA, rilasciato dal Sindaco, necessario per iniziare a produrre.

2. perché il NOIA non è mai stato rilasciato dal Comune?

3. è lecito che Eurogussasphalt srl possa essere operativa senza il certificato NOIA rilasciato dal Comune?

Su questo nulla osta c’è il parere positivo di ARPA del 7 gennaio 2005 che segnala però l’opportunità al Comune che:

  1. sia verificata la compatibilità urbanistica della tipologia di attività, da parte di codesto comune, tale verifica deve esse fatta preliminarmente al rilascio del nulla osta attività;

  2. vengano messe in atto dalla ditta, e mantenute costantemente attive, tutte le misure necessarie ad escludere danni alla salute pubblica e all’ambiente, nonché evitare molestie (in particolare rumori ed odori) agli abitanti circostanti.

Si fa presente che l’attività nella ditta rientrerebbe tra quelle classificabili come industria insalubre di 1° classe (D.M. 5/9/94 parte I gruppo B numero 13); tanto si comunica per i provvedimenti di competenza.

4. Quali sono i provvedimenti di competenza che il Comune ha preso a seguito di questa segnalazione di ARPA?

Il certificato di prevenzione incendi è stato rilasciato a Eurogussasphalt srl il 16 dicembre 2010, un anno fa.

5. Perché si è lasciato operare l’azienda dal 2003 al 2010 senza il certificato prevenzione incendi?

La ditta è stata autorizzata da Regione Lombardia nel 2003 (DGR 481), ma l’impianto, come risulta da almeno due sopralluoghi di ARPA, è sostanzialmente difforme da quello autorizzato, in particolare perché le due emissioni (E1 ed E2 nella richiesta di autorizzazione) sono diventate una sola (E1). Non è un miglioramento, si è semplicemente eliminata una aspirazione, tant’è che il Sindaco ha emesso una diffida per la sospensione della lavorazione di un forno (Prot.12687 del 2 novembre 2006), installato di recente, ottenendo dalla ditta la risposta che quel forno faceva parte dell’autorizzazione originaria ed è stato messo in funzione solo dopo. L’ ARPA, che ha richiesto al Sindaco l’emissione del provvedimento, dichiara che il forno di miscelazione non è aspirato (prot 12098 del 23 ottobre 2006).

6. Come è stata risolta questa situazione, a distanza di cinque anni?

La ditta ha presentato un progetto di variante all’autorizzazione iniziale alla Regione, ma tale progetto non risulta esplicitamente autorizzato. Il parere è preventivo, perciò la norma prescrive che sia ottenuto prima della messa in funzione delle lavorazioni. Ne consegue che la ditta dovrebbe ripristinare la situazione conformemente all’autorizzazione ricevuta, fino all’ottenimento di un parere della Regione. In questo caso comunque riconosciamo che vi è una carenza anche da parte delle autorità regionali che non si sono ancora pronunciate però:

7. come il Comune di Vittuone si è fatto parte attiva presso la Regione perché la richiesta di variante fosse esaminata regolarizzando la situazione produttiva in atto?

La ditta doveva presentare, come da ordinanza del 7 ottobre 2009 una relazione tecnica sugli impianti di abbattimento e doveva realizzare un potenziamento dei mezzi posti in opera per abbattere le emissioni, entro agosto 2010 (ordinanza n.38/2009).

8. Come sono stati potenziati gli impianti per abbattere le emissioni a seguito dell’ordinanza comunale?

9. La richiesta di verifica dell’UTC all’ARPA del 4 maggio 2010 che riscontro ha avuto?

Da relazione ARPA del 2009, già citata, si evince che la zona di scarico del conglomerato bituminoso dai canali di scarico al carico autocisterne non è aspirata adeguatamente, e perciò è fonte di cattivi odori. Ancora nel sopralluogo del 2011 ARPA (prot. 54905) constata l’esistenza dello scarico in un canale a cielo aperto, sebbene presidiato da una aspirazione mobile quando il bitume proviene dal forno di miscelazione.

Molte volte, l’ultima è nella relazione ARPA di aprile 2011, la prima è contenuta nel decreto di autorizzazione, gli organismi di controllo hanno imposto alla ditta di mettere in opera interventi per eliminare i cattivi odori. La ditta risponde che non ritiene di abbattere l’odore con riferimento le 300 unità olfattive (una misura dell’odore) citate da ARPA come limite. ARPA è già stata alquanto permissiva, se si leggono le linee guida della Regione Lombardia, si vede che il limite da non superare, per non arrecare molestia al vicinato, è molto più basso. (Linee guida per la caratterizzazione e l’autorizzazione delle emissioni gassose in atmosfera delle attività ad impatto odorigeno).

L’Arpa dichiara nella sua ultima relazione che la ditta, se incapace di abbattere i cattivi odori, deve essere delocalizzata. Cita come limite 300 Unità Olfattive. In Consiglio, l’avvocato del Comune ha affermato che le linee guida non sono legge e il limite 300 UO non si applica agli impianti di bitume.

Si ricorda quanto affermato dalla sentenza di Cassazione 656/2011 (le sentenze di cassazione fanno giurisprudenza):

In mancanza di una norma statale che preveda disposizioni specifiche e valori limite in materia di emissioni olfattive, il criterio da seguire, trattandosi di dover approntare una tutela adeguata, è quello della stretta tollerabilità delle emissioni con conseguente configurabilità, in caso di superamento di tale limite, del reato di cui all’articolo 674 del codice penale”. Si precisa che si fa riferimento non alla normale tollerabilità, ma alla stretta tollerabilità.

In altre parole, se qualcuno non tollera il cattivo odore, anche con criteri soggettivi, la ditta che lo provoca commette un reato;

10. L’amministrazione quali provvedimenti ha preso davanti al verbale del servizio di polizia locale del 27 giugno 2011 che alle ore 20,40 dopo una segnalazione di un cittadino, verificava che: “all’esterno della suddetta ditta l’aria è effettivamente irrespirabile”

Vengono ora ripresi le domande già fatte nel Consiglio Comunale del 28 novembre rimaste senza risposta:

Nell’ultima relazione di Arpa dell’aprile di quest’anno si conclude che i sistemi di abbattimento polveri …risultano, quantomeno in linea di principio, idonei al raggiungimento degli obiettivi previsti.

Questa affermazione non è comprensibile, si chiede quindi:

11. le prescrizioni previste dalle normative vigenti ed in base alle autorizzazione rilasciate dagli organi competenti sono tutte soddisfatte?

Nelle conclusioni della relazione si legge ancora che si è in presenza di situazioni di rispetto dei limiti imposti anche per i parametri quali COV ed IPA e nella relazione sono indicati solo valori di concentrazione media rilevate dall’esercente Eurogussasphalt:

12. i valori delle emissioni rilevati in questi anni sono stati commissionati solo da Eurogussasphalt?

La puzza di asfalto ed il rumore varia di molto durante il giorno, quindi si ritiene necessario installare nelle vicinanze una centralina fissa per il rilievo delle emissioni in atmosfera e del rumore durante tutto l’arco della giornata;

13. oggi in che modo viene tenuta costantemente sotto controllo l’emissione in atmosfera del pulviscolo, dei gas o vapori derivanti dal processo produttivo della azienda?

14. l’assegnazione dei lotti PIP ha tenuto conto di quanto previsto dal capo III della legge 241/90, partecipazione al procedimento amministrativo, nei confronti dei vicini residenti?

15. Perché DF Asfalti ha avuto l’assegnazione dal Comune di Vittuone dell’area PIP pur avendo la sede ad Ossona (paese non limitrofo)?

La convenzione stipulata fra Comune e D.F. Asfalti fa riferimento ad un’attività di impresa edile stradale, che è ben diversa dalla fabbricazione di asfalto colato che è un’attività insalubre di 1^ classe;

16. quando è stata fatta la variante della convenzione da impresa edile stradale a produttore di asfalto colato?

Nella convenzione, c’è l’impegno a non trasferire a nessun titolo i lotti ceduti prima di 5 anni, mentre la delibera di Consiglio prevede 10 anni dalla stipulazione;

17. perché il Comune ha ridotto il periodo di 5 anni della durata della convenzione?

l’Amministrazione Comunale, venuta a conoscenza che nell’immobile dove operava la Società D.F. Asfalti s.n.c. esisteva e svolgeva attività da tempo un’altra società, ha con la delibera di giunta n. 97/2005, sanato l’inadempienza con una sanzione di 107.694,66€.

La convenzione prevede che questa inadempienza da parte del concessionario comporta la decadenza della concessione del lotto assegnato.

Se l’assegnazione come previsto dalla convenzione fosse stata fatta decadere, l’amministrazione non avrebbe incassato 107.694€ però avrebbe risolto il problema della situazione ambientale.

18. Perché, l’amministrazione comunale non ha provveduto a dichiarare decaduta la concessione ma si è limitato ad incassare una sanzione quando già nel 2003, gli abitanti di via Madonna del Salvatore avevano fatto presente l’attività incompatibile di questa azienda con le vicine abitazioni?

Si chiede urgente risposta scritta con riferimento al numero di domanda, rinunciando all’iscrizione all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale

Il Capogruppo de l’Unione per Vittuone

Enrico Bodini

La nostra mozione di solidarietà all’A.N.P.I di Vittuone/Sedriano

Comune di Vittuone

Gruppo Consiliare de l’Unione per Vittuone

Vittuone, 19 ottobre 2010

Al Sindaco,

alla Giunta comunale,

ai Consiglieri comunali,

del Comune di Vittuone

Mozione: Solidarietà all’Associazione A.N.P.I. di Vittuone-Sedriano

Nella notte tra sabato 2 e domenica 3 ottobre, la sede dell’Associazione A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) sezione “Carlo Chiappa” a Vittuone è stata oggetto di un gravissimo atto di teppismo, che nella nostra zona mai aveva avuto come bersaglio la sede di un’associazione.

La targa affissa alla porta è stata asportata e ritrovata spezzata in un cassonetto dei rifiuti.

Il segno di una svastica nazista e un insulto lasciato per firma sulla porta e la scritta “ Discepoli di Cristo” con un cerchio crociato (simbolo usato in passato dal gruppo nazifascista di Ordine Nuovo ) sul muro antistante, oltre a numerose scritte e svastiche comparse sui muri dei dintorni, fa pensare all’obiettivo mirato e danno al gesto teppistico un inequivocabile significato politico di stampo fascista.

Inoltre le voci sentite, che sul nostro territorio si ritrovano simpatizzanti d’organizzazioni neofasciste, rende il fatto più preoccupante che non può essere derubricato come generico atto teppistico.

Alla luce di questi fatti:

Il Consiglio Comunale di VITTUONE

1) Esprime piena solidarietà all’associazione A.N.P.I. sezione di Vittuone.

2) Condanna il gesto teppistico-fascista che, rivolto contro un’associazione dichiarata Ente Morale con D.L. n. 224 del 5 aprile 1945, si ritiene compiuto verso tutta la comunità democratica.

3) Chiede all’Amministrazione Comunale di alzare il livello d’attenzione su questi fenomeni attivando tutti gli strumenti in suo potere: monitoraggio del territorio, maggiore interlocuzione con le forze dell’ordine, in particolare i Carabinieri di cui abbiamo ormai un presidio a Sedriano; informazione verso i cittadini attraverso i canali della comunicazione comunale; attenzione particolare verso le scuole perché fenomeni e idee di natura antidemocratica siano individuati e isolati sul nascere, incentivando e favorendo le iniziative volte alla conoscenza delle origini della nostra democrazia.

4) Chiede che siano cancellate, al più presto, dal territorio comunale tutte le scritte e i simboli inneggianti ad un passato sepolto 65 anni fa.

Il Consiglio Comunale di Vittuone, giacché espressione di democrazia, antitesi delle idee che il gesto, le scritte e i simboli vogliono propagandare, assume l’impegno di un’attiva vigilanza perché tali

fenomeni non trovino terreno fertile in particolare quello dell’indifferenza.

Il gruppo consiliare “L’Unione per Vittuone”

Interpellanza urgente di Vivere Vittuone sul Piano Lottizzazione PL6 (ex Royalite)

Con riferimento al Piano di lottizzazione in oggetto richiediamo, anteriormente alla data di discussione in Consiglio Comunale, di:
1. copia del collaudo in corso d’opera e del collaudo finale delle opere di urbanizzazione, primaria e secondaria compreso l’Asilo Nido;
2. copia del verbale di trasferimento di queste opere con l’attestazione del perfetto stato manutentivo delle opere realizzate e previste in convenzione;
3. per quanto riguarda l’Asilo Nido si richiede anche certificato di agibilit dello stesso.

Venuti a conoscenza che le abitazioni previste dal Piano in oggetto non avrebbero ancora il certificato di abitabilit /agibilit , si chiede relazione dettagliata nel merito, da presentarsi nel prossimo Consiglio Comunale con tutte le delucidazioni e argomentazioni comprovanti a chiarire la questione in modo definitivo ed ufficiale, considerato, tra l’altro, il tempo da cui queste costruzioni sono abitate.

Richiediamo risposta e trattazione nel prossimo Consiglio Comunale, congiuntamente alle due interpellanze presentate il 9 marzo scorso. Si richiede, pertanto, di indire il prossimo Consiglio Comunale entro il 9 aprile.

Interpellanza di “Vivere Vittuone? sulla convenzione tra il Comune di Vittuone e la societ Magazzini Generali Doganali Riuniti MGDR SPA

La delibera Consiglio Comunale n.38 del 28 settembre 2006:
1. Riconosce un valore di 80,00 euro al metro quadro delle aree acquisite dal Comune di Vittuone (sedi stradali, mq. 6.220, di via Liguria e M.L.King , ed in piccola parte, mq. 544, per pista ciclopedonale), aree gi in uso al Comune dal 1972.
2. Riconosce un valore di 5,68 euro al metro quadro delle aree cedute dal Comune di Vittuone (area all’interno della zona industriale della Magazzini generali: ex sede della strada vicinale per la cascina Annoni).

Richiediamo all’A.C. risposta scritta e corredata della necessaria documentazione, che chiarisca i seguenti dubbi:
1. Perché il Comune riconosce valori relative ad aree che ha in uso da prima del 1972, mentre per un’analoga situazione il Comune di Arluno (via Liguria) ha chiesto ed ottenuto senza nessun corrispettivo queste aree? Per usucapione? Vedi delibera CC di Arluno n.70 del 30 novembre 2006.
2. Per quale motivo il prezzo “virtuale? dell’acquisto da parte del Comune è 14 volte quello della cessione (area oggi utilizzata a destinazione industriale).
3. Il Comune riconosce il diritto gratuito di servitù perpetua di passaggio del raccordo ferroviario su terreni di propriet comunale. La Magazzini Generali prima pagava questo diritto alla Cogne: perché invece non al Comune, subentrato nel diritto con la lottizzazione ex Cogne?
4. La delibera di Consiglio Comunale n.28 del 9 aprile 2002 trattava lo stesso argomento con valori notevolmente diversi. Era riconosciuto un risarcimento al Comune per l’attivit della Magazzini Generali: 1.800 euro all’anno. In quello del 2006 non c’è più: che fine ha fatto? In questi anni è stato pagato? Che fine ha fatto la vecchia convenzione gi sottoscritta dall’azienda?

Interpellanza di “Vivere Vittuone”. Richiesta di atti e delucidazioni urgenti sulla RSA “Il Gelso”

A seguito delle richieste che dal dicembre scorso rivolgiamo agli Uffici competenti e alla responsabile in loco della struttura “Il Gelso”, e da ultimo, al fax inviato alla Società Cooperativa C.S.A. (di seguito, “Gestore”) in data 27 febbraio, rimaste finora inattese, richiediamo alla Amministrazione Comunale e al Gestore di fornirci, per iscritto e in modo inequivocabile, le seguenti delucidazioni e, per i casi previsti, copia della documentazione relativa.

1. In base all’art. 1 della convenzione siglata tra l’A.C. ed il Gestore in data 17.01.2002 (di seguito “Convenzione”), sono previsti nella struttura una RSA per anziani, un Centro Diurno Integrato (CDI) e una Residenza Assistita per persone portatrici di handicap. Vogliamo anzitutto conoscere per quando sarebbe prevista l’apertura del CDI e della Residenza Assistita per portatori di handicap, in quanto ci risulta che il Gestore abbia intenzione di differire (a quando?) l’avvio dei rispettivi servizi.

2. A seguito di alcuni articoli apparsi sulla stampa locale, in cui alcuni esponenti della Giunta ipotizzavano, tra le varie, lo spostamento del poliambulatorio presso “Il Gelso” o la creazione di una Università per la Terza Età , richiediamo l’indicazione precisa della destinazione d’uso dei locali dell’intera struttura prevista da parte del Gestore, e di eventuali accordi tra A.C. e il Gestore per progetti che esulano dalla Convenzione.

3. Conferma del numero di posti effettivamente spettanti ai residenti di Vittuone nella struttura, con retta agevolata – 16 posti più 2 gratuiti – così come sottoscritti nella Convezione all’art. 2, comma 4. In quanto nel confronto consiliare avremmo inteso che questo limite è modificabile o aumentabile. Cosa che verrebbe confermata anche dalle parole della responsabile dello sportello per le relazioni con il pubblico de “Il Gelso”, per la quale non esisterebbe un numero massimo di posti per i Vittuonesi a tariffa agevolata.

4. Numero di posti spettanti per disabili residenti di Vittuone. In quanto nella Convenzione rimane l’ambiguità se siano da considerarsi nel numero dei 16 convenzionati più 2 gratuiti.

5. Copia della Carta dei Servizi della struttura, che il Gestore è tenuto a presentare per ottenere l’accreditamento in base all’art. 13, comma 3, della Legge 328/2000.

6. Copia dei criteri e delle modalità per la definizione delle graduatorie di accesso ai servizi.

7. Copia del tariffario per le Retta Annuale della RSA (sia per i residenti con retta agevolata sia per i non residenti a Vittuone) e del CDI, che il Gestore ha inoltrato all’A.C. prima dell’apertura della struttura, secondo quando previsto dall’art. 2, comma 8, della Convenzione.

8. Numero delle richieste di accesso alla RSA, e numero di richieste di assunzione formulate da residenti vittuonesi, così come previsto dall’art. 2, comma 8 della Convenzione.

9. Numero di anziani di Vittuone attualmente degenti nella struttura.

10. Numero di addetti assunti dal Gestore o impiegati nella struttura con contratto, tra i residenti di Vittuone.

11. Copia dell’atto di costituzione della Commissione di Garanzia prevista dall’art. 19 della Convenzione, avvenuta prima dell’avvio della struttura (comma 5), con l’indicazione dei responsabili previsti dal comma 1 del corrispondente articolo.

12. Copia dell’organigramma della struttura, suddiviso per le diverse specializzazioni.

Interpellanza al Consiglio Comunale del 16 Maggio 2006,sul tema dei campi in erba sintetica

Il Gruppo Consigliare di Vivere Vittuone sollecita l’Amministrazione Portaluppi ad un chiarimento in merito alla situazione in essere,e più in particolare :
-Motivazioni che hanno indotto alla modifica del manto nel campo da calcio c/o il Centro Sportivo Sandro Pertini,avvenute in fretta e furia nell’estate del 2005.
-Modalit di espletamento delle pratiche di appalto per la realizzazione-modifica del manto nel campo da calcio c/o il Centro Sportivo Sandro Pertini,e criteri di aggiudicazione.
-Rispondenza ai requisiti di legge dei materiali impiegati nella realizzazione dei campi stessi.
-Perché il Comune di Vittuone,si è dovuto far garante del mutuo per la realizzazione dei campi stessi,realizzati da un??associazione privata:il C.S.Vittuone.
-Quali ripercussioni sull??attivit delle altre societ sportive ha comportato la scelta di questa Amministrazione,di passare al manto in erba sintetica.

Tale richiesta è assolutamente conforme alle esigenze di sicurezza e credibilit ,di tutti i cittadini di Vittuone,fruitori del centro sportivo Sandro Pertini.

Restiamo a disposizione per ogni eventuale comunicazione in merito ,e sollecitiamo la documentazione richiesta al più presto. Chiediamo inoltre la pubblicazione integrale di questa interpellanza sul prossimo numero di Vittuone Informazioni,con l??auspicio di una risposta esaustiva in merito.

Mozione per sensibilizzare i Comuni del magentino sui disagi dei pendolari della linea Novara-Milano

Vogliamo portare all??attenzione del Consiglio comunale la situazione di disagio dei cittadini che utilizzano il treno per recarsi al lavoro.
Da settembre scorso il servizio fornito da Trenitalia sulla tratta Torino/Vercelli/Novara/Milano è precipitato a livelli a dir poco disastrosi.
Da un??indagine dell??associazione di consumatori ??AltroConsumo??, su 45 treni controllati nel 2004, il 62% dei treni ha riscontrato un ritardo superiore ai 5 minuti. Negli ultimi cinque anni il trend negativo dimostra cifre impressionanti: da un 8% di ritardi nel ??99 si è arrivati, stando all??inchiesta, al 46% dell??anno passato, fino alla realt attuale, ancora peggiore. Solo la linea Varese-Milano può vantare record paragonabili.

A partire dal 12 dicembre entrer in vigore il nuovo regime metropolitano della linea Milano ?? Novara. Se da un lato tale introduzione migliorer il servizio nelle ore centrali del mattino e del pomeriggio – fasce orarie attualmente sguarnite ?? l??introduzione di passaggi ogni mezz??ora penalizzer ovviamente le fasce di punta della mattina e della sera, momenti di maggior utilizzo delle ferrovie. In particolare, si prospetta la riduzione da tre a due treni nella fascia di punta tra le 17.45 e le 8.15. E?? evidente a tutti che, visti i cronici ritardi, i pendolari si riverseranno in massa sul treno delle 7.45 gi al collasso.
Se poi aggiungiamo i nuovi residenti che hanno scelto di venire ad abitare a Vittuone e nei paesi limitrofi per la ??comodit ?? dei mezzi per raggiungere il luogo di lavoro, la situazione precipita ulteriormente.

Questi disagi ?? identici purtroppo anche ad altre linee della regione ?? hanno gi spinto i Sindaci dei comuni interessati, soprattutto quelli della zona di Varese ?? a coalizzarsi ed a chiedere a Trenitalia degli incontri che al momento, si apprende dalla stampa, hanno portato a miglioramenti della situazione.

Chiediamo pertanto che anche il nostro Comune di faccia promotore di iniziative analoghe, coordinandosi con gli altri Comuni della linea ferroviaria Novara/Milano, quali ad esempio Magenta, Corbetta, Santo Stefano Ticino, Arluno, Sedriano, Bareggio e Rho.

Chiediamo che venga richiesto al più presto un incontro con la Direzione Milanese di Trenitalia al fine di migliorare la qualit della vita di tutti.

Interpellanza relativa alla richiesta di parere legale sulle sentenze riguardanti le S.lle Frontini

Nella stessa sede il gruppo consiliare di Vivere Vittuone ha sottolineato nuovamente come, stanti le sentenze sopra citate, neppure nel bilancio previsionale 2004 non siano stati previsti fondi od accantonamenti a copertura di eventuali accertamenti di debiti fuori bilancio.

I Sigg. Membri del Collegio dei Revisori del Conto invitavano l??Amministrazione Comunale a richiedere un parere scritto e formale ai legali incaricati dall??Amministrazione Comunale di seguire le suddette pratiche chiedendo esplicitamente quali possano essere i più probabili sviluppi del procedimento legale in atto in termini di soluzione della controversia, dei relativi tempi necessari nonché dell??ammontare delle somme dovute a titolo di risarcimento dal Comune alle facenti causa, e della loro esigibilit di parte di queste ultime.

Con la presente, il gruppo consiliare ??Vivere Vittuone?? richiede al Sig. Sindaco ed all??Assessore Diodati di relazionare in Consiglio Comunale circa lo stato di evasione della suddetta richiesta avanzata su invito dei Sigg. Revisori del Conto.

Vivere Vittuone