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L’Italia sono anch’io

L'on. Maria Pia Garavaglia

L'on. Maria Pia Garavaglia

Incontro pubblico Campagna L’ Italia sono anch’io

Corbetta – Acli

Giovedì 11 maggio 2012 ore 21

Una 60ina di persone (molti gli immigrati stranieri – indiani pakistani africani albanesi) ha partecipato alla serata ,organizzata venerdi’ 11 maggio ore 21  da Acli Corbetta e Comitato Pace del Magentino presso sede Acli di Corbetta, per fare il punto sulla Campagna “L’ Italia sono anch’io” – nei vari Comuni della nostra zona si è costituito un Coordinamento e sono state raccolte oltre 1400 firme (un dato molto alto rispetto agli obiettivi nazionali) per proporre due leggi di iniziativa popolare (diritto al voto amministrativo e ad una cittadinanza piu’ “veloce” per i migranti stranieri). A livello nazionale sono state raccolte nello scorso inverno 110.000 firme che sono state da tempo consegnate al Presidente della Camera dei deputati, on. Fini.

Lo scopo dell’incontro era chiedere notizie aggiornate dell’iter parlamentare per la possibile discussione delle due proposte di legge.  Ne hanno parlato insieme Carlo Oldani (Cgil Ticinolona), Paolo Petracca (neo presidente provinciale Acli) e l’on senatrice Maria Pia Garavaglia (PD) membro della Commissione Parlamentare dei Diritti Umani. Petracca ha garantito il massimo impegno della sua associazione per il varo delle leggi proposte, sul quale vi è la disponibilità anche di Sindaci importanti come quello di Milano. La stessa on. Garavaglia si è dichiarata possibilista sul fatto che entro questa Legislatura le due proposte di legge vengano discusse e possibilmente venga accolto il sacrosanto  principio che un bambino che nasce in Italia è da subito  un cittadino italiano (Ius Solis). Presente anche il consigliere Regionale Prina e il revdo Parroco di Corbetta che ha portato il suo saluto.
Dopo le parole vi è stato un momento di festa, con  dessert preparato dai migranti stranieri allegri e corali canti multietnici che hanno scaldato i cuori dei presenti.
L’incontro si ripeterà nell’ Abbiatense ai primi di giugno 2012.
Comitato Intercomunale per la pace del Magentino

Facciamo festa con gli stranieri del territorio!

Civismo e solidarietà

E’ stata buona la risposta dei cittadini di Vittuone alla richiesta di sostegno alle due proposte di legge di iniziativa popolare che il PD ha sostenuto ieri mattina in Piazza Italia.

Nella foto Fabrizio Bagini e Ivana Marcioni, candidati alle Primarie del centrosinistra
Nella foto Fabrizio Bagini e Ivana Marcioni, candidati alle Primarie, presenti al banchetto del PD

Si tratta di due leggi, nell’ambito della campagna “L’Italia sono anch’io“, volte a garantire la cittadinanza italiana ai bambini nati in Italia da genitori stranieri regolari (jus soli), così come la concessione del diritto di voto alle elezioni amministrative ai lavoratori regolarmente presenti in Italia da cinque anni, che lavorano onestamente e pagano le tasse.

Nonostante il freddo pungente, nelle due ore di presenza in piazza sono state raccolte oltre 30 firme per ciascuna delle due proposte di legge. Sono stati raccolti anche contributi economici che diversi cittadini, con generosità, hanno donato per aiutare gli alluvionati di Genova e della Liguria e che saranno versati sul conto corrente aperto a tal fine dalla Federazione PD di Genova.

Nella foto Carlo Milani, candidato alle Primarie del centrosinistra
Nella foto Carlo Milani, anch’egli candidato alle Primarie e presente al banchetto del PD

Segni di civismo e di solidarietà che ci danno forza nel continuare il nostro impegno e speranza nella possibilità di costruire insieme una società che abbia in sé un maggior senso di comunità. A tal proposito consigliamo di ascoltare le parole pronunciate da Pier Luigi Bersani alla Camera in occasione del voto di fiducia al governo Monti.

Un ringraziamento particolare al consigliere Luciano Perini, che come sempre si è adoperato per l’organizzazione del presidio e per l’autenticazione delle firme.

Sabato 19 novembre, ore 12,00, presidio in Piazza Italia

Sabato prossimo il circolo PD “Vivere Vittuone” sarà di nuovo in piazza Italia. Dalle 10,00 alle 12,00 presso il nostro gazebo sarà possibile firmare a sostegno delle due leggi di iniziativa popolare promosse attraverso la campagna “L’Italia sono anch’io”, cui ha aderito anche il PD.

Durante il presidio saranno anche raccolti contributi economici in favore degli alluvionati di Genova e della Liguria. Chi non potrà essere presente ma vuole dare il proprio contributo può farlo versandolo direttamente sul conto corrente EMERGENZA ALLUVIONE attivato dalla Federazione PD di Genova.

Conto corrente:

Banca Carige – Ag. 32

IBAN: IT91 UO61 7501 4320 0000 1229 780

Sempre sabato, alle 13,00, presso il Palo, ci sarà il “pranzo con i candidati” alle Primarie del centrosinistra. Chi vuole può dare la propria adesione ad Angelo Poles (poles.angelo@tiscali.it) o ad Antonia Galli (antonia.galli@libero.it) altrimenti può presentarsi direttamente sul posto.

Ricordiamo che le elezioni primarie si terranno domenica 27 novembre 2011, dalle ore 8,00 alle 21,00, presso il Centro Socio Culturale in via Olof Palme. I tre candidati, Carlo Milani, Ivana Marcioni e Fabrizio Bagini si presenteranno pubblicamente alla cittadinanza domani sera, alle ore 21,00, presso la sala consiliare del comune, in Piazza Italia.

L’Italia sono anch’io

Comunicato stampa

SI E’ COSTITUITO A CORBETTA IL COORDINAMENTO DI ZONA  PER LA CAMPAGNA “L’ITALIA SONO ANCH’IO” PER LA RACCOLTA DI FIRME A SOSTEGNO DI DUE LEGGI DI INIZIATIVA POPOLARE PER I DIRITTI DEGLI IMMIGRATI STRANIERI (CITTADINANZA E VOTO NEGLI ENTI LOCALI).
Giovedi’ 10 novembre ore 21 presso il Municipio di Corbetta primo Incontro Pubblico per il Lancio della campagna.

Il Giorno 27 ottobre  us si è costituito ufficialmente a Corbetta presso la sede delle Acli il Coordinamento di zona a sostegno della Campagna “L’ Italia sono anch’io”, lanciata a livello nazionale da un Comitato promotore di cui fanno parte tra gli altri l’ Arci, le Acli, la Caritas, la Cgil, l’ Asgi, Libera, l’ UglTavola della Pace , Rete G2 – seconde generazioni.
L’art. 3 della nostra Costituzione stabilisce il principio dell’ eguaglianza tra le persone, impegnando lo Stato a rimuovere gli ostacoli che ne impediscano il pieno raggiungimento. Ma nei confronti di milioni di stranieri questo principio è disatteso.
Per questo motivo il Comitato Nazionale si impegna a promuovere in ogni ambito l’eguaglianza tra persone di origine straniera e italiana, avviando un percorso che porti alla presentazione in Parlamento di DUE PROPOSTE DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE:
– Una proposta di legge che riformi la normativa sulla cittadinanza, aggiornando i concetti di nazione e nazionalità sulla base del senso di appartenenza ad una comunità determinato da percorsi condivisi di studio, lavoro e di vita;
– Una proposta di legge che riconosca ai Migranti il diritto di voto nelle consultazioni elettorali locali, quale strumento piu’ alto di responsabilità sociale e politica.
Per raggiungere questo ambizioso obiettivo occorre raccogliere almeno 50.000 firme (puo’ firmare solo chi è iscritto nelle liste elettorali di un Comune italiano), entro il febbraio 2012.
Ne sono state raccolte finora 10.000 e per questo motivo si è sentita la necessità di unire le forze politiche e sociali, il mondo del lavoro, della scuola e della cultura, le singole persone e gli immigrati stranieri stessi affinchè il nostro territorio dia un suo forte contributo alla costruzione di un futuro di Convivenza, Giustizia ed Uguaglianza.
Giovedi 10 novembre 2011 ore 21 presso la Sala Comunale “Grassi” di Corbetta, in via Cattaneo 25, si terrà il Primo Incontro Pubblico per il lancio della Campagna.
Saranno presenti Anna Busnelli, Responsabile Acli Provinciale per l’ Area Immigrazione, e l’ Avvocato Livio Negri, dell’ Associazione Asgi (per gli studi giuridici sull’ Immigrazione).
Nel corso della serata porteranno la loro testimonianza  sull’ ingiustizia dei diritti negati  alcuni cittadini immigrati stranieri residenti nella  nostra zona .
Hanno aderito sinora al Coordinamento di zona, che è aperto a tutti coloro che condividono gli obiettivi della campagna,  Acli del Magentino, ArcoirisComitato Intercomunale per la Pace, Sezioni Anpi del Magentino (Arluno, Bareggio, Corbetta,  Magenta, Sedriano/Vittuone)Caritas Magenta, Circolo PD di Magenta, Sinistra di Sedriano, Scuola senza Frontiere di Corbetta e Comunità Marocchina di Abbategrasso.
Vi invitiamo a partecipare al primo incontro pubblico del 10 novembre a Corbetta e soprattutto ad inviare la vostra adesione (come persona o associazione) all’ indirizzo mail ” sergioc@cercatore,com”. Eventuali info tel 3482610058.

L’Italia sono anch’io

La Campagna Nazionale “L’Italia sono anch’io” per i diritti di cittadinanza e di voto per le persone di origini straniera vuole promuovere 2 proposte di legge di iniziativa popolare:

– una proposta di legge che riformi la normativa sulla cittadinanza, dando un ruolo di primo piano allo jus soli, ossia il diritto di acquisire la cittadinanza del Paese nel quale si nasce;
– una proposta di legge che riconosca ai migranti regolari (che abbiano maturato almeno 5 anni di soggiorno in Italia) il diritto di voto nelle consultazioni elettorali locali, quale strumento piu’ alto di partecipazione e responsabilità sociale e politica.
Dal lancio della Campagna ad oggi sono state raccolte 10.000 firme a sostegno delle due proposte di legge, ma bisogna arrivare almeno a 50.000 firme entro la fine di febbraio 2012.

Per adesioni alla campagna e per maggiori informazioni consultare il Forum Immigrazione del PD

Tutti a Cesena!

In scena la Seconda Festa nazionale del Forum Immigrazione PD: a Cesena dal 1 al 17 luglio

Come un uomo sulla terra

Venerdi’ 10 giugno 2011 ore 20.30 presso il Salone del Circolo Paolo VI in Piazza della Chiesa di Sedriano : proiezione del film “Come un uomo sulla terra”, testimonianze e solidarietà con i migranti africani.

Il film è la diretta testimonianza dei giovani migranti che dai vari paesi africani dopo aver vissuto la terribile esperienza della traversata del deserto, arrivano in Libia e subiscono le prepotenze e la violenza della polizia libica, col tacito assenso delle potenze occidentali, tra cui l’ Italia. Alcuni riescono a superare anche questo ostacolo e tentano di raggiungere via mare l’ Italia e l’ Europa.
Sono invitati alla proiezione e al dibattito in modo particolare i giovani italiani e i migranti che conoscono questa esperienza e tutti i cittadini che desiderano ascoltare e conoscere le sofferenze di chi affronta rischi sovrumani per un domani migliore.
Il filo conduttore nel film è la storia di Dagmawi Yimer, studente universitario di Addis Abeba (Etiopia) che racconta la sua storia: lui è riuscito ad arrivare in Italia su un barcone, ha imparato l’ italiano grazie all’aiuto dei volontari, non solo ma è riuscito ad imparare anche l’arte del videoracconto per poter portare fino a noi la sua esperienza.

Bilancio di 9 anni di Amministrazione Portaluppi

Stiamo stretti.
Vittuone, sotto questa Amministrazione, è diventato il paese con maggior densità demografica del magentino insieme con Bareggio, che però ha quasi il doppio del nostro territorio. 1.424 ab/kmq non è affatto un record invidiabile per la qualità della vita. La scelta di Vittuone, Sedriano e Bareggio come i paesi in cui il flusso migratorio è stato più accentuato, non è dovuta al fatto che le persone sono attratte da chissà quali meravigliosi servizi, come ci siamo sentiti rispondere in Consiglio.
I motivi sono molto più semplici: la vicinanza a Milano e la presenza di collegamenti sulla Milano-Novara, anzitutto la linea ferroviaria. Senza dimenticare la posizione strategica in cui ci troviamo tra la Nuova Fiera e Malpensa. Considerazioni delle quali anche i lottizzanti delle aree del centro commerciale e della Residenza il Gelso hanno sicuramente tenuto conto.

La politica del tutto e subito: la cementificazione nell’interesse del privato.
Di fronte a questo flusso l’Amministrazione poteva attuare diverse politiche di contenimento, per cercare di regolare l’immigrazione negli anni e nel frattempo riadeguare di conseguenza la qualità dei servizi. Al contrario, ha preferito la strada del “tutto e subito”, di occupare il suolo in modo indiscriminato con insediamenti residenziali, per non parlare dei progetti di insediamento di grandi strutture di logistica al di là della stazione.
Piani di edilizia economica popolare avrebbero giovato soprattutto alle giovani coppie o agli immigrati extracomunitari senza ridurli ad accettare, per la stragrande maggioranza, affitti in nero.
Il recupero delle Corti è stato timidamente abbozzato e poi subito lasciato perdere. In otto anni una maggioranza che si era presentata, a partire dal proprio simbolo, come paladina della tradizione, si è dimenticata del vecchio cuore di Vittuone. Lo stesso discorso vale per le aree del Lazzaretto e dei fontanili. Dobbiamo attendere che sia il gestore del Centro commerciale a presentare progetti perché i cittadini, a cominciare dai ragazzi delle scuole, si riapproprino di questo patrimonio storico e ambientale nel Parco Sud. Vendere o perdere la propria memoria è un peccato che non ammette perdono.
Parlando con alcuni giornalisti della zona, il boom edilizio di Vittuone non ha destato scalpore solo nei cittadini ma anche negli amministratori dei paesi vicini, anche di centrodestra. Non si dimostrerà, negli anni a venire, una scelta lungimirante. Se oggi a guadagnarci sono costruttori e immobiliari, un domani la riduzione del suolo pubblico, il ricorso selvaggio agli oneri di urbanizzazione per far cassa, il “baratto delle opere”, non si valuteranno così positivamente come oggi dovete fare credere.
Convenzioni o svendita di aree quali centro commerciale, RSA, Discount, non sono “sacrifici necessari”. Per queste tre aree esistevano alternative concrete per dare a Vittuone quegli stessi servizi commisurati alla realtà di Vittuone. Come fin dal 2002 la minoranza e gli stessi studi di fattibilità da voi commissionati vi avevano suggerito. Ma non c’è Amministrazione più saggia e coerente, del resto, di quella che incarica professionisti e poi procede dritta per la propria strada senza tenerne conto.

Cosa prevediamo per il flusso straniero? Far finta che non esiste.
Il 6% dei cittadini del magentino sono extra-comunitari, senza contare gli irregolari. Presto supereremo, anche a Vittuone, il 10% e il trend, naturalmente, è destinato a salire.
Al di là delle singole iniziative di qualche Consigliere, in questi anni abbiamo sempre richiesto di sederci intorno a un tavolo e discutere di come accogliere e cercare di integrare queste persone. Tutti i compiti riescono difficili se non si incominciano neppure. In un’ottica anche di prevenzione del disagio, in una prospettiva anche di sicurezza e di educazione.
Anche la rinuncia al mediatore culturale, giustificata come esempio di sussidiarietà, è fumo negli occhi. Se la scuola non vi ha richiesto nulla, voi non vi siete sentiti in dovere di proporre più di 900 euro? Come avete creato il Pifferaio Magico di cui, giustamente andate orgogliosi, o avete puntato su una politica seria per i disabili, se non si credeva nelle soluzioni predisposte a livello di Piano di Zona, potevate mettere in cantiere altre iniziative, oppure sostenere con più decisione quelle della Caritas e della Parrocchia. A volte bastano anche dei piccoli gesti o dei simboli, ma prima bisogna avere anche la coscienza di riconoscere la diversità. In questi anni le uniche politiche di integrazione sono state messe in campo dalla Parrocchia, più lungimirante di voi nel sapere che la prevenzione sociale e l’ascolto sono le strade più semplici ma più salde per evitare la degenerazione in situazioni esplosive. Qualcuno, un tempo, diceva “me ne prendo carico”. Voi ve ne siete francamente “sbattuti”.

Vittuone domani.
L’urbanizzazione sfrenata degli ultimi 8 anni proietta Vittuone verso i 10 mila abitanti, con un’offerta di servizi insufficiente rimasta al 1998. Anzi, sono rincarati di molto nonostante la qualità sia rimasta la stessa.
Un esempio su tutti: non era più facile aprire una farmacia comunale prima di un centro commerciale o di una RSA? Che fine farà l’assistenza domiciliare agli anziani?
Gli Amministratori non si fermano e hanno commissionato lo studio all’esterno per il nuovo Piano di Governo del Territorio. Probabilmente sarà presentato prima delle elezioni. Il Piano prospetta come si evolverà il tessuto sociale, economico, urbanistico di un paese nei prossimi anni. E’ un nucleo di scelte troppo importanti perché vengano prese “dall’alto” senza coinvolgere nel decision making i cittadini, e più in generale tutti i portatori di interessi “deboli”.
Consulterete i cittadini ancora solo a cose fatte? Perché farlo in tutta fretta in sei mesi prima delle elezioni? Potrebbe invece essere una grande occasione per coinvolgere tutte la parti e mediare, insieme, con calma e raziocinio, il meglio per Vittuone.

La partecipazione ridotta a disinformazione.
Dal 2002 la missione di Vivere Vittuone e dei consiglieri di minoranza è stata salvaguardare a tutti i livelli il diritto dei cittadini all’informazione e alla partecipazione nelle scelte fondamentali del loro paese.
Inserire un momento partecipativo, specialmente nella pianificazione urbanistica, non significa solo maggiore democraticità, ma l’opportunità di costruire relazioni tra i soggetti privati, tra pubblico e privato, di produrre consenso, di adeguare le soluzioni ai problemi sollevati dalla comunità, di accrescere nei cittadini la responsabilità nei confronti del problema, e la consapevolezza di essere soggetti davvero portatori di interessi attivi.
La partecipazione si deve porre dunque a monte del processo, quando si definiscono i bisogni reali dei cittadini.
Questa Amministrazione ha difeso una struttura decisionale piramidale e concepisce la partecipazione solo a livello formale, attraverso l’informazione: i cittadini vengono a conoscenza delle politiche quando sono già formulate e gli obiettivi non sono più modificabili. Di fatto il contributo della comunità rispetto all’intero processo decisionale è marginale: la partecipazione, gestita e indirizzata dall’alto, si limita a soddisfare le condizioni previste dalla legge, come nel caso delle osservazioni ai piani.
Le informazioni fornite alla comunità assumono un flusso unidirezionale, non consentono alcun feedback, ossia la possibilità di interagire, avanzando critiche o proposte sui programmi di cui saranno i destinatari. In 8 anni, per fare un esempio, si è ricorsi solo una volta a un programma esteso di sondaggi di soddisfazione dei cittadini rispetto ai servizi.
Gli stessi canali di informazione, il periodico comunale e il sito web, non soddisfano questi requisiti. Il sito non è interattivo, contro qualsiasi logica di web experience matura sia di un sito di contenuti sia di un portale di P.A. che offre servizi al cittadino. Il portale del magentino fa sorridere. Il giornale, che costa ai cittadini 50mila euro l’anno, è un puro veicolo di propaganda per la Giunta scritto dalla Giunta.

La Partecipazione cancellata.
Dal 1998 l’Amministrazione ha azzerato tutte le forme di consultazione e la stessa informazione non era trasparente (9 anni fa il NO a qualsiasi centro commerciale era il primo punto del vostro programma). Riconfermata nel mandato, evidentemente la Giunta ha pensato di essere legittimata a proseguire su questa strada. Anche la base più elementare di partecipazione, la consultazione, è stata cancellata. Su grandi temi quali il centro commerciale, la Residenza Sanitaria Anziani, per citarne due, i cittadini hanno saputo solo a cose fatte: prendere o lasciare.
Le nostre battaglie e i nostri interventi in Consiglio hanno sempre avuto un comune denominatore: i cittadini sono portatori di interessi attivi, e dunque hanno il diritto di intervenire a monte dei problemi, a definire le priorità e gli aspetti critici, non quando possono solo scegliere il colore dei rivestimenti e non possono più mettere in discussione nulla, salvo ricorrere a TAR e avvocati. Da qui anche la nostra battaglia per il difensore civico, da poco finalmente vinta.
Come hanno creato in questi anni il consenso? Quando la partecipazione non esiste e l’informazione è precaria, quando insomma le maglie del controllo pubblico sono più larghe, è più facile intervenire sulle singole persone, anteponendo gli interessi particolari a quelli collettivi. Se un’Amministrazione si sente tanto preparata e legittimata, perché non crea occasioni di confronto costruttivo con i cittadini? Forse perché è più facile promettere a pochi che dovere rendere conto a molti?

Un esempio emblematico: il “caso Mensa”.
Sollecitati dai genitori che chiedevano voce in capitolo (come in quasi tutti i Comuni italiani) nella scelta e nel controllo della refezione scolastica, l’Amministrazione istituì una commissione di vigilanza, più di facciata che dotata di effettivi poteri di controllo, come denunciammo subito. Quando, in seguito, il comitato scoprì che la società avente l’appalto non gestiva così bene le cose come previsto, si generò un conflitto aspro tra Amministrazione e genitori, tanto che questi ultimi dovettero cedere (gli fu vietato di pubblicare, ad esempio, le foto raccolte). Una buona Amministrazione che (1) avesse effettuato politiche di controllo non formali, e (2) le avesse condivise in modo trasparente con i genitori, non avrebbe generato alcuno scontro e avrebbe garantito maggiormente la qualità del servizio. Al contrario l’Amministrazione è stata debole con i forti (la società) e forte con i deboli (i genitori). Lo stesso dicasi, ad esempio, per il permesso dato ad una ditta di asfalti proprio dietro i condomini in via Madonna del Salvatore.

Altro caso: l’Agenda 21.
La scelta di Vittuone e Magenta di non partecipare all’Agenda 21 è un fatto molto grave che ci pone al di fuori dall’analisi delle necessità e delle problematiche del territorio e un domani da politiche importanti intercomunali.
Da un’indagine promossa dall’Ufficio stesso dell’Agenda 21, 1 associazione su 3 del magentino (tranne che nei Comuni non aderenti) richiede alle Amministrazioni di essere coinvolta nelle decisioni, quindi il massimo grado di partecipazione.
La sussidiarietà cui, più o meno a proposito, vi ispirate, perché viene utilizzata solo per gli ambiti dove è più facile creare e controllare il consenso, mentre viene dimenticata quando sono in gioco i grandi interessi che riguardano tutta la collettività?
In questi anni abbiamo visto elevare o distruggere associazioni per allevare opinion leader e costruire il consenso personale.
Avete trovato casa per il Gruppo Teatrale? Evidentemente i canali di ascolto, come il Forum delle Associazioni, funzionano così bene che quel gruppo di cittadini ha dovuto ricorrere a un appello pubblico sul giornale comunale per manifestare la propria condizione di disagio. Dobbiamo aspettare che ricompriate Villa Venini, che qualche privato baratti un locale per qualche terreno, oppure possiamo modificare la convenzione che permette al privato di gestire il Tresartes per 7mila euro l’anno?
Perché lasciare invece che i privati soffiassero al Comune Villa Venini, per poi proclamare di rivolerla riacquistare dagli stessi? Perché non discutere in pubbliche assemblee il progetto di un centro commerciale così opportuno per Vittuone, così come avevamo richiesto più volte, se i benefici erano tanto evidenti e inoppugnabili?

I Giovani.
Di voglia di fare e partecipare hanno bisogno soprattutto i giovani. E lo reclamano a gran voce. Dal 1998, al di là degli interventi nello Sport, in cui sono per forza implicite, non abbiamo riscontrato politiche giovanili di ampio respiro, soprattutto per gli adolescenti. Se non si lascia ai giovani spazi e momenti di creatività e autogestione, significa considerarli un problema e non un’opportunità per tutto il paese. La creazione di spazi quali la sala prove, sempre presente nei programmi elettorali, è stata dimenticata. Centro commerciale e palazzetto dello sport daranno servizi con biglietto di ingresso, non un sostegno o un incoraggiamento concreto per i giovani vittuonesi a dire: “fateci vedere cosa siete capaci di fare”.

Centro Commerciale.
Per quanto riguarda il Centro Commerciale non ci sentiamo di dover ripetere più di quanto espresso in questi anni. E’ singolare che questo centrodestra, in otto anni, non abbia mai supportato (tranne forse con l’Ass. Gariboldi) con politiche attive le imprese, gli artigiani, i negozianti, i giovani che cercano lavoro, i giovani che vogliono fare impresa. Anche a questo penserà il centro commerciale o il privato di turno? Non è che dietro la scusa della sussidiarietà e del ricorso alle esternalizzazioni presso privati, come abbiamo già fatto rilevare più volta, si nasconde una seria mancanza di progettualità? Crediamo nella sinergia pubblico-privato, ma nel ruolo forte che il pubblico deve assumere per garantire la qualità e l’accesso al servizio.
Non è ammissibile, ad esempio, che il gestore del Gelso non abbia presentato ancora una Carta dei Servizi o un organigramma, e l’unico pezzo di carta in Comune sia la convenzione, per il semplice fatto che la struttura è privata. Se è così il Comune non può garantire nulla a nessuno. E così sarà per il Centro Commerciale, alla faccia dei 500 posti di lavoro promessi.

Il baricentro economico si sposterà fuori dal paese, e i piccoli esercizi chiuderanno: è un destino che avevate già segnato dal 1998.
Avete deciso che la bilancia pende dalla parte dei vantaggi: oggi potete giocare questa carta in fase elettorale, perché potete ancora ricorrere a informazioni parziali, per convincere i cittadini che la scelta è stata la migliore. Basta lasciare immaginare, anziché “far sentire” gli effetti il più concretamente possibile: nel primo caso appaiono solo i lati positivi, nel secondo predominano quelli negativi. Tra qualche anno, quando tutti i presunti benefici saranno sotto agli occhi di tutti, e lontani dal vivere in un’Amsterdam da percorrere in bicicletta, saremo schiacciati nel traffico, sarà una magra consolazione ricordare che la vera qualità di chi amministra il bene pubblico dev’essere quella di saper parlare non solo alle persone che s’incontrano per strada, ma a coloro che verranno e non conosceremo mai.

Le battaglie e gli insuccessi di Vivere Vittuone (e del centrosinistra).
Abbiamo proposto consigli aperti e referendum sul centro commerciale, abbiamo (noi) ostinatamente ricercato e infine ottenuto l’elezione di un difensore civico, abbiamo denunciato che la RSA di fatto è un regalo al privato, non una struttura per i vittuonesi. Ci siamo opposti al metodo con cui viene quantificata la tariffa sulla raccolta differenziata, abbiamo sostenuto in Consiglio i genitori contro l’inefficienza della refezione scolastica. E altro ancora.
La nostra responsabilità, dove abbiamo “fallito”, è estesa alle forze del centrosinistra: non siamo riusciti a veicolare sufficiente consenso intorno a queste battaglie, non abbiamo raccolto abbastanza all’esterno, rispetto a quanto prodotto in Consiglio. Di riflesso, la capacità progettuale ne ha risentito. Di questo ci scusiamo con chi ci ha eletto cinque anni fa.
Facciamo un appello per la prossima campagna elettorale, perché si faccia un salto di qualità e il dibattito non si riduca a frasi del tipo: “l’avevate fatto voi anche 20 anni fa”. I vittuonesi si meritano di meglio. Entriamo nella sostanza delle cose, nei problemi concreti, e cerchiamo di dare a Vittuone una prospettiva di largo respiro che la sappia rilanciare culturalmente e aprire alla sfide del domani, senza mai pregiudicare il suo DNA storico. E’ un paese che ha un grande bisogno di porsi domande importanti, di aprirsi al suo interno, di crescere, non nel numero di abitanti, ma nella consapevolezza delle piccole e grandi questioni di una società sempre più complessa e fragile.

Vivere Vittuone

Vivere Vittuone ha rappresentato il diritto alla partecipazione dei cittadini

Prendo spunto dall’intervento del Capogruppo di maggioranza, Claudio Zenaboni, durante l’approvazione definitiva del P.L. 30 – “Centro Commerciale? per fare alcune considerazioni sull’attivit di Vivere Vittuone in questi 4 anni. La mia non è una replica polemica, o un’arringa difensiva: mi piacerebbe invece che i visitatori del blog intervenissero per dire la loro, e realizzare un confronto di idee utile a tutti. Qual è, del resto, lo scopo di questo sito.

Claudio sostiene il fallimento politico di Vivere Vittuone, sostenendo che il gruppo consiliare non rappresenta più nemmeno la parte di cittadini che l’ha eletto. Nel 2002, quando ci siamo presentati come lista civica, c’è stata una svolta “storica?: per la prima volta alle Comunali la sinistra vittuonese presentava al proprio interno una componente moderata di centro (rappresentata oggi dal Consigliere Marco Parini, della Margherita). Significativo anche che nel 2002 furono eletti 5 indipendenti, non tesserati ad alcun partito.

Se Vivere Vittuone non rappresenta nessuno, la maggioranza rappresenta solo i “poteri forti??
Chiediamoci i limiti e il senso della rappresentanza: oltre a rappresentare le posizioni dei propri elettori, i Consiglieri non dovrebbero – almeno moralmente – fare anzitutto gli interessi di tutta la collettivit ? La maggioranza invece prende il mandato elettorale come una cambiale in bianco per fare quel che gli pare, e presentare il conto alle urne.
Chi ci amministra ignora che da alcuni anni questa prassi è oggetto di forti critiche: politicamente inasprisce il disinteresse e la disaffezione tra amministratori e amministrati, e anzi, genera più conflitti senza porsi il problema di prevenirli; da un punto di vista di efficacia ed efficienza, pratiche opposte hanno dimostrato sul campo che l’inclusione dei cittadini nel processo decisionale migliora le soluzioni adottate.

La partecipazione dei cittadini cancellata in 8 anni.
Il punto forte della campagna elettorale di Vivere Vittuone, ed in seguito della nostra attivit in Consiglio, è sempre stata la partecipazione dei cittadini alle grandi decisioni del loro paese, perché dal 1998 l’Amministrazione aveva azzerato tutte le forme di consultazione e la stessa informazione non era trasparente (9 anni fa il NO a qualsiasi centro commerciale era il primo punto del loro programma). Riconfermata nel mandato, evidentemente la Giunta ha pensato di essere legittimata a proseguire su questa strada.
Anche la base più elementare di partecipazione, la consultazione, è stata cancellata. Su grandi temi quali il centro commerciale, la Residenza Sanitaria Anziani, per citarne due, i cittadini hanno saputo solo a cose fatte: prendere o lasciare. Oggi il DVD di presentazione ufficiale (l’unica) del centro commerciale è stato realizzato prima ancora che le osservazioni dei cittadini (unica forma di partecipazione e controllo formale rimasto) fossero esaminate e il piano di lottizzazione approvato.

Abbiamo sempre difeso il diritto dei cittadini a essere parte attiva.
Le nostre battaglie e i nostri interventi in Consiglio hanno sempre avuto un comune denominatore: i cittadini sono portatori di interessi attivi, e dunque hanno il diritto di intervenire a monte dei problemi, a definire le priorit e gli aspetti critici, non quando possono solo scegliere il colore dei rivestimenti e non possono più mettere in discussione nulla, salvo ricorrere a TAR e avvocati. Da qui anche la nostra battaglia per il difensore civico, da poco finalmente vinta.
L’Amministrazione Comunale ha sempre ignorato questa istanza. In nome della legge del più forte mascherata da scelta popolare: “ho vinto le elezioni, faccio quel che mi pare, se poi ai cittadini non andr bene, alle prossime elezioni cambieranno idea?. La degenerazione della democrazia. Mi spiace che i Consigli comunali vadano deserti, perché le persone si accorgerebbero che, quando messi alle strette, la soluzione non è il dialogo ma l’alzata di mano: 11 contro 5, chiuso il discorso.

La creazione del consenso dall’alto.
Eppure la partecipazione non solo migliora le scelte di un’Amministrazione, ma crea anche consenso diffuso. Come hanno creato in questi anni il consenso? Quando la partecipazione non esiste e l’informazione è precaria, quando insomma le maglie del controllo pubblico sono più larghe, è più facile intervenire sulle singole persone, anteponendo gli interessi particolari a quelli collettivi. Se un’Amministrazione si sente tanto preparata e legittimata, perché non crea occasioni di confronto costruttivo con i cittadini? Forse perché è più facile promettere a pochi che dovere rendere conto a molti?

Un esempio emblematico: il “caso Mensa?.
Sollecitati dai genitori che chiedevano voce in capitolo (come in quasi tutti i Comuni italiani) nella scelta e nel controllo della refezione scolastica, l’Amministrazione istituì una commissione di vigilanza, più di facciata che dotata di effettivi poteri di controllo, come denunciammo subito. Quando, in seguito, il comitato scoprì che la societ avente l’appalto non gestiva così bene le cose come previsto, si generò un conflitto aspro tra Amministrazione e genitori, tanto che questi ultimi dovettero cedere (gli fu vietato di pubblicare, ad esempio, le foto raccolte). Una buona Amministrazione che (1) avesse effettuato politiche di controllo non formali, e (2) le avesse condivise in modo trasparente con i genitori, non avrebbe generato alcuno scontro e avrebbe garantito maggiormente la qualit del servizio. Al contrario l’Amministrazione è stata debole con i forti (la societ ) e forte con i deboli (i genitori). Lo stesso dicasi, ad esempio, per il permesso dato ad una ditta di asfalti proprio dietro i condomini in via Madonna del Salvatore.

Le battaglie e gli insuccessi di Vivere Vittuone (e del centrosinistra)
Abbiamo proposto consigli aperti e referendum sul centro commerciale, abbiamo (noi) ostinatamente ricercato e infine ottenuto l’elezione di un difensore civico, abbiamo denunciato che la RSA di fatto è un regalo al privato, non una struttura per i vittuonesi. Ci siamo opposti al metodo con cui viene quantificata la tariffa sulla raccolta differenziata, abbiamo sostenuto in Consiglio i genitori contro l’inefficienza della refezione scolastica. E altro ancora.
La nostra responsabilit , dove abbiamo “fallito?, è estesa alle forze del centrosinistra: non siamo riusciti a veicolare sufficiente consenso intorno a queste battaglie, non abbiamo raccolto abbastanza all’esterno, rispetto a quanto prodotto in Consiglio. Le assemblee, i volantini e le altre forme di informazione non sono risultate abbastanza efficaci. Di riflesso, la capacit progettuale ne ha risentito. Per questo va ripensata l’attivit organizzativa dei partiti della coalizione di centrosinistra per centrare l’obiettivo della comunicazione e della partecipazione. Anche a livello nazionale: mi sembra deleterio voler fare i riformatori se prima non ci si è riformati al proprio interno.

Vittuone Domani.
L’urbanizzazione sfrenata degli ultimi 8 anni proietta Vittuone verso i 10 mila abitanti, con un’offerta di servizi insufficiente, rimasta al 1998. Un esempio su tutti: non era più facile aprire una farmacia comunale prima di un centro commerciale o di una RSA? Che fine far l’assistenza domiciliare agli anziani?
I nuovi insediamenti residenziali, per non parlare del centro commerciale, creeranno notevoli disagi nello spostamento dentro e fuori dal centro abitato, in un paese dove la circolazione è gi critica. L’immigrazione (extra-comunitaria, ma anche da Milano e altri paesi) lascia numerose questioni aperte sull’integrazione che, nonostante i nostri appelli, sono state ignorate dall’Amministrazione: solo la Parrocchia sta lavorando con fatica in questa direzione, così come solo la Parrocchia sta ponendo ai cittadini quale dovr essere l’agenda politica (le priorit ) da risolvere dei prossimi anni. Le domande sono a volte più importanti delle risposte: questa Amministrazione sembra aver chiuso le orecchie e non vuole ascoltare più domande.

L’ultima battaglia: il Piano di Governo del Territorio.
Gli attuali Amministratori pare abbiano le idee ben chiare: Progetto Vittuone. Tanto che hanno commissionato lo studio all’esterno per il nuovo Piano di Governo del Territorio (ex Piano Regolatore) e probabilmente lo presenteranno prima delle elezioni. Il Piano prospetta come si evolver il tessuto sociale, economico, urbanistico di un paese nei prossimi anni. E’ un nucleo di scelte troppo importanti perché vengano prese “dall’alto? senza coinvolgere nel decision making i cittadini, e più in generale tutti i portatori di interessi “deboli?.
Ci consulteranno ancora una volta solo a cose fatte? Perché farlo in tutta fretta in 6 mesi prima delle elezioni? Potrebbe invece essere una grande occasione per coinvolgere tutte la parti e mediare, insieme, con calma e raziocinio, il meglio per Vittuone.
Quella del PGT sar l’ultima battaglia di Vivere Vittuone per cercare di rendere i cittadini protagonisti nel decidere come sar il loro paese. E’ un diritto che viene prima di qualsiasi colore politico, o campagna elettorale. Se falliremo in questo, a perderci non saranno 5 persone senza rappresentanza, come vorrebbe qualcuno, ma tutti i cittadini solo per il fatto di abitare in un paese che non sar più loro.