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Perchè il Tenti ha perso

Riceviamo e pubblichiamo…

Il bocciodromo voluto da Tenti

Il bocciodromo voluto da Tenti

Dopo l’elezione a sindaco di Fabrizio Bagini e la sconfitta di Tenti, ho fatto qualche considerazione, che vorrei esternare, se mi è permesso.

Le considerazioni non sono a tema squisitamente politico, quelle le ha fatte in modo estremamente corretto e competente il consigliere regionale del PD Maurizio Martina. D’altra parte lui è un politico di mestiere ed è il suo lavoro, io nel mio piccolo mi limito a cercare di darmi delle risposte sul perchè il Tenti abbia perso, nella mia consueta (e unica) veste di cittadino che vive il proprio paese e vede cosa funziona e cosa no.

E le risposte, alla fin fine, sono soltanto due; la giunta Tenti ha smesso di dare risposte ai cittadini, oppure ha detto loro delle bugie.

Quando dico che ha smesso di dare risposte, lo dico nel senso più letterale del termine.

Dopo un periodo iniziale (molto breve, per la verità) in cui si è cercato di ascoltare i Vittuonesi, questa buona abitudine è improvvisamente cessata.

Le richieste che venivano inviate al sito del comune, soprattutto quelle riguardanti la manutenzione e lo stato di conservazione delle infrastrutture del paese, venivano sistematicamente ignorate, sotto ogni aspetto.

Se ad esempio veniva segnalato un lampione spento, il richiedente non riceveva risposta alcuna, neppure un “…la sua richiesta verrà evasa appena possibile…” dato da un banale risponditore automatico. Non solo, ma a distanza di settimane o di mesi il lampione rimaneva inesorabilmente spento.

Questo ha dato la certezza, se mai ce ne fosse bisogno, che il sindaco e i suoi erano distanti anni luce dalle esigenze dei propri concittadini, che in sostanza non gliene importava nulla se Vittuone andava in pezzi. L’unica cosa che sapevano fare erano annunci mirabolanti e promesse che era ovvio che non avrebbero mai potuto mantenere.

Letizia Moratti, lo scorso anno, è caduta esattamente per lo stesso motivo; dopo aver passato anni a farsi gli affari suoi (e dei suoi compari affaristi e faccendieri assortiti…), si è miracolosamente “avvicinata” alla plebe nell’ultimo mese di campagna elettorale. Anche lei, come il Tenti, si è permessa di insultare vigliaccamente il suo avversario, Pisapia, nella fattispecie. Lei lo fece nell’ormai famoso faccia a faccia televisivo, il Tenti più modestamente ad un comizio in paese.

Il risultato è stato il medesimo. E, scusate l’immodestia, non venite a dirmi che non ve l’avevo detto qualche mese fa…

Quanto alle bugie del Tenti, beh, queste sono sotto gli occhi di tutti.

Bilanci molto “fantasiosi” con entrate solo ipotetiche, promesse fatte e poi rimangiate con motivazioni vaghe e pretestuose (chi ha mai detto che le telecamere in paese non le voleva nessuno?), idee della minoranza sdegnosamente respinte con arroganza e poi fatte proprie in piena campagna elettorale (vi dice niente la casa dell’acqua?).

Ma il nodo cruciale è stato il mezzo bocciodromo! Qui le menzogne si sono sprecate!

Oggi esso viene utilizato come punto di aggregazione e di ritrovo, e tutto sommato può anche andar bene, ma allora perchè non chiamarlo semplicemente con il suo nome???

Se all’atto della sua progettazione fosse stato presentato come un edificio di ritrovo per feste e celebrazioni, che potesse sostituire il precario tendone al parco Lincoln, sarebbe probabilmente stata una buona strategia. Il fatto poi che al suo interno ci fossero anche dei campi da bocce al coperto e un bar funzionante, beh, meglio ancora.

Invece è stato presentato in pompa magna come un bocciodromo in grado di ospitare gare nazionali e alimentato da energie rinnovabili, entrambe cose non vere, e di cui chiunque si sarebbe accorto dando un’occhiata anche solo di sfuggita al progetto.

Torniamo al predente discorso degli annunci ad effetto.

In un momento di gravissima crisi come questo, bisogna saper ottimizzare le risorse.

Questo non vale solo per noi comuni mortali, che da un po’ di tempo in qua abbiamo imparato a rinunciare al superfluo per poter mettere insieme il pranzo con la cena, ma vale ancor più per le pubbliche amministrazioni.

Esse non devono far vedere che sanno realizzare progetti grandiosi, soprattutto se essi sottraggono importanti risorse per i servizi essenziali, ma devono dimostrare ai cittadini che investono con oculatezza le (poche, di questi tempi…) risorse che hanno a disposizione.

Risorse che, in fin dei conti, sono il denaro dei contribuenti, e che questi ultimi diventano particolarmente ostili se si accorgono che esso viene sprecato. Si irritano parecchio se vedono sorgere una cattedrale nel deserto quando ogni giorno in paese rischiano pneumatici e cerchioni della propria auto su strade degne della Parigi-Dakar.

Fino ad ora a Vittuone abbiamo assistito a una politica calata dall’alto, in cui ogni decisione veniva imposta ai cittadini senza alcun dibattito pubblico, volenti o nolenti. Decisioni che i nostri amministratori ricevevano dalle direzioni del proprio partito e che dovevano imporre.

Spero che da oggi possiamo assistere ad una politica più vicina al cittadino, in cui l’amministratore ascolti le necessità del paese e non ripeta a pappagallo i diktat dei propri superiori, ma che sappia interpretare i bisogni dei Vittuonesi e sia in grado di tradurle in fatti concreti, compatibilmente con le attuali disponibilità di risorse.

Insomma, meno “caviale e champagne” (che non ci possiamo permettere) e più “pane e salame”.

Speriamo che la nuova giunta non ci deluda.

Buon lavoro

Stefano Banda

Il Tenti è senza vergogna!

Riceviamo e pubblichiamo…

VittuoneCap Holding e il Comune di Vittuone inaugurano la Casa dell’Acqua: appuntamento sabato 24 marzo presso il parcheggio di Via Cavour (Piazza Mercato, foto) alle ore 10:30.

Al “Battesimo” saranno presenti il Vicepresidente di CAP Holding Franco de Angeli e il Sindaco di Vittuone Enzo Tenti, che afferma: “La scelta di realizzare la casetta dell’acqua incontra soprattutto la nostra volontà, come amministrazione lungimirante e coscienziosa, di ascoltare i cittadini che ci hanno fatto questa proposta; inoltre garantisce, all’interno della logica e del rispetto del territorio, la diminuzione dell’uso della plastica”.

Queste sono le parole dette dal sindaco Tenti nell’intervento rilasciato a CittaOggiWeb.

In pratica, quel politico da due soldi, capo di una giunta arrogante e sprecona, si appropria senza ritegno ne’ vergogna di un’idea non certo sua, ma dell’opposizione, dimenticando (?) anzi di essere stato uno dei maggiori avversatori del referendum sull’acqua di giugno, facendo disinformazione e cercando di convincere i Vittuonesi a non votare.

Ora, nella sua misera povertà di idee e avvicinandosi inesorabilmente la data delle elezioni, cerca di fare l’impossibile per far sua un’iniziativa di cui è stato irriducibile detrattore, oltretutto senza minimamente riconoscere alcun merito a chi l’idea l’ha proposta.

Che schifo!!!!

Lettera firmata

A Vittuone siamo tutti con…Tenti?

Cosa NON ha fatto l’amministrazione Tenti

Il centro commerciale "Il Destriero"

Il centro commerciale

Riceviamo e volentieri pubblichiamo…

Quando si avvicinano le elezioni, come è di prassi, la coalizione uscente fa di tutto per cercare la rielezione.

E’ giusto e naturale che avvenga, succede ovunque. Ma quando una maggioranza, nel caso specifico quella di Vittuone, si sta rendendo tragicamente conto che in questi cinque anni ha fatto poco o nulla per il paese, anzi, lo ha rovinato, cementificato e abbandonato a se’ stesso nel degrado e nell’incuria, allora la situazione diventa disperata, al punto di cercare addirittura di spostare un po’ più in là le elezioni.

Ma a che pro? Cosa potrebbe mai fare questa maggioranza in pochi giorni dopo che per cinque anni si è fatta quasi esclusivamente i fatti suoi senza considerare minimamente le esigenze e le necessità dei Vittuonesi?

Vorrei, se mi è permesso, fare un riassunto di ciò che il sottoscritto, nella veste di semplice cittadino che VIVE il paese, vede cosa funziona e cosa no.

Punto primo: il Destriero.

Croce e delizia dei Vittuonesi.

Delizia perchè in effetti c’è quasi tutto ciò che serve, e questo bisogna riconoscerlo senza problemi, ma per il resto è una croce.

Anzitutto il sindaco ha cercato in questi anni di farlo diventare il solo ed unico punto di ritrovo del paese, trascurando qualsiasi altro aspetto e riducendo Vittuone quasi a un paese-dormitorio.

Poi, aspetto essenziale, è raggiungibile praticamente solo in auto. Il sovrappasso ciclo-pedonale, per quanto ben realizzato, costringe ad un lungo giro, le tavole di legno da cui è costituito diventano scivolose con la pioggia ed il ghiaccio. Inoltre alla base delle rampe stazionano in permanenza alcune prostitute, che con i relativi clienti e “protettori” (che notoriamente non amano essere disturbati) mettono una certa ansia quando si passa lì vicino.

E poi l’attraversamento della statale è sempre ad alto rischio. A conti fatti è forse più agevole raggiungere il nuovo Bennet di Sedriano, che non impone di attraversare la statale ne’ di salire o scendere ripide rampe.

Prima delle elezioni assisteremo all’inizio dello scavo per il sottopasso, promesso ma mai realizzato? Mah…

Punto secondo: lo stato delle strade.

Questo è un vero punto dolente. Alcune vie come Piave, Gramsci, Volontari della Libertà e Bixio gridano vendetta da anni.

In autunno qualche lavoro è stato fatto, ma nelle suddette vie gli unici interventi hanno consistito unicamente nel rattoppo delle buche più evidenti con…badilate di asfalto, date da volenterosi operai.

Operai che, tuttavia, non possono fare miracoli e le badilate di asfalto sono puntualmente saltate via con il gran freddo di febbraio, aprendo voragini ancor più grandi.

Prima delle elezioni avremo in tutto il paese strade lisce come un autodromo? Forse, ma intanto negli ultimi cinque anni a questo riguardo è stato fatto il minimo sindacale, e poco anche di quello.

Senza contare, naturalmente, diversi marciapiedi che durante l’ultima nevicata sono stati del tutto trascurati, sui quali non è stata gettata neppure una manciata di sale, col risultato di renderli impraticabili a causa dello spesso strato di ghiaccio che li ha ricoperti per giorni.

Punto terzo: l’illuminazione pubblica.

Ormai in tutto il paese i lampioni spenti non si contano, giusto questa settimana se ne è spento un altro in via Volontari della Libertà. In questa via e in via Zara sono quattro o cinque le lampade bruciate, alcune di esse adiacenti l’una all’altra, ed evidenziano vere e proprie zone di buio completo, così come il marciapiede del Muro dell’Arcobaleno, che presenta ampie aree non illuminate. E tutto questo nonostante le ripetute segnalazioni al sito del comune, tutte rimaste senza esito e senza risposta.

Ricordo inoltre il black-out della pubblica illuminazione, avvenuto in ottobre, nella zona est del paese. Iniziato venerdì sera, nonostante i ripetuti solleciti a ENEL la luce è stata riattivata solo lunedì mattina, molto probabilmente dgli stessi tecnici del comune (che non ne sapevano nulla) a seguito di una mia telefonata.

Questo episodio, unito alle dichiarazioni del call-center di ENEL (“…dobbiamo verificare lo stato del contratto con il vostro comune…”) lascia decisamente perplessi.

Prima delle elezioni avremo tutto il paese illuminato a giorno come San Siro la sera del derby? Forse, ma intanto ci siamo fatti l’inverno con strade buie.

Quarto ed ultimo punto: la sicurezza.

Su questa direi di stendere un velo pietoso. Le telecamere di videosorveglianza IN TUTTO IL PAESE promesse in campagna elettorale sono ancora di là da venire. I furti e gli atti di vandalismo non si contano più, e sono state rubate delle biciclette persino sotto il municipio!!!

Viene permesso a dei balordi di bivaccare impunemente sulle panchine dei vari parchi o davanti alle scuole. Dopo una certa ora non è certo bello girare per le vie ed è ben difficile vedere in giro qualcuno.

I Vigili Urbani fanno quello che possono, e vanno elogiati per questo, ma neppure loro possono fare miracoli.

Si può quasi dire che Vittuone sia un paese “a sicurezza zero”.

Concludo con un accenno al centro sportivo “Mike Bongiorno”.

Premetto che il nome, con tutto il rispetto per il grande Mike (un vero monumento alla TV italiana), a mio personale parere è poco adatto ad un impianto sportivo. Sarebbe stato più opportuno intitolarlo ad un personaggio Vittuonese.

Comunque, al di là di questo, anche l’amministrazione di Vittuone si è uniformata allo stile “Morattiano” delle inaugurazioni ad effetto pre-elettorali. Il centro è stato appunto inaugurato in pompa magna il 26 febbraio, ma difficilmente verrà aperto prima di settembre-ottobre, a estate ormai finita.

Il sindaco ha dimenticato di dire che la gara per l’assegnazione della gestione è andata deserta, a causa delle condizioni troppo onerose per l’aggiudicatario, evidentemente davvero fuori luogo in questi tempi di ristrettezze economiche. E certamente un complesso del genere non può essere gestito da volontari come è invece accaduto per il mezzo bocciodromo, richiede al contrario gente professionalmente molto preparata, al di là delle ovvie disponibilità economiche.

Chissà che, ironia della sorte, il centro possa venire aperto sotto una diversa amministrazione…

Saluti.

Stefano Banda

La finanza creativa dell’Amministrazione Tenti: il PD interroga il Governo

Il parlamentare del PD, on. Vinicio Peluffo

Il parlamentare del PD, on. Vinicio Peluffo

Il Partito Democratico, attraverso l’onorevole Vinicio Peluffo, ha presentato un’interrogazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Interno e al Ministro delle Finanze sulla gestione del bilancio del Comune di Vittuone da parte dell’Amministrazione Tenti.

In particolare l’on. Peluffo mette sotto la lente d’ingrandimento la “mancata vendita” del terreno su cui sorge l’RSA Il Gelso, un’operazione poco trasparente grazia alla quale l’Amministrazione Tenti è riuscita fino ad ora a far quadrare il bilancio.

Si tratta di un atto (la delibera di giunta n. 155 del 23 dicembre 2010) caratterizzato da diversi punti opachi, denunciati dall’opposizione consiliare, per il quale Peluffo chiede l’intervento del Prefetto e un’indagine della Corte dei conti.

Di seguito il testo dell’interrogazione:

INTERROGAZIONE

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro dell’Interno
Al Ministro dell’Economia e delle Finanze

Per sapere, premesso che:

con delibera giunta comunale n. 155 del 23 dicembre 2010 l’Amministrazione Comunale ha deliberato di condividere la proposta di A.V. Vittuone s.r.l. affittuaria della R.S.A. “Il Gelso”, di esercitare anticipatamente il diritto di opzione per l’acquisizione in diritto di proprietà del terreno, ora in diritto di superficie, condizionato a successivi ed ulteriori atti;

in data 7 gennaio 2011 sono stati riscossi proventi di cessioni aree a seguito delibera di giunta n. 155 del 23 dicembre 2010 per un importo di 2.200.000 euro;

la delibera di giunta comunale n. 155 del 23 dicembre 2010, nonostante la sua dicitura, non è un atto di indirizzo, a norma del D.Lgs 267/2000, art. 49, c. 1, è necessario “ acquisire il parere in ordine alla regolarità tecnica responsabile del servizio interessato ”;

la società A.V. Vittuone srl non ha mail fatto parte delle società che si sono aggiudicate la procedura ad evidenza pubblica e che in seguito hanno stipulato la convenzione con il Comune, Infatti, dall’esame della delibera di giunta 155 del 23 dicembre 2010, la società A.V. Vittuone risulta assegnataria di un diritto di opzione alla stregua delle società che hanno stipulato la convenzione ma, al contrario di queste ultime, non risulta essere stata individuata ai sensi dell’art. 6 della stessa Convenzione;

Il citato art. 6 prevde: “ l’assegnatario con l’aggiudicazione della presente procedura ad evidenza pubblica è titolare di un diritto di opzione sull’intero compendio immobiliare per l’acquisto da esercitarsi a partire dal 16° anno dalla data di stipulazione della convenzione e, comunque, non oltre il termine di vigenza ed efficacia della convenzione “, è quindi chiaro che il diritto di opzione può essere esercitato da chi si è aggiudicato la procedura ad evidenza pubblica e non da soggetti intervenuti successivamente;

secondo quanto contenuto nella D.G. n. 155 del 23 dicembre 2010 ” ai sensi dell’art. 37 D.Lgs 163/06 in caso di fallimento di uno dei mandanti, il mandatario è tenuto all’esecuzione direttamente o a mezzo degli altri mandanti”, non facendo menzione a soggetti terzi;

qualora l’Amministrazione avesse ritenuto di far intervenire un terzo soggetto, avrebbe dovuto disporre una gara ad evidenza pubblica per l’individuazione del medesimo soggetto,  al contrario la società A.V. Vittuone è stata individuata senza l’indizione di una procedura ad evidenza pubblica;

la delibera della giunta n. 155 del 23.12.2010  , al punto f, decide di lasciare al Consiglio Comunale la sola “formalizzazione degli atti” mentre le modifiche di convenzioni sono di pertinenza del Consiglio come è stato fatto in occasione della variante alla convenzione deliberata il 18 luglio 2007;

l’ oggetto della delibera riguarda una convenzione non un’alienazione immobiliare cosa che sarebbe dovuta essere discussa dal Consiglio Comunale e non dalla Giunta, evidenziando una palese violazione delle competenze del Consiglio Comunale;
nella deliberazione di giunta n.155 del 23/12/2010, manca l’istruttoria del responsabile del procedimento, ai sensi dell’articolo 6 – lettere da a) a e) della legge 241/1990, sul procedimento amministrativo che attesti la regolarità e la legittimità dei contenuti della delibera;

A.V. Vittuone s.r.l. non si capisce come possa subentrare nella convenzione in quanto ha un capitale sociale di 10.000 euro mentre è previsto che debba essere di 2.582.284,50 interamente versato (requisito minimo);

il valore del diritto di opzione anticipato di 2.200.000 euro fa riferimento ad una perizia stragiudiziale di un professionista scelto in comune fra le parti, ma il cui costo è stato sostenuto interamente da A.V. Vittuone s.r.l., mentre la convenzione originaria prevedeva una perizia asseverata e non stragiudiziale e fatta da un tecnico di fiducia dell’Amministrazione;

il valore periziato del terreno è stato ridotto erroneamente di 702.376,22 euro, quota offerta per il diritto di superficie all’atto di sottoscrizione della convenzione il cui valore non era previsto in detrazione; 
al punto 3 dell’articolo 6 della convenzione si stabilisce che le prestazioni e i servizi…dovranno essere garantiti per tutta la durata della stessa (30 anni), anche nel caso in cui l’assegnatario eserciti l’opzione di acquisto… mentre in realtà la giunta comunale ha già discusso e concordato una nuova convenzione con A.V. Vittuone srl che terminerà il 31.12.2012 e che cambia radicalmente la convenzione originaria; è evidente che per  la modifica della convenzione esistente è necessaria una procedura di gara, cui A.V. Vittuone srl potrebbe partecipare ma in condizioni di parità con le altre concorrenti;

il risultato d’amministrazione dell’esercizio 2010 del Comune di Vittuone dovrebbe presentare un avanzo di Euro 2.233.566,72 =, come meglio precisato nella tabella.
SALDO GESTIONE COMPETENZA

2.200.127,03
SALDO GESTIONE RESIDUI

– 28.962,31
AVANZO ESERCIZI PRECEDENTI APPLICATO

AVANZO ESERCIZI PRECEDENTI NON APPLICATO

62.402,00
AVANZO (DISAVANZO) DI AMMINISTRAZIONE AL 31.12.2010

2.233.566,72

la relazione presentata dal revisore contabile contiene tuttaviaun’importante precisazione, ossia che “ al risultato di gestione 2010 hanno contribuito le seguenti entrate correnti e spese correnti di carattere eccezionale e non ripetitivo ”:

ENTRATE

IMPORTO

Entrata una tantum socio farmacia

300.000,00

Acconto futura vendita diritto di superficie RSA

2.200.000,00

TOTALE

2.500.000,00

appare del tutto evidente come ai fini della determinazione dell’avanzo (sia di gestione, per Euro 2.200.127,03, che di amministrazione, per Euro 2.233.566,72) le sopra riportate entrate abbiano apportato un contributo non solo necessario ma addirittura decisivo, in mancanza del quale si sarebbe, al contrario, determinato un rilevante disavanzo;

la prima entrata è dipesa dal versamento di Euro 2.200.000,00 da parte della Società A.V. Vittuone (in seguito anche “la Società”), la quale si è impegnata, per quell’importo, all’acquisizione del diritto di proprietà sull’area comunale su cui sorge la RSA “Il Gelso”;

il Comune di Vittuone risulta solo temporaneamente in possesso della predetta somma dal momento che, pur concedendo che la Società abbia provveduto a versarla, la medesima Società non ha ancora provveduto a sottoscrivere la proposta, formulata dal Comune, di acquisto dell’area comunale su cui sorge la RSA il Gelso;:

il termine per la sottoscrizione della proposta, fissato per il 30 aprile 2011, è ampiamente decorso;

se è al corrente della situazione descritta del Comune di Vittuone quali iniziative intenda intraprendere per verificare le condizioni del Comune e se non ritiene opportuno un intervento da parte del Prefetto per ristabilire la corretta gestione di un Comune che in realtà vive una situazione di dissesto a scapito dei cittadini e dei servizi che non potranno percepire e se non ritiene opportuno applicare le norme previste dal D.Lgs. 18-8-2000 n. 267 “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali” in particolar modo il Capo II – Controllo sugli organi;

Se non ritiene opportuno far aprire alla corte dei conti una indagine di controllo per verificare se vi siano inadempienze colpose da parte dei componenti dell’amministrazione comunale di Vittuone.

On. Vinicio Peluffo

L’asfalto di Vittuone

Riceviamo e volentieri pubblichiamo…

Il motivo per cui vi scrivo è semplice: la manutenzione delle strade del paese.
Ho scattato ulteriori foto al disastrato asfalto vittuonese, approfittando del fatto che, non piovendo da alcuni giorni, le buche si sono svuotate dall’acqua ed è stato così possibile ammirarle in tutta la loro profondità e pericolosità. Inoltre ho preceduto l’orario di uscita dei ragazzi dalle scuole medie, quindi le auto parcheggiate non coprivano le voragini di via Piave.
Le foto riguardano le vie Volontari della Libertà, Bixio, Gramsci, Piave e Trento.
Nelle foto ho cercato, anche se non sempre ci sono riuscito, di includere anche qualche dettaglio o particolare che riuscisse a far capire meglio il luogo ove sono state scattate.

via Bixio, marciapiede di  fronte alla cartoleria
Via Bixio, marciapiede di fronte alla cartoleria “Parole e Cose”

via Bixio ang.  via Gramsci, buche molto profonde, alcune rappezzate alla meglio, altre  nemmeno quello
Via Bixio ang. via Gramsci, buche molto profonde, alcune rappezzate alla meglio, altre nemmeno quello

via Bixio ang.  via Gramsci, buche molto profonde, alcune rappezzate alla meglio, altre  nemmeno quello
Via Bixio ang. via Gramsci, buche molto profonde, alcune rappezzate alla meglio, altre nemmeno quello

Via Piave, zona compresa tra gli incroci delle  vie Villoresi e Dante
Via Piave, zona compresa tra gli incroci delle vie Villoresi e Dante

Stop di via Dante su via Piave, ove  anche la vernice è quasi scomparsa
Stop di via Dante su via Piave, ove anche la vernice è quasi scomparsa

Stop di via Dante su via  Piave, questi solchi sono lì da almeno dieci anni, sono stati  rattoppati nel modo che si vede ma sono ancora pericolosi
Stop di via Dante su via Piave, questi solchi sono lì da almeno dieci anni, sono stati rattoppati nel modo che si vede ma sono ancora pericolosi

Via  Piave, poco dopo l'incrocio con via Dante (verso la scuola media), un  profondo solco che attraversa tutta la strada
Via Piave, poco dopo l’incrocio con via Dante (verso la scuola media), un profondo solco che attraversa tutta la strada

Via Piave  di fronte alle scuole medie, vari strati di asfalto staccato
Via Piave di fronte alle scuole medie, vari strati di asfalto staccato

Via Piave  di fronte alle scuole medie, vari strati di asfalto staccato
Via Piave di fronte alle scuole medie, vari strati di asfalto staccato

Via Piave, di fronte alle scuole, in corrispondenza della struttura per  le affissioni pubblicitarie
Via Piave, di fronte alle scuole, in corrispondenza della struttura per le affissioni pubblicitarie

Via Piave, all'altezza del  confine tra le scuole e i giardinetti, asfalto rotto e screpolato anche  vicino al marciapiede in primo piano
Via Piave, all’altezza del confine tra le scuole e i giardinetti, asfalto rotto e screpolato anche vicino al marciapiede in primo piano

Via Piave, di  fronte ai giardinetti, fenditure particolarmente pericolose per  biciclette perchè parallele al senso di marcia e le ruote vi finiscono  dentro
Via Piave, di fronte ai giardinetti, fenditure particolarmente pericolose per biciclette perchè parallele al senso di marcia e le ruote vi finiscono dentro

via Piave, di  fronte ai giardinetti, fenditure particolarmente pericolose per  biciclette perchè parallele al senso di marcia e le ruote vi finiscono  dentro
Via Piave, di fronte ai giardinetti, fenditure particolarmente pericolose per biciclette perchè parallele al senso di marcia e le ruote vi finiscono dentro

Via Piave, davanti alla sede della banda,  queste buche sono quasi invisibili perchè sempre in ombra di giorno e  al buio di sera (lampione coperto da alberi)
Via Piave, davanti alla sede della banda, queste buche sono quasi invisibili perchè sempre in ombra di giorno e al buio di sera (lampione coperto da alberi)

Via Piave, davanti alla sede della banda,  queste buche sono quasi invisibili perchè sempre in ombra di giorno e  al buio di sera (lampione coperto da alberi)
Via Piave, davanti alla sede della banda, queste buche sono quasi invisibili perchè sempre in ombra di giorno e al buio di sera (lampione coperto da alberi)

via Piave, davanti alla sede della banda,  queste buche sono quasi invisibili perchè sempre in ombra di giorno e  al buio di sera (lampione coperto da alberi)
Via Piave, davanti alla sede della banda, queste buche sono quasi invisibili perchè sempre in ombra di giorno e al buio di sera (lampione coperto da alberi)

via Piave, tra  la sede della banda e l'incrocio con via Trento, anche qui pochi  rattoppi, fatti in qualche modo
Via Piave, tra la sede della banda e l’incrocio con via Trento, anche qui pochi rattoppi, fatti in qualche modo

Via Trento, zona compresa tra  le vie Piave e Montenero, profondi solchi che obbligano le biciclette a  stare in mezzo alla strada, alla mercè delle auto
Via Trento, zona compresa tra le vie Piave e Montenero, profondi solchi che obbligano le biciclette a stare in mezzo alla strada, alla mercè delle auto

Vale la pena ricordare che spesso, gli alunni delle scuole medie vanno e vengono in bicicletta, e con la strada ridotta così è estremamente pericoloso.
Anche i figli del sindaco vanno a scuola lì, e credo sia impossibile che il Tenti non si sia accorto della situazione desolante.

Stefano Banda

La mossa elettorale di Tenti che cambia versione sulla scelta di costruire case al posto della scuola di via 4 novembre/Olof Palme. Ha paura di perdere le elezioni?

L’affermazione del Sindaco, espressa il 25 ottobre nel corso dell’assemblea avuta con i genitori degli alunni della scuola elementare di via 4 novembre, e ribadita poi sul sito web del Comitato Tenti, circa la destinazione dell’attuale edificio scolastico, è palesemente demagogica e strumentale.

L’approssimarsi delle elezioni amministrative gli hanno fatto dire pubblicamente che il destino dell’edificio scolastico di via 4 novembre/Olof Palme sarà deciso insieme ai cittadini.

Come è possibile cambiare la carte in tavola in questo modo? Il destino di quella struttura è già stato previsto nero su bianco nel PGT.

In tale documento, infatti, che come si sa rappresenta lo strumento urbanistico di cui si è dotato il Comune, in sostituzione del vecchio Piano Regolatore Generale, è scritto chiaramente che l’edificio sarà sostituito da abitazioni residenziali.

Tutto ciò è previsto nel cosiddetto APR3, dove con la motivazione della carenza di parcheggi nelle immediate vicinanze della scuola, in quanto quelli esistenti sono rivolti agli utenti del centro socio culturale, del parco Lincoln e del cimitero, si prevede oltre al trasferimento della funzione scolastica nella famigerata cittadella anche il completamento del tessuto urbano esistente con la destinazione prevalente sull’area, la residenza.

Sempre nell’APR3 si specifica che la volumetria massima prevista è pari a 6.270 mq, con altezza massima che arriva a quattro piani fuori terra. Per lo più si aggiunge anche che l’ambito subirà variazioni in termini di traffico, consumi e rifiuti.

La scelta è stata confermata dall’Amministrazione Tenti anche in sede di controdeduzioni alle osservazioni pervenute dopo l’adozione del PGT, deliberando definitivamente in tal senso.

L’operazione si svolge su un’area di proprietà pubblica ma non viene fatta in edilizia convenzionata bensì attuata da operatori privati, i quali faranno proprio un bel business costruendo case in posizione centrale, in pieno tessuto urbano.

Quale sarà la contropartita per il bene comune? Servizi collettivi non meglio specificati per 1.107 mq, da monetizzare per 997,28 mq, con la sola esclusione dei parcheggi collettivi che debbono essere reperiti in sito per minimo 130 mq.

La condivisione con i cittadini andava fatta prima, presentando in incontri pubblici le scelte che l’Amministrazione voleva fare sul territorio.

Di una cosa i cittadini possono essere certi: se manderanno a casa, nella prossima primavera, Tenti e la sua giunta, si farà di tutto perché la scuola di via 4 novembre/via Olof Palme non sia demolita, ma curata e valorizzata, così come il Parco Lincoln.

Cementificare un bosco: come si fa a spiegarlo ai bambini?

Giovedì scorso, 23 giugno 2011, si è svolta presso la II Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, sede di Milano, l’udienza pubblica riguardante il ricorso presentato da Legambiente contro il Comune di Vittuone avente ad oggetto il bosco del bacin.

Tecnicamente il ricorso riguarda il PII, ossia il Programma Integrato di Intervento. Tre i magistrati presenti: Plantamura (relatore), Zucchini e De Zotti (presidente).

Sulla pervicace volontà dell’attuale amministrazione di cementificare il bosco del bacin si sono scritti fiumi di parole su questo sito; basta dare uno sguardo agli articoli pubblicati in passato navigando all’interno del nostro archivio, in particolare negli anni 2008 e 2009.

Un rapido giro vi farà tornare in mente anche la sorprendente e vergognosa estromissione del capogruppo della minoranza dal Consiglio comunale, guarda caso proprio nel periodo a ridosso dell’approvazione della contestata delibera n. 50 del 10 dicembre 2008, oggetto poi del ricorso di Legambiente.

Coincidenza, a novembre un esponente “scomodo” della minoranza, il capogruppo Enrico Bodini, viene fatto fuori dal Consiglio, salvo poi essere reintegrato nelle sue funzioni dal Tribunale di Milano, senza nemmeno ricevere le scuse da chi, senza alcun rispetto, né istituzionale né personale, e nascondendosi dietro l’ovvio scudo “dell’atto dovuto” non si è fatto scrupolo di calpestare la democrazia e la rappresentanza popolare.

Di ricorsi, per la verità, ve n’erano due: oltre quello di Legambiente ci sarebbe anche quello della Provincia di Milano, che ha impugnato la delibera n. 50 del 2008 per incompatibilità con il PTCP, ossia il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, incompatibilità a livello ecologico e paesistico-ambientale.

L’elezione di Podestà e il cambio politico ai vertici dell’ente hanno però radicalmente modificato gli scenari, al punto che oggi la Provincia è completamente schierata al fianco dell’amministrazione Tenti e, probabilmente, quel ricorso è destinato a non arrivare mai ad una sentenza.

E ci risiamo. Ritorna il discorso dei poteri forti. Perché mai una società edile dovrebbe acquistare un’area che ha una destinazione agricola se non per farci una speculazione immobiliare?

Perché la Tecno In acquisisce un bosco se non per farci, tra l’altro, un mega albergo, dal momento che l’Expo si avvicina e dunque si possono fare grandi affari?

Ma se queste sono domande retoriche, le domande interessanti da farsi, per i cittadini di Vittuone, sono altre. Per esempio:

  1. perché l’amministrazione Tenti si ostina in questo modo a voler dare il lasciapassare alla Tecno In per cementificare il bosco del bacin?
  2. perché la giunta Podestà ha smentito la stessa Provincia dando l’avallo all’operazione?
  3. perché Citta Oggi è così smaccatamente al servizio della giunta comunale di Vittuone?
  4. perché vengono intimiditi persino i ragazzi della scuola media e le loro insegnanti se solo provano ad interessarsi del bosco del bacin?
  5. perché Legambiente di Vittuone viene trattata come un covo di pericolosi sovversivi, dandone un’immagine spregievole agli occhi della cittadinanza?

Possibile che non vi sia nessuno, ma proprio nessun argomento che possa provocare un minimo segno di attenzione verso un prezioso polmone verde, ricco di aree boscate e di corsi d’acqua?
La sentenza del TAR sul ricorso di Legambiente è attesa a breve. Dovesse arrivare in piena estate, come si vocifera, ci ritroveremmo, probabilmente, con i lavori in corso al rientro dalle vacanze. Sarebbe un blitz perfetto da parte dei poteri forti.
E di questo il Pdl e la Lega ne dovranno rispondere ai cittadini di Vittuone, l’anno prossimo, perché ai bambini e ai ragazzi di questo Paese bisognerà spiegare perché si è scelto di cementificare 220.000 mq di area a verde.
Come faranno, i papà e le mamme, a spiegarlo ai loro bambini?

Anno nuovo, stessa demagogia

Il Sindaco Enzo Tenti, nonostante stia praticamente mettendo in liquidazione tutto il patrimonio di beni pubblici del Comune e cementificando tutto il territorio urbano, continua ad ammantare di demagogia la sua comunicazione verso i cittadini.

L’ultima dimostrazione è il comunicato stampa diffuso e pubblicato la settimana scorsa sui giornali locali e sul sito del Pdl cittadino. La demagogia delle parole del Sindaco deborda da ogni riga, da ogni paragrafo.

Tenti si vanta delle realizzazioni in via di completamento e di quelle future, affermando di aver puntato sulle opere pubbliche allo scopo di dare nuovi servizi e nuove possibilità alla cittadinanza.

Dal nostro punto di vista, invece, ha puntato sulle opere pubbliche perché il suo è il “partito del mattone”. La politica dell’Amministrazione Tenti è quella di favorire l’imprenditoria legata all’edilizia, a discapito della conservazione del territorio. E’ proprio per questo tipo di politica che a Vittuone perderemo il bosco del bacin, grande polmone verde del paese, così come tante altre piccole aree verdi disseminate all’interno del territorio urbanizzato. L’unico verde che rimarrà intatto (fino a quando?) è quello all’interno del perimetro del Parco Agricolo Sud Milano, a sud della ex statale 11.

Ma per il Sindaco tutto ciò renderà Vittuone più appetibile. Per i costruttori lo è sicuramente, e già da tempo!

La demagogia di Tenti raggiunge l’apice quando parla dei govani, della scuola, dell’università (che c’azzecca con Vittuone la riforma Gelmini?!?) facendo addirittura riferimento al discorso del Capo dello Stato di fine anno per magnificare la scelta innovativa della cittadella scolastica, che accorperà le scuole del paese mantenendole a poche centinaia di metri dal centro.

Le scuole attuali sono già in centro e svolgono dignitosamente il loro ruolo. Perché costruire ancora, senza motivate esigenze o necessità, se non per lasciare campo libero alle imprese edili?

E tutte queste megastrutture progettate dalla giunta Tenti, chi le paga? Il bilancio comunale del 2009 è stato chiuso con un disavanzo di mezzo milione. La sola progettazione della cittadella scolastica costerà ben 2 milioni e 900mila euro. Quali beni pubblici dovrà mettere sul mercato ancora il Comune per fare cassa? Fino ad oggi sono stati messi in vendita le case comunali di piazza Bartezzaghi, il Vox, il locale commerciale di Piazza Giovanni Paolo II, il terreno della casa di riposo “Il Gelso”. Quale sarà il prossimo?

Il destino divino del Sindaco

L’articolo del Sindaco, Enzo Tenti, sull’ultimo numero di Vittuone Informazioni, per l’ennesima volta, semmai ve ne fosse ancora bisogno, dimostra quanto la sua amministrazione sia impermeabile a qualsiasi critica e prepotente nel portare avanti il “suo” PGT senza dar conto delle proprie azioni ai cittadini vittuonesi.

Come è possibile affermare: “Siamo stati in mezzo a voi con il camper e a piedi, a raccogliere le vostre osservazioni, come sempre facciamo, non solo in occasione di decisioni come il PGT“.

A chi si riferisce, il Sindaco, ai suoi amici? Ai suoi elettori? Un Sindaco è “il Sindaco”, non un amico degli amici, non un comitato elettorale. La consultazione pubblica sul PGT non si fa nel camper o al bar o durante le feste di piazza. Questo magari può accadere in qualche paese sottosviluppato dal punto di vista democratico. Qui in Italia, in Lombardia, a Vittuone, il Sindaco è il Sindaco di tutti, anche di chi non ha votato per lui, e le consultazioni della popolazione su un tema così importante come il nuovo Piano di Governo del Territorio si fanno con tutti i crismi formali che la democrazia impone.

Enzo Tenti avrebbe dovuto presentarsi in un incontro pubblico con tutte le espressioni della società civile di Vittuone e sottoporsi a domande, a critiche, a suggerimenti, a proposte, a obiezioni, a punti di vista diversi dal suo ed avrebbe dovuto rispondere lì, pubblicamente, non nei vari “tu per tu” che ha messo in scena per il paese come un provetto teatrante.

Il Sindaco scrive anche che il PGT cambierà in meglio il paese perché aumenteranno i servizi; perché è un piano lungimirante, che guarda già al futuro; perché programmazione è sviluppo.

La perla, poi, è che “ogni tanto bisogna anche avere il coraggio di andare incontro alla novità: i cambiamenti molto spesso sono positivi“.

Oltre al pessimo tono, per niente signorile (sembra quasi che il Sindaco si rivolga ad una massa di bifolchi che hanno paura del cambiamento e della modernità), Tenti utilizza una massiccia dose di demagogia nel suo articolo, guardandosi bene dall’entrare nei dettagli di questa presunta programmazione. Quali sono i maggiori servizi? Da dove deriverà lo sviluppo di cui parla? E di che tipo di sviluppo si tratta: economico, culturale o solo edilizio? Perché non spiega la scelta di abbattere le scuole di via IV Novembre? Forse perché la sua programmazione prevede un tale aumento di nuovi edifici residenziali che porterà un notevole incremento di popolazione e quindi le vecchie scuole non basteranno più? E come sarà contenuto e gestito l’aumento di traffico, di rifiuti, di inquinamento? Perché non spiega nel dettaglio la scelta di cementificare il bosco del Bacin?

Come al solito, invece, Tenti parla di consenso. La sua amministrazione ha avuto il consenso, tre anni fa, e dunque ora egli è investito di un destino divino, a cui nessuno può opporsi.