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25 Aprile e 1 Maggio. Bennet di Sedriano e Il Destriero di Vittuone tengono aperti i loro Centri Commerciali. Un insulto alla Memoria nazionale, alla Dignità del lavoro e ai Diritti dei lavoratori.

Comunicato Stampa

Il 25 Aprile, Festa Nazionale della Liberazione,  segna la fine della dittatura fascista, dell’occupazione tedesca e l’instaurazione della “Repubblica Democratica fondata sul Lavoro” sancendone i principi nella Costituzione.

Si ripristinano così libertà e diritti che il Fascismo aveva abrogato compreso il 1 Maggio, Festa Internazionale del Lavoro.
Il valore civico delle due giornate dovrebbe essere sottolineato dal clima di Festa e di Memoria,  con l’invito alla condivisione e alla partecipazione. Questi gesti, che il Presidente della Repubblica non smette di ricordarci, vengono oggi vanificati da scelte di natura commerciale, senza rispetto della Memoria ma ancor più della Dignità e dei Diritti del mondo del lavoro che è il fondamento della nostra Repubblica.
Facciamo notare che il 1 Maggio non viene celebrato solo nei paesi con regimi autoritari.
Per abrogarlo in Italia ci volle la dittatura fascista, oggi constatiamo, amaramente, che basta la volontà dei dirigenti di  gruppi commerciali.
Non possiamo che sentirci offesi, indignati e condannare duramente questi comportamenti, lesivi anche dei principi Costituzionali su cui si fonda la libera impresa.
A nostro parere è intollerabile la mercificazione della Memoria e dei Diritti.
Un biasimo va anche a quegli  amministratori, che pur non essendo d’accordo e si dicono con le mani legate da provvedimenti governativi, non assumono una posizione di netta condanna che avrebbe un grande valore civico agli occhi della cittadinanza.

Direttivo Anpi Sezione “Carlo Chiappa”
Vittuone/Sedriano

Cosa NON ha fatto l’amministrazione Tenti

Il centro commerciale "Il Destriero"

Il centro commerciale

Riceviamo e volentieri pubblichiamo…

Quando si avvicinano le elezioni, come è di prassi, la coalizione uscente fa di tutto per cercare la rielezione.

E’ giusto e naturale che avvenga, succede ovunque. Ma quando una maggioranza, nel caso specifico quella di Vittuone, si sta rendendo tragicamente conto che in questi cinque anni ha fatto poco o nulla per il paese, anzi, lo ha rovinato, cementificato e abbandonato a se’ stesso nel degrado e nell’incuria, allora la situazione diventa disperata, al punto di cercare addirittura di spostare un po’ più in là le elezioni.

Ma a che pro? Cosa potrebbe mai fare questa maggioranza in pochi giorni dopo che per cinque anni si è fatta quasi esclusivamente i fatti suoi senza considerare minimamente le esigenze e le necessità dei Vittuonesi?

Vorrei, se mi è permesso, fare un riassunto di ciò che il sottoscritto, nella veste di semplice cittadino che VIVE il paese, vede cosa funziona e cosa no.

Punto primo: il Destriero.

Croce e delizia dei Vittuonesi.

Delizia perchè in effetti c’è quasi tutto ciò che serve, e questo bisogna riconoscerlo senza problemi, ma per il resto è una croce.

Anzitutto il sindaco ha cercato in questi anni di farlo diventare il solo ed unico punto di ritrovo del paese, trascurando qualsiasi altro aspetto e riducendo Vittuone quasi a un paese-dormitorio.

Poi, aspetto essenziale, è raggiungibile praticamente solo in auto. Il sovrappasso ciclo-pedonale, per quanto ben realizzato, costringe ad un lungo giro, le tavole di legno da cui è costituito diventano scivolose con la pioggia ed il ghiaccio. Inoltre alla base delle rampe stazionano in permanenza alcune prostitute, che con i relativi clienti e “protettori” (che notoriamente non amano essere disturbati) mettono una certa ansia quando si passa lì vicino.

E poi l’attraversamento della statale è sempre ad alto rischio. A conti fatti è forse più agevole raggiungere il nuovo Bennet di Sedriano, che non impone di attraversare la statale ne’ di salire o scendere ripide rampe.

Prima delle elezioni assisteremo all’inizio dello scavo per il sottopasso, promesso ma mai realizzato? Mah…

Punto secondo: lo stato delle strade.

Questo è un vero punto dolente. Alcune vie come Piave, Gramsci, Volontari della Libertà e Bixio gridano vendetta da anni.

In autunno qualche lavoro è stato fatto, ma nelle suddette vie gli unici interventi hanno consistito unicamente nel rattoppo delle buche più evidenti con…badilate di asfalto, date da volenterosi operai.

Operai che, tuttavia, non possono fare miracoli e le badilate di asfalto sono puntualmente saltate via con il gran freddo di febbraio, aprendo voragini ancor più grandi.

Prima delle elezioni avremo in tutto il paese strade lisce come un autodromo? Forse, ma intanto negli ultimi cinque anni a questo riguardo è stato fatto il minimo sindacale, e poco anche di quello.

Senza contare, naturalmente, diversi marciapiedi che durante l’ultima nevicata sono stati del tutto trascurati, sui quali non è stata gettata neppure una manciata di sale, col risultato di renderli impraticabili a causa dello spesso strato di ghiaccio che li ha ricoperti per giorni.

Punto terzo: l’illuminazione pubblica.

Ormai in tutto il paese i lampioni spenti non si contano, giusto questa settimana se ne è spento un altro in via Volontari della Libertà. In questa via e in via Zara sono quattro o cinque le lampade bruciate, alcune di esse adiacenti l’una all’altra, ed evidenziano vere e proprie zone di buio completo, così come il marciapiede del Muro dell’Arcobaleno, che presenta ampie aree non illuminate. E tutto questo nonostante le ripetute segnalazioni al sito del comune, tutte rimaste senza esito e senza risposta.

Ricordo inoltre il black-out della pubblica illuminazione, avvenuto in ottobre, nella zona est del paese. Iniziato venerdì sera, nonostante i ripetuti solleciti a ENEL la luce è stata riattivata solo lunedì mattina, molto probabilmente dgli stessi tecnici del comune (che non ne sapevano nulla) a seguito di una mia telefonata.

Questo episodio, unito alle dichiarazioni del call-center di ENEL (”…dobbiamo verificare lo stato del contratto con il vostro comune…”) lascia decisamente perplessi.

Prima delle elezioni avremo tutto il paese illuminato a giorno come San Siro la sera del derby? Forse, ma intanto ci siamo fatti l’inverno con strade buie.

Quarto ed ultimo punto: la sicurezza.

Su questa direi di stendere un velo pietoso. Le telecamere di videosorveglianza IN TUTTO IL PAESE promesse in campagna elettorale sono ancora di là da venire. I furti e gli atti di vandalismo non si contano più, e sono state rubate delle biciclette persino sotto il municipio!!!

Viene permesso a dei balordi di bivaccare impunemente sulle panchine dei vari parchi o davanti alle scuole. Dopo una certa ora non è certo bello girare per le vie ed è ben difficile vedere in giro qualcuno.

I Vigili Urbani fanno quello che possono, e vanno elogiati per questo, ma neppure loro possono fare miracoli.

Si può quasi dire che Vittuone sia un paese “a sicurezza zero”.

Concludo con un accenno al centro sportivo “Mike Bongiorno”.

Premetto che il nome, con tutto il rispetto per il grande Mike (un vero monumento alla TV italiana), a mio personale parere è poco adatto ad un impianto sportivo. Sarebbe stato più opportuno intitolarlo ad un personaggio Vittuonese.

Comunque, al di là di questo, anche l’amministrazione di Vittuone si è uniformata allo stile “Morattiano” delle inaugurazioni ad effetto pre-elettorali. Il centro è stato appunto inaugurato in pompa magna il 26 febbraio, ma difficilmente verrà aperto prima di settembre-ottobre, a estate ormai finita.

Il sindaco ha dimenticato di dire che la gara per l’assegnazione della gestione è andata deserta, a causa delle condizioni troppo onerose per l’aggiudicatario, evidentemente davvero fuori luogo in questi tempi di ristrettezze economiche. E certamente un complesso del genere non può essere gestito da volontari come è invece accaduto per il mezzo bocciodromo, richiede al contrario gente professionalmente molto preparata, al di là delle ovvie disponibilità economiche.

Chissà che, ironia della sorte, il centro possa venire aperto sotto una diversa amministrazione…

Saluti.

Stefano Banda

Articolo su Città Oggi, senza parole…

L'edicola al Palo

Sulla notizia riportata da CittàOggiWeb della chiusura dell’edicola del Palo, che ha avuto grande eco in paese e che riportiamo in coda, riceviamo e pubblichiamo…

Che dire?

Va rimarcata l’inefficienza dell’amministrazione comunale che ha smarrito i documenti e che gli interessati stessi hanno dovuto fornire di nuovo, quindi oltre al danno c’è anche la beffa di vedersi togliere la licenza.

Inoltre, resta il fatto che la zona sud di Vittuone resterà senza un’edicola, quindi chi vorrà comprare il giornale dovrà andare in piazza Italia oppure nella zona della stazione, dove di edicole ce ne sono ben due nel raggio di 200 metri.

Ma vuoi vedere che un’edicola nuova di zecca aprirà, tanto per cambiare, nel Destriero?

Staremo a vedere…


Stefano Banda


20 Gennaio 2012
Perplessità da parte dei titolari dell’attività che continua da un ventennio

L’edicola del ‘Palo’ chiuderà per sempre

Vittuone E’ un’edicola storica a Vittuone, ma da lunedì prossimo la clèr non sarà più alzata. Un chiosco che per i vittuonesi era un punto di riferimento sparirà per sempre. Tiziana, la titolare col marito Luciano Del Giudice dell’edicola Red al Palo nella piazzetta che dà su via Milano con lettera al 27 dicembre hanno ricevuto lo sfratto e il 31gennaio devono riconsegnare le chiavi al comune. L’edicola la gestiscono da tanti anni, forse venti. Prima lavoravano entrambi al Corriere, nei poligrafici e nella pubblicità.

Da tempo (un paio d’anni) chiedevano al comune cosa avesse intenzione di fare della loro licenza, ma il comune aveva perso la documentazione, allora loro due senza perdere le speranze gliel’hanno riportata. “Adesso questo fulmine a ciel sereno – spiegano - Il dirigente comunale ha spiegato che la giunta si è riunita e ha deciso che non interessa più avere un’attività in quella posizione, che dovrebbero fare un bando e che comunque con la liberalizzazione delle licenze noi possiamo andare da un’altra parte”.

Tuttavia, Tiziana e Luciano dicono: “Se ripartiamo dobbiamo accollarci un mutuo per riarredare un negozio e pagare l’affitto. E poi: se loro non riconsegnavamo i documenti cosa sarebbe successo?”.
CittàOggiWeb

Farmacia comunale al Destriero: dichiarazioni dell’amministrazione senza nessun pudore

Ora anche Vittuone potrà essere iscritto al Guinness dei primati come unico Comune che possiede una farmacia comunale non accessibile ai pedoni. Il sottopasso ciclopedonale di collegamento fra il centro abitato di Vittuone ed il destriero, previsto dalla convenzione di lottizzazione, non è stato ancora iniziato nonostante il Sindaco avesse promesso in Consiglio Comunale che i lavori sarebbero iniziati nell’agosto 2009.

Senza pudore la dichiarazione degli amministratori che ora i Vittuonesi “avranno a disposizione una seconda (farmacia) fornita ed estremamente comoda per chi facendo la spesa o un po’ di shopping, dovesse ricordarsi di aver terminato qualche farmaco o di aver bisogno di acquistare alcuni medicinali”.

Dichiarazioni da confrontare con quelle che la stessa amministrazione comunale aveva rilasciato, in occasione della delibera per la nuova farmacia, di voler “garantire servizi sempre migliori e diffusi sul territorio” e di tutelare “soprattutto le fasce sociali di cittadini più deboli (per es. anziani, disabili) e offrire “un servizio nelle zone meno fornite del paese”; l’apertura e la localizzazione di una nuova farmacia doveva quindi essere coerente con i principi di tutela dei bisogni della cittadinanza sopra evidenziati. Difficile immaginare che un anziano o ancor di più un disabile, possa raggiungere la nuova farmacia senza mezzi.

Ecco infatti il sistema per accedere al centro commerciale per chi è a piedi.

E’ questo il servizio che si voleva dare soprattutto alle fasce sociali di cittadini più deboli (per es. anziani, disabili), la comodità che un vittuonese si aspettava oppure attendeva un servizio da utilizzare in caso di bisogno, per esempio durante i turni festivi e notturni?


Settembre 2014
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