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Gli impegni presi dai lottizzanti del centro commerciale: vogliamo chiarezza e osservanza delle regole!

Il centro commerciale fu approvato definitivamente in Consiglio Comunale dall’amministrazione Portaluppi nel dicembre 2006. La delibera prevedeva anche una serie di impegni del lottizzante nei confronti dei Vittuonesi. Nel dicembre 2007 quest’accordo fu variato inserendo i lavori della piscina e conseguentemente furono approvati i progetti esecutivi delle nuove opere previste. Dopo cinque anni è stata realizzata solo una parte dei lavori a carico dei lottizzanti previsti nell’accordo, mentre alcuni si son persi per strada, altri sono stati variati o affidati ad altri, senza che il Consiglio Comunale, che aveva deliberato gli impegni del lottizzante, sia stato minimamente coinvolto. Lavori e forniture che dovevano essere eseguiti dal lottizzante ora saranno a carico del gestore del palazzetto-piscina, mentre altri interventi sono addirittura scomparsi, come il Parco Urbano a sud del centro commerciale che è rimasto area di cantiere. Si ignora anche cosa ne sarà del sottopasso ciclopedonale, mai realizzato, anche se il Sindaco in Consiglio Comunale aveva garantito che i lavori sarebbero iniziati ad “agosto” in concomitanza con la diminuzione di traffico per il periodo feriale. Di mesi di agosto ne son passati tre ma il sottopasso è sempre rimasto sulla carta. Una regola, facilmente intuibile da tutti, stabilisce che chi approva un atto, in questo caso il Consiglio Comunale, è anche quello che lo varia o lo elimina. A Vittuone non è così e solo alla fine dei lavori probabilmente verrà chiesto di ratificare quello che altri hanno deciso. Novità invece per quello che doveva essere il bosco urbano di mitigazione ambientale, l’area di fronte al destriero dove si snoda una pista che dovrebbe collegarsi al già ricordato sottopasso. Dopo diverse nostre segnalazioni e del circolo locale di Legambiente (Associazione VIT.A), che mettevano in evidenza che oggi il bosco è un cimitero di piante morte, il Comune si è deciso ad intervenire per “riordinare l’area a verde” con un nuovo progetto che prevede nuove essenze da piantumare, il ripristino dell’impianto di irrigazione e la manutenzione per tre anni, per la “modica” spesa di 61.281,66€ IVA inclusa, che sarà interamente rimborsata dal lottizzante del centro commerciale. Un bosco di mitigazione che alla fine costerà circa 420.000€, una vera esagerazione non solo di questi tempi.

A cura del Capogruppo Consiliare Enrico Bodini

Le previsioni sull’ultimazione lavori della piscina realizzata dal Centro Commerciale: quando si rasenta il ridicolo.

Il 21.11.2009 viene concessa la prima proroga dell’ultimazione dei lavori al 31.07.2010;

Il 11.06.2010 viene concessa la seconda proroga dell’ultimazione dei lavori al 12.03.2011

Il 07.03.2011 viene concessa la terza proroga dell’ultimazione dei lavori al 15.05.2011;

Il 30.05.2011 viene concessa la quarta proroga dell’ultimazione dei lavori al 30.06.2011;

Il 08.07.2011 viene concessa la quinta proroga dell’ultimazione dei lavori al 30.09.2011;

Il 01.10.2011 viene concessa la sesta proroga dell’ultimazione dei lavori al 31.10.2011;

Lunedì prossimo quindi i lavori dovrebbero essere finalmente finiti! Lo verificheremo. Ora aspettiamo la realizzazione del sottopasso ciclopedonale per il Centro Commerciale

A cura del Capogruppo Consiliare Enrico Bodini

Mercoledì 8 giugno raduno dei referendari al Destriero

Sabato 4 giugno presidio pro referendum al mercato di Sedriano

Sabato 4 giugno, dalle 9,00 alle 12,00, in collaborazione con il PD di Sedriano, il comitato “Democratici per l’acqua bene comune” organizza un presidio sui referendum al mercato di Sedriano.

Inoltre, a partire da questa sera, il comitato è presente con un proprio stand alla Festa Democratica di Cornaredo, in programma al centro sportivo “Sandro Pertini” fino al 12 giugno.

L’8 giugno, infine, grande raduno dei referendari del magentino presso il parcheggio del centro commerciale Il Destriero di Vittuone.

Vai a votare il 12 e il 13 giugno e vota SI a tutti e quattro i quesiti.

Impediamo che il Servizio Idrico Integrato (ossia tutta la rete dell’acqua) venga obbligatoriamente messa sul mercato entro il 31 dicembre 2011 (primo quesito); che i privati possano fare profitti sull’acqua (secondo quesito); che si ritorni a costruire centrali nucleari sul territorio italiano (terzo quesito); che il capo del governo e i suoi ministri possano sottrarsi ai processi ricorrendo al legittimo impedimento, perché la legge è uguale per tutti (quarto quesito).

Per dire no a tutto questo, ossia per abrogare queste leggi volute dal governo Berlusconi, è necessario votare SI sulle quattro schede.

8 giugno: raduno dei referendari al Destriero

Ecco l’attività fisica voluta dal Comune per salvaguardare la salute dei cittadini

La sospirata seconda farmacia comunale sta arrivando, ma sarà all’interno del Destriero. Così, un servizio utilizzato principalmente dagli anziani sarà irraggiungibile dai pedoni a meno che, adeguandosi, non si faccia come indicato dalla foto. È ormai noto che l’autorizzazione all’apertura del Destriero era subordinata anche alla realizzazione di un sottopasso ciclopedonale alla strada provinciale; poi però il centro commerciale è stato aperto, affermando che i lavori del sottopasso sarebbero iniziati nel periodo feriale per questioni di traffico. Sono passati anni ma il sottopasso non c’è. Fra poco inizierà la campagna elettorale e allora…..chissà mai che….

Parole, parole, parole: un’amministrazione comunale che dice di fare invece che fare!

La sistemazione del parco della Villa Venini e la predisposizione dell’area attrezzata per camperisti previste dall’amministrazione comunale per quest’anno sono state rinviate all’anno prossimo (come da Programma triennale delle opere pubbliche, già commentato nella nostra news del 6 novembre). Durante la discussione del bilancio 2010 in Consiglio, vista la difficile situazione economica del Comune (dopo l’approvazione dei debiti fuori bilancio il disavanzo economico 2009 è di oltre 500 mila euro), il nostro gruppo aveva chiesto di diluire in più anni gli impegni finanziari per nuove opere e di privilegiare le manutenzioni straordinarie delle strade e del patrimonio immobiliare comunale, come ad esempio, la casa del custode delle scuole medie abbandonata da anni. Proposta naturalmente rigettata sdegnosamente; ma il risultato è sotto gli occhi di tutti i Vittuonesi: opere rinviate ed edifici pubblici e strade che vanno letteralmente a pezzi.

Occorre anche terminare i lavori in corso a carico dei lottizzanti del centro commerciale:

il palazzetto con piscina, iniziato prima delle elezioni 2007

il collegamento ciclopedonale del centro commerciale, ancora privo del sottopasso alla strada provinciale e con la pista che si ferma di fronte al guard-rail

i lavori, da riprendere, fatti per 356 mila euro al bosco di mitigazione ambientale di fronte al destriero: ora più che bosco è un cimitero di piante e cespugli morti invaso da erbacce.

Dai nostri amministratori vogliamo meno parole e promesse e più fatti!

Come vengono spesi i nostri soldi………….

I lavori e le forniture per questo “bosco urbano” nella convenzione fra Comune e lottizzanti del centro commerciale sono stati valutati oltre 356 mila euro. Dovrebbero esserci 20 mila fra arbusti, piante officinali ed erbacee perenni ed oltre 150 alberi dal costo cad di 350 – 400 euro. Di sicuro c’è che qui sono nate “erbacce perenni” in gran quantità, fra cui l’artemisia… che il Comune invita i privati cittadini con un ordinanza ad estirpare, ma presente in gran quantità su questo suolo pubblico.

L’Amministrazione si assuma la responsabilità del centro commerciale e di tutti i danni futuri conseguenti

Per quanto ridimensionato nella sua superficie totale, un insediamento di questa portata produce un impatto su molteplici livelli per Vittuone e per tutta l’area del Magentino: un territorio dove l’offerta dei centri commerciali presenti soddisfa già pienamente la domanda, come dimostrano gli studi e il piano del commercio da voi stessi commissionato.

Un intervento, dunque, superfluo dal punto di vista commerciale:
sono già evidenti gli effetti negativi sul lungo periodo del modello di insediamento di questi centri, che nel settore si definisce ‘policentrico’, ma che volgarmente si può riassumere nel “ogni cittadino ha il suo centro commerciale a 5 minuti di macchina di casa”. Essi sono principalmente tre: il danno ambientale (e quindi della salute delle persone) su ampio raggio, quello economico per i piccoli negozianti, quello sociale per la disgregazione del centro storico e la conseguente periferizzazione (con possibili derive di disagio sociale e microcriminalità). Nessuno dei “benefici” che avete richiesto sull’altro piatto della bilancia risulta sostanziale per mitigare questi effetti.

Dal punto di vista ambientale, basterebbe un giro d’elicottero sul magentino e tutto l’ovest milanese per rendersi conto di quanto è cambiato il nostro territorio negli ultimi dieci anni, spesso per la sommatoria di decisioni poco prudenti di amministratori che non sapevano ergersi a una visione prospettica delle cose, in ottica di lungo periodo.
Speravamo che avere sotto gli occhi gli effetti del progetto TAV intorno a noi facesse rabbrividire come tanti altri anche gli amministratori, che da destra e sinistra, hanno dovuto ingoiare l’amaro boccone, magari giustificandolo a se stessi e ai concittadini con l’arrivo di nuove entrate, opportunità, altri “benefici”.

I dati sulla qualità dell’aria dimostrano chiaramente che le percentuali di monossido di carbonio, biossido di azoto, ozono e idrocarburi, originati quasi esclusivamente dal traffico sulla SS11 e la SP34 siano molto al di sopra della soglia di tollerabilità. Anziché affrontare questi problemi, ci viene proposta la creazione di centri che richiamano ancora più automobili, anche da zone esterne alla città (è noto che l’unità di misura della redditività di un centro Commerciale si misura dalla quantità di macchine, espressa in migliaia, attirate a riempire i suoi parcheggi).
Ai centri commerciali si accede esclusivamente con l’auto per spese settimanali che hanno come uniche dimensioni la grandezza del carrello della spesa, l’ampiezza del baule della vettura e la disponibilità della carta di credito.
A Vittuone, addirittura, ci permettiamo di liberare un insediamento ai limiti del Parco Sud, valutando più importante la locazione strategica per la catena di distribuzione che la tutela del nostro patrimonio ambientale. Una scelta miope e dannosa negli anni a venire per la nostra salute, a prescindere che il cuore batta a destra o sinistra.

Le opportunità per assorbire e riqualificare i commercianti locali nei centri commerciali, come è dimostrato da casi sparsi in tutta la Lombardia e non solo, hanno un tasso di successo non così elevato da giustificare la rovina economica di questi negozi, con tutti i problemi familiari ad essi conseguenti.
Superato il dualismo negozio-supermercato, la grande distribuzione cerca di unificarli, eliminandone la concorrenza, cercando di inglobare o attirare i piccoli esercizi nello spazio della distribuzione di massa. I negozi che vengono importati nelle gallerie dei centri commerciali, considerato il prezzo degli affitti (o meglio, affitti più royalties) solitamente fanno parte di catene create apposta per la vendita affiancata alla grande distribuzione o in franchising.
Si determina uno scadimento delle merci e dell’assortimento, fino a creare un ‘appiattimento’ commerciale nei dintorni, tale da permettergli, in una posizione di monopolio, di imporre i loro assortimenti di vendita.
Dovendo chiudere le piccole realtà – che già faticano per la stagnazione dell’economia che purtroppo perdura da troppi anni – muore il centro storico, peraltro già vuoto a sufficienza. Anziché rivitalizzare il centro e creare spazi di socializzazione, si sposta il Centro nel centro (commerciale). Il centro diventa periferia, la periferia centro.
Si contribuisce a perdere la tradizione, il tessuto sociale, la chiacchierata, la socializzazione, l’incontro, il dialogo, la qualità, la solidarietà di paese; a incentivare, dall’altra parte, la divisione, l’indifferenza, la periferizzazione, la cultura della fretta e dello sconto ostentato, l’illusione del beneficio che può essere del portafoglio ma sicuramente mai della comunità. A Milano è sotto agli occhi di tutti come diventano le periferie senza i piccoli negozi di zona, e come devono difendersi i piccoli negozianti con l’aumento della criminalità. L’aumento di episodi di criminalità nella nostra zona negli ultimi tempi, come era logico aspettarsi, richiede già di per sé una strategia che non può ridursi alla dislocazione qua e là di presidi delle forze dell’ordine. Può stimolare la sensazione di protezione, ma occorre nei fatti un piano più organico, che parta ad esempio da politiche sociali, d’integrazione, di lavoro, di recupero, mirate.

Un altro aspetto che bisogna smentire e che è stato propagandato falsamente: la creazione di nuovi posti di lavoro. La maggior parte della nuova occupazione proviene da altri supermercati meno redditizi, mentre si perdono tanti posti di lavoro in piccole imprese, spesso familiari. Per non parlare del patrimonio di esperienze che buona parte dei commercianti ha maturato nel tentativo di migliorare la qualità del servizio e che andrebbe perduto, a favore di una tipologia di vendita e di rapporto con le persone necessariamente asettico e impersonale. Siamo di fronte a una struttura che può ridisegnare gli equilibri sociali ed economici di intere famiglie, quartieri, di un paese intero.

Questa Amministrazione, come tante altre in Italia a causa della riduzione dei trasferimenti dallo Stato agli enti locali, ha posto l’ICI come metro e giustificazione per trasformare il paese in una selva di palazzine. I benefici richiesti al lottizzante del Centro Commerciale sembrano ispirati alla medesima filosofia. Benefici da misurare oggettivamente a posteriori, sicuramente più utili da qui alle prossime elezioni per esaltare (o far digerire) la Vittuone che è e che sarà.
Si poteva partire dalle analisi – sul traffico, sul commercio – che voi stessi avete commissionato, e a queste avete anteposto l’offerta della società lottizzante, facendo esattamente quello che nelle ultime due campagne elettorali avevate promesso ai cittadini di non fare.

Non è stato realizzato un piano del traffico adeguato al nuovo insediamento, mentre il piano per il commercio, lo ribadiamo, considera assolutamente non necessario un centro di 15.000 mq: ai Vittuonesi, anche arrivando a 10mila abitanti, basterebbe una struttura di 3.000 mq, ossia un quinto di quello che l’Amministrazione ha avvallato, dietro la maschera dell’ICI, di palazzetti dello sport, e di altre opere fumose di cui nessun cittadino è a conoscenza, e di cui nessuno ha ancora capito l’utilità pubblica, ma che sono sufficienti per qualcuno per allestire una bella propaganda elettorale pro domo sua.

Fatto altrettanto grave, non è stato preso in considerazione il parere della cittadinanza, a parte riunioni frettolose con i commercianti, che avete dichiarato essere dalla vostra parte; come tutti gli altri cittadini che non avevano firmato la nostra petizione. Ricordiamo che Vivere Vittuone raccolse più di 700 firme in un solo mese per cercare di dissuadere la Giunta dal continuare nel progetto del cento commerciale.
Ricordiamo che nel 1998 vi siete insediati anche grazie al voto di chi – commercianti in testa – vi aveva dato fiducia perché avevate promesso che il centro non si sarebbe mai realizzato. Che nel 2002 questa promessa era già lettera morta perché, come avevamo dimostrato in campagna elettorale, avevate mantenuto i rapporti con il privato e avevate predisposto l’eliminazione di tutti i vincoli che avrebbero potuto ostacolare il piano di lottizzazione.

In conclusione, la decisione di realizzare il centro non è dei cittadini, non è avvallata dagli studi tecnici, i benefici non controbilanciano adeguatamente gli effetti negativi. La bilancia che misura il rapporto tra benefici e danni per il nostro paese e le prossime generazioni, pende fin d’ora da quest’ultima parte.
Ci auguriamo che la Giunta e la maggioranza, votando a favore, abbiano la coscienza di prendersi la gravissima responsabilità.

Il Centro del Sindaco Tenti

Se il TAR non accoglierà il ricorso presentato dai cittadini di Castellazzo e di molti commercianti, la vicenda del Centro Commerciale a Vittuone, iniziata otto anni fa, sarà conclusa. L’Amministrazione Tenti-Portaluppi, che aveva battuto Baglio promettendo che il centro non si sarebbe mai realizzato, si è smentita ancora una volta e ha voluto cogliere quella che ha definito una “occasione storica per Vittuone”.
Vediamo di approfondire alcuni punti, cercando di basarci su fatti e documenti, e non alla propaganda elettorale già iniziata per le Comunali 2007.

1. OCCASIONE STORICA? Le “occasioni storiche” possono essere positive o negative. L’importante, prima di saperle coglierle, è non subirle, e cercare di valutarne gli effetti non solo nell’immediato, ma in un’ottica di lungo periodo. Il Centro Commerciale sarà definitivamente la morte della Vittuone come “paese”. Il Centro storico, già socialmente ed economicamente povero, sarà definitivamente svuotato di valore quando vedremo chiudere gli ultimi negozi. Di certo, questa Amministrazione non può fingere di avere “colto” un’occasione al balzo: i rapporti con la società commerciale erano stati mantenuti fin dal ‘98. La maggioranza si giustifica dicendo di aver soppesato pro e contro: noi abbiamo sempre chiesto che in questa decisione fossero coinvolti direttamente i cittadini. Questo, in 8 anni, non è mai stato fatto. La vera occasione perduta è Villa Venini, un patrimonio di Vittuone finito in mano privata.

2. UN CENTRO INUTILE. Il Piano del Commercio commissionato da questa Amministrazione ha giudicato superfluo il centro commerciale, perché per una Vittuone di 10mila abitanti basterebbe aggiungere agli esercizi esistenti uno store di 3000mq. I centri commerciali da Settimo a Magenta, poi, soddisfano già la domanda di tutto il magentino. D’altro canto, molti piccoli esercizi del paese dovranno chiudere o spostarsi altrove. Il gestore offrirà uno sconto del 20% sugli affitti ai commercianti vittuonesi per il primo anno. Come è noto, gli affitti e le royalties nelle gallerie dei centri sono così elevati che solitamente resistono solo catene in franchising o appositamente create. Più che sfida da libero mercato, si tratta di selezione naturale.

3. NUOVI POSTI DI LAVORO? L’Amministrazione Tenti-Portaluppi ritiene di portare circa 500 nuovi posti di lavoro, e ha “ottenuto” dal lottizzante un occhio di riguardo per i vittuonesi e, in particolare, le donne. Sono false speranze, malignamente strumentali, come già in occasione della raccolta di curricula per la residenza anziani. Il privato selezionerà il personale in base a propri requisiti che nessun Comune gli potrà imporre, come Tenti stesso ha confermato in Consiglio Comunale. Nelle maggior parte dei centri commerciali, poi, i contratti sono part-time, a termine, o precari. Anche noi, nell’attuale crisi del mercato del lavoro, sosteniamo che qualsiasi opportunità è ben accetta, ma senza illudere con il miraggio di posti di lavoro sicuri a scopo elettorale.

4. MEGLIO QUI, CHE SEDRIANO O ARLUNO. Premesso che la realizzazione del centro non preclude affatto quelli futuri a Sedriano, Arluno o altri paesi (dove sono già in programma), l’argomentazione “forte” pare essere: meglio guadagnarci noi in ICI, palazzetti, rotonde ecc. degli altri Comuni. Questa è la logica, dominante a destra e sinistra, che valuta le opere solo in termini di entrate per il proprio Comune e non di interesse generale del territorio. Basta il buon senso, prima delle analisi ambientali, per osservare come il magentino è già abbastanza stressato per sostenere un aumento del traffico e dell’inquinamento. Comuni e Provincia devono aspettare i soldi dei centri commerciali o della TAV per migliorare la viabilità? Se è così, siamo almeno onesti nel riconoscere che le rotonde sulla Statale 11 erano già necessarie, e che un altro Centro aggiungerà altro traffico sul territorio di Vittuone. Come dire: riceviamo benefici, ma nel complesso la situazione non migliorerà di certo.

5. PALAZZETTO DELLO SPORT. Anziché parlare degli effetti negativi che deriveranno dal Centro commerciale, l’Amministrazione Tenti-Portaluppi esalta il futuro palazzetto, nuovo fiore all’occhiello per le prossime elezioni insieme alla Residenza Anziani. Non hanno saputo valorizzare un cinema-teatro, non sono riusciti ad aprire la Residenza Anziani per i tempi previsti (oppure lo faranno giusto una settimana prima delle elezioni?), non hanno rilanciato una biblioteca e un centro sociale un tempo invidiati in tutto il magentino, sono quasi riusciti a far scoppiare un “caso” per le mense scolastiche. Ci hanno messo 8 anni per capire che Vittuone ha bisogno di spazi di aggregazione ma, visti i precedenti, abbiamo qualche dubbio sulle capacità di gestione. Si demanda tutto alle capacità (e ai profitti) del privato di turno, talvolta senza un adeguato controllo e una programmazione organica dei servizi, soprattutto a favore delle fasce più deboli.

Come consiglieri di Vivere Vittuone abbiamo sempre cercato in questi anni di rilevare queste incongruenze e di spingere l’Amministrazione a coinvolgere direttamente i cittadini, per valutare oggettivamente quali fossero i benefici nell’interesse di tutti, al di sopra del colore politico di parte. Avevamo proposto un referendum e incontri pubblici sul centro commerciale, ma questi Amministratori si sentono legittimati a poter fare e disfare e svendere aree del Comune, forti del consenso elettorale, e sicuri che i cittadini li premieranno ogni volta.
Ora vendono i 60 giorni successivi alla presentazione del piano di lottizzazione, previsti per legge ad accogliere le osservazioni dei cittadini, come l’occasione per ascoltare la loro voce.
Solo tra qualche anno vedremo il centro commerciale, e valuteremo alla prova dei fatti i “benefici” scelti da questa Amministrazione.
Di sicuro Vittuone sarà meno dei vittuonesi. In questo senso Tenti e la sua maggioranza hanno già fallito.

Il Gruppo Consiliare di Vivere Vittuone