Articoli marcati con tag ‘berlusconi’

Ore decisive per il destino del Paese

Finalmente!

Dopo aver provocato il suo completo isolamento a livello internazionale, fatta eccezione per il suo amico Putin e per qualche altro leader di paesi di dubbia credibilità; dopo la totale sfiducia nei suoi confronti manifestata inconfutabilmente dai mercati; dopo aver esasperato fino all’inverosimile la gran parte del popolo italiano, finalmente Silvio Berlusconi ci ha fatto la grazia di togliersi dai piedi!

Certo questo non è ancora il momento della sua sparizione dalla vita politica italiana, non lo può essere, visto che la sua gestione della cosa pubblica è stata essenzialmente privatistica, ha pensato cioè esclusivamente ai suoi interessi, anteponendoli a quelli del Paese, ed è perciò scontato che tenterà ancora, in ogni modo, di condizionare la vita politica italiana al fine di tutelarli ulteriormente.

Diciassette anni di berlusconismo ci lasciano, in ogni caso, una situazione drammatica dal punto di vista economico e sociale, con una nazione umiliata e offesa, sull’orlo di un drammatico baratro: il fallimento del sistema paese.

Salvo colpi di scena lunedì dovremmo avere un nuovo governo guidato da Mario Monti e speriamo che questo serva a rassicurare i mercati. Non avrà vita facile il nuovo governo. Pdl e Lega sono partiti populisti e antipolitici, e perciò pericolosi.

La Lega è già pronta a recitare il suo ruolo barricadero e secessionista; Berlusconi è pronto a ricollocare le sue pedine a difesa dei suoi interessi al grido di “Traditori” verso chi, nel suo partito, appoggerà con convinzione il governo Monti.

E’ uno scenario complicatissimo all’interno del quale il PD, da tempo, ha espresso una posizione chiara ed onesta: prima di tutto c’è l’Italia, c’è l’esigenza di discontinuità e c’è l’esigenza di misure eque. Il segretario Bersani lo ha detto chiaramente: “Nell’immediatezza l’Italia ha bisogno di dare un segno di scossa, di cambio di passo e di un volto che dica al mondo che l’Italia non è quella di Berlusconi”.

Faremo la nostra parte con coraggio e lealtà a difesa esclusivamente dell’interesse generale del Paese. Se questa disponibilità dell’opposizione non dovesse essere colta, se il PDL farà prevalere ancora una volta interessi particolari e tatticismi, dimostrerebbe fino alla fine quale sciagura sia stata per l’Italia affidarsi a Berlusconi e ai suoi servitori.

Dimissioni!

I deliri di Berlusconi demoliscono il Paese

di Anna Finocchiaro

Le parole di Berlusconi vanno ormai “al di là del bene e del male”. Siamo al delirio di chi non si rende conto della situazione, sia interna alla sua maggioranza che generale del Paese. Gli attacchi alla magistratura, nella quale ci sarebbero schegge eversive e contro la quale si invoca ancora una volta una commissione di inchiesta, sono insostenibili. Non si può più tollerare un Presidente del Consiglio che attacca i poteri e le istituzioni dello Stato italiano e che, in un grave momento di crisi interna e internazionale, continua imperterrito, peraltro tra battute di dubbio gusto, a preoccuparsi dei propri interessi invece che di quelli generali del nostro Paese. Così il Premier e la sua coalizione demoliscono l’Italia. Per non parlare del “Forza Gnocca” e del “Fatti scopare” rivolto da esponenti della maggioranza ad una nostra deputata. Queste, come quelle sulla Padania, non sono solo battute, ma lo specchio della visione del Paese che hanno il premier e la sua coalizione: arretrata, volgare e squallida.

Abbiamo toccato il fondo!

Riceviamo e volentieri pubblichiamo…

Adesso basta!

Ciò che è stato predetto da molti qualche mese fa si è puntualmente avverato: Berlusconi alla fine ce l’ha fatta e ci ha trascinati nel baratro. Anzi, ci ha buttati dentro con una bella spinta. Il declassamento dell’Italia da parte delle agenzie di rating d’altra parte parla da solo, e non è un declassamento di poco conto. Non uno, non due, bensì TRE livelli in un colpo solo, quasi il colpo del KO per il nostro Paese.

Certo, da più parti si dice che il mondo è in pugno a questi pochi individui a capo di queste agenzie di rating, ma volenti o nolenti con loro bisogna fare i conti, anche se non si vorrebbe.

Inutile girarci intorno, sotto la loro scure, oltre all’Italia, ci sono finite la Grecia, la Spagna, l’Irlanda e persino gli USA, il che è tutto dire.

Comunque, tornando a Berlusconi, è sufficiente leggere l’editorale pubblicato oggi da Ferruccio De Bortoli sul “Corriere Della Sera” on line per avere un quadro della situazione chiaro che più chiaro non si può.

Ormai il dittatore (perchè di questo si tratta) non si occupa più del Paese, se mai l’ha fatto, ma dei suoi affari personali, e dopo aver salvato i suoi complici in Parlamento, ora non pensa ad altro che a mettere il bavaglio a internet per evitare che venga diffusa la verità sul suo conto, mascherando il tutto con il DDL sulle intercettazioni. Un po’ come avveniva 70 anni fa in pieno regime fascista, quando il duce doveva essere incensato e osannato anche se si rendeva protagonista di nefandezze inenarrabili, e dove chiunque si permetteva di sollevare una pur velata critica, anche inconsapevole, veniva imprigionato, quando non torturato.

D’altra parte lo si era visto anche ad agosto, quando le manovre economiche venivano fatte e disfatte nel giro di poche ore, e quando ne è stata varata una fatta quasi esclusivamente di tasse e balzelli. Di tagli ai costi della politica e ai privilegi della casta, di liberalizzazioni e riforme vere, di rilancio dell’economia “spicciola” (ossia quella delle famiglie, non delle imprese) neppure l’ombra.

E quand’anche tali riforme dovessero arrivare (?) di certo ormai la nostra immagine è del tutto compromessa, all’estero ormai siamo additati come una nazione governata da pagliacci, saltimbanchi, mafiosi, evasori fiscali, showgirls e prostitute.

Ormai credo che Berlusconi non sia più nemmeno sano di mente. In un momento simile non rivolge neppure un pensiero al proprio Paese ma si limita a studiare un modo sicuro per salvaguardare se’ stesso dagli innumerevoli processi in cui è implicato, cercando ripetutamente di varare leggi “ad personam” senza alcun ritegno ne’ vergogna, anche contro il parere autorevole del Capo dello Stato. Vede complotti e comunisti ovunque ed arriva addirittura a dichiarare che il declassamento del debito dell’Italia sia una manovra politica, che nulla ha a che fare con le reali condizioni economiche del Paese ma teso esclusivamente a tentare di “farlo fuori”. Pazzesco, siamo al delirio più totale ed assoluto.

D’altra parte, anche nella sua stessa maggioranza è ormai opinione diffusa che egli sia ormai arrivato al capolinea. Persino i suoi più stretti collaboratori si rendono conto che in questo modo, ogni giorno che passa la prospettiva delle elezioni anticipate diventa sempre più reale, e che tali elezioni sarà praticamente impossibile vincerle a meno di non adottare il metodo Mussolini, ovvero mettere fuorilegge tutti i partiti politici tranne il PDL.

E si rendono anche conto che, oggi come oggi, se lui va a fondo vanno a fondo anche loro, tutti, nessuno escluso, da Tremonti a Brunetta passando per Alfano e la Gelmini. E non è una bella prospettiva…

Quindi, che fare adesso?

Un’altra manovra economica sarebbe inutile e dannosa, perchè certamente sarebbe ancora “lacrime e sangue” (per noi) e probabilmente sarebbe la classica goccia che fa traboccare il vaso scatenando rivolte popolari come in Grecia. E poi, come dicevo prima, sarebbe destinata inevitabilmente ad essere sottovalutata dai mercati europei, bollata come l’ennesimo tentativo di salvare la faccia da parte di una Nazione inaffidabile.

L’unica soluzione sarebbero le dimissioni di Berlusconi, ma nel suo delirio di onnipotenza dubito molto che ciò avvenga.

Non resta che sperare, ancora una volta, nella saggezza e nel buon senso di Napolitano, che abbia il coraggio di sciogliere le camere e mandare i cittadini alle urne.

Speriamo…

Stefano Banda

Il Patto!

Appello unitario al presidio: Salviamo l’Italia. Berlusconi dimettiti!

Giovedì 22 settembre ore 18 piazza San Babila
Il Partito Democratico invita i cittadini, le associazioni, i  movimenti, i sindacati, i partiti del centrosinistra a partecipare al  presidio per chiedere le dimissioni immediate del premier Silvio  Berlusconi.

Silvio Berlusconi non ha più la credibilità per chiedere agli italiani  sacrifici e un impegno per il cambiamento e con la sua incapacità a  governare sta facendo fare al paese solo passi indietro.

Liberi l’Italia, si dimetta!

Non è più nemmeno una questione politica, ma di sopravvivenza del  nostro Paese.  Le sue manovre economiche sono timide, impoveriscono i  cittadini che hanno già pagato troppo, soffocano i servizi degli enti  locali e non sono in grado di creare opportunità di lavoro e  far  crescere l’economia del nostro Paese. Il suo principale alleato, la  Lega di Bossi, grida per l’ennesima volta alla secessione, per  nascondere i propri fallimenti sul federalismo, sulla politica  economica e per ripulirsi frettolosamente da tutte le leggi ad
personam che ha votato. I suoi ministri non hanno più alcuna  autorevolezza per proporre riforme.

L’Italia ha bisogno di guardare oltre. Con la sua incapacità a  governare e con l’impaccio dei suoi interessi personali il suo Governo  è diventato un ostacolo alla riscossa dell’Italia.

L’Italia ce la può fare, dispone di energie e di risorse positive. È  ora di unire tutti coloro che vogliono cambiare. È il momento di  metterci la faccia tutti, senza esitazioni. Ci rivolgiamo quindi agli  iscritti e simpatizzanti del Partito Democratico, ai cittadini, alle  associazioni milanesi, ai sindacati, ai movimenti di pensiero e  politici, ai partiti dell’intero centrosinistra e a tutti coloro che  in modo civile e pacifico intendono cambiare il destino del nostro  Paese. Chiediamo a tutti di aderire al presidio di giovedì 22  settembre alle ore 18 in piazza San Babila a Milano.

Roberto Cornelli, segretario metropolitano del Pd
Francesco Laforgia, coordinatore cittadino del Pd

BERLUSCONI, VISTO CHE MARTEDÌ “SCAPPA” IN EUROPA, CERCHI ALMENO DI SOSTENERE LA SUA MANOVRA

COMUNICATO STAMPA

PATRIZIA TOIA, EURODEPUTATO DEL PARTITO DEMOCRATICO

VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE INDUSTRIA, RICERCA ED ENERGIA

Milano, 12 settembre 2011 – «Per carità di patria, anzi per carità di istituzioni, vorrei evitare di commentare le ragioni che spingono il Premier a precipitarsi proprio di martedì nelle “capitali” delle istituzioni europee», ha affermato Patrizia Toia, eurodeputata del Partito Democratico.

«Vorrei, invece e soprattutto, formulare un auspicio per rivolgergli un appello: approfitti davvero dell’occasione (anche strumentale) per sostenere la forza e le potenzialità dell’Italia agli occhi di Barroso e di Van Rompuy, Presidenti della Commissione e del Consiglio Europeo», ha continuato Toia.

«Approfitti dell’occasione per dire che siamo un Paese che saprà affrontare le difficoltà con senso di responsabilità, che saprà onorare gli impegni, che saprà anche cambiare passo e ritrovare comportamenti virtuosi e buone prassi.

Approfitti dell’occasione per parlare con le parole e con le idee del Presidente Napolitano, mettendosi sulla sua stessa lunghezza d’onda, rafforzando e non indebolendo la meritoria azione del Presidente della Repubblica, al quale dobbiamo il merito e la riconoscenza per le residue attenzioni che ancora l’Europa riserva all’Italia.

Infine, eviti a Strasburgo e a Bruxelles di dare ulteriore discredito all’Italia.

Abbiamo capito tutti che mai come oggi l’economia e la finanza hanno bisogno di politica e di buona politica».

«Presidente Berlusconi eviti soprattutto di screditare parti essenziali del Paese come la magistratura, l’informazione e anche l’opposizione che, in democrazia, è parte delle istituzioni.

Speriamo!», è l’esortazione con cui conclude Patrizia Toia.

Crisi: alla fine siamo al punto di non-ritorno

Riceviamo e volentieri pubblichiamo…

Se non siamo all’effetto-Grecia, poco ci manca.

Come già ipotizzato un paio di mesi fa, questo governo agonizzante sta letteralmente uccidendo il Paese dal suo interno. Il cancro che Berlusconi indicava nella sinistra, oggi si riscopre essere lui stesso e la sua maggioranza, divorata da lotte intestine in un “tutti contro tutti” di cui non si vede via d’uscita.

E questo lo dico, naturalmente, con il massimo rispetto nei confronti di chi con il cancro ci combatte, e chiedo da subito scusa se qualcuno può sentirsi toccato o offeso da questa mia affermazione.

In principio, poco dopo le politiche del 2008, c’era la storiella della “…crisi che non esiste, creata ad arte dai media…”, forse senza pensare che lui stesso ha quasi il monopolio nazionale di TV e carta stampata. Chi è causa del suo mal…

Poi, nel 2010 la timida ammissione che “…l’Italia sta uscendo dalla crisi prima e meglio di tante altre Nazioni…”.

Ad agosto di quest’anno invece il brusco e tragico risveglio: la crisi non solo è cominciata da tempo ma è più feroce che mai, e purtroppo ha aggredito con violenza anche il nostro Paese, che si ritrova improvvisamente a far compagnia a Irlanda e Portogallo sull’orlo del baratro. Tant’è vero che lo stesso Tremonti dichiara che “…la crisi c’è da tempo, l’abbiamo ereditata dal passato (e ti pareva…) e non possiamo sapere quando finirà…”.

In una simile devastazione, questo governicchio fatto di dilettanti, showgirls (a proposito, qualcuno ha notizie di Carfagna, Brambilla e Gelmini?Vaporizzate?), inquisiti e faccendieri più o meno onesti, si ritrova a varare ben tre manovre economiche nel giro di pochi mesi, nessuna delle quali però si rivela sufficiente a riparare le devastazioni fatte da questi personaggi, che per anni hanno nascosto la polvere della crisi e della recessione sotto il tappeto dei sorrisi di circostanza, delle bugie e delle leggi ad personam.

E di sicuro non è un caso che il Capo dello Stato abbia recentemente bacchettato la maggioranza di governo per aver tenute nascoste molte verità in questo senso nel recente passato.

Ed è proprio di poco fa la notizia che anche l’ennesima proposta di manovra, abbozzata solo il giorno prima, è ancora fonte di ripensamenti, scontri e litigi tra PDL e Lega, una manovra in cui per l’ennesima volta si evita accuratamente di andare a pestare i piedi ai “compagni di merende” di Berlusconi (banchieri, imprenditori, evasori fiscali, petrolieri, eccetera) e si dà addosso alla parte onesta del Paese, (lavoratori dipendenti, studenti, pensionati), cioè coloro che vivono del proprio lavoro, che le tasse le pagano all’origine fino all’ultimo euro e non hanno la possibilità materiale di evadere.

Per tacere, ovviamente, dei pubblici dipendenti, trattati come un bancomat da cui prelevare il necessario per arrichhire i disonesti.

Il contributo di solidarietà? Sparito, ovvio! D’altra parte Berlusconi è ricco sfondato, e una patrimoniale (perchè di questo si tratta) lo colpirebbe in prima persona.

Imposte aggiuntive sulle seconde, terze e quarte case e sui beni di lusso? Ma scherziamo? Il premier pagherebbe tutto, come si fa? Non si può!

Tassare le transazioni economiche? Assolutamente no! Con un presidente del consiglio che ha ben tre aziende quotate in borsa…

Questo è il risultato quando si ha un premier come Berlusconi, che è per definizione un conflitto d’interesse.

Questo governo, come dicevo prima, è ormai in agonia, tenuto in vita dalla bombola d’ossigeno della lega che può dettare legge e fare il bello e il cattivo tempo, e non mi stupirebbe che prima o poi i ricattatori in camicia verde arrivino ad ottenere la tanto agognata secessione della padania, che Mr.B. concederebbe pur di non far aprire una crisi di governo che significherebbe, inevitabilmente, la fine della sua carriera politica, soprattutto perchè con tutti i processi a suo carico finirebbe davanti ai giudici (e senza immunità!) trenta secondi dopo essersi dimesso.

E una crisi di governo vorrebbe dire anche il tramonto di questo centrodestra, che da quando è al governo ha solo affamato il Paese, trascinandolo col sorriso sulle labbra in una crisi di cui non si vede l’uscita.

Un centrodestra, giova ricordarlo, che predica bene ma razzola malissimo, rappresentato fin troppo bene da CERTI presidenti di provincia che dicono “Mi prendo l’auto blu più grossa perchè io sono il presidente, punto.”, o da CERTI governatori di regione che chiedono sacrifici ai cittadini parlando da bordo di uno yacht in Sardegna, come i dittatori di una repubblichetta delle banane.

Certo, ha una bella faccia di bronzo Berlusconi a dire che in questo mese di agosto lui ha sempre lavorato senza andare in vacanza. Forse bisognerebbe ricordargli che, grazie a lui, molti Italiani sono andati in vacanza “forzata” e al ritorno il loro lavoro non c’era più perchè le fabbriche in cui erano impiegati hanno chiuso.

Incrociamo le dita…

Stefano Banda

Basta Aumenti!

Siamo su un binario morto!

IL DANNO E LA BEFFA VANNO A BRACCETTO

Il Governo (Berlusconi e Tremonti) e la Regione (Formigoni e Cattaneo) non investono nel trasporto pubblico ma al contrario nel 2011 i tagli previsti dalla manovra finanziaria ammontano a 100 milioni di euro per la Regione Lombardia, compensati da aumenti di biglietti e abbonamenti che toccheranno entro l’anno quota 25% e che pagheranno i pendolari lombardi.

IL GOVERNO METTE LE MANI NELLE TASCHE DEI PENDOLARI

Il risultato? Un servizio inefficiente e inadeguato a discapito dei 600mila pendolari lombardi!

Il Pd ha misurato il degrado:

  • biglietterie presenti solo nel 30% delle stazioni
  • macchine obliteratrici mancanti o fuori uso nel 70% dei casi
  • metà delle stazioni prive di monitor informativi
  • sale d’attesa senza riscaldamento o condizionatore nel 70%, senza luce nel 50% con pareti fatiscenti nel 70%
  • wc assenti o inagibili nel 45%
  • sottopassi in stato di degrado e abbandono nel 70%
  • accesso autonomo per disabili negato nell’85%
  • parcheggi sottodimensionati rispetto alla domanda nel 40%
  • rastrelliere per la sosta delle biciclette mancanti in più del 40%
Le nostre proposte:
  • stop agli aumenti dei biglietti senza un reale e tangibile miglioramento del servizio
  • materiale rotabile rinnovato ed efficiente
  • più pulizia e comfort a bordo treno
  • rimborso degli abbonamenti nel caso di disagi gravi e ripetuti
  • riqualificazione delle stazioni in sinergia con gli enti locali
PD Lombardia

Promesse d’ Italia