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Il discorso di insediamento di Fabrizio Bagini

Lunedì scorso si è svolto il primo Consiglio Comunale dell’era Bagini. Pubblichiamo il discorso di insediamento del neo Sindaco di Vittuone.

Fabrizio Bagini, Sindaco di Vittuone

Fabrizio Bagini, Sindaco di Vittuone

Signori Consiglieri, Cari Concittadini,

è un grande onore per me assumere solennemente il ruolo di Sindaco di Vittuone e con emozione pronuncio questo giuramento di fronte a tutti Voi.

Voglio esprimere innanzitutto la mia gratitudine e confermare il mio pieno impegno a dedicare ogni mia energia al bene di Vittuone, con la ferma determinazione ad essere il Sindaco di tutti.

Con affetto e amicizia rivolgo un augurio di buon lavoro ai Consiglieri Comunali oggi proclamati, con la certezza che la dedizione e la competenza con cui ciascuno assolverà al proprio compito consentiranno a questa nuova Amministrazione di essere all’altezza delle richieste e delle aspettative del paese.

Si apre una nuova pagina della vita politica e amministrativa di Vittuone.

La solidarietà nei confronti di chi ha più bisogno, la tutela e la cura dell’ambiente, l’accoglienza e l’integrazione, la promozione e il sostegno dell’associazionismo, un maggior interesse per i problemi della scuola, più impulsi per lo sviluppo culturale, una politica tariffaria che, in questi momenti di crisi economica, vada incontro alle necessità delle classi più in difficoltà: queste sono le linee guida su cui ci muoveremo.

Vittuone cambierà puntando sul capitale sociale fondamentale che siamo noi uomini e donne, ragazzi e ragazze, perché è la vitalità di questo paese che dobbiamo proteggere.

La crisi economica e sociale si sente anche qui, procurando incertezze ed inquietudini in molte persone e famiglie intere. Stanno di fronte a noi sfide impegnative, e per poterle affrontare è necessario l’apporto di persone capaci di gestire situazioni critiche.

Si dovrà assicurare un alto livello di coesione sociale offrendo quei servizi e quelle politiche pubbliche per l’infanzia, per gli anziani, per le famiglie, per l’integrazione multiculturale che consentono ad ogni persona di non essere sola e di non sentirsi sola.

Si dovrà offrire ai Vittuonesi un paese sostenibile, un paese ricco di opportunità culturali, di sapere e di svago. Sono prove impegnative che Vittuone può affrontare e vincere. E’ responsabilità delle istituzioni e della politica essere all’altezza di questi impegni.

Con questi sentimenti e questa volontà assumo l’incarico di Sindaco di Vittuone, consapevole della responsabilità di onorare le tante aspettative della società vittuonese e so che la mia fatica sarà accompagnata in questo Consiglio e nel paese dalla dedizione e dalla generosità di tanti a cui fin da ora va la mia sincera gratitudine.

Adesso dobbiamo metterci al lavoro con una Giunta espressione sia delle forze politiche del centro sinistra sia della società civile, avendo ben presente che la composizione di una Giunta deve corrispondere in primo luogo alle esigenze di buon governo del paese.

Cari concittadini, il successo del buon governo deriva anzitutto dalla partecipazione e dunque vi invito ad aiutarci e a sostenerci affinché il nostro paese possa avere Assessori e Consiglieri appassionati e competenti nei fatti, e un Sindaco capace di capire le esigenze di tutti.

A tutti voi grazie e un augurio sincero di buon lavoro.

Fabrizio Bagini

Perchè il Tenti ha perso

Riceviamo e pubblichiamo…

Il bocciodromo voluto da Tenti

Il bocciodromo voluto da Tenti

Dopo l’elezione a sindaco di Fabrizio Bagini e la sconfitta di Tenti, ho fatto qualche considerazione, che vorrei esternare, se mi è permesso.

Le considerazioni non sono a tema squisitamente politico, quelle le ha fatte in modo estremamente corretto e competente il consigliere regionale del PD Maurizio Martina. D’altra parte lui è un politico di mestiere ed è il suo lavoro, io nel mio piccolo mi limito a cercare di darmi delle risposte sul perchè il Tenti abbia perso, nella mia consueta (e unica) veste di cittadino che vive il proprio paese e vede cosa funziona e cosa no.

E le risposte, alla fin fine, sono soltanto due; la giunta Tenti ha smesso di dare risposte ai cittadini, oppure ha detto loro delle bugie.

Quando dico che ha smesso di dare risposte, lo dico nel senso più letterale del termine.

Dopo un periodo iniziale (molto breve, per la verità) in cui si è cercato di ascoltare i Vittuonesi, questa buona abitudine è improvvisamente cessata.

Le richieste che venivano inviate al sito del comune, soprattutto quelle riguardanti la manutenzione e lo stato di conservazione delle infrastrutture del paese, venivano sistematicamente ignorate, sotto ogni aspetto.

Se ad esempio veniva segnalato un lampione spento, il richiedente non riceveva risposta alcuna, neppure un “…la sua richiesta verrà evasa appena possibile…” dato da un banale risponditore automatico. Non solo, ma a distanza di settimane o di mesi il lampione rimaneva inesorabilmente spento.

Questo ha dato la certezza, se mai ce ne fosse bisogno, che il sindaco e i suoi erano distanti anni luce dalle esigenze dei propri concittadini, che in sostanza non gliene importava nulla se Vittuone andava in pezzi. L’unica cosa che sapevano fare erano annunci mirabolanti e promesse che era ovvio che non avrebbero mai potuto mantenere.

Letizia Moratti, lo scorso anno, è caduta esattamente per lo stesso motivo; dopo aver passato anni a farsi gli affari suoi (e dei suoi compari affaristi e faccendieri assortiti…), si è miracolosamente “avvicinata” alla plebe nell’ultimo mese di campagna elettorale. Anche lei, come il Tenti, si è permessa di insultare vigliaccamente il suo avversario, Pisapia, nella fattispecie. Lei lo fece nell’ormai famoso faccia a faccia televisivo, il Tenti più modestamente ad un comizio in paese.

Il risultato è stato il medesimo. E, scusate l’immodestia, non venite a dirmi che non ve l’avevo detto qualche mese fa…

Quanto alle bugie del Tenti, beh, queste sono sotto gli occhi di tutti.

Bilanci molto “fantasiosi” con entrate solo ipotetiche, promesse fatte e poi rimangiate con motivazioni vaghe e pretestuose (chi ha mai detto che le telecamere in paese non le voleva nessuno?), idee della minoranza sdegnosamente respinte con arroganza e poi fatte proprie in piena campagna elettorale (vi dice niente la casa dell’acqua?).

Ma il nodo cruciale è stato il mezzo bocciodromo! Qui le menzogne si sono sprecate!

Oggi esso viene utilizato come punto di aggregazione e di ritrovo, e tutto sommato può anche andar bene, ma allora perchè non chiamarlo semplicemente con il suo nome???

Se all’atto della sua progettazione fosse stato presentato come un edificio di ritrovo per feste e celebrazioni, che potesse sostituire il precario tendone al parco Lincoln, sarebbe probabilmente stata una buona strategia. Il fatto poi che al suo interno ci fossero anche dei campi da bocce al coperto e un bar funzionante, beh, meglio ancora.

Invece è stato presentato in pompa magna come un bocciodromo in grado di ospitare gare nazionali e alimentato da energie rinnovabili, entrambe cose non vere, e di cui chiunque si sarebbe accorto dando un’occhiata anche solo di sfuggita al progetto.

Torniamo al predente discorso degli annunci ad effetto.

In un momento di gravissima crisi come questo, bisogna saper ottimizzare le risorse.

Questo non vale solo per noi comuni mortali, che da un po’ di tempo in qua abbiamo imparato a rinunciare al superfluo per poter mettere insieme il pranzo con la cena, ma vale ancor più per le pubbliche amministrazioni.

Esse non devono far vedere che sanno realizzare progetti grandiosi, soprattutto se essi sottraggono importanti risorse per i servizi essenziali, ma devono dimostrare ai cittadini che investono con oculatezza le (poche, di questi tempi…) risorse che hanno a disposizione.

Risorse che, in fin dei conti, sono il denaro dei contribuenti, e che questi ultimi diventano particolarmente ostili se si accorgono che esso viene sprecato. Si irritano parecchio se vedono sorgere una cattedrale nel deserto quando ogni giorno in paese rischiano pneumatici e cerchioni della propria auto su strade degne della Parigi-Dakar.

Fino ad ora a Vittuone abbiamo assistito a una politica calata dall’alto, in cui ogni decisione veniva imposta ai cittadini senza alcun dibattito pubblico, volenti o nolenti. Decisioni che i nostri amministratori ricevevano dalle direzioni del proprio partito e che dovevano imporre.

Spero che da oggi possiamo assistere ad una politica più vicina al cittadino, in cui l’amministratore ascolti le necessità del paese e non ripeta a pappagallo i diktat dei propri superiori, ma che sappia interpretare i bisogni dei Vittuonesi e sia in grado di tradurle in fatti concreti, compatibilmente con le attuali disponibilità di risorse.

Insomma, meno “caviale e champagne” (che non ci possiamo permettere) e più “pane e salame”.

Speriamo che la nuova giunta non ci deluda.

Buon lavoro

Stefano Banda

Rinascita con Bagini – Serata di musica e cabaret

LETTERA APERTA AI CITTADINI DI VITTUONE

Cari cittadini, pazienti, amici del pese che trent’anni fa mi ha adottato,

vi scrivo questa lettera perché siamo a pochi giorni dalle elezioni e quest’anno vi si presenta una importante occasione. Credo che sia il momento di fermarsi e non sbagliare nella scelta: quest’anno la situazione generale della nostra nazione (e soprattutto dei “bilanci” economici di questa Italia violentata dalle brutture, anche politiche!) non consente davvero più di scherzare.

Tornando a Vittuone ed alle sue esigenze, ho visto negli ultimi anni passare nel mio studio molto più dolore, molta più ansia, molta più paura. Nonostante il paese si sia riempito di costruzioni, centri sportivi e commerciale! C’è davvero bisogno di riportare un poco di concretezza pragmatica ed efficienza sobria. Ed il candidato di Cambiare Insieme, il mio collega Fabrizio Bagini, è a mio parere la personalità più adeguata per un compito così impegnativo.

Alcuni mi hanno chiesto perché non mi sono candidata io, che un passato politico in amministrazione lo avevo già avuto ai tempi di Baglio Sindaco. La risposta sta proprio in quelle piccole ma fondamentali parole citate precedentemente: concretezza pragmatica ed efficienza sobria, di cui Fabrizio è dotato, ma non io. Troppo emotivamente reattiva, io sono figlia delle utopie da “figli dei fiori” e della politica post-sessantottina.

Fabrizio non solo è il volto nuovo ma anche credo potrà esprimere bene la “politica” nuova; quella che tenacemente costruisce passo dopo passo, obiettivo dopo obiettivo così come nello sport da lui tanto amato, il golf, dove buca dopo buca si conquista la vittoria. E la vittoria per qualcuno che in paese vive quotidianamente (io abito a Magenta!) significa una relazione “amica” con l’istituzione “Municipio”.

Così come lui stesso ha dichiarato per un Medico è usuale vedere i bisogni dell’altro e cercarne una soluzione. Il Fabrizio che conosco è abbastanza umile per affidarsi a chi più ne sa quando incerto, ma anche abbastanza determinato da imporsi di fronte alla prepotenza o all’abuso.

A questo punto posso solo dire di fare la vostra valutazione ponderandola, sapendo che se questa dovesse ricadere su Bagini Sindaco avrete a che fare con una persona sincera e competente.

Fedelmente Vostra

D.ssa BARBAGELATA FLAVIA ANNA

Con Fabrizio Bagini, Cambiare Insieme

Il 6 e 7 maggio, cambiamo insieme

Il PD sempre coerente a sostegno di un nuovo progetto per Vittuone

APPOGGIAMO LA LISTA CIVICA

Cambiare, insieme

FABRIZIO BAGINI Sindaco

Più volte il Sindaco Tenti ha fatto delle dichiarazioni a sproposito sul Partito Democratico, dicendo, per esempio, che ha perso le Primarie.

La verità è che il PD non ha perso proprio niente. Non si è trattato, infatti, di primarie di coalizione, dove un candidato del PD sarebbe stato in competizione con un altro di un partito diverso, come accaduto cinque anni fa, ma primarie nate da un progetto nuovo, che semmai il PD ha sostenuto ed appoggiato fin dall’inizio. I candidati si sono presentati non in rappresentanza di partiti ma sulla base di valori e principi condivisi ed in funzione della costituzione di una lista civica. Gli iscritti e i simpatizzanti del nostro partito hanno espresso liberamente il proprio voto senza pensare a candidati di partito.

Il rappresentante a Vittuone del partito di Berlusconi, l’attuale Sindaco Tenti, che ha chiamato a supporto in queste elezioni comunali esponenti nazionali del partito quali l’ex ministro Gelmini e l’on. Lupi, ancora una volta distoglie l’attenzione dai problemi veri di Vittuone con una polemica sterile e diversiva contro il PD.

Perché non parla, invece, della vendita del terreno della RSA il Gelso e della cancellazione della convenzione che prevede tariffe agevolate per i Vittuonesi?

Perché non ricorda la demolizione delle scuole di via 4 novembre, compresa la sede del Cerchio Aperto, prevista nel PGT?

Perché non informa del raddoppio, a settembre, di alcune tariffe dei servizi scolastici?

Il PD nei cinque anni passati è sempre stato presente sulla scena politica locale e ha quindi partecipato alla stesura del programma della lista civica e messo a disposizione gli iscritti più preparati, offrendo tutta la collaborazione e il supporto al vincitore delle Primarie, Fabrizio Bagini.

Siamo convinti che la risposta dei Vittuonesi sia stata magnifica ed abbia indicato come candidato Sindaco una personalità di grande livello come Fabrizio Bagini, che ha tutte le carte in regola per essere un ottimo Sindaco di Vittuone.

E Il PD è orgoglioso di aver favorito e sostenuto la nascita e la crescita di questo progetto.

Il Coordinamento di Circolo

del Pd di Vittuone

DI CHI HA PAURA TENTI?

L’attuale e, presto, probabilmente ex-Sindaco Tenti affida alla stampa locale il suo messaggio: “Temo soltanto il Carroccio”.

Tenti si ritiene favorito, per lui l’UDC è in “corsa solitaria simbolica” e su Bagini getta fango, sia dal punto di vista politico, sia da quello personale.

Tenti, nella sua classifica dei “competitors”, mette in ultima posizione la Lista “Cambiare, insieme” di Fabrizio Bagini, ma agli occhi di tutti è evidente che lo teme.

Lo teme per lo spessore culturale, lo teme per le idee e le proposte che presenta perché sono semplici e realizzabili, lo teme perché parla col cuore e non con promesse da campagna elettorale, lo teme per l’immediatezza del suo parlare e per la schiettezza del suo essere.

Per questo cerca di screditarlo, senza riuscirci.

E dice cose senza senso.

E si contraddice.

Solo chi ha avuto occasione di ascoltare le affermazioni di Tenti, espresse in due momenti temporalmente vicini (la serata del 24 aprile al Lincoln e la mattinata del 25 aprile al Parco della Resistenza), può capire in quale stato confusionale si trovi l’attuale Sindaco e quanto grande possa essere il panico pre-elettorale che permea il suo momento politico.

Frasi dette la sera del 24, intrise di arroganza, presunzione, mancanza di rispetto e disprezzo trovano un’espressione ipocritamente ribaltata nelle esternazioni della mattinata successiva.

Chi l’ha ascoltato mentre diceva “si rimane ancorati con le ragnatele dentro nella testa” mentre parlava dell’importanza della “memoria” – riferendosi ai princìpi della Resistenza – non può rimanere in silenzio.

Per questo occorre cambiare. Insieme.

Vota e fai votare Fabrizio Bagini

A cura della lista “Cambiare, Insieme – Fabrizio Bagini Sindaco”

Al Parco Lincoln come a S. Giovanni: concertone del 1° Maggio

Racconti della Resistenza