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Perchè il Tenti ha perso

Riceviamo e pubblichiamo…

Il bocciodromo voluto da Tenti

Il bocciodromo voluto da Tenti

Dopo l’elezione a sindaco di Fabrizio Bagini e la sconfitta di Tenti, ho fatto qualche considerazione, che vorrei esternare, se mi è permesso.

Le considerazioni non sono a tema squisitamente politico, quelle le ha fatte in modo estremamente corretto e competente il consigliere regionale del PD Maurizio Martina. D’altra parte lui è un politico di mestiere ed è il suo lavoro, io nel mio piccolo mi limito a cercare di darmi delle risposte sul perchè il Tenti abbia perso, nella mia consueta (e unica) veste di cittadino che vive il proprio paese e vede cosa funziona e cosa no.

E le risposte, alla fin fine, sono soltanto due; la giunta Tenti ha smesso di dare risposte ai cittadini, oppure ha detto loro delle bugie.

Quando dico che ha smesso di dare risposte, lo dico nel senso più letterale del termine.

Dopo un periodo iniziale (molto breve, per la verità) in cui si è cercato di ascoltare i Vittuonesi, questa buona abitudine è improvvisamente cessata.

Le richieste che venivano inviate al sito del comune, soprattutto quelle riguardanti la manutenzione e lo stato di conservazione delle infrastrutture del paese, venivano sistematicamente ignorate, sotto ogni aspetto.

Se ad esempio veniva segnalato un lampione spento, il richiedente non riceveva risposta alcuna, neppure un “…la sua richiesta verrà evasa appena possibile…” dato da un banale risponditore automatico. Non solo, ma a distanza di settimane o di mesi il lampione rimaneva inesorabilmente spento.

Questo ha dato la certezza, se mai ce ne fosse bisogno, che il sindaco e i suoi erano distanti anni luce dalle esigenze dei propri concittadini, che in sostanza non gliene importava nulla se Vittuone andava in pezzi. L’unica cosa che sapevano fare erano annunci mirabolanti e promesse che era ovvio che non avrebbero mai potuto mantenere.

Letizia Moratti, lo scorso anno, è caduta esattamente per lo stesso motivo; dopo aver passato anni a farsi gli affari suoi (e dei suoi compari affaristi e faccendieri assortiti…), si è miracolosamente “avvicinata” alla plebe nell’ultimo mese di campagna elettorale. Anche lei, come il Tenti, si è permessa di insultare vigliaccamente il suo avversario, Pisapia, nella fattispecie. Lei lo fece nell’ormai famoso faccia a faccia televisivo, il Tenti più modestamente ad un comizio in paese.

Il risultato è stato il medesimo. E, scusate l’immodestia, non venite a dirmi che non ve l’avevo detto qualche mese fa…

Quanto alle bugie del Tenti, beh, queste sono sotto gli occhi di tutti.

Bilanci molto “fantasiosi” con entrate solo ipotetiche, promesse fatte e poi rimangiate con motivazioni vaghe e pretestuose (chi ha mai detto che le telecamere in paese non le voleva nessuno?), idee della minoranza sdegnosamente respinte con arroganza e poi fatte proprie in piena campagna elettorale (vi dice niente la casa dell’acqua?).

Ma il nodo cruciale è stato il mezzo bocciodromo! Qui le menzogne si sono sprecate!

Oggi esso viene utilizato come punto di aggregazione e di ritrovo, e tutto sommato può anche andar bene, ma allora perchè non chiamarlo semplicemente con il suo nome???

Se all’atto della sua progettazione fosse stato presentato come un edificio di ritrovo per feste e celebrazioni, che potesse sostituire il precario tendone al parco Lincoln, sarebbe probabilmente stata una buona strategia. Il fatto poi che al suo interno ci fossero anche dei campi da bocce al coperto e un bar funzionante, beh, meglio ancora.

Invece è stato presentato in pompa magna come un bocciodromo in grado di ospitare gare nazionali e alimentato da energie rinnovabili, entrambe cose non vere, e di cui chiunque si sarebbe accorto dando un’occhiata anche solo di sfuggita al progetto.

Torniamo al predente discorso degli annunci ad effetto.

In un momento di gravissima crisi come questo, bisogna saper ottimizzare le risorse.

Questo non vale solo per noi comuni mortali, che da un po’ di tempo in qua abbiamo imparato a rinunciare al superfluo per poter mettere insieme il pranzo con la cena, ma vale ancor più per le pubbliche amministrazioni.

Esse non devono far vedere che sanno realizzare progetti grandiosi, soprattutto se essi sottraggono importanti risorse per i servizi essenziali, ma devono dimostrare ai cittadini che investono con oculatezza le (poche, di questi tempi…) risorse che hanno a disposizione.

Risorse che, in fin dei conti, sono il denaro dei contribuenti, e che questi ultimi diventano particolarmente ostili se si accorgono che esso viene sprecato. Si irritano parecchio se vedono sorgere una cattedrale nel deserto quando ogni giorno in paese rischiano pneumatici e cerchioni della propria auto su strade degne della Parigi-Dakar.

Fino ad ora a Vittuone abbiamo assistito a una politica calata dall’alto, in cui ogni decisione veniva imposta ai cittadini senza alcun dibattito pubblico, volenti o nolenti. Decisioni che i nostri amministratori ricevevano dalle direzioni del proprio partito e che dovevano imporre.

Spero che da oggi possiamo assistere ad una politica più vicina al cittadino, in cui l’amministratore ascolti le necessità del paese e non ripeta a pappagallo i diktat dei propri superiori, ma che sappia interpretare i bisogni dei Vittuonesi e sia in grado di tradurle in fatti concreti, compatibilmente con le attuali disponibilità di risorse.

Insomma, meno “caviale e champagne” (che non ci possiamo permettere) e più “pane e salame”.

Speriamo che la nuova giunta non ci deluda.

Buon lavoro

Stefano Banda

L’analisi del voto di Maurizio Martina

Un voto che fa primavera

Il primo turno della amministrative ha dato chiari segnali di cambiamento in Lombardia. Non sono messaggi univoci, come vedremo, ma segnano in modo evidente un cambio di stagione che va rafforzato con il ballottaggio e con un rinnovato impegno sui temi che stanno provocando disagio e paura tra i cittadini.
La tornata elettorale ci consegna un Partito Democratico in salute, capace di assorbire molto meglio di altri i colpi dell’astensionismo e della cosiddetta anti-politica. Un buon mix tra la scelta delle persone giuste, la presenza sul territorio e la partecipazione ha consentito di conquistare consenso anche in zone fino a ieri considerate roccaforti di voto del centro-destra. Solo qualche mese fa un risultato del genere era difficile da ipotizzare, ma c’è ancora tanto lavoro da fare.
La primavera evocata dal titolo è stagione di cambiamento e di contraddizioni. Chiede la fatica di svegliarsi dal torpore dell’inverno e porta con sé rischi di acquazzoni e brusche discese della temperatura. Metafore che ci suggeriscono la necessità di lasciare ad altre stagioni l’esultanza e la possibilità di godere di risultati stabili e consolidati. Si tratta ora di costruire le condizioni perché dal ballottaggio arrivino segnali coerenti con il cambiamento. Si tratta, soprattutto, di fare in modo che l’apertura di credito dimostrata dagli elettori si trasformi in convinto sostegno all’alternativa in Lombardia. Si parte dai comuni, dove la buona amministrazione paga ed è spesso più forte della protesta, per arrivare, in un tempo plausibilmente non lontano, alla regione.
Ci sono però segnali da non trascurare.
Il primo è la crescente percentuale di astensionismo. Segnale di stanchezza e disillusione nei confronti di un sistema politico che viene considerato incapace di offrire risposte alla crisi, a partire dall’autoriforma dei partiti stessi. Il non voto non riguarda solo gli altri, interroga anche il Pd che non può permettersi di fare spallucce dicendo che le conseguenze le deve tirare più che altro il centro destra. Servono chiari segni di inversione di tendenza e, laddove sono state ben organizzate, le primarie hanno dimostrato una volta di più di essere un grande strumento di partecipazione e rinnovamento.
Il secondo dato eclatante è l’affermazione del Movimento 5 stelle che fa riferimento a Beppe Grillo. Difficile capire dove arriverà la sua corsa. Il risultato ottenuto non può però essere bollato con l’etichetta della protesta fine a se stessa, porta con sé una voglia di partecipazione dal basso che deve essere considerata un’opportunità importante e una provocazione per tutti i partiti a saper essere più capaci di coinvolgere i cittadini che non vogliono essere considerati solo utili elettori (il termine poteva essere anche un altro), ma chiedono di essere ascoltati.
Terzo segnale. Il voto dei lombardi è un chiaro messaggio di disagio nei confronti del centro destra, ma non è detto che sia definitivo. Per trasformare l’avviso nello sfratto esecutivo di colui che in questi anni ha rappresentato la sintesi politica del centro destra dai piani alti del Pirellone c’è ancora tanto lavoro da fare. La coalizione che sostiene Formigoni esce molto indebolita dal voto, ma paradossalmente la posizione del Celeste è quasi rafforzata dalla doppia debolezza di Lega e Pdl che non possono permettersi di perdere la presidenza della regione.
Godiamoci, allora, le prime belle giornate della nuova primavera lombarda, ma rimbocchiamoci le maniche per cominciare a raccogliere le primizie con il ballottaggio e lavorare affinché il raccolto di un’estate che non sappiamo ancora quando potrà arrivare sia abbondante.
In chiusura, consentiteci un grande grazie a coloro che hanno sostenuto il Pd in questa campagna, agli elettori, ma soprattutto ai candidati che si sono generosamente messi a disposizione della non facile sfida amministrativa.

PD Lombardia

Con Fabrizio Bagini, Cambiare Insieme

Il 6 e 7 maggio, cambiamo insieme

Chiamate un interprete!

Giovedì 3 maggio comincia la 7a edizione della Fiera di Santa Croce con lo spettacolo Vittuone in Musica. La tradizionale festa del paese proseguirà poi domenica 6 maggio con le bancarelle in centro e tutte le altre iniziative.

Ecco come il Sindaco Enzo Tenti ha presentato, nero su bianco, la manifestazione:

“Cari Concittadini,

quest’anno la Fiera di Santa Croce, coincidente con la data delle elezioni comunali”.

E’ evidente che prima della parola coincidente manca la parola è. E fino a qui si potrebbe pensare ad un refuso in fase di stampa, ma poi il Sindaco continua così:

“Il buonsenso normativo impone alcune limitazioni che, a mio avviso, non arreca alcun danno ai festeggiamenti ma esalta il momento di riflessione e di pausa indispensabile per l’espressione del voto e della partecipazione alla vita del paese”.

E’ palese che il pronome relativo si riferisce alla parola che precede, ossia limitazioni, che è un sostantivo plurale e dunque i verbi che seguono devono essere alla terza persona plurale, ossia arrecano e esaltano.

A questo punto non si tratta più di un refuso. Delle due l’una: o il Sindaco è davvero in confusione totale, stressato dalla paura di perdere oppure, cosa parecchio imbarazzante per un Primo Cittadino, ha qualche problema con la grammatica italiana e non sa scrivere correttamente.

P.s.: il volantino è stato distribuito in tutto il paese. Per chi l’avesse persa, la chicca è scaricabile dal sito del Comune.

Jam Session Filosofica: le foto

Si è svolto venerdì 13 aprile, presso la sede della lista “Cambiare, Insieme”, in piazza Guido Rossa, lo spettacolo “Jam Session Filosofica”. I numerosi presenti hanno avuto l’opportunità di gustarsi un’ottima serata all’insegna della cultura, della musica e dell’ironia.

Clicca sulla foto per guardare le immagini della serata

La presentazione dei candidati della lista “Cambiare, Insieme”: video e foto

Assemblea di presentazione dei candidati e del programma amministrativo della lista “Cambiare, Insieme”

Clicca sull’immagine per guardare il video e le foto della serata

Mercoledì 11 aprile, Bagini presenta la lista e il programma

Il futuro è nostro

La squadra è pronta e l’entusiasmo è tanto. Le prospettive in vista del voto del 6 e 7 maggio lasciano ben sperare. Il malcontento in paese è palpabile, c’è grande insofferenza per come Tenti ha amministrato nei cinque anni del suo mandato. La Lega, che reca ancora nel suo simbolo il nome di Bossi, sta mostrando in questi giorni quanta ipocrisia alberga nel suo interno.

Con i partiti personali, padronali o familistici che siano, non si va da nessuna parte, si genera solo antipolitica e dissociazione democratica nei cittadini.

La lista “Cambiare, Insieme”, capeggiata da Fabrizio Bagini, si propone innanzitutto di recuperare quel senso di comunità, quello spirito di partecipazione, di solidarietà, di senso civico che sono i pilastri del vivere comune.

La capolista della squadra di Bagini è Ivana Marcioni, seguita in ordine alfabetico da Massimiliano Bianchi, Enrico Bodini, Biagio Di Maio, Christian Locatelli, Anna Papetti, Angelo Poles, Danilo Portaluppi, Federica Recanello, Rino Scialò.

La lista sarà presentata ai cittadini mercoledì 11 aprile, alle ore 21,00, presso la sala conferenze del Comune, in piazza Italia. In quella occasione Bagini illustrerà anche il programma amministrativo, che è stato un esempio di partecipazione e di democrazia: è stato scritto a più mani, con il contributo di tanti cittadini desiderosi di dare il proprio contributo.

Possiamo vincere, dobbiamo vincere, per prenderci cura dell’ambiente, per ridare bellezza al tessuto urbano, per bloccare la cementificazione del territorio e per riappropriarci del piacere di abitare e vivere il nostro paese.

In attesa di incontrarci l’11 aprile auguriamo a tutti Voi di trascorrere una serena Pasqua.

A cura della lista “Cambiare, Insieme – Fabrizio Bagini Sindaco”