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Ambiente, Cova (Pd): Smantellato laboratorio mobile ambientale, la Provincia rinuncia alle attività di controllo

Paolo Cova, Consigliere Provinciale del PD

Paolo Cova, Consigliere Provinciale del PD

Milano, 20 febbraio 2011 – Il Laboratorio Mobile per la Tutela Ambientale della Provincia di Milano da quasi un anno non fa nessun controllo e giace abbandonato e smantellato in un parcheggio della sede della Polizia provinciale di Milano, in via Principe Eugenio. I 150 mila euro serviti per allestirlo sono così finiti nel cestino. Tanto infatti era costato l’allestimento del veicolo fuoristrada. Questa la denuncia fatta dal gruppo provinciale del Partito Democratico che in merito ha anche presentato un’interrogazione.

Paolo Cova è il consigliere del Pd che questa mattina si è recato presso la sede della Polizia Provinciale per verificare lo stato del mezzo: “Mi hanno confermato che le attrezzature sono state smontante e riposte in uno sgabuzzino. A quel punto ho chiesto di poter visionare l’interno del Laboratorio mobile, ma nessuno aveva le chiavi per aprirlo. Una prova ulteriore, se mai ce ne fosse bisogno, che non è utilizzato da tempo”.

“Dal 2007 era operativo – continua Cova – e lo conferma il sito della Provincia, ‘un Laboratorio mobile ambientale costituito da un veicolo fuoristrada attrezzato delle più moderne tecnologie e apparecchiature per la rilevazione, il monitoraggio e l’analisi strumentale , ‘in loco,’ di qualsivoglia inquinante potenzialmente presente in acqua, suolo e aria’. Questo mezzo era stato concepito per intervenire in maniera rapida ed efficace sui reati ambientali. Nel 2008 sono stati effettuati quasi 200 controlli, nel 2010, a quanto mi risulta, solo 3.  Quello che allora fu uno strumento all’avanguardia, il primo Laboratorio Mobile Ambientale in Italia in dotazione a un corpo di Polizia Locale, cofinanziato dalla Regione Lombardia, è ora abbandonato e in totale disuso”.

“Con tutti i problemi ambientali e vicende che hanno creato allarmi in Provincia di Milano – aggiunge Cova – dall’area della ex Sisas di Pioltello, dagli odori nauseanti provenienti dalla Euroguss di Vittuone, dalla Cava di Bollate ai cantieri della Brebemi sequestrati, non è certo il momento di abbassare la guardia. Qui non si tratta solo di uno spreco ingente di risorse, ma anche di mancanza di controllo e monitoraggio dei reati ambientali, di scarsa efficienza della struttura. Senza contare  il personale altamente specializzato che era stato formato”.

“Eppure ancora oggi – conclude Cova – il Laboratorio Mobile Ambientale capeggia come fiore all’occhiello sul sito della Provincia. In realtà, come ho potuto verificare, è solo una presa in giro”.

LA NUOVA LEGGE SUI PARCHI: I RIFLESSI SUL PARCO DEL TICINO

Il parco del Ticino Bella partecipazione di pubblico al convengo promosso dal Partito Democratico della Zona Magentino-Abbiatense che si è svolto lo scorso 6 Aprile a Magenta in sala consiliare.

Tema della serata il progetto di Legge Regionale sui Parchi che è in gestazione in Regione Lombardia.

A moderare il convegno il giovane Vincenzo Salvaggio, consigliere comunale di Magenta.

In apertura del convegno il saluto del segretario del Pd di Magenta Paolo Razzano che ha sottolineato come «il nostro territorio deve scegliere il proprio futuro. Valorizzare il turismo, il vivere sostenibile, le ricchezze ambientali sono scelte strategiche. Per queste ragioni, il Parco del Ticino deve continuare a essere gestito “dal basso”, lasciando ai Comuni la responsabilità e il dovere di tutelare un bene prezioso, che molti ci invidiano».

Francesco Prina, consigliere regionale da sempre attivo sui problemi che riguardano il territorio ed i parchi regionali, e Luigi Duse, vicepresidente del Parco del Ticino, sono stati i relatori della serata.

Sono state esaminate le possibili ricadute che la nuova legge avrà, se verrà confermato il testo proposto dalla maggioranza, e l’attenzione si è concentrata sul Parco del Ticino.

Il testo proposto modificherà la cosiddetta “governance” dei Parchi.

Oggi è il Consorzio, costituito dai rappresentanti dei comuni e delle province che ne fanno parte, che determina gli indirizzi gestionali del Parco.

In base alla legge proposta il consorzio sarà sostituito da un ente pubblico, del quale non sono bene precisate le caratteristiche.

Aumenterà il peso della Regione nelle scelte che verranno assunte sui parchi.

Il rischio all’orizzonte è quello che i comuni che oggi fanno parte del Parco si sentano espropriati del patrimonio che hanno a suo tempo conferito al parco e che si inneschino contenziosi davanti ai tribunali amministrativi.

Un altro rischio è quello che i comuni si “sfilino” dai parchi, non essendo più protagonisti nel prendere decisioni, con una conseguente diminuzione di quelle risorse a disposizione dei parchi che oggi provengono dalle quote versate dai comuni aderenti al consorzio.

La situazione che si sta prospettando è particolarmente grave per un Parco come quello del Ticino che è nato per volontà dei comuni, ancor prima dell’esistenza della istituzione Regione Lombardia.

Le opportunità di sviluppo delle opportunità fruitive dei parchi dovrebbero invece essere colte grazie ad una positiva sinergia tra i parchi ed i comuni nei quali il territorio dei parchi insiste.

La gestazione della nuova legge è accompagnata da una forte riduzione nelle risorse che la regione destina ai Parchi (pari al 18%). Fino ad oggi la Regione copriva il 30 % dei costi; ora la percentuale scende al 25 %, con un taglio che si ripercuote su quelle risorse che servono per la conservazione del parco e per redigere progetti utili ad ottenere finanziamenti dalla Comunità Europea.

Questo avviene nel momento in cui altre regioni d’Italia che storicamente destinano ai parchi quote superiori a quelle della Lombardia, hanno confermato, pur in questo momento di crisi economica, gli stanziamenti degli scorsi anni.

Il rischio serio che si delinea all’orizzonte è anche quello di modificare il ruolo storico dei parchi, vale a dire quello della tutela e della conservazione di questi territori, per lasciare spazio ad un affievolimento dei vincoli che preludono alla modifica delle destinazioni d’uso.

Il segretario di zona del PD Marco Re ha sottolineato l’importanza di preservare queste aree.

In questi anni si è registrato uno sviluppo degli agriturismi e delle strutture ricettive nella nostre zone di campagna. Per quanti si recano nell’area milanese per ragioni di lavoro, così come per frequentare la fiera di Rho-Pero, diventa sempre più attraente soggiornare in mezzo al verde.

Anche la Provincia di Penati aveva investito sulle potenzialità fruitive del Magentino-Abbiatense.

Anche gli studi condotti negli ultimi anni sulle prospettive di sviluppo della Provincia di Milano mettono in luce come la capacità di quest’area di attrarre “cervelli”, manager e creativi, dipende molto dalla qualità della vita che l’area milanese è in grado di proporre per loro e per le loro famiglie.

I parchi sono quindi una risorsa enorme.

Hanno partecipato al convegno alcuni rappresentanti della associazioni ambientaliste che hanno ringraziato gli organizzatori del convegno, chiedendo di fare maggiore informazione tra la gente.

Hanno preso parte all’incontro anche numerosi lavoratori del Parco del Ticino ed i loro rappresentanti sindacali, denunciando di non essere stati in alcun modo coinvolti dalla Regione sulla nuova legge.

La pesante limitazione nelle risorse destinate ai parchi mette a serio rischio anche il mantenimento dei posti di lavoro.

L’esito del convegno è quindi uno stimolo per i rappresentanti del PD a continuare la loro battaglia nelle sedi istituzionali per modificare significativamente i contenuti della legge che si sta prospettando ed a coinvolgere le nostre comunità su queste vicende.

PD Zona Magentino-Abbiatense

Parchi lombardi, il 6 aprile il PD ne discute a Magenta

Stop al consumo di territorio

Il consumo di suolo naturale è un grave problema delle società “sviluppate”: ogni giorno ettari e ettari di suolo vengono distrutti per sempre per costruire edifici e infrastrutture di dubbio gusto e utilità.

Questo video del movimento Stop al Consumo di territorio esprime concetti che anche noi, da tempo, andiamo ripetendo. E’ per questo che lo pubblichiamo volentieri.

Opporsi al PGT: una scelta di cuore oltre che di ragione!

Vittuone visto dal satellitell Comune di Vittuone il giorno 4 agosto ha “depositato” il PGT adottato per la sua visione, prolungando poi il deposito fino al 28 settembre: conseguentemente il periodo delle osservazioni da parte dei cittadini scadrà il 30 ottobre.

L’Amministrazione continua con un comportamento in linea con le risposte non date sul PGT in Consiglio e fa di tutto per evitare un confronto, come ad ammettere che il piano sia indifendibile per le scelte cementificatorie ed insostenibili dal punto di vista ambientale, ma necessarie al Comune per far cassa.

Come gruppo consiliare non potremo presentare altre osservazioni oltre ai 60 emendamenti già presentati in Consiglio Comunale; attiveremo comunque iniziative in modo tale da assistere i cittadini che volessero farlo.

Sabato 25 settembre saremo in piazza Italia con un gazebo, dalle 9,00 alle 12,30. Noi non molliano. La nostra passione e l’amore per il nostro paese non ci fanno desistere dal denunciare i danni che il PGT arrecherà all’ambiente, al territorio cittadino e alla vita di tutti noi; l’opacità con la quale ne è stata concepita la realizzazione, senza informare i cittadini, senza partecipazione e senza condivisione sociale; il colpo mortale che si arrecherà ad un edificio caro a tutti coloro che lo hanno frequentato, come la scuola elementare di via IV novembre, che sarà volgarmente “sfregiata”, trasformandola in un palazzone di 4 piani, il tutto in nome della famigerata cittadella scolastica, che dovrebbe rappresentare l’avanguardia educativa del paese (e intanto l’Amministrazione comunale non è nemmeno in grado di garantire il servizio di trasporto scolastico per tutti i giorni della settimana, lasciando a piedi i bambini per tre giorni su cinque); la brutale soppressione di un polmone verde come il bosco del bacin; l’aumento dei livelli di inquinamento, del traffico veicolare, dei rifiuti prodotti dal repentino aumento di popolazione che si produrrà sul territorio del nostro comune.

Noi non molliano, e invitiamo tutti i cittadini che amano Vittuone a farsi sentire, ad opporsi allo scempio che la giunta Tenti si sta apprestando a fare del nostro territorio.

Eventuali richieste di approfondimento sul PGT possono essere inviate all’indirizzo mail pdvittuone@fastwebnet.it oppure si possono contattare direttamente i consiglieri comunali presenti alla domenica mattina nella sede del nostro gruppo in via Villoresi 23.

Consiglio Comunale del 21 aprile

Dichiarazione di voto al punto 3 del Consiglio Comunale del 21 aprile 2008: adeguamento del documento di inquadramento dei programmi integrati di intervento.

La presentazione e contestuale approvazione di questo punto all’odg del Consiglio è un atto di arroganza politica e lo considero anche un atto gravemente illegittimo; è sufficiente ricordare che il documento di inquadramento originario prima della sua approvazione nel febbraio 2001 fu presentato ed illustrato in Consiglio Comunale sei mesi prima, come da delibera n. 51 del 25.07.2000. Oggi, per una variante sostanziale, si porta direttamente all’approvazione informando quattro giorni prima, compreso sabato e domenica i Consiglieri di questo nuovo documento di inquadramento.
Nell’ultimo CC, il Sindaco aveva dato appuntamento per il prossimo Consiglio dopo il 25 aprile, ma giovedì 17, di pomeriggio, mi sono visto recapitare l’avviso di convocazione senza nessun preavviso tramite la conferenza dei capigruppo consiliari che da qualche mese non viene più convocata, nonostante le dichiarazione del Sindaco di voler tenere tali riunioni ogni 15 giorni al mezzogiorno di giovedì.
L’argomento di questo punto riveste una particolare importanza, si tratta di decidere l’uso del nostro territorio per i prossimi 30 anni e più e in questi casi gli errori derivanti da una scelta sbagliata non sono rimediabili. Per un argomento di questo spessore ho avuto a disposizione come tempo per un approfondimento con il responsabile del procedimento venerdì mattina e questa mattina.
Ci sono diversi aspetti, anche tecnici, da approfondire, ma soprattutto c’è da capire perché questa amministrazione, in procinto da oltre un anno di presentare il PGT, voglia ora cambiare strada, come se fosse alla ricerca di una scorciatoia per abbreviare i tempi di approvazione di nuovi interventi edilizi che evidentemente devono portare nelle casse comunali i previsti 2,2 milioni di euro di oneri di urbanizzazione altrimenti il bilancio 2008 diventa carta straccia; ricordo che ben il 68% di questi incassi è a copertura di spese correnti.
La questione tempo è intesa in un modo curioso da questa amministrazione. Ricordo ancora che in Consiglio Comunale nel dicembre 2006, l’attuale Sindaco, allora assessore, dichiarò che avrebbe adottato il nuovo PGT a marzo 2007, prima delle elezioni, affinché i cittadini potessero esprimere il loro voto tenendo conto anche di questo piano. Dopo un anno da questa dichiarazione, in cui il PGT è rimasto un oggetto sconosciuto e nessuno ne parlò più, poi l’improvviso ritorno di attualità a fine anno 2007 dove, a cavallo del periodo di Natale, è stato presentato il rapporto ambientale collegato alla valutazione ambientale strategica VAS e si sono pretese osservazioni entro il 28 dicembre, dopo solo sei giorni. L’importanza della VAS è stata evidenziata recentemente in una interpellanza del nostro gruppo consiliare: si tratta di stabilire se gli interventi di trasformazione del territorio che si vogliono programmare siano sostenibili sotto l’aspetto ambientale, si tratta di misurare l’incidenza che questi mutamenti di destinazione d’uso di aree avranno sul nostro ambiente. L’amministrazione comunale aveva lasciato sei giorni per presentare osservazioni al rapporto ambientale, ma ha lasciato passare quattro mesi senza dare nessuna risposta su quanto osservato dalla associazione ambientalista locale VIT.A ora Circolo di Legambiente. Questa sera, con l’approvazione di questo documento di inquadramento, si dà il via a cambi di destinazioni di uso del territorio consistenti, infatti interessano oltre il 50% del territorio a nord della FS e non si sa ancora nulla sui rilievi fatti alla VAS già presentata dalla Amministrazione. Ancora oggi vengono usati dall’amministrazione due modi per misurare il tempo: solo due mezze giornate per conoscere e proporre emendamenti su trasformazioni del territorio di Vittuone riguardanti 417.000 mq, una superficie maggiore di 80 campi di calcio, mentre il Comune ha iniziato la procedura per il PGT senza che nessuna proposta o analisi sia stata portata e illustrata in questo Consiglio anche se la delibera per il nuovo PGT prevedeva l’inizio del procedimento nel mese di giugno 2005 e presumibilmente la chiusura entro dicembre 2006.
Con l’arch. Motta, responsabile del procedimento, volevo confrontarmi e rimarcare le diverse imprecisioni contenute nella relazione tecnico illustrativa di questo documento di inquadramento, ma visto l’impossibilità di tempo sono costretto a richiedere in questo consiglio chiarimenti e anche correzioni che avrebbero potuto essere fatte prima.
Non c’è chiarezza già nel titolo del provvedimento: adeguamento del documento….mentre a pagina 8 della relazione si legge: “si tratta di provvedere ad una sua integrazione e ad un suo adeguamento……..” ma in realtà oggi si propone una variante sostanziale al documento originario 2001, dove a chiare lettere veniva dichiarato di non “dover prevedere ulteriori zone residenziali oltre a quelle già previste, ma di agire realizzando edilizia privata, convenzionata e a favore delle categorie protette nell’ambito dei piani particolareggiati, di recupero, di lottizzazione in essere riqualificando il patrimonio edilizio esistente, trasformando le aree produttive dismesse e delle industrie in trasferimento”.
In questo nuovo piano vengono invece inserite altre aree ora a verde di notevole consistenza, non previste nel documento 2001, che saranno destinate ad ulteriori zone residenziali in evidente contrasto con quanto sostenuto precedentemente.
Si deve segnalare che in questa relazione di variante si riportano gli obiettivi del precedente documento di inquadramento tralasciando strumentalmente le parti che danno fastidio in quanto sono in contrasto con i nuovi obiettivi. Nella descrizione dell’obiettivo A viene omesso: “Il trasferimento della attività esistente da via Restelli nell’area agricola dismessa consentirebbe la riconversione dell’area liberata da industriale a residenziale…………..”. Oggi nell’obiettivo A, attuale sede dell’Italsempione, ridenominato ambito P.I.I. 01, viene inserito una nuova destinazione prevedendo “la creazione di un grande centro dell’istruzione, che, in unione con quello della provincia ed affiancandosi alle aree collettive di nuovo reperimento andrà a costituire un centro scolastico sinergico ed integrato”. In questo ambito si vuole evidenziare anche la contraddizione operata dell’amministrazione che, in sostituzione dell’obiettivo dichiarato della realizzazione di un parco pubblico attrezzato nell’area tra via Restelli e via Isonzo, a sud della ferrovia, ha concesso un’area ad un’azienda come parcheggio privato. Nella relazione tecnica illustrativa della variante del documento di inquadramento, nella descrizione del bilancio del primo documento 2001, sono contenute diverse inesattezze, che denotano una non sufficiente analisi ed approfondimento da parte del tecnico e del responsabile del procedimento che doveva controllare tale elaborato: non è vero che “il complesso Tosi sta subendo un rapido frazionamento interno che vede la sostituzione di un’unica identità produttiva con una pluralità di soggetti”: è da qualche decina d’anni che la vecchia manifattura Tosi è stata frazionata; non è vero che “ha preso decisamente corpo la rete delle piste ciclabili in via Zara, sull’intera via Milano e sulla ex SS11”, anzi la stessa proposta di intervento contenuta in un emendamento della minoranza al bilancio è stato bocciata in questo Consiglio Comunale nell’ultima seduta.
Altro contenuto scomodo da riportare e che perciò viene omesso in questa relazione, è la completa descrizione dell’obiettivo B dell’originario documento di inquadramento perché qui era già previsto che l’insediamento artigianale ex Tosi sarebbe stato trasferito nel nuovo PIP di via Madonna del Salvatore, anzi era stato un motivo del raddoppio dello stesso PIP. Le aree del PIP sono state invece tutte assegnate, c’è di tutto, ma la ex Tosi è ancora lì e ora è diventato il motivo per cementificare le aree a nord della ferrovia.
Questa variante del documento di inquadramento viene motivata con: “poiché il Comune è già dotato di tale elaborato si tratta di provvedere ad una sua integrazione e ad un suo adeguamento. Si è visto infatti che gli obiettivi generali e particolari della deliberazione originaria, sono, ancor oggi, non solo condivisibili, ma perseguibili entro un’ottica di assetto generale del territorio”, ma come si è visto in precedenza gli obiettivi non sono gli stessi. Si ricorda ancora che il primo piano non prevedeva ulteriori zone residenziali su aree a verde, mentre in questa variante si prevede un ambito O2A residenziale compreso fra le vie Martin Luther King e il Comune di Arluno, su un’area agricola dismessa oggi destinata a standard per servizi pubblici e a verde.
Nell’ambito P201B e C vengono previste nuove costruzioni per una superficie lorda di pavimento di 145.500 mq. di cui 58.500 con destinazione ricettivo-alberghiera. A questo proposito si segnala un altro errore della relazione, in quanto il tecnico dichiara che solo poco più di 144.000 mq. andrebbero a interessare aree ex agricole dismesse: ma come può essere corretto questo dato se la sola superficie lorda di pavimento concessa in questo ambito è di 145.500 mq. ed in questo conteggio non si considera ancora la superficie dell’ambito P202A, l’area di via Martin L.King, che deve essere considerata anch’essa un’area agricola dismessa? Da un grossolano calcolo utilizzando la piantina allegata dai privati che richiedono il cambio di destinazione, le aree ex agricole da trasformare sarebbero oltre 200.000 mq.
Le aree complessivamente soggette a trasformazione in questo documento di inquadramento sono circa 417.000 mq. e davanti ad una trasformazione di queste dimensioni, in nessun punto della relazione tecnica si parla di valutazione ambientale strategica, VAS, anzi, come criterio per valutare le proposte avute dai privati che sono alla base di questo documento di inquadramento e che non riguardano le esigenze dei cittadini vittuonesi, vengono elencati i vantaggi del Comune, “sotto i seguenti profili: di positiva ricaduta in termini di disponibilità di aree, in termini di realizzazione di opere collettive, in termini di soddisfacimento del bisogno di prime case, in termini occupazionali e di indotto del settore produttivo”. Nella relazione si sostiene che i vantaggi del Comune sono anche “di profilo patrimoniale e di immagine”. Si parla di immagine ma non c’è nessun riferimento all’ambiente. Le ricadute in termini ambientali di questa consistente trasformazione del territorio, quali saranno? Esiste una direttiva CEE sulla Valutazione Ambientale Strategica di cui in questa relazione non si fa nessun cenno. Verrà tutto rinviato ai PII, ma cosa significherà per la qualità di vita dei vittuonesi cementificare oltre 200.000 mq di territorio oggi a verde e con una presenza arborea di notevole consistenza tanto da essere considerata dal PTCP area boscata? Quali effetti si avranno sull’ambiente vittuonesi eliminando questo polmone a verde, di importanza fondamentale per il riequilibrio ambientale, per sostituirlo con cemento, inquinamento da traffico, paesaggio stravolto, fauna distrutta, ecc.
Un altro aspetto che non convince di questo documento di inquadramento proposto è perché la programmazione del territorio non segue l’iter procedurale più logico, che è l’approvazione del Piano di Governo del Territorio, il primo strumento della pianificazione comunale, il cui studio è già stato commissionato da quasi tre anni. Le scelte contenute in questa relazione del documento di inquadramento decidono e completano la destinazione d’uso del territorio ancora rimasto libero nel Comune di Vittuone con una pagina a giustificazione di queste trasformazioni e senza nessun riferimento alla VAS. Il documento di piano del nuovo PGT, che definisce il quadro ricognitivo e programmatorio di riferimento per lo sviluppo economico e sociale del Comune, dovrà limitarsi a confermare queste scelte, a meno che non è si ancora soddisfatti della cementificazione in atto e venga cambiata destinazione d’uso anche alle ultime aree libere a nord della statale 11 verso Corbetta. A questo punto l’Amministrazione avrebbe “consumato” tutte le aree del territorio comunale ad eccezione di quelle inserite nel Parco Sud.
Riteniamo quindi questa relazione non comprensibile e logica da un punto di vista di metodo e procedurale ed insufficiente per i diversi errori contenuti e quindi non proponibile per la sua approvazione questa sera, in particolare:
1 non ci sono stati i termini di tempo per un corretto approfondimento da parte dei consiglieri del punto all’odg;
2 il documento presentato non è un semplice adeguamento al precedente ma è una sostanziale variante di obiettivi e di aree interessate;
3 La comprensione delle aree del bosco del “Bacin” nel PII.O1 come O1b e O1c risulta inaccettabile perché compromette in modo definitivo il loro valore ambientale e paesaggistico, privando la nostra comunità di una delle poche e residue aree rimaste inedificate tra i comuni di Vittuone, Sedriano e Arluno.
Non a caso, infatti, tali aree erano state individuate e “vincolate” anche dal PTCP, approvato nel 2003 dalla Provincia allora governata dal Centrodestra. Sulle tavole 3/F e 4 del PTCP le aree in questione sono chiaramente individuate come “aree boscate” e sottoposte alla disciplina dell’art. 63 delle NTA. Pertanto il Comune, nel predisporre i propri strumenti urbanistici, è chiamato a perseguire l’obiettivo posto dal PTCP di “incremento delle superfici boschive e della loro buona gestione forestale, attraverso forme di governo della vegetazione arborea e arbustiva che favorisca l’affermarsi della vegetazione autoctona” (art. 63, c. 2 delle NTA del PTCP). Appare dunque chiaro come l’intervento proposto sia in netto, totale contrasto con il PTCP. Se il nuovo Documento d’inquadramento sarà approvato, cosa succederà quando questo PII, essendo in variante, sarà trasmesso alla Provincia per la valutazione di compatibilità con il PTCP? Per non parlare del fatto che, siccome ci troviamo di fronte ad un piano attuativo che varia lo strumento generale, dovrà essere operata, sempre dalla Provincia, la valutazione della sostenibilità ambientale dell’intervento, come prescritto dall’art. 4, comma 4 della LR 12/2005.
A dimostrazione della problematicità di tutto ciò basti comunque ricordare che l’art. 63, c. 1 delle NTA del PTCP stabilisce, all’ultimo periodo, che “Gli interventi ammessi in tali ambiti rispondono al principio della valorizzazione”. Come conciliare questa obbligatoria valorizzazione con la previsione, su dette aree, di 145.500 mq di slp?
Inoltre la previsione di questo PII nel documento d’inquadramento risulta in contrasto con l’art. 89 della LR 12/2005. Le aree del “Bacin”, infatti, sono azzonate nel vigente PRG come agricole E1.
Con questa revisione del Documento d’inquadramento, si sta chiaramente tentando di riazzonare un’area agricola e di renderla edificabile senza passare attraverso il PGT e, anzi, in barba alle modifiche dei vecchi PRG consentite dalla LR 12/2005 per i comuni non ancora dotati di PGT.
L’art. 89 della LR 12/2005 stabilisce che i PII in zona agricola sono “volti unicamente al recupero di manufatti edilizi esistenti”. Sulle aree PII.O1b e PII.O1c non esiste più da anni alcun edificio né null’altro che possa essere recuperato. Inoltre l’area non è provvista delle urbanizzazioni che, ai sensi del 1° comma del citato articolo 89, ne consentirebbero un riutilizzo diverso da quello agricolo attraverso PII.
Infine non sembra esistere, o comunque non è stata messa a disposizione dei Consiglieri, la documentazione prevista dal comma 3 bis di detto articolo e che attesti la dismissione delle attività agricole.
È quindi chiaro che l’intento del nuovo Documento d’inquadramento non solo metta in atto un tentativo di aggirare le restrizioni imposte dalla Regione nella fase di passaggio da PRG a PGT, come già detto, ma cerchi addirittura di farlo forzando l’utilizzo di uno strumento (i PII su aree destinate all’agricoltura) a cui la stessa LR 12/2005 ha dato tutt’altre finalità, cioè quelle di “perseguire anche obiettivi di recupero ambientale” (comma 3).

Il capogruppo consiliare de l’Unione per Vittuone
Enrico Bodini

Come sistemare la piazza Guido Rossa: querce di oltre 20 anni tagliate!

Guardate le foto e valutate voi stessi se questa è una Amministrazione con un minimo di sensibilità ambientale.

Contano i fatti e i veri “piani” non si devono scoprire

Qualche osservazione sul comunicato n.8 del comitato Tenti.
Se non si proponessero come nostri amministratori si potrebbe anche sorridere: purtroppo nemmeno si rendono conto con le loro affermazioni di confermare la più assoluta mancanza di conoscenza di cosa sia la democrazia.

La nostra volontà di confrontarsi sugli aspetti riguardanti il futuro di Vittuone è da loro inteso come “far domande per scoprire i loro piani”!

Affermano che “la configurazione del territorio sarà adeguata alle reali esigenze del paese per uno sviluppo organico e armonico”; ma non si rendono conto che forse bisogna spiegare agli elettori cosa intendono per “reali esigenze” e, quanti metri quadrati di territorio verde vogliono ancora cementificare per realizzare “uno sviluppo organico e armonico”.

I fatti contano: perché l’Amministrazione Comunale ha evitato il confronto in Consiglio Comunale sulle interpellanze della minoranza? Troppo imbarazzante spiegare perché oggi il Comune rinuncia alla proprietà di una strada vicinale comunale inglobata nell’area industriale della Zurst Ambrosetti valutandola 5,68 euro al metro quadro! E poi visto l’esiguo ricavo, neanche se la fa pagare.

Troppo imbarazzante spiegare perché accettano dai lottizzanti dell’area ex Royalite, questi tre cumuli di terra scalando loro 150 milioni di lire dagli oneri di urbanizzazione che avrebbero dovuto versare alle casse comunali.

Ecco qualche foto per capire se, con loro, si può guardare avanti serenamente!

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Chi evita il confronto ha qualcosa da nascondere?

Chi dice bugie?
Il Comitato Tenti sostiene che l’ultima Amministrazione di centrosinistra approvò il piano regolatore un mese prima delle elezioni del 1998.
Falso. Il piano fu approvato dal Consiglio Comunale nel 1996, dopo più di un anno di presentazioni e confronti pubblici in diverse riunioni di quartiere.

Il Comune di Vittuone poteva acquistare Villa Venini in quanto titolare del diritto di prelazione nell’ultimo passaggio di proprietà un anno e mezzo fa. Perché non lo ha fatto?

I recuperi delle corti Restelli e Circulin sono state fatte sulle indicazioni contenute nell’attuale Piano Regolatore.

Dire di aver realizzato il recupero del centro storico sistemando la via Matteotti (e pure male), e alcune vie del centro significa proprio non avere progetti di livello più elevato.

Accusare il centrosinistra di aver eliminato i parcheggi in centro è falso.
L’ultima Giunta ha cancellato il progetto dei parcheggi di via Dante e non ha fatto il parcheggio sotterraneo di piazza Venini anche se l’aveva promesso nel proprio programma elettorale.

L’Amministrazione Comunale evita il confronto in Consiglio Comunale

Ritiene troppo imbarazzante chiarire in pubblico perché riconosce, gratuitamente e per sempre, alla Magazzini Generali (Zurst Ambrosetti), il diritto di passaggio del raccordo ferroviario sui terreni ora di proprietà comunale, senza stipulare nessun contratto di locazione. Centinaia di migliaia di euro per le casse del Comune andati in fumo!

Troppo imbarazzante spiegare perché il Comune di Vittuone, prima accetta 1.800,00 euro l’anno dalla Magazzini Generali per oneri di manutenzione alla viabilità comunale causati dal raccordo ferroviario, e poi invece li lascia perdere. Il Comune è troppo ricco per accettare questi soldi?!

Troppo imbarazzante spiegare ai cittadini di via Ghidoli se il lottizzante che ha costruito sopra i terreni dell’ex Royalite a fianco della stazione, ha davvero terminato tutte le opere previste, quando gli inquilini ci abitano già da due anni!

La politica non è il fantacalcio

Tra 15 giorni decade il Consiglio Comunale. Il nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT) promesso ai cittadini da Tenti lo scopriremo solo nella brochure elettorale, condito da sogni e fumo. Come faremo a fidarci di chi non voleva il centro commerciale e poi l’ha realizzato, o da chi voleva Villa Venini, ha lasciato mani libere ai privati per comprarla, e ora promette di riprendersela? Ma chi ci ha guadagnato veramente da questi “tira e molla”? Di certo non i vittuonesi.

Recuperare le corti = asfaltarle!
Quanti vecchi cortili sono stati recuperati in questi 9 anni? La Courtascia è stata asfaltata “provvisoriamente” 7 anni fa, ed è ancora così! E’ questa la salvaguardia della tradizione delle corti “come erano una volta”?

Parcheggi finiti?
Il programma elettorale di questa Amministrazione prevedeva la costruzione di un parcheggio interrato in piazza Venini e valorizzare così il centro del paese e la Villa stessa. Sarà facile adesso ripromettere quello che non si è stati in grado di fare.

Fontanili e Lazzaretto abbandonati
Dopo 9 anni Tenti si è accorto che a sud della Statale c’è un patrimonio verde. Non ci vogliono stanziamenti faraonici: basta mandare qualcuno a pulire per rendere agibili le aree dietro al Lazzaretto, che sono state abbandonate da 9 anni, dopo l’intervento, purtroppo andato sprecato, dell’Agenzia Regionale delle Foreste. Ma è evidente che per qualcuno l’ambiente “rende” solo quando bisogna recuperare voti.

Regaliamo posti di lavoro!
L’amministrazione comunale di Vittuone aveva promesso priorità di assunzione per i vittuonesi, accendendo molte speranze. Pare che siano giunte quasi un migliaio di domande di lavoro, non solo di disoccupati ma anche di persone con esperienza lavorativa che pensavano di avvicinarsi a casa.
Tra le prime 15 assunzioni non risulta esserci nessun residente a Vittuone. Per il centro commerciale ne hanno previsti addirittura 545!