Articoli marcati con tag ‘acqua’

A chi serve la Multiutility del Nord?

Acqua 2.0

Inaugurazione della casa dell’acqua

La casa dell’acqua

La cultura dell’acqua pubblica: bisogna fare di più

Non basta aprire una casa dell’acqua, bisogna fare di più. L’acqua minerale non ha alcuna proprietà benefica in più rispetto all’acqua dell’acquedotto. L’acqua del rubinetto, specialmente a Milano e nella sua provincia, è del tutto equivalente e altrettanto sicura, anzi è più controllata. Inoltre è economicissima, pratica, non produce rifiuti e non contribuisce all’inquinamento, cosa che invece avviene per trasportare bottiglie da un capo all’altro dell’Italia.

Bere l’acqua dell’acquedotto è una scelta che mette in evidenza il concetto che l’acqua è un bene di tutti, che tutti hanno diritto ad avere un’acqua sicura e gratuita e che essa è un bene primario irrinunciabile.

E’ una scelta che serve a contrastare il giro d’affari miliardario delle multinazionali dell’acqua, sempre più potenti, che non si accontentano più di vendere l’acqua in bottiglia ma vorrebbero anche venderci quella che sgorga dai nostri rubinetti.

Per questo il Comune dovrebbe fare molto di più per creare una cultura dell’acqua come bene comune. Campagne di informazione istituzionale, una rete, con relativa mappa, delle fontanelle pubbliche, la messa al bando delle minerali in bottiglia in tutti i luoghi pubblici ed altre iniziative per creare una cultura diffusa dell’acqua pubblica che non ci faccia sentire dei pezzenti se al bar, o al ristorante, chiediamo un bicchiere o una caraffa d’acqua del rubinetto.

Casa dell’acqua: una vittoria del Comitato Referendario

Il 24 marzo prossimo sarà inaugurata anche a Vittuone, finalmente, una casa dell’acqua. Il nostro era rimasto uno degli ultimi comuni di questo territorio a non averne una. Ad Arluno e a Sedriano, per esempio, c’è già.

Il Sindaco Enzo Tenti ha colto al volo l’opportunità per farne un punto di merito a favore della sua rielezione, utilizzando la recente convenzione con CAP Holding per la gestione del servizio idrico integrato.

Il Sindaco, però, sa bene che la battaglia per l’acqua pubblica non l’ha condotta né lui né la sua Amministrazione, anzi se non l’ha osteggiata quantomeno non l’ha favorita. Il suo partito, il Pdl, era assolutamente contrario, e lo è ancora oggi, alla gestione pubblica dei servizi essenziali, ritenendo fondamentale l’ingresso dei privati, i quali ovviamente dovranno trarne profitto.

E’ stato il popolo dell’acqua che ha sempre tenuta alta la bandiera della gestione pubblica di questi servizi, un popolo che anche a Vittuone ha condotto la sua battaglia, organizzando gazebo, distribuendo volantini, sostenendo la partecipazione al voto referendario che ha dato un risultato schiacciante e inequivocabile.

E’ un vecchio trucco quello di impossessarsi di battaglie popolari a pochi mesi dal voto. Un trucco facile per catturare consensi. Non basta dire, come ha fatto il Sindaco sui giornali locali, di trovare strano di andare al supermercato a comprare un bene che arriva direttamente in casa. Dovrebbe anche dire che se il Comune ha stipulato la convenzione con CAP Holding, società a capitale totalmente pubblico, lo si deve al risultato referendario e alla battaglia che noi, all’interno del Comitato Referendario, abbiamo condotto.

Dovrebbe spiegare che il suo partito, invece, vuole i privati nella gestione dei servizi pubblici essenziali, dovrebbe ricordare la feroce campagna di disinformazione del Governo Berlusconi per evitare che si raggiungesse il quorum e il totale silenzio della sua Amministrazione in paese: solo tre punti predisposti per l’affissione della propaganda elettorale, nessuna informazione istituzionale ai cittadini, nemmeno tramite e-mail.

La casa dell’acqua a Vittuone è una nostra vittoria, è una vittoria di migliaia di cittadini che credono che l’acqua sia un bene primario che deve assolutamente restare pubblico e sul quale non si possono fare profitti, una vittoria della volontà popolare sull’arroganza del potere.

La casa dell’acqua rientra in questa concezione che non è certo del Sindaco o del Pdl ma della gente, del popolo dell’acqua e che il Sindaco cerca di sfruttare per scopi elettorali.

Per questo il prossimo 24 marzo chiediamo alle associazioni e ai partiti che hanno sostenuto il referendum sull’acqua (Vit.A-Legambiente, Acli, Anpi, Unione per Vittuone, Gioia di vivere, Vittuone nel cuore, oltre a Rifondazione Comunista, oggi SdV) di intervenire insieme a noi con le proprie bandiere, con le bandiere del Comitato per l’acqua pubblica, all’inaugurazione della casa dell’acqua.

Rino Scialò

Portavoce PD Vittuone

Per approfondimenti:

Obbedire ai referendum

OBBEDIRE AI REFERENDUM PERCORSI PER L’ATTUAZIONE DELL’ACQUA BENE COMUNE

Seminari di approfondimento dei temi aperti dalle scelte referendarie

Sabato 3 marzo 2012 Ore 10.00 – 15.00

ACQUARIO DI MILANO

Vle G. Gadio 2 (MM2 Lanza, ATM: 3-4-7-12-14-45-57-61)

Più di 26 milioni di italiani hanno scelto, con il voto referendario dello scorso giugno, la gestione pubblica dell’acqua bene comune. Naturalmente dire ‘pubblico’ non basta di per sé ad assicurare una buona qualità del servizio; si tratta allora di articolare le condizioni per una gestione pubblica di qualità. Come tradurre questa volontà sui territori? Il territorio di Milano si presenta come una situazione ottimale per mettere a punto modelli di gestione pubblica di qualità che servano da traino anche per tante situazioni meno fortunate, dove la privatizzazione del servizio si è insediata, o la gestione pubblica non è sempre esempio di efficienza, trasparenza, interesse per il bene comune. Vogliamo con questo convegno mettere sul tavolo l’insieme di questioni coinvolte dal processo di attuazione dalla scelta referendaria; abbiamo chiamato le Università milanesi e le associazioni esperte in materia per approfondirle insieme, per arrivare a formulare proposte concrete agli amministratori. Si tratta di un lavoro di approfondimento che serve a tutti coloro che, come noi, si occupano di promuovere questa attuazione, ma che nelle nostre intenzioni dovrebbe anche costruire le basi di una nuova cultura dell’azione pubblica in questa materia sia per gli amministratori, che dovranno metterla in atto, che per i cittadini tutti. Dopo una prima giornata di lavori (11/02/2012) dedicata alle questioni giuridiche e socio- economiche relative alle forme gestionali, tariffe, investimenti, partecipazione, ecc., in questa seconda giornata affrontiamo le questioni relative all’acqua come elemento naturale: il bacino, la sua struttura geologica, l’inquinamento, e i rapporti fra acqua e territorio sotto il profilo urbanistico e sotto quello storico-paesaggistico. In una terza giornata apriremo un momento di valutazione del percorso fatto nelle due giornate precedenti, confrontandoci con comitati, associazioni, cittadini e amministratori.

PROGRAMMA DEI LAVORI Presiede: Prof. Claudia Sorlini, Facoltà di Agraria, Università di Milano

INTRODUZIONE

Comitato Milanese Acquapubblica

10.30 -12.30 PRIMA SESSIONE:

1) IL BACINO IDROGEOLOGICO

Prof. Giovanni Pietro Beretta, Dipartimento Scienze della Terra, Università di Milano

2) LA QUALITA’ DEGLI ECOSISTEMI ACQUATICI

Prof. Marco Vighi, Facoltà di Scienze M.F.N., Università di Milano-Bicocca

3) LA QUALITA’ DELL’ACQUA

Prof. Silvana Galassi, Facoltà di Scienze M.F.N., Università di Milano

12.00 DIBATTITO PUBBLICO 12.30 -13.00 PAUSA PRANZO (organizzata sul posto)

13.00 -15.00 SECONDA SESSIONE:

4) ACQUA E TERRITORIO: LA DIMENSIONE URBANISTICA

Prof. Natalia Fumagalli, Facoltà di Agraria, Università di Milano

5) ACQUA E TERRITORIO: LA DIMENSIONE PAESAGGISTICA

Nadia Volpi, Italia Nostra

14.00 DIBATTITO PUBBLICO CONCLUSIONI: LE TAPPE DELL’AZIONE PUBBLICA SULL’ACQUA A MILANO E IN LOMBARDIA

Emilio Molinari

IL SEMINARIO E’ GRATUITO E APERTO A TUTTI GLI INTERESSATI. ESSENDO I POSTI LIMITATI, E’ NECESSARIO PRENOTARE INVIANDO UN’ E-MAIL A infocma@contrattoacqua.it (OGGETTO: CONVEGNO ACQUA).

COMITATO PER

l’AttuAzione dei RefeRendum

DI MILANO E PROVINCIA

IL GOVERNO MONTI FA MARCIA INDIETRO

COMUNICATO STAMPA

LA RIPUBBLICIZZAZIONE DELL’ACQUA È POSSIBILE

La mobilitazione paga: il popolo dell’acqua ha costretto il Governo a
ritirare il provvedimento che vietava la gestione del servizio idrico
attraverso enti di diritto pubblico, quali le aziende speciali.

È una vittoria dei cittadini e dei comitati che in tutto il paese
hanno fatto sentire forte la loro voce in difesa del voto referendario.

Rimane ampiamente negativo il giudizio del Forum Italiano dei Movimenti
per l’Acqua sul decreto liberalizzazioni che, a dispregio voto del
giugno scorso, peggiora le già pessime misure del precedente Governo
sulla privatizzazione degli altri servizi pubblici locali.

La mobilitazione del popolo dell’acqua continua per la piena attuazione
del risultato referendario: avanti tutta con la ripubblicizzazione del
servizio idrico e la campagna di obbedienza civile per una tariffa
corretta e coerente coi referendum. Si scrive acqua, si legge
democrazia.

Roma, 20 gennaio 2012

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

SALVIAMO IL REFERENDUM DELL’ACQUA

Alex Zanotelli

Alex Zanotelli

TRADIMENTO MONTI

Era il 13 giugno , esattamente 7 mesi fa ,quando 26 milioni di
italiani/e sancivano l’acqua bene comune :”Ubriachi eravamo di gioia…
le spalle cariche dei propri covoni!(Salmo,126)
E oggi,13 gennaio ritorniamo a “seminare nel pianto..” (Salmo,126)
perché il governo Monti vuole privatizzare la Madre.
Sapevamo che il governo Monti era un governo di banche e banchieri, ma
mai ,mai ci saremmo aspettati che un governo ,cosidetto tecnico,
osasse di nuovo mettere le mani sull’acqua ,la Madre di tutta la vita
sul pianeta.
E’ quanto emerge oramai con chiarezza dalla fase 2 dell’attuale
governo, che impone le liberalizzazioni in tutti i settori.Infatti le
dichiarazioni di ministri e sottosegretari, in questi ultimi giorni,
sembrano indicare che quella è la strada anche per l’acqua.
Iniziando con le affermazioni di A.Catricalà, sottosegretario alla
Presidenza, che ha detto che l’acqua è uno dei settori da aprire al
mercato.E C.Passera, ministro all’economia,ha affermato :”Il
referendum ha fatto saltare il meccanismo che rende obbligatoria la
cessione ai privati del servizio di gestione dell’acqua, ma non ha mai
impedito in sé la liberalizzazione del settore.” E ancora più
spudoratamente il sottosegretario all’economia G.Polillo ha rincarato
la dose: “Il referendum sull’acqua è stato un mezzo imbroglio. Sia
chiaro che l’acqua è e rimane un bene pubblico.E’ il servizio di
distribuzione che va liberalizzato.”E non meno clamorosa è
l’affermazione del ministro dell’ambiente C.Clini:”Il costo dell’acqua
oggi in Italia non corrisponde al servizio reso…..La gestione
dell’acqua come risorsa pubblica deve corrispondere alla
valorizzazione del contenuto economico della gestione.”
Forse tutte queste dichiarazioni preannunciavano il decreto del
governo (che sarà votato il 19 gennaio) che all’art.20 afferma che il
servizio idrico- considerato servizio di interesse economico generale-
potrebbe essere gestito solo tramite gara o da società per azioni,
eliminando così la gestione pubblica del servizio idrico. Per dirla
ancora più semplicemente, si vuole eliminare l’esperienza che ha
iniziato il Comune di Napoli che ha trasformato la società per azioni
a totale capitale pubblico(ARIN ) in ABC (Acqua Bene Comune-Ente di
diritto pubblico).
E’ il tradimento totale del referendum che prevedeva la gestione
pubblica dell’acqua senza scopo di lucro .E’ il tradimento del governo
dei professori.E’ il tradimento della democrazia.
Per i potentati economico-finanziari italiani l’acqua è un boccone
troppo ghiotto da farselo sfuggire.Per le grandi multinazionali
europee dell’acqua(Veolia,Suez,Coca-Cola…) che da Bruxelles spingono
il governo Monti verso la privatizzazione, temono e tremano per la
nostra vittoria referendaria,soprattutto il contagio in Europa.
“Un potere immorale e mafioso –ha giustamente scritto Roberto Lessio,
nel suo libro All’ombra dell’acqua- si sta impossessando dell’acqua
del pianeta.E’ in corso l’ultima guerra per il possesso finale
dell’ultima merce:l’acqua.Per i tanti processi di privatizzazione dei
servizi pubblici in corso, quello dell’accesso all’acqua è il più
criminale.Perchè è il più disonesto, il più sporco, il più pericoloso
per l’esistenza umana.”
Per questo dobbiamo reagire tutti con forza a tutti i livelli,
mobilitandoci per difendere l’esito referendario, ben sapendo che è in
gioco anche la nostra democrazia.
Chiediamo al più presto una mobilitazione nazionale, da tenersi a Roma
perché questo governo ascolti la voce di quei milioni di italiani/e
che hanno votato perché l’acqua resti pubblica .
Chiediamo altresì che il governo Monti riceva il Forum italiano dei
movimenti per l’acqua,ciò che ci è stato negato finora.
Rilanciamo con forza la campagna di “obbedienza al referendum” per
trasformare le Spa in Ente di diritto pubblico(disobbedendo così al
governo Monti).
Sollecitiamo i Comuni a manifestare la propria disobbedienza alla
privatizzazione dell’acqua con striscioni e bandiere dell’acqua.
E infine ai 26 milioni di cittadini/e di manifestare il proprio
dissenso esponendo dal proprio balcone ,uno striscione con la scritta
:”Giù le mani dall’acqua”!
In piedi , popolo dell’acqua!
Ce l’abbiamo fatta con il referendum, ce la faremo anche adesso !
E di nuovo la nostra bocca esploderà di gioia (Salmo,126)”

Alex Zanotelli

Acqua pubblica: la mobilitazione continua

COMUNICATO STAMPA

LA MOBILITAZIONE CONTINUA: OTTENUTO INCONTRO CON SOTTOSEGRETARIO DE
VINCENTI

Dopo una giornata di mobilitazione a Roma e in tutti i territori, una
delegazione del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha ottenuto un
incontro con il Sottosegretario allo Sviluppo Economico De Vincenti.

È stata ribadita la richiesta di totale rispetto del voto referendario
chiedendo sostanziali modifiche agli articoli del prossimo decreto di
liberalizzazione relativi ai servizi pubblici locali con particolare
attenzione alla richiesta di ritiro dell’articolo relativo alle aziende
speciali nella gestione del servizio idrico. Il Sottosegretario,
dichiarandosi sensibile alle argomentazioni esposte, ha detto che in
materia la discussione è ancora aperta e passibile di modifiche in
direzione del rispetto del voto referendario.

In attesa di vedere se alle parole seguiranno i fatti il Forum Italiano
dei Movimenti per l’Acqua invita a continuare e ad estendere la
mobilitazione in difesa del voto referendario in tutta Italia.

Roma, 18 gennaio 2012