Conoscere il PGT: come cambierà Vittuone (terza parte)

Riprendiamo la descrizione degli interventi più significativi previsti sul nostro territorio.

Il 25 febbraio è stata pubblicata la delibera dell’approvazione definitiva del PGT e le palazzine nella foto sono ora destinate ad “attrezzature collettive in proprietà comunale”, una destinazione non presente nella tavola precedentemente pubblicata del PGT. L’amministrazione ha confermato la vendita di tre degli otto alloggi comunali presenti in queste palazzine; ora si tratta di capire che cosa vuol fare del resto degli immobili che non sono certamente di proprietà comunale.

La case comunali di via Vittorio Veneto

Ad un nostra precisa richiesta, il responsabile dell’ufficio tecnico ha voluto precisare che il cambio di destinazione avverrà all’atto di vendita del singolo appartamento e che le case comunali nel PGT vengono indicate in questo modo.

Questa affermazione non è assolutamente vera, perché sia le case comunali di via Baracca, sia quelle di piazza Venini e quelle di via Verdi non hanno la destinazione ad attrezzatura collettiva in proprietà comunale e, anche in questo caso, qualsiasi cittadino lo può constatare di persona esaminando le tavole del PGT. Rimangono sempre poi da considerare le abitazioni private, gli uffici, la sede della coop Rinascita e del PD, i negozi che sono la parte maggiore di questa area; come possono essere chiamate “attrezzature collettive in proprietà comunale”?

Siamo di fronte all’ennesimo madornale errore di questo PGT e la peggior reazione di chi sbaglia è negare l’evidenza e voler difendere a tutti i costi quello che è impossibile difendere. Si abbia l’onestà intellettuale di ammettere l’errore e di ritornare in Consiglio Comunale per porvi rimedio!

Ricordiamo che tutti i cittadini vittuonesi che volessero visionare il PGT definitivamente approvato, possono rivolgersi direttamente ai consiglieri del nostro gruppo o recarsi la domenica mattina alla sede di via Villoresi 23.

4 Commenti a “Conoscere il PGT: come cambierà Vittuone (terza parte)”

  • vittuonese999:

    Continua ad essere tutto poco chiaro.
    Sarà che a me piace “pane al pane e vino al vino” ..

    Cosa significa, per esempio “il cambio di destinazione avverrà all’atto di vendita del singolo appartamento”?
    Uno compra un appartamento per abitarci e poi gli dico “sorpresa è cambiato tutto”?

    Può invece trattarsi di un solo mero cambio di terminologia, per cui “attrezzature collettive in proprietà comunale” significa edifici pubblici che servono per i cittadini vittuonesi, ma che sono di proprietà del Comune?

    Ringrazio chi volesse specificarmi meglio quanto scritto .. onde evitare incomprensioni o allarmismi, che nuocciono a tutti ed in primis ai vittuonesi stessi.

    Saluti

  • En.Bo:

    la sua confusione penso sia di tutti, anche mia, e deriva dal fatto che non si vuol ammettere l’errore e tirar dritto. Il problema poi non è tanto per chi acquista dal Comune perchè con l’atto a detta del tecnico, si sistema anche la destinazione urbanistica del singolo appartamento; provi invece a pensare al privato che ha una proprietà all’interno di questo comparto e voglia venderla, chi acquista un immobile che è destinato ad attrezzatura collettiva in proprietà comunale?

  • vittuonese999:

    Confusione comunque sig. Bodini.
    Il problema, a mio avviso, è capire cosa significa “attrezzature collettive in proprietà comunale”.

    Cosa cambia per un cittadino che acquista dal Comune un appartamento?
    Cosa cambia per un affittuario che diventa usufruttuario?
    Cosa cambia per un privato che vende un negozio (per esempio) ad una persona che vuole un negozio, e poi si cambia destinazione?

    Grazie per le informazioni che vorrà e potrà darmi.
    Saluti

  • En.Bo:

    Le riporto per capire quali sono le attrezzature pubbliche, uno stralcio del pianodelleregole_01_10.doc

    Art. 16 – Attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale (ex-art. 6, lettera “f.2 –
    SC”)
    16.1.- Le aree ed i manufatti di cui agli articoli seguenti sono destinate al soddisfacimento dei bisogni
    “primari” e “secondari” della popolazione e di quelli indotti dalle attività insediate sul territorio.
    16.2.- Le aree e le attrezzature sono individuate dal “Piano dei Servizi” e sono normate entro il
    presente Piano delle Regole.
    La destinazione d’uso specifica viene fissata dal “Documento di Piano” e dal “Piano dei Servizi”.
    16.3.- Salva diversa indicazione contenuta nel “Piano dei Servizi”, redatto nei modi e nelle forme
    di legge, le aree e le opere previste nelle successive norme non sono prioritariamente sottoposte
    all’espropriazione ma le aree possono essere acquisite e le opere realizzate anche dagli operatori
    privati, alla sola condizione che sia garantito il soddisfacimento dell’interesse della collettività.
    16.4.- Nel caso di attivazione dell’operatività privata, la loro realizzazione deve essere preceduta
    da una convenzione, da stipularsi tra la Pubblica Amministrazione e gli Operatori, entro la quale
    siano fissati non solo i parametri dimensionali ma anche le modalità di accesso da parte dell’utenza
    collettiva, gli eventuali costi e gli possibili meccanismi tariffari, il livello qualitativo da assicurare
    – facendo riferimento, se ed in quanto esistenti, ai capitolati ed ai regolamenti comunali in materia)
    ed alle leggi nazionali e regionali che regolano i rapporti tra gli enti riconosciuti (Chiese, ONLUS,
    volontariato, Enti ed Associazioni, etc.) – e quanto necessario per regolare i rapporti tra le parti,
    avendo quale finalità il servizio da rendere alla cittadinanza o a parti della stessa.
    16.5.- Quando le aree e le opere di cui al presente articolo sono ricomprese entro il “Piano dei
    Servizi”, redatto ai sensi delle vigenti disposizioni, esse concorrono al soddisfacimento delle nepianodelleregole_
    controded.doc – 56
    cessità di uso collettivo e per la realizzazione di attrezzature pubbliche o di uso pubblico, contribuendo
    alla verifica delle dotazioni minime prescritte dalla Legge (standard).
    16.6.- Gli ambiti funzionali di cui al presente articolo sono prioritariamente utilizzati per la realizzazione
    di infrastrutture, manufatti e servizi di interesse dell’intera comunità sia a livello comunale
    che di quartiere, secondo le seguenti destinazioni d’uso:
    strade,
    spazi di sosta o di parcheggio,
    fognature,
    rete idrica,
    rete di distribuzione dell’energia elettrica e del gas,
    cavedii multiservizi e cavidotti per il passaggio di reti di telecomunicazioni,
    pubblica illuminazione,
    spazi di verde attrezzato,
    asili nido e scuole materne,
    scuole dell’obbligo e strutture e complessi per l’istruzione superiore all’obbligo,
    mercati di quartiere,
    presidi per la sicurezza pubblica,
    delegazioni comunali,
    chiese e altri edifici religiosi,
    impianti sportivi di quartiere,
    aree verdi di quartiere,
    centri sociali e attrezzature culturali e sanitarie,
    cimiteri.
    In esse sono ammesse le eventuali residenze del personale e le attrezzature necessarie al funzionamento
    dei servizi previsti.
    Esse comprendono anche gli spazi a parcheggio pubblico (P).
    In relazione a particolari esigenze della popolazione o delle attività insediate nei vari isolati o ambiti,
    l’Amministrazione Comunale può stipulare atti convenzionali per la realizzazione di particolari
    servizi anche non compresi nell’elenco precedente.
    16.7.- forme di intervento
    Permesso di costruire o atto equipollente preceduto da stipula di appositi atti convenzionali.
    Si applicano, per quanto congruenti, i disposti estetico-morfologici di cui alle presenti norme.

    dalla norma risulta chiaro che gli immobili in questione non hanno niente a che fare con questa destinazione. per rispondere alla sua domanda chi acquista un immobile inserito in questo ambito porta a casa questi vincoli; per gli appartamenti comunali venduti si dovrà far riferimento al rogito

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