Archivi per la categoria ‘Dibattito politico’

Finanziamento dei partiti

Da subito dimezzamento e controlli rigorosi: 160 milioni di risparmio ai terremotati

E’ stato approvato a larga maggioranza il provvedimento per dimezzare immediatamente i finanziamenti pubblici ai partiti politici e mettere in campo rigorosi controlli sulle gestioni e sulle spese sostenute. Le nuove disposizioni introducono un sistema misto di finanziamento per cui alle forze politiche andranno, d’ora in poi, 91 milioni di euro all’anno: il 70 per cento dei quali (pari a 63.700.000 euro) come rimborso delle spese per le consultazioni elettorali e quale contributo per l’attività politica; il restante 30 per cento (pari, al massimo, a 27.300.000) a titolo di cofinanziamento. I partiti riceveranno cioè 50 centesimi per ogni euro ricevuto da parte delle persone fisiche o enti. Chi vorrà finanziare la politica potrà inoltre godere di agevolazioni fiscali sull’importo donato per un massimo di 10 mila euro. E le campagne elettorali non potranno sforare precisi tetti di spesa. E’ stato inoltre previsto l’obbligo di sottoporre i bilanci ad un doppio sistema di controllo. Il primo, quello interno, prevede che i bilanci siano certificati da società di revisione iscritte all’albo della Consob. Il secondo, quello esterno, affida il controllo di tutte le spese sostenute ad una Commissione ad hoc composta da 5 magistrati designati dai vertici delle massime magistrature (uno dalla Cassazione, uno dal Consiglio di Stato, tre dalla Corte dei conti). Un meccanismo rigoroso, coerente al dettato costituzionale, non più di mero accertamento della regolarità formale e da cui consegue un articolato sistema di sanzioni che possono arrivare fino alla decurtazione dell’intero importo dei contributi. Nel corso dell’esame parlamentare, su nostra proposta è stata introdotta una importantissima norma di civiltà per cui i 160 milioni di euro che si risparmieranno con l’attuazione di queste nuove norme nei prossimi due anni saranno interamente destinati alle zone e alle popolazioni colpite dal terremoto.

Gli scandali della sanità lombarda

A chi serve la Multiutility del Nord?

Centrosinistra pronto alla sfida in Lombardia

Incontro antimafia il 17 maggio a Bareggio

Continua il percorso della Carovana Antimafia Ovest Milano. Dopo la
serie di incontri tenuti lo scorso autunno in diversi centri della zona,
e in occasione del 20° anniversario degli omicidi dei giudici Falcone e
Borsellino, è tornato il tempo per riproporre un serio e attento momento
di riflessione sulla criminalità organizzata nei nostri territori.
Questa volta la tappa è a Bareggio, centro dell’hinterland milanese
coinvolto recentemente da decine di arresti contro la ‘ndrangheta in
seguito all’operazione “Infinito”.
L’incontro, organizzato per il giorno 17 maggio alle ore 21.00 presso il
centro polifunzionale Martin Luther King di Bareggio, cercherà di
affrontare il problema sia da un punto di vista culturale, rompere il
silenzio omertoso che ormai gravita intorno a fenomeni preoccupanti
legati alle mafie, nonché nel cercare di contrastare l’accettazione di
atteggiamenti di arroganza e rassegnazione che sempre più coinvolgono le
giovani generazioni, sia da un punto di vista pratico, tramite le azioni
che le amministrazioni comunali possono mettere in campo, con le buone
pratiche delle associazioni antimafia con il lavoro sui beni confiscati
e nelle scuole.

Ci aiuteranno e guideranno in questo primo passo per la costruzione di
percorsi per la legalità:
ILARIA RAMONI, avvocato, esperta in diritto del lavoro e in legislazione
antimafia, è referente per Milano e provincia e membro dell’ufficio
legale nazionale di Libera-Associazioni, nomi e numeri contro le mafie;
GIANNI BARBACETTO, giornalista del Fatto Quotidiano. Nel settembre 2011
ha pubblicato (insieme a Davide Milosa) “Le mani sulla città” (Edizioni
Chiarelettere) sulla presenza e gli affari della ‘ndrangheta nel
capoluogo lombardo;
dott. MARIO VENDITTI, sostituto procuratore della Direzione distrettuale
antimafia presso la Procura di Milano. Ha guidato alcune delle
principali inchieste degli ultimi anni su infiltrazioni mafiose e
riciclaggio in Lombardia.
moderatore LUCIANO SCALETTARI, inviato di Famiglia Cristiana, ha
pubblicato nell’ottobre 2010 (insieme a Luigi Grimaldi) il libro “1994,
una storia mai raccontata” (Edizioni Chiarelettere)
Giovedì 17 maggio 2012, ore 21.00, centro polifunzionale Martin Luther
King, via F. Gallina, Bareggio (MI)

“Non si può più fare finta di non sapere che, anche qua purtroppo, certe
cose succedono. Creare attenzione, dibattito, consapevolezza e
discussione, rompere l’omertà, è il primo e necessario passo per
contrastare il radicamento della criminalità organizzata nei nostri
territori. E nelle nostre coscienze.”
Promuove la Carovana Antimafia Ovest Milano
Aderiscono all’iniziativa:
ANPI Bareggio, ARCI Paz Castano 1°, Ass. Libertà di cultura, Ass. Punto
Rosso Magenta, Comitato soci COOP Bareggio/Settimo M.se, Coord. Genitori
democratici Bareggio, IDV Bareggio, PD Bareggio, PRC Bareggio, Unione
Sindacale di Base, Verdi Bareggio

L’Italia sono anch’io

L'on. Maria Pia Garavaglia

L'on. Maria Pia Garavaglia

Incontro pubblico Campagna L’ Italia sono anch’io

Corbetta – Acli

Giovedì 11 maggio 2012 ore 21

Una 60ina di persone (molti gli immigrati stranieri – indiani pakistani africani albanesi) ha partecipato alla serata ,organizzata venerdi’ 11 maggio ore 21  da Acli Corbetta e Comitato Pace del Magentino presso sede Acli di Corbetta, per fare il punto sulla Campagna “L’ Italia sono anch’io” – nei vari Comuni della nostra zona si è costituito un Coordinamento e sono state raccolte oltre 1400 firme (un dato molto alto rispetto agli obiettivi nazionali) per proporre due leggi di iniziativa popolare (diritto al voto amministrativo e ad una cittadinanza piu’ “veloce” per i migranti stranieri). A livello nazionale sono state raccolte nello scorso inverno 110.000 firme che sono state da tempo consegnate al Presidente della Camera dei deputati, on. Fini.

Lo scopo dell’incontro era chiedere notizie aggiornate dell’iter parlamentare per la possibile discussione delle due proposte di legge.  Ne hanno parlato insieme Carlo Oldani (Cgil Ticinolona), Paolo Petracca (neo presidente provinciale Acli) e l’on senatrice Maria Pia Garavaglia (PD) membro della Commissione Parlamentare dei Diritti Umani. Petracca ha garantito il massimo impegno della sua associazione per il varo delle leggi proposte, sul quale vi è la disponibilità anche di Sindaci importanti come quello di Milano. La stessa on. Garavaglia si è dichiarata possibilista sul fatto che entro questa Legislatura le due proposte di legge vengano discusse e possibilmente venga accolto il sacrosanto  principio che un bambino che nasce in Italia è da subito  un cittadino italiano (Ius Solis). Presente anche il consigliere Regionale Prina e il revdo Parroco di Corbetta che ha portato il suo saluto.
Dopo le parole vi è stato un momento di festa, con  dessert preparato dai migranti stranieri allegri e corali canti multietnici che hanno scaldato i cuori dei presenti.
L’incontro si ripeterà nell’ Abbiatense ai primi di giugno 2012.
Comitato Intercomunale per la pace del Magentino

Perchè il Tenti ha perso

Riceviamo e pubblichiamo…

Il bocciodromo voluto da Tenti

Il bocciodromo voluto da Tenti

Dopo l’elezione a sindaco di Fabrizio Bagini e la sconfitta di Tenti, ho fatto qualche considerazione, che vorrei esternare, se mi è permesso.

Le considerazioni non sono a tema squisitamente politico, quelle le ha fatte in modo estremamente corretto e competente il consigliere regionale del PD Maurizio Martina. D’altra parte lui è un politico di mestiere ed è il suo lavoro, io nel mio piccolo mi limito a cercare di darmi delle risposte sul perchè il Tenti abbia perso, nella mia consueta (e unica) veste di cittadino che vive il proprio paese e vede cosa funziona e cosa no.

E le risposte, alla fin fine, sono soltanto due; la giunta Tenti ha smesso di dare risposte ai cittadini, oppure ha detto loro delle bugie.

Quando dico che ha smesso di dare risposte, lo dico nel senso più letterale del termine.

Dopo un periodo iniziale (molto breve, per la verità) in cui si è cercato di ascoltare i Vittuonesi, questa buona abitudine è improvvisamente cessata.

Le richieste che venivano inviate al sito del comune, soprattutto quelle riguardanti la manutenzione e lo stato di conservazione delle infrastrutture del paese, venivano sistematicamente ignorate, sotto ogni aspetto.

Se ad esempio veniva segnalato un lampione spento, il richiedente non riceveva risposta alcuna, neppure un “…la sua richiesta verrà evasa appena possibile…” dato da un banale risponditore automatico. Non solo, ma a distanza di settimane o di mesi il lampione rimaneva inesorabilmente spento.

Questo ha dato la certezza, se mai ce ne fosse bisogno, che il sindaco e i suoi erano distanti anni luce dalle esigenze dei propri concittadini, che in sostanza non gliene importava nulla se Vittuone andava in pezzi. L’unica cosa che sapevano fare erano annunci mirabolanti e promesse che era ovvio che non avrebbero mai potuto mantenere.

Letizia Moratti, lo scorso anno, è caduta esattamente per lo stesso motivo; dopo aver passato anni a farsi gli affari suoi (e dei suoi compari affaristi e faccendieri assortiti…), si è miracolosamente “avvicinata” alla plebe nell’ultimo mese di campagna elettorale. Anche lei, come il Tenti, si è permessa di insultare vigliaccamente il suo avversario, Pisapia, nella fattispecie. Lei lo fece nell’ormai famoso faccia a faccia televisivo, il Tenti più modestamente ad un comizio in paese.

Il risultato è stato il medesimo. E, scusate l’immodestia, non venite a dirmi che non ve l’avevo detto qualche mese fa…

Quanto alle bugie del Tenti, beh, queste sono sotto gli occhi di tutti.

Bilanci molto “fantasiosi” con entrate solo ipotetiche, promesse fatte e poi rimangiate con motivazioni vaghe e pretestuose (chi ha mai detto che le telecamere in paese non le voleva nessuno?), idee della minoranza sdegnosamente respinte con arroganza e poi fatte proprie in piena campagna elettorale (vi dice niente la casa dell’acqua?).

Ma il nodo cruciale è stato il mezzo bocciodromo! Qui le menzogne si sono sprecate!

Oggi esso viene utilizato come punto di aggregazione e di ritrovo, e tutto sommato può anche andar bene, ma allora perchè non chiamarlo semplicemente con il suo nome???

Se all’atto della sua progettazione fosse stato presentato come un edificio di ritrovo per feste e celebrazioni, che potesse sostituire il precario tendone al parco Lincoln, sarebbe probabilmente stata una buona strategia. Il fatto poi che al suo interno ci fossero anche dei campi da bocce al coperto e un bar funzionante, beh, meglio ancora.

Invece è stato presentato in pompa magna come un bocciodromo in grado di ospitare gare nazionali e alimentato da energie rinnovabili, entrambe cose non vere, e di cui chiunque si sarebbe accorto dando un’occhiata anche solo di sfuggita al progetto.

Torniamo al predente discorso degli annunci ad effetto.

In un momento di gravissima crisi come questo, bisogna saper ottimizzare le risorse.

Questo non vale solo per noi comuni mortali, che da un po’ di tempo in qua abbiamo imparato a rinunciare al superfluo per poter mettere insieme il pranzo con la cena, ma vale ancor più per le pubbliche amministrazioni.

Esse non devono far vedere che sanno realizzare progetti grandiosi, soprattutto se essi sottraggono importanti risorse per i servizi essenziali, ma devono dimostrare ai cittadini che investono con oculatezza le (poche, di questi tempi…) risorse che hanno a disposizione.

Risorse che, in fin dei conti, sono il denaro dei contribuenti, e che questi ultimi diventano particolarmente ostili se si accorgono che esso viene sprecato. Si irritano parecchio se vedono sorgere una cattedrale nel deserto quando ogni giorno in paese rischiano pneumatici e cerchioni della propria auto su strade degne della Parigi-Dakar.

Fino ad ora a Vittuone abbiamo assistito a una politica calata dall’alto, in cui ogni decisione veniva imposta ai cittadini senza alcun dibattito pubblico, volenti o nolenti. Decisioni che i nostri amministratori ricevevano dalle direzioni del proprio partito e che dovevano imporre.

Spero che da oggi possiamo assistere ad una politica più vicina al cittadino, in cui l’amministratore ascolti le necessità del paese e non ripeta a pappagallo i diktat dei propri superiori, ma che sappia interpretare i bisogni dei Vittuonesi e sia in grado di tradurle in fatti concreti, compatibilmente con le attuali disponibilità di risorse.

Insomma, meno “caviale e champagne” (che non ci possiamo permettere) e più “pane e salame”.

Speriamo che la nuova giunta non ci deluda.

Buon lavoro

Stefano Banda

L’analisi del voto di Maurizio Martina

Un voto che fa primavera

Il primo turno della amministrative ha dato chiari segnali di cambiamento in Lombardia. Non sono messaggi univoci, come vedremo, ma segnano in modo evidente un cambio di stagione che va rafforzato con il ballottaggio e con un rinnovato impegno sui temi che stanno provocando disagio e paura tra i cittadini.
La tornata elettorale ci consegna un Partito Democratico in salute, capace di assorbire molto meglio di altri i colpi dell’astensionismo e della cosiddetta anti-politica. Un buon mix tra la scelta delle persone giuste, la presenza sul territorio e la partecipazione ha consentito di conquistare consenso anche in zone fino a ieri considerate roccaforti di voto del centro-destra. Solo qualche mese fa un risultato del genere era difficile da ipotizzare, ma c’è ancora tanto lavoro da fare.
La primavera evocata dal titolo è stagione di cambiamento e di contraddizioni. Chiede la fatica di svegliarsi dal torpore dell’inverno e porta con sé rischi di acquazzoni e brusche discese della temperatura. Metafore che ci suggeriscono la necessità di lasciare ad altre stagioni l’esultanza e la possibilità di godere di risultati stabili e consolidati. Si tratta ora di costruire le condizioni perché dal ballottaggio arrivino segnali coerenti con il cambiamento. Si tratta, soprattutto, di fare in modo che l’apertura di credito dimostrata dagli elettori si trasformi in convinto sostegno all’alternativa in Lombardia. Si parte dai comuni, dove la buona amministrazione paga ed è spesso più forte della protesta, per arrivare, in un tempo plausibilmente non lontano, alla regione.
Ci sono però segnali da non trascurare.
Il primo è la crescente percentuale di astensionismo. Segnale di stanchezza e disillusione nei confronti di un sistema politico che viene considerato incapace di offrire risposte alla crisi, a partire dall’autoriforma dei partiti stessi. Il non voto non riguarda solo gli altri, interroga anche il Pd che non può permettersi di fare spallucce dicendo che le conseguenze le deve tirare più che altro il centro destra. Servono chiari segni di inversione di tendenza e, laddove sono state ben organizzate, le primarie hanno dimostrato una volta di più di essere un grande strumento di partecipazione e rinnovamento.
Il secondo dato eclatante è l’affermazione del Movimento 5 stelle che fa riferimento a Beppe Grillo. Difficile capire dove arriverà la sua corsa. Il risultato ottenuto non può però essere bollato con l’etichetta della protesta fine a se stessa, porta con sé una voglia di partecipazione dal basso che deve essere considerata un’opportunità importante e una provocazione per tutti i partiti a saper essere più capaci di coinvolgere i cittadini che non vogliono essere considerati solo utili elettori (il termine poteva essere anche un altro), ma chiedono di essere ascoltati.
Terzo segnale. Il voto dei lombardi è un chiaro messaggio di disagio nei confronti del centro destra, ma non è detto che sia definitivo. Per trasformare l’avviso nello sfratto esecutivo di colui che in questi anni ha rappresentato la sintesi politica del centro destra dai piani alti del Pirellone c’è ancora tanto lavoro da fare. La coalizione che sostiene Formigoni esce molto indebolita dal voto, ma paradossalmente la posizione del Celeste è quasi rafforzata dalla doppia debolezza di Lega e Pdl che non possono permettersi di perdere la presidenza della regione.
Godiamoci, allora, le prime belle giornate della nuova primavera lombarda, ma rimbocchiamoci le maniche per cominciare a raccogliere le primizie con il ballottaggio e lavorare affinché il raccolto di un’estate che non sappiamo ancora quando potrà arrivare sia abbondante.
In chiusura, consentiteci un grande grazie a coloro che hanno sostenuto il Pd in questa campagna, agli elettori, ma soprattutto ai candidati che si sono generosamente messi a disposizione della non facile sfida amministrativa.

PD Lombardia

Facciamo festa con gli stranieri del territorio!