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IL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO? TUTTO DA RIFARE

FUORI LE AZIENDE CHE INQUINANO E SALVIAMO LE CORTI

La scuola elementare di via 4 novembre

La scuola elementare di via 4 novembre

Recuperare il centro storico, allontanare gli impianti produttivi inquinanti, salvare le corti e gli edifici storici. Sono questi gli obiettivi di salvaguardia del paese che la prossima giunta comunale dovrà realizzare. Il Piano di governo del territorio (PGT), dovrà essere revisionato affinché sia incentivato il recupero edilizio del centro storico, ormai disabitato.

Per salvare Vittuone, un Comune gravemente offeso dagli scempi urbanistici degli ultimi quindici anni, occorre riprendere gli interventi di recupero delle stalle “Curtascia” (via Verdi) e “Circulin” (via Villoresi).

Allo stesso modo, occorrerà evitare il consumo di suolo all’esterno del centro abitato e recuperare edifici non più utilizzati e abbandonati. A cominciare dalla salvaguardia della scuola di via 4 novembre – Olof Palme, che l’attuale giunta vorrebbe demolire.

Il nuovo Piano dovrà inoltre diminuire l’indice volumetrico delle zone residenziali per una qualità abitativa migliore e adeguata ad un paese che non deve essere una periferia, ma un centro vivo e vitale di relazioni e scambi.

Tra gli altri obiettivi della nuova urbanistica vittuonese, ci vogliamo impegnare a recuperare aree da destinare a verde, come il boschetto del Palo, già previsto come area boscata dal piano forestale della provincia di Milano. Individueremo nuovi comparti per l’edilizia agevolata e potenzieremo i servizi per la mobilità sostenibile, come le piste ciclabili e il potenziamento delle strutture e dei servizi della stazione del passante S6.

A cura del Gruppo Comunicazione – Lista civica “Cambiare Insieme”

Sempre connessi con il magentino e l’abbiatense

Il video del tour nelle zone del magentino e dell’abbiatente. Servizio di Marco Chiappa, Paolo Salvaggio e Laura Sebastinautti.

Linea S6: disagi a ripetizione


Riceviamo e volentieri pubblichiamo…

Signor Assessore, negli ultimi dieci giorni ho ricevuto, tramite il sito MyLink di TreNord, non meno di una trentina di SMS relativi a guasti, soppressioni o limitazioni di percorso dei treni della nostra linea.
L’ultimo mi è giunto alcuni minuti fa e specifica che il treno 10655, in partenza da Novara alle ore 6,46 in direzione Treviglio, ha la velocità limitata a 80 km/h a causa di un guasto.

Ecco, questo è il tema ricorrente, i continui guasti al materiale rotabile o agli impianti di segnalazione, che causano molto spesso ritardi inaccettabili o, peggio, soppressioni delle corse.
Le ricordiamo ancora una volta che lei ha vergognosamente rincarato biglietti e abbonamenti del 23% nel 2011, a fronte di una qualità del servizio in costante peggioramento. Sarebbe interessante, per inciso, conoscere a cosa è stato destinato il 23% di rincaro di cui sopra. Non certo al miglioramento del servizio, questo è poco ma sicuro…
Circa trenta segnalazioni di guasti in dieci giorni (una media di tre al giorno o poco meno) sono semplicemente scandalosi se raffrontati alle tariffe attualmente in vigore, e allora ben vengano le liberalizzazioni di cui il ministro Monti parla. Dovesse subentrare qualcun altro a fornire il servizio pendolari, magari sarebbe la volta buona per liberarci di Biesuz, a.d. di TreNord, che quanto ad incapacità, inefficienza, incompetenza e voglia di presenzialismo non è secondo a nessuno.

A titolo di esempio valga il fatto che, nella maggior parte dei casi, i treni in direzione Novara soppressi nella tratta passante non vengono più fatti partire da Porta Garibaldi superficie ma da Milano Certosa.
Questo esempio dimostra chiaramente che non solo Biesuz ma anche lei assessore, pervicacemente rinchiusi nei vostri palazzi dorati e lontanissimi dai nostri problemi, non avete la minima idea della geografia di Milano. Infatti, mentre per raggiungere Porta Garibaldi si può salire su qualsiasi treno in transito nel passante, per arrivare a Certosa si può utilizzare solo l’S6 o l’S5 per Varese. E in caso di soppressione dell’S6, se l’S5 è già transitato (cosa assai frequente, dato che gli avvisi vengono dati con grande ritardo), rimangono solo i mezzi ATM, con i quali però ci vogliono mediamente 30-40 minuti per raggiungere Milano Certosa, e a questo punto è ovvio che il treno sostitutivo è già partito da tempo.
A meno che la manovra non sia studiata ad hoc per evitare che troppa gente salga su un treno sostitutivo magari composto da sole 3-4 carrozze, e che quindi ci si renda conto che il sostitutivo stesso è solo una “facciata” per nascondere la più desolante realtà, ovvero la mancanza materiale di carrozze per comporre i treni. Realtà che peraltro ci è stata confermata da più di un membro del personale viaggiante di TreNord.

Siamo certi che a lei, è ormai assodato, non importa assolutamente nulla del trasporto pendolare in Lombardia. Preferisce comparire in TV per presentare opere di grande impatto mediatico, mentre quando ci sono gravi criticità come quelle che ho appena descritto lei magicamente sparisce, si defila, rifiuta qualsiasi tipo di dialogo e di incontro con i pendolari, oppure intona il solito “…monitoreremo…”, “…vigileremo…”, “…solleciteremo…”, parlando sempre al futuro e mai al presente.
A fronte di un tale sfacelo, sarebbero state opportune da parte sua, in passato ma anche ora, almeno delle scuse nei nostri confronti, ma certo lei dirà che la responsabilità non è sua, che TreNord fa quello che vuole e che non ha alcun potere su di essa. Conosciamo la manfrina; quando le cose vanno bene è noto che tutti saltano sul carro del vincitore, ma quando vanno male sono “…questioni di cui non avete responsabilità…”. Ci sono esempi eclatanti in proposito…

Quindi, delle due l’una: o lei ha deliberatamente deciso di abbandonare il trasporto pendolare al suo destino, oppure in effetti non si rende conto di come questo sia degradato e peggiorato, semplicemente perché è circondato da collaboratori poco efficienti che le riferiscono solo bugie oppure le dicono solo ciò che lei vuole sentirsi dire, ossia che tutto va bene.

In attesa di un suo cenno, se mai ci sarà, la saluto.

Stefano Banda, Vittuone (MI)

Degrado continuo del servizio ferroviario pendolare

L'occupazione dei binari del gennaio 2005

Pubblichiamo la lettera ed il documento di accompagnamento che il Comitato Pendolari MIlano-Novara ha inviato all’assessore regionale ai trasporti Raffaele Cattaneo

Signor assessore, la invito a prendere visione dell’allegato documento, che illustra in modo inequivocabile l’evidenza dei fatti, ovvero l’incompetenza e il menefreghismo di chi gestisce il trasporto pendolare in Lombardia.

E naturalmente, non si possono ignorare le bugie che ci vengono raccontate, oltre alle false promesse per “tenerci buoni” e la continua negazione dell’evidenza, ossia le condizioni di viaggio che eufemisticamente possiamo definire vergognose.

E pensare che, in un recente Consiglio Regionale, l’assessore Ponzoni si è inalberato contro le opposizioni che hanno “osato” chiedere la riduzione delle auto blu in Giunta Regionale, così come fatto invece dal Consiglio.

E ha inveito con tanta veemenza, arroganza e maleducazione da costringere il Presidente a cacciarlo dall’aula.

Questo episodio è sintomatico di come la maggioranza di governo regionale intende la parola “sacrifici”. Devono essre fatti, naturalmente, ma non da loro. I loro diritti di casta di semidei sono intoccabili, e ciò a maggior ragione per quanto riguarda il trasporto. Si fanno viaggiare i “poveri mortali” in condizioni che nulla hanno a che vedere con la presunta “eccellenza” lombarda, ma la casta di governo rifiuta di scendere dal proprio olimpo e, anzi, fa di tutto per accentuare l’abissale distacco tra popolo e istituzioni.

In conclusione, non solo noi pendolari non accetteremo alcun altro aumento tariffario, ma pretenderemo con forza l’adeguamento del servizio al 23% di rincaro che ci ha vergognosamente propinato, offrendoci in cambio quello che noi sopportiamo ogni giorno ma che lei, ovviamente, non può, non vuole e non ha alcuna intenzione di vedere.

E metteremo in campo tutte le nostre risorse, inclusa la comunicazione a tutti i media raggiungibili, e stia pur tranquillo che nonostante gli “sgherri” nelle stazioni pronti a denunciarci (come nel ventennio…), faremo fotografie a tutto quanto.

I telefonini di oggi fanno miracoli in questo senso, lo sa?

Lei può ancora fare qualcosa, speriamo che sia nella direzione giusta, perchè noi non ce la facciamo più.

Questo il documento allegato:

Un degrado continuo

I Pendolari hanno dovuto subire nel 2011 un aumento dell’abbonamento del 23%, con un concretissimo rischio di un ulteriore aumento nel 2012.

Quanto al servizio, sembra di essere tornati ai tempi peggiori.

I ritardi nella fascia del mattino e della sera sono costanti e, talvolta, anche consistenti; ma al mattino spesso questi ritardi non risultano nei dati di TreNord: nel restante tratto Milano – Treviglio vengono in gran parte riassorbiti (spesso a Treviglio arrivano in anticipo, vedere il sito ViaggiaTreno!).

L’affollamento dei treni è qualcosa di paragonabile solo ai peggiori carri bestiame; le condizioni del riscaldamento, quando funziona, riescono a peggiorare ulteriormente la situazione. Nell’ultimo incontro con TreNord (6 Luglio 2011, alla vigilia del secondo aumento), presente l’Assessore Regionale Cattaneo, avevamo ripetuto la richiesta di un potenziamento di due treni importanti il 10653 (6,41 da Vittuone) e il 10694 (17,17 da Garibaldi): qualche parola di finta disponibilità da parte dell’Assessore ma nei fatti nulla di concreto.

Le soppressioni parziali Passante o totali, anche nelle ore di punta (con le conseguenze, che conosciamo, di sovraffollamento del treno successivo), sono inaccettabilmente frequenti; capita anche che, la sera, i treni partono da Certosa invece che dalla stazione di Garibaldi, e questa è una sorpresa delle capacità organizzative della dirigenza TreNord: i pendolari dovrebbero essere dei veggenti per riuscire a prendere il treno in questione anche perché l’informazione è quella di sempre, ampiamente carente, soprattutto nel momento di maggior necessità. Tale situazione si verifica in modo ancor più evidente in caso di sciopero dei ferrovieri: TreNord non riesce a predisporre neppure i treni “garantiti”!

E nel frattempo l’arroganza di TreNord si manifesta sempre di più, come è dimostrato anche dal comportamento della “vigilanza”, presso le stazioni del Passante, che non esita a minacciare denunce a chi si permette di cercare di documentare, magari con foto, il malfunzionamento del sistema anche dal lato dell’informazione.

A fine Agosto/inizio Settembre la stampa si sbizzarriva a pubblicare dichiarazioni del Presidente della Regione Lombardia e dell’Assessore Cattaneo sui tagli dei trasferimenti da parte dello Stato e su quali conseguenze ne sarebbero derivate per il trasporto pubblico. “Con i tagli cancellato un treno su due..” “Cancellate mille corse...” e Formigoni “riconsegno i contratti per il servizio TPL“. Queste enfatiche dichiarazioni, che rispecchiano comunque un dato reale, questa sceneggiata è funzionale a preparare il terreno a prossimi aumenti.

Se sono vere le gravissime responsabilità da parte dello Stato per non avere affrontato seriamente, in questi decenni, il problema del trasporto pubblico ma nell’avere ridotti gli investimenti, privilegiando l’Alta Velocità (noi modestamente l’abbiamo sempre detto e scritto), nello stesso tempo questo non è stata la priorità, negli investimenti, della Regione Lombardia.

Comitato Pendolari Milano – Novara

Lettera aperta all’Assessore regionale ai trasporti, Raffaele Cattaneo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo…

Signor Assessore Cattaneo (non aggiungo “stimato” perchè ormai tra noi pendolari lei non gode più di alcuna stima), ho ascoltato con grande preoccupazione e profondo disgusto l’intervista da lei rilasciata al TG3 Lombardia di mercoledì 14 settembre, in cui ha dichiarato che con la manovra finanziaria quasi un treno su due rischia di essere cancellato.

Ma come è possibile?

Da gennaio ad oggi non ha fatto altro che ripetere fino alla nausea, come un disco rotto, che gli aumenti delle tariffe sarebbero serviti non solo a migliorare la qualità del trasporto pubblico (?), ma anche ad evitare tagli. Anzi, ha detto più volte che questo era un sacrificio necessario per non ridursi come molte altre Regioni, che invece hanno tagliato qua e là.

Ora invece, quando moltissimi pendolari hanno già acquistato il nuovo abbonamento annuale, per di più maggiorato del 23%, lei si arroga il diritto di cambiare le carte in tavola a gioco iniziato. Si vergogni!!!

Con il 50% dei treni eliminati, la maggior parte dei pendolari dovrà reinventarsi daccapo le scadenze della giornata, è ciò creerà infiniti disagi soprattutto alle famiglie con bambini piccoli, le quali dovranno fare i salti mortali per conciliare gli orari dei treni con quelli di asili, scuole e posto di lavoro.

Inoltre, giova ricordarlo, nonostante i ripetuti bla-bla sull’eccellenza dei trasporti in Lombardia, ancora oggi viaggiamo su convogli su cui regnano il degrado, la sporcizia e l’inaffidabilità cui lei ci ha abituato in questi anni della sua gestione, e basterà che una corsa venga soppressa (cosa tutt’altro che infrequente, di questi tempi) per far saltare tutto questo delicato gioco di “incastri” sul filo dei minuti e arrivare al lavoro in ritardo, oppure non arrivare in tempo a prendere il bimbo a scuola.

Stando alle sue dichiarazioni, da agosto avremmo dovuto avere dei treni “svizzeri”, puliti, efficienti e puntuali, e invece ci ritroveremo con la metà di treni “africani”. Con tutto il rispetto, ovviamente, per l’Africa.

Vorrei ora fare qualche considerazione di carattere squisitamente economico.

Come dicevo, molti di noi hanno già pagato in anticipo l’abbonamento ferroviario annuale. Nel mio caso il rincaro è stato di 90€ in un colpo solo, ma per chi percorre tratte più lunghe il salasso è quasi doppio. E già questa è una vigliaccata bella e buona, perchè se i tagli diverranno operativi, gli abbonamenti non avranno praticamente più alcun valore e saranno carta straccia. In tal caso, chi ce li rimborserà? Lei o l’A.D. di Trenord Biesuz?

Inoltre, provi solo a immaginare a quali spese andrebbe incontro una famiglia media se anzichè il treno decidesse di usare l’auto. Con il prezzo dei carburanti alle stelle, i costi sarebbero semplicemente insostenibili. La sua auto blu, Assessore, ha sempre il serbatoio pieno, le nostre utilitarie no… Se poi al conto totale vogliamo aggiungere anche il pedaggio autostradale, il parcheggio di corrispondenza e il biglietto e/o abbonamento ATM o la tariffa ecopass (rincarati anche quelli), beh, provi a fare due più due…

Senza contare l’aumento esponenziale di traffico e inquinamento, la cui diminuzione invece mi risulta sia sempre stata un cavallo di battaglia “elettorale” della giunta Formigoni. O sbaglio?

Infine, non va dimenticato che chi è dipendente pubblico avrà lo stipendio “congelato” fino al 2015.

Non credo però che nel frattempo tali dipendenti verranno esentati dal pagamento delle bollette, del canone RAI e di bollo e assicurazione auto, dovranno pur mangiare ogni tanto e non potranno andarsene in giro con gli stessi vestiti per altri tre anni, e dal momento che non è realistico pensare che le tariffe di trasporto e i costi di benzina e gasolio scenderanno, COME CREDE CHE RIUSCIRANNO A VENIRE AL LAVORO??? Risponda adesso, se può!

Apprendo che lei andrà a Roma con tutti gli Assessori ai trasporti delle altre Regioni per rimettere le deleghe.

Certo è molto, troppo comodo fare promesse su promesse, non mantenerne neppure una e alla fine lavarsene le mani se si fallisce, ma se è vero che le stanno a cuore i problemi del trasporto pendolare, allora insieme alle deleghe rimetta anche il suo mandato, abbia il coraggio di fare un passo indietro (anche se un’azione simile se non è certo nel DNA del suo schieramento politico) e lasci il posto a qualcuno che le promesse le mantenga davvero. Se non tutte, almeno qualcuna.

Stefano Banda, Vittuone (MI)

Aumenti nei trasporti? No, grazie

Aumenti nei trasporti? No, grazie from PDLombardia on Vimeo.

Basta Aumenti!

Siamo su un binario morto!

IL DANNO E LA BEFFA VANNO A BRACCETTO

Il Governo (Berlusconi e Tremonti) e la Regione (Formigoni e Cattaneo) non investono nel trasporto pubblico ma al contrario nel 2011 i tagli previsti dalla manovra finanziaria ammontano a 100 milioni di euro per la Regione Lombardia, compensati da aumenti di biglietti e abbonamenti che toccheranno entro l’anno quota 25% e che pagheranno i pendolari lombardi.

IL GOVERNO METTE LE MANI NELLE TASCHE DEI PENDOLARI

Il risultato? Un servizio inefficiente e inadeguato a discapito dei 600mila pendolari lombardi!

Il Pd ha misurato il degrado:

  • biglietterie presenti solo nel 30% delle stazioni
  • macchine obliteratrici mancanti o fuori uso nel 70% dei casi
  • metà delle stazioni prive di monitor informativi
  • sale d’attesa senza riscaldamento o condizionatore nel 70%, senza luce nel 50% con pareti fatiscenti nel 70%
  • wc assenti o inagibili nel 45%
  • sottopassi in stato di degrado e abbandono nel 70%
  • accesso autonomo per disabili negato nell’85%
  • parcheggi sottodimensionati rispetto alla domanda nel 40%
  • rastrelliere per la sosta delle biciclette mancanti in più del 40%
Le nostre proposte:
  • stop agli aumenti dei biglietti senza un reale e tangibile miglioramento del servizio
  • materiale rotabile rinnovato ed efficiente
  • più pulizia e comfort a bordo treno
  • rimborso degli abbonamenti nel caso di disagi gravi e ripetuti
  • riqualificazione delle stazioni in sinergia con gli enti locali
PD Lombardia

Rincarano le tariffe ferroviarie, ma i treni non ci sono!

Riceviamo e volentieri pubblichiamo…

Mi inserisco nel discorso dei rincari delle tariffe ferroviarie, e tanto per esemplificare i concetti di “miglioramento della qualità del servizio”“nessun taglio ai servizi esistenti”, ribaditi fino alla nausea dall’assessore regionale ai trasporti Cattaneo, segnalo quanto segue.

Martedì 19 luglio il treno 10700 (transito a Milano Repubblica in direzione Novara ore 18,43) è stato soppresso sull’intera tratta CAUSA GUASTO AL TRENO, senza peraltro predisporre alcun sostitutivo.

Stessa identica sorte è toccata al treno 10709 (transito a Magenta in direzione Milano ore 20,31), anche questo senza sostitutivo, dato che il 10700 non è arrivato a Novara e non hanno potuto farlo tornare indietro.

Ma a Novara non hanno qualche treno di scorta da usare in questi casi?

Il treno 10714 (transito a Repubblica in direzione Novara ore 22,13) è stato soppresso nella tratta passante ed è partito da Garibaldi Superficie.

I disagi per gli utenti, visto l’orario, si possono immaginare, dato che oltretutto le stazioni a quell’ora sono tutt’altro che sicure.

Il treno 10697 (transito da Magenta in direzione Milano ore 17,31) è stato limitato a Garibaldi Superficie CAUSA GUASTO AL TRENO.

Il treno 10706 (transito da Repubblica in direzione Novara ore 20,13) è stato soppresso nella tratta passante ed è partito da Garibaldi Superficie.

Segnalo inoltre che, sempre lo stesso giorno, il treno 10696 (transito a Repubblica in direzione Novara ore 17,44) aveva la prima carrozza con l’aria condizionata guasta, tanto per cambiare, mentre le altre 6 presentavano uno stato di sporcizia e degrado semplicemente scandaloso. Sulla seconda carrozza in particolare, TUTTE le tendine ai finestrini erano inservibili perché consunte dal tempo o con i supporti staccati. Per fortuna la temperatura era fresca…

Infine, nel corso dell’anno di grazia 2011 non ho ancora visto un solo controllore che abbia ben esposto il cartellino identificativo, sebbene il regolamento lo preveda esplicitamente.

Bene, credo sia il caso che l’assessore non si limiti a snocciolare solo una serie di “faremo”, “controlleremo”, “istituiremo”, eccetera, ma dovrebbe anche spiegare chiaramente se è con questa qualità del servizio che egli intende giustificare il rincaro delle tariffe dal prossimo 1° agosto.

Con una simile ecatombe, con due treni guasti (oltre al resto) in una sola serata, ritengo che ogni aumento anche di un solo centesimo sia non soltanto assolutamente ingiustificato, ma che abbia oggi più che mai il sapore della beffa e della presa in giro.

Rappresenta un vero e proprio schiaffo ai pendolari e, in genere, alle fasce deboli e meno abbienti (Comunione e Liberazione docet…), quelle che a causa del costo spropositato dei carburanti non possono permettersi di andare al lavoro in macchina. Ed è anche una misura oltremodo punitiva nei confronti di chi sceglie di non incrementare traffico e inquinamento, lasciando a casa il mezzo privato per usufruire di quello pubblico.

L’assoluta mancanza di un minimo di manutenzione del materiale è la prova più lampante del fatto che TreNord si fa forte della certezza dell’assoluta impunità.

Da parte di Regione Lombardia infatti nessuna sanzione, nessuna penale, nessuna multa, neppure due righe di reprimenda da parte di Cattaneo che dicano, se non altro “…signori, cercate di fare bene il vostro lavoro così almeno i pendolari la smettono di scocciarmi…”. Niente di niente.

Concludo che, per la cronaca, il mio abbonamento annuale (fascia 25 km) in scadenza il prossimo 30 settembre, passerà da 387,5€ a 476€, con un aumento di quasi 90€ in un colpo solo. E’ vergognoso, a fronte del servizio offerto!

Ma perché dobbiamo sempre e soltanto pagare e tacere?

Stefano Banda

Siamo su un binario morto!

Martedì 19 luglio, dalle 7,00 alle 9,00 e dalle 16,30 alle 18,30, presidio del PD alla stazione di Vittuone con volantinaggio contro l’aumento del prezzo dei biglietti per treni e autobus, un aumento del tutto ingiustificato vista la qualità del servizio offerto.

I militanti, gli iscritti e i simpatizzanti sono invitati a partecipare.

Il volantino del PD

LA MOBILITA’ NEL MAGENTINO-ABBIATENSE: L’OPINIONE DEL PD

COMUNICATO STAMPA

Servono un rilancio delle linee ferroviarie passanti, nuove strade e varianti coerenti con le reali esigenze.

IL TRASPORTO FERROVIARIO

Il PD di zona ha promosso in questi mesi diversi incontri e convegni per mettere a fuoco i problemi di mobilità della nostra zona.

L’ossatura principale della mobilità, destinata ai flussi dei pendolari, deve essere realizzata attraverso il trasporto su ferro.

Ci si attende infatti per i prossimi anni che il Comune di Milano sviluppi politiche tese a ridurre l’afflusso dei veicoli in città: per cui occorre che il problema sia risolto a monte, dando la possibilità ai pendolari di spostarsi con le linee passanti.

Oggi i servizi ferroviari della nostra zona sono del tutto inadeguati, come emerge dalle continue denunce degli utenti.

Questo vale sia per la linea Torino-Milano che per la linea Milano-Mortara. Ancora di più si può dire per la stazione di Cascina Bruciata, che fino ad ora è rimasta una cattedrale nel deserto. Si annunciano ora nuovi treni per la linea passante. Saremo attenti a quanto si realizzerà.

Il PD chiede quindi maggiori investimenti per il trasporto su ferro: le linee passanti sono assolutamente strategiche.

LE INFRASTRUTTURE STRADALI

Per quanto attiene alla rete viaria sono prioritari per la nostra zona i collegamenti con Milano, i cosiddetti collegamenti radiali.

La nostra rete viaria è inadeguata.

Noi siamo perché vengano realizzate sulla SS.11 la variante per il tratto Sedriano-Cornaredo-Bareggio con il progetto già condiviso e la variante di Ponte Nuovo di Magenta con una soluzione che metta d’accordo i comuni interessati.

L’altro asse radiale fondamentale è la Abbiategrasso-Baggio: per noi è necessario un allargamento di questa arteria che può avvenire a raso e siamo quindi contrari a quel progetto portato avanti fino ad ora dalla Provincia (accantonato solo in queste settimane per mancanza di fondi) costosissimo e molto impattante sul territorio.

Riqualificare e allargare le strade di collegamento con Milano consentirebbe anche di individuare in alcuni tratti delle corsie preferenziali per gli autobus. Le corsie preferenziali sono indispensabili per rendere appetibile l’utilizzo del trasporto pubblico degli autobus rispetto all’automobile privata.

Un’altra opera di riqualificazione opportuna è quella della 526, il collegamento del nostro territorio con Pavia: questa strada è oggi pericolosa per il semplice traffico di oggi a doppio senso di circolazione.

Esiste un progetto di variante già condiviso che, se realizzato, consentirebbe anche di valorizzare i tratti da dismettere come strada panoramica all’interno del Parco del Ticino.

L’attenzione del PD si è concentrata sulle proposte in campo per le strade di collegamento di scala provinciale.

Il PD esprime il proprio parere contrario sulla realizzazione della Melegnano-Albairate (la cosiddetta TOEM) che avrebbe un impatto devastante nelle nostre zone.

Vengono fatte piovere sul nostro territorio proposte di nuove strade, giustificate dal collegamento con Malpensa. Ci siamo confrontati anche con il nostro gruppo del PD in provincia di Milano. Secondo noi le reali prospettive attuali e future dell’Aeroporto di Malpensa non giustificano nuove strade con le caratteristiche proposte.

Malpensa ha perso i Cargo e Lufthansa.

Solo l’aeroporto di Fiumicino in Italia ha la concreta prospettiva di interpretare il ruolo di aeroporto Internazionale. Le Regioni del nord Italia hanno puntato ciascuno sui propri aeroporti, senza investire nei collegamenti aeroportuali con Malpensa.

Il traffico esiguo della Boffalora-Malpensa mette in evidenza come non vi sia la necessità di opere faraoniche per questi collegamenti.

Il PD è favorevole realizzare una nuova strada di collegamento nord-sud nella nostra zona, che da Vigevano, dove stanno realizzando il ponte sul Ticino, lambendo Abbiategrasso, giunga a Magenta e all’imbocco della Boffalora-Malpensa.

Tuttavia questa strada potrebbe essere realizzata a raso, in maniera molto meno impattante e costosa rispetto al progetto che c’è in campo e che la Provincia sostiene.

La nuova strada, se pensata insieme ai comuni, potrebbe risolvere anche i problemi dei comuni nei quali il traffico attraversa il centro dell’abitato.

Questo progetto costa la bellezza di 260 milioni di Euro. Per realizzarlo la Provincia ha dovuto soprassedere al progetto sulla Abbiategrasso-Baggio (progetto che, come è stato detto, nell’attuale versione non è da noi condiviso).

Se ANAS costruisce le autostrade, non per questo dobbiamo realizzare un’autostrada, se un’autostrada non serve.

Servono invece numerosi adeguamenti della nostra viabilità per ammodernare una rete di viabilità che, con qualche eccezione, è vecchia di cinquant’anni.

Se si pensasse a progetti più semplici, meno costosi e meno impattanti (senza grossi svincoli e cavalcavia), si potrebbero realizzare sia il collegamento nord-sud che il potenziamento della Abbiategrasso-Baggio, opere che porterebbero indubbi benefici alla mobilità della nostra zona e consentirebbero anche un rilancio economico del nostro territorio.

PD zona Magentino-Abbiatense