O vieni in mensa o ti lasciamo a piedi!
By admin | Settembre 3, 2010
La situazione segnalata dal nostro lettore “GB”, il 22 agosto scorso, è davvero strana. Il Comune assicura il trasporto degli alunni della scuola media soltanto per l’entrata, mentre per l’uscita, alle 14,05, il servizio viene assicurato solo due giorni su cinque.
Guarda caso negli altri tre giorni viene erogato un servizio mensa durante il quale l’assistenza viene fornita da genitori e nonni “volontari”.
In un comunicato stampa di fine luglio l’Amministrazione comunale dichiarava che il servizio mensa non veniva più fornito dalle insegnanti ed allora si ricorreva ai genitori volontari.
Sarebbe stato più corretto dire che il servizio mensa non veniva più fornito non perché le insegnanti sono cattive o sfaticate ma a causa dei pesanti tagli operati dal governo, che non hanno consentito di approntare il tempo prolungato. Se non ci sono soldi per un orario scolastico più lungo e per pagare gli insegnanti, anche durante il servizio di assistenza mensa, che è a tutti gli effetti “orario di servizio”, come è possibile garantire tale servizio? Forse il Sindaco e l’Assessore all’istruzione, nei loro ambiti professionali, sono disposti a lavorare gratis. Gli insegnanti di Vittuone, giustamente, no.
Sappiamo bene che al centrodestra sta molto a cuore il concetto di sussidiarietà, in base al quale i privati debbono affiancarsi al “pubblico” nell’erogazione dei servizi, ma quello che sta accadendo nella scuola è davvero esagerato. Mentre continuano ad aumentare i finanziamenti alle scuole private, nelle scuole pubbliche si licenziano migliaia di precari, si tagliano i fondi per il tempo pieno nelle elementari e il tempo prolungato nelle medie, si tagliano gli insegnanti di sostegno, si aumenta il numero di alunni per classe, si tagliano le ore e le materie nelle scuole superiori, si bloccano gli stipendi degli insegnanti per quattro anni, si lasciano 50.000 cattedre vacanti e 16.000 scuole senza presidi.
Ecco, forse si sarebbe dovuto parlare di questo quando si è fatto riferimento all’impossibilità di garantire il servizio mensa e non della indisponibilità delle insegnanti.
Ma torniamo al Comune di Vittuone e chiediamoci: cosa deve garantire un comune in relazione alla scuola? Sicuramente il diritto allo studio, attraverso l’erogazione di quei servizi che mettono in condizione gli alunni e le loro famiglie di fruirne pienamente.
Dunque non è compito del comune stabilire quante ore di lezione debba fare una scuola perché questo è affidato all’autonomia delle istituzioni scolastiche. Il Comune di Vittuone avrebbe dovuto prendere atto che l’orario scolastico degli alunni, nell’anno scolastico 2010/2011, va dalle 8,05 alle 14,05 dal lunerdì al venerdì e in base a questo assicurare il servizio di trasporto alunni all’entrata e all’uscita dalla scuola.
Il servizio mensa non c’entra assolutamente nulla. Alle 14,05 gli alunni vanno a casa e non hanno bisogno del servizio mensa. L’aver pubblicizzato il servizio mensa con i genitori volontari tre volte a settimana è soltanto una manovra demagogica per ottenere, come al solito, consenso a buon mercato.
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La proposta di Bersani per battere il berlusconismo
By admin | Agosto 29, 2010
Pubblichiamo la lettera inviata dal segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, a La Repubblica il 26 agosto scorso.
Caro direttore,
dopo anni di illusione berlusconiana l’Italia continua a regredire sul piano economico e sociale e si allontana, alla luce di ogni parametro, dai paesi forti dell’Europa. Nello stesso tempo l’impegno a riformare e a rafforzare le istituzioni repubblicane si sta trasformando in una deformazione grave della nostra democrazia. Ci si vuole trascinare ad un sistema dove il consenso viene prima delle regole e cioè delle forme e dei limiti della Costituzione; dove si limita l’indipendenza della Magistratura; dove il Parlamento viene composto da nominati; dove il Governo ha il diritto all’impunità e ad una informazione asservita e favorevole; dove si annebbiano i confini fra interesse pubblico e privato. I segni di tutto questo li abbiamo potuti valutare in questi anni berlusconiani: regressione dello spirito civico e della moralità pubblica, politica ridotta a tifoseria, allargamento del divario tra nord e sud, nessuna buona riforma sui problemi veri dei cittadini. Il populismo infatti è, per definizione, una democrazia che non decide, specializzata com’è nell’usare il governo per fare consenso e non il consenso per fare governo. Il dato di fondo della situazione politica sta qui, mentre la questione sociale e quella del lavoro sono senza risposte e si drammatizzano ogni giorno. Il consenso per Berlusconi è ancora largo, ma il rapporto fra parole e fatti e fra promesse e realtà diventa sempre più labile anche nella percezione dei ceti popolari. Vengono alla luce degenerazioni corruttive che vivono all’ombra di un potere personalizzato. Gli strappi all’assetto costituzionale non sono più sopportati da una parte della destra attratta da ipotesi liberali e conservatrici di stampo europeo.
A questo punto per Berlusconi la scelta è fra ripiegare o alzare la posta. Per l’Italia la scelta non riguarda più solo un governo, ma finalmente una idea di democrazia e di società. La prossima scadenza elettorale, più o meno anticipata che sia, comporterà in ogni caso una scelta di fondo. Rispetto a tutto questo, la proposta alternativa soffre ancora di debolezze che devono essere rapidamente superate. Il venir meno di una promessa populista produce sempre, direttamente o specularmente, fenomeni di distacco dei cittadini dalla politica, una spinta alla radicalizzazione impotente, espressioni vere e proprie di antipolitica che possono insorgere da ogni lato. Il compito dell’alternativa è quello di trasformare grande parte di queste forze disperse in energia positiva, collegandole ad un progetto politico capace di sorreggere non solo una proposta di governo ma una proposta di sistema. Tocca al PD innanzitutto, come maggiore forza dell’opposizione, indicare una strada che colleghi efficacemente l’iniziativa di oggi alla sfida radicale e dirimente di domani.
Rendendoci disponibili oggi ad un governo di transizione non cerchiamo né scorciatoie né ribaltoni. Sfidiamo piuttosto la destra a riconoscere la realtà e ad ammettere l’impossibilità di mandare avanti l’attuale esperienza di governo e ad introdurre correttivi, a cominciare dalla legge elettorale, che consegnino lo scettro ai cittadini, per tornare poi in tempi brevi al voto. Sarebbe questo un tradimento del mandato elettorale? L’elettore in realtà è stato tradito da chi non è più in grado di rappresentare la sua coalizione e mantenere le promesse del suo programma. Sarebbe questo uno strappo costituzionale? Qui siamo all’analfabetismo o alla sfacciata malafede. E’ l’esclusione in via di principio di questa ipotesi, il vero strappo costituzionale!
Chi ha rispetto della Costituzione della Repubblica e del suo Presidente deve considerare invece tutte le possibilità. Noi lo facciamo. Noi consideriamo la possibilità che il Governo provi a sopravvivere con una specie di respirazione artificiale, rifiutandosi di prendere atto della sua crisi politica. Una soluzione che non porterebbe lontano e alla quale risponderemmo con una opposizione netta. Riteniamo infatti doveroso che la destra in disfacimento certifichi la sua crisi in Parlamento. Consideriamo altresì la possibilità che la situazione precipiti verso un vuoto politico e verso elezioni svolte con questa sciagurata legge elettorale, in una situazione economica, sociale e finanziaria di acutissima criticità. In questo caso la nostra proposta avrebbe la stessa ispirazione che oggi ci fa proporre un governo di transizione; una ispirazione cioè che deriva dall’analisi di fondo cui ho accennato. Noi proporremmo un’alleanza democratica per una legislatura costituente. Un’alleanza capace finalmente di sconfiggere una interpretazione populista e distruttiva del bipolarismo, capace di riaffermare i principi costituzionali, di rafforzare le istituzioni rendendo più efficiente una salda democrazia parlamentare (a cominciare da una nuova legge elettorale) e di promuovere un federalismo concepito per unire e non per dividere. Sto parlando di una alleanza che può assumere, nell’emergenza, la forma di un patto politico ed elettorale vero e proprio, o che invece può assumere forme più articolate di convergenza che garantiscano comunque un impegno comune sugli essenziali fondamenti costituzionali e sulle regole del gioco. Una proposta che potrebbe coinvolgere anche forze contrarie al berlusconismo che in un contesto politico normale (come già avviene in Europa) avrebbero un’altra collocazione; una proposta che dovrebbe rivolgersi ad energie esterne ai partiti interessate ad una svolta democratica, civica e morale. Come si vede, questa idea nasce dalla convinzione che la fuoriuscita dal berlusconismo non sia un processo lineare, cioè legato ad una semplice alternanza di governo in un sistema che funziona. Si dovrà uscire, lo ribadisco, da una fase politica e culturale e non solo da un governo, verso una repubblica in cui alternanza e bipolarismo assumano la forma di una vera fisiologia democratica.
Per dare l’impulso decisivo a questo cruciale passaggio occorre l’impegno univoco, leale, convinto e coeso di tutte le forze progressiste, che sono adesso chiamate a mettersi all’altezza di una responsabilità democratica e nazionale. Come potrebbero queste forze essere credibili se in un simile frangente non dessero per prime una prova di consapevolezza, di unità e di determinazione comune? Ecco allora la proposta di un percorso comune delle forze di centrosinistra interessate ad una piattaforma fatta di lavoro, di civismo, di equità, di innovazione e disponibili ad impegnarsi ad una progressiva semplificazione politica e organizzativa che rafforzi il grande campo del centrosinistra. Un simile percorso dovrebbe lasciarci definitivamente alle spalle l’esperienza dell’Unione e prendere semmai la forma e la coerenza di un nuovo Ulivo. Un nuovo Ulivo in cui i partiti del centro sinistra possano esprimere un progetto univoco di alternativa per l’Italia e per l’Europa e mettersi al servizio di un più vasto movimento di riscossa economica e civile del Paese. Dunque, un nuovo Ulivo ed una Alleanza per la democrazia. Su queste proposte il Pd vuole esprimere la sua funzione nazionale e di governo.
Su queste basi politiche il Partito Democratico organizzerà per l’autunno una grande campagna di mobilitazione sui temi sociali e della democrazia. E’ giunto il tempo infatti di suonare le nostre campane.
Pier Luigi Bersani
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Comunicato stampa
By admin | Agosto 13, 2010

Il Sindaco dichiara che l’unico verde a Vittuone è stato fatto dal centrodestra.
Riteniamo a tal proposito precisare che il PRG già prevedeva il parco Lincoln, anzi l’amministrazione Portaluppi ridusse il parco inserendo i campi di calcetto nel progetto già approvato dalla precedente amministrazione, che invece prevedeva gli stessi campi nell’area VOX Music.
Ricordiamo anche che lo spostamento del campo sportivo di via Milano all’attuale centro Pertini e quindi il recupero a giardino del parco Lincoln fu possibile perché l’amministrazione Baglio bloccò la cementificazione di edilizia privata (prevista prima del 1975 dall’allora amministrazione di centrodestra) dove oggi c’è la scuola superiore di via Zara e il nuovo centro sportivo.
Il bosco del bacin è così classificato dal PIF (Piano di Indirizzo Forestale) della Provincia di Milano che evidentemente considera le superfici piantumate indispensabili per il riequilibrio ambientale, anche quelle derivanti da “riforestazione naturale”.
Del bosco del bacin non se ne parlava fino a quando era garantita la sua funzione di riequilibrio ambientale, funzione che fino ad oggi ha esercitato egregiamente anche con piante di robinia (non è assolutamente una discarica).
L’obiettivo di una amministrazione pubblica dovrebbe essere l’interesse generale e interesse di tutti cittadini è di avere, nei parametri di una saggia ed equilibrata programmazione del territorio (sviluppo sostenibile), l’ossigeno dalle piante e non i gas di scarico dei camion.
La funzione benefica di un’area a verde piantumata è indipendente dall’utilizzo, che sia bosco privato o parco comunale. Anche un’area agricola è sempre meglio di un’area produttiva che induce traffico di migliaia di automezzi al giorno, con gli scarichi inquinanti in una zona come la nostra già densamente urbanizzata.
Ricordiamo ancora i vari giardinetti fatti dall’amministrazione Baglio: Parco della Resistenza, Giardino di via Gramsci, giardino di via Mentana, via Volturno, bosco del Cimitero, bosco del Lazzaretto, Muro dell’arcobaleno, senza dimenticare la realizzazione del centro sportivo Sandro Pertini.
Ricordiamo che prima del 1975 le uniche panchine esistenti a Vittuone erano le due in piazza Garibaldi. Vogliamo anche ricordare che il Parco dello sport, come il Lincoln, la piazza mercato o il futuro palazzetto polivalente sono stati resi possibili dalla pianificazione urbanistica della precedente amministrazione Baglio.
Quali sono le aree a verde oggi programmate nel PGT? Quelle già a verde del Parco SUD.
Il Coordinamento PD di Vittuone
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Avviso!
By admin | Agosto 10, 2010
Nei prossimi giorni faremo la manutenzione e l’aggiornamento del sito. Potrebbero verificarsi disagi come l’impossibilità di accedere temporaneamente ad alcune sezioni. Nell’eventualità ci scusiamo fin d’ora.
Cogliamo l’occasione anche per augurare buone vacanze a tutti! Ci rivediamo a settembre.
Il Circolo PD di Vittuone
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Liberiamoci di Berlusconi e iniziamo una nuova fase
By admin | Agosto 6, 2010
Care amiche, cari amici
l’attività politica del Parlamento riprenderà a settembre ma intanto il quadro politico è cambiato: dopo la votazione della mozione di sfiducia al sottosegretario Giacomo Caliendo abbiamo visto come la maggioranza non c’è, 299 voti sono meno di 316, ovvero la maggioranza dei parlamentari.
Abbiamo ottenuto il rinvio della discussione sulla legge bavaglio a dopo la pausa estiva, e non escludiamo che si possa arrivare al ritiro definitivo del ddl intercettazioni; risultati raggiunti grazie alle opposizioni e al PD che ha fatto bene il suo mestiere. Le destre sono in queste pessime condizioni per la nostra battaglia in difesa della legalità.
Bisogna raddoppiare gli sforzi. C’è ancora un’emergenza: a un anno dal G8 niente cantieri a L’Aquila, solo i puntelli che reggono le case. La ricostruzione non parte, fondi certi non ci sono ed i cittadini e il comune non possono confrontarsi con chi prende le decisioni al posto loro.
Mandiamo tutti una cartolina a Palazzo Chigi che si vanta del miracolo dei successi in Abruzzo per ricordargli cosa succede davvero: nulla. Fate girare le cartoline su facebook, facciamo vedere qual è la realtà ad agosto 2010.
Il Pd terrà in città, dal 7 al 12 settembre, la festa nazionale della cultura e li incalzerà in Parlamento.
Se l’intenzione del governo è quella di tirare a campare, noi, come sottolinea oggi Pier Luigi Bersani in un’intervista a Repubblica, svolgeremo il nostro lavoro: fare l’opposizione e mandare a casa Berlusconi delineando un progetto per l’Italia, per una vera alternativa.
Per questo il 12 settembre tutti a Torino! Bersani concluderà la nostra Festa Democratica nazionale dal palco di Piazza Castello, alle 16.Vi aspettiamo.
Stefano Di Traglia Responsabile Comunicazione del PD
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Dario Franceschini: ”Non viviamo in un paese normale”
By admin | Agosto 6, 2010
La dichiarazione di voto del Capogruppo alla Camera del Partito Democratico sulla sfiducia a Caliendo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l’onorevole Franceschini. Ne ha facoltà.
DARIO FRANCESCHINI. Signor Presidente, abbiamo letto molte spiegazioni sulla nostra scelta di presentare e calendarizzare la mozione concernente il sottosegretario Caliendo. Sono tutte letture di natura tattica, “dietrologica”, per mettere in difficoltà maggioranza.
Noi crediamo che in politica vi sia ancora spazio per battaglie di valori. Noi crediamo che debbano esservi ancora battaglie parlamentari in cui vi sia modo di richiamare i principi di legalità e di trasparenza, per ricordare il ruolo che hanno le classi dirigenti di un Paese, che trasmettono, con i loro comportamenti e le loro parole, al Paese che guidano.
Nessun giustizialismo: la mozione in oggetto non è animata da questo; anzi, il sottosegretario Caliendo fa bene a difendersi, è un suo diritto. L’accertamento delle responsabilità penali sarà compito della magistratura, e non dal Parlamento. Anzi, è grave che, oggi, il Ministro della giustizia Alfano sia venuto qui ad esprimere un giudizio sulle indagini. Non si è mai visto (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori).
Noi facciamo - lo abbiamo fatto con le mozioni riguardanti Brancher e Cosentino - una battaglia per un Paese normale, per un Paese europeo: la politica non può attendere l’accertamento delle responsabilità penali. È possibile che non si dimetta subito un sottosegretario per la giustizia che ha partecipato ad una riunione per premere sulla Corte costituzionale sulla vicenda del cosiddetto lodo Alfano? È possibile che non si dimetta un sottosegretario per la giustizia indagato per associazione segreta? Leggete l’articolo 1 della “legge Anselmi”: si tratta di un’associazione in cui i soci svolgono attività dirette ad interferire sull’esercizio delle funzioni degli organi costituzionali o di amministrazioni pubbliche. È esattamente ciò che è successo.
In qualsiasi Paese normale, in un caso così, ci si dimette subito. Siamo faziosi? Siamo giustizialisti? Guardate cosa accade nei Paesi normali, dove vi sono Governi conservatori normali. In Inghilterra, si dimette un Ministro per alcuni rimborsi spese eccessivi. In Francia, si dimette un Ministro perché è accusato di aver fatto pagare l’affitto allo Stato.
Negli Stati Uniti: si dimette il Ministro della giustizia accusato di circonvenzione di incapace; in Spagna: si dimette il Ministro, richiesto dai Popolari perché è stato a caccia con il giudice Gárzon; in Israele: si dimette il Primo Ministro che dice: sono orgoglioso di un Paese che indaga i suoi Primi Ministri; in Francia: si dimettono due sottosegretari perché hanno comprato con soldi pubblici dei sigari; in Svezia: si dimettono due Ministri accusati di non aver pagato il canone della televisione. Questi sono i Paesi normali, questi sono i Governi conservatori dei Paesi normali (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico, Italia dei Valori e di deputati del gruppo Unione di Centro).
Voi avete demolito il senso di rigore e il rispetto dell’etica pubblica che un Paese e una classe dirigente devono avere. Questo è il sistema che sta uscendo allo scoperto, non importi quali cognome porti, che siano Brancher, Verdini, Scajola, Caliendo, Bertolaso, Carboni, Anemone, Lombardi, Balducci: ognuno di loro ha il diritto di difendersi.
AMEDEO LABOCCETTA. Cambia Paese!
DARIO FRANCESCHINI. Noi non abbiamo alcun titolo, neanche morale, per condannarli, ma quello che emerge è un sistema malato basato sulla confusione tra politica e affari (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori), basato sul senso di impunità e sul senso di onnipotenza: non esistono reati e non esistono processi per chi ha vinto le elezioni. E se i magistrati insistono: si cambiano le leggi e si cambiano i reati, e non più solo per il Presidente del Consiglio, adesso anche per tutti quelli che stanno vicino al Presidente del Consiglio (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori).
CARLO CICCIOLI. Ricordati di Tedesco!
DARIO FRANCESCHINI. Il rispetto delle regole e la legalità non dovrebbero avere nulla a che fare con lo scontro fra destra e sinistra, ma dovrebbero essere un patrimonio comune delle democrazie, questo è quello che ci chiede la gente.
Ministro Bossi, è questo che chiede la gente del nord, quella a cui per anni avete detto che venivate a Roma a combattere contro Roma ladrona, e adesso tacete, anzi, li difendete (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori - Commenti dei deputati del gruppo Lega Nord Padania)!
Cameron, Sarkozy, Angela Merkel, leader conservatori europei che non farebbero mai quello che avete fatto voi allo Stato di diritto. Quei conservatori non si scontrano con i progressisti sulle regole, sui magistrati, sulla Costituzione, ma si scontrano sulla politica, e le regole, i magistrati e le loro Costituzioni le difendono insieme ai loro avversari progressisti. E sanno, quei leader conservatori, che chi vince le elezioni ha l’onore di fare il servitore dello Stato, non il padrone dello Stato (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori).
Questo è il sistema di potere che sta crollando in questi mesi. E mi rivolgo al Presidente Berlusconi, che con il consueto garbo istituzionale, come al solito, segue questo dibattito in televisione, ed entrerà soltanto per ascoltare le parole rassicuranti del suo capogruppo, degli altri non ce la fa (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori).
Presidente Berlusconi, nel 1994, e per molti anni, sul palco eravate lei, Fini e Casini, si chieda perché su quel palco è rimasto da solo (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). Si chieda perché chi ha in mente un centrodestra normale, un centrodestra europeo, a un certo punto, per forza, deve rinunciare a lavorare con lei.
Si chieda, onorevole Berlusconi, che drammatica prova di debolezza, da fine corsa è non rispondere politicamente alle critiche, come fanno i veri leader, ma rispondere soltanto con l’arroganza del padrone che caccia chi disubbidisce, mostrando dei muscoli che non ha più (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico, Italia dei Valori e di deputati del gruppo Unione di Centro).
Il paradosso è che questi argomenti assorbono tutto il vostro tempo. Presidente Berlusconi, trovi un minuto per occuparsi dei problemi di quegli italiani che vi hanno votato, i quali vedono, invece, che la vostra agenda e tutte le vostre energie sono impegnate in altro, sin dall’inizio della legislatura: lodo Alfano, legittimo impedimento, processo breve, intercettazioni, tutte cose che riguardano voi e non il vostro popolo.
Il vostro popolo vi chiede dove sono finite quelle riforme promesse e tragicamente mancate, dove è finita la riforma del fisco con due aliquote, dove è finita la riforma della giustizia, quella degli ammortizzatori sociali, quella delle professioni, quella dell’articolo 41 della Costituzione, quella relativa al taglio dell’IRAP. Sono quei fallimenti che vi portano ad aver paura della gente. Avete paura di andare alla cerimonia del 2 agosto (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico - Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). Presidente Berlusconi, perché non torna a L’Aquila con quel seguito di telecamere compiacenti? Perché non torna adesso a L’Aquila? (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori).
L’astensione del nuovo gruppo Futuro e Libertà. Per L’Italia è un dato politico rilevantissimo. La maggioranza, di cui ha parlato l’onorevole Reguzzoni, uscita dalle elezioni non c’è più. C’è una maggioranza residuale che dovrà conquistarsi la sopravvivenza volta per volta, con le astensioni sui singoli emendamenti. Ne abbiamo avuto prova oggi nella parte nobile con l’intervento dell’onorevole Della Vedova e nella parte meno nobile con quanto avvenuto fuori dall’Aula. È iniziata la seconda parte della legislatura. Sarà tutta diversa. Non sappiamo quanto durerà ma, onorevole Berlusconi, non pensi di spaventare tutti minacciando le elezioni. Ridotti come siete, a brandelli, le perdereste (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico - Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania).
Si ricordi, Presidente Berlusconi, che lei può dare le dimissioni. Il Presidente del Consiglio può dare le dimissioni e il giorno in cui lei lo farà sarà il giorno della sua resa e della nostra vittoria. Ma un minuto dopo le sue dimissioni lei uscirà di scena e la parola passerà al Capo dello Stato e al Parlamento (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). Noi, che sappiamo che sarebbe folle tornare a votare per la terza volta con questa legge elettorale, questa “porcata” come l’avete chiamata, faremo ogni battaglia (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà)…
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego!
DARIO FRANCESCHINI. Sono nervosi, signor Presidente, li lasci stare. Faremo ogni battaglia per tornare a votare con una legge diversa perché il nostro obiettivo è riconsegnare l’Italia ad un confronto normale e civile, con due schieramenti che conoscono la durezza dello scontro politico, ma che insieme sanno difendere le regole, il rigore e il rispetto della legge.
PRESIDENTE. La prego di concludere.
DARIO FRANCESCHINI. È una battaglia giusta e noi la faremo fino in fondo (Prolungati applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori - Congratulazioni - Dai banchi dei deputati del gruppo Italia dei Valori si grida: Elezioni, elezioni!).
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Governo al capolinea
By admin | Agosto 5, 2010

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La nostra concezione del verde
By admin | Agosto 5, 2010
La nostra concezione del verde e, più in generale, del territorio, è completamente alternativa, radicalmente alternativa, rispetto a quella dell’Amministrazione Tenti.
Siamo contrari all’aumento indiscriminato delle nuove edificazioni, siano esse residenziali o di tipo produttivo, in quanto producono soltanto un aumento soffocante del traffico veicolare, delle emissioni inquinanti nell’atmosfera, dei rifiuti urbani e di quelli industriali.
L’abnorme aumento di popolazione che ne deriva provoca gli effetti tipici dei paesi dormitorio, peggiorando complessivamente la qualità della vita.
Siamo invece favorevoli ad una politica urbanistica che valorizzi il territorio e la sua tipicità culturale, un assetto urbano equilibrato che investa nell’innovazione produttiva, per un lavoro di qualità.
La nostra idea per Vittuone non è quella di un (ir)ragionevole sviluppo ma di uno sviluppo sostenibile. La nostra finalità è prenderci cura dell’ambiente. L’interesse pubblico generale viene prima e al di sopra di interessi privati. Occorre valorizzare il capitale verde di Vittuone, ossia il suolo agricolo, le acque, la vegetazione.
Per noi una politica urbanistica equilibrata vuol dire:
- salvaguardare la zona agricola, i parchi dei fontanili, gli spazi pubblici urbani;
- recuperare il centro storico, valorizzare le ville storiche e integrare le periferie;
- limitare la cementificazione e contrastare la speculazione immobiliare, favorendo la ricostruzione e la ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente;
- perseguire uno sviluppo economico equilibrato e rispettoso dell’ambiente;
- tutelare e qualificare i piccoli negozi di vicinato e l’artigianato;
- migliorare la viabilità e i percorsi ciclo-pedonali protetti;
- coordinare la pianificazione territoriale con i comuni limitrofi.
Vittuone, insieme a Bareggio, ha la più alta densità abitativa del magentino, circa 1500 abitanti per chilometro quadrato. L’ulteriore, abnorme crescita prevista nel PGT dall’Amministrazione Tenti provocherà un notevole aumento del traffico veicolare, dell’inquinamento, del rumore, dello stress ambientale, abbassando considerevolmente la vivibilità del paese.
Con quel documento urbanistico la maggioranza ha dato via libera alle logiche di speculazione edilizia, subordinando l’interesse collettivo a quello degli speculatori edilizi, al solo scopo di fare cassa.
In paese c’è un numero consistente di case vuote eppure il partito del mattone è inarrestabile.
La politica urbanistica dell’Amministrazione Tenti porterà al “collasso urbano”: nuovi residenti in nuovi spazi e nuove attività, che significano a loro volta nuove domande di servizi e così via all’infinito, con effetti alla lunga devastanti. Un meccanismo deleterio che permette la svendita di un patrimonio collettivo ed esauribile come il suolo, per finanziare i servizi pubblici ai cittadini, la cosiddetta monetizzazione del territorio.
Dove esisteva un paese, con la sua tipicità e identità municipale, domani troveremo grigie periferie, quartieri dormitorio e senza anima.
P.s.: Naturalmente questa è l’ennesima balla della sinistra, che sa solo disinformare. Lo scriviamo noi, così evitiamo il disturbo a Claudio Zenaboni e al Sindaco Tenti di ripeterlo ancora una volta nel loro prossimo comunicato.
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Festa democratica 2010: dal 2 al 22 settembre Milano diventa frizzante
By admin | Agosto 4, 2010
Confesso di essere emozionato nel prendere parte a questo evento per la prima volta da segretario metropolitano.
Mi riempie d’orgoglio appartenere ad un partito che riesce, al giorno d’oggi, a mobilitare tante persone, impegnate per 20 giorni a lavorare negli stand del Festival, senza avere in cambio denaro.
Succede da anni, in tutta Italia ed anche a Milano.
Ma è sempre un fatto straordinario, che dovrebbe indurre ad una riflessione tutti quanti, a partire dai mezzi di informazione e comunicazione, spesso impegnati a raccontarci che nessuno fa più niente per niente.
Inviterei molti di questi osservatori a trascorrere almeno una serata alla Festa Democratica.
Si accorgerebbero di quanta umanità attiva e riflessiva sia ancora presente in una parte della società italiana.
Di quanta gente anteponga coi fatti l’idea del bene comune ai propri interessi spicci e di come sia possibile unire molte energie e intelligenze sotto l’idea condivisa e ambiziosa di cambiare in meglio il nostro Paese.
La Festa, così come tutte le feste locali che si svolgono durante l’anno, è tutto questo. Ci prendiamo molti giorni nel mese di settembre per stare insieme, incontrare la società e confrontarci anche sui temi della nostra città: Milano.
Abbiamo allestito circa ottanta dibattiti e presentazioni di libri. Uno sforzo consistente per rendere quanto più possibile aperta e proficua la discussione politica e l’approfondimento sui temi civici.
Abbiamo chiamato a confrontarsi i nostri uomini politici di spicco, ma anche culture ed esperienze diverse, oltre che molti amministratori locali della grande città metropolitana.
Abbiamo anche concentrato molte energie nell’affrontare la sfida per le elezioni di Milano 2011 e proprio durante la festa entriamo nel vivo della discussione programmatica e politica.
E infine, ma non certo per ultimo, abbiamo allestito un programma di spettacoli e d’intrattenimento di primo piano nel panorama cittadino, senza trascurare la proverbiale accoglienza delle nostre feste, con gli stand gastronomici pronti a soddisfare ogni palato.
Dal 2 al 22 settembre l’area del Palasharp di Lampugnano è la città democratica che vi dá il benvenuto.
Una piccola dimostrazione dello stile che desideriamo estendere a tutta Milano.
Una città aperta al confronto e al dialogo, con idee chiare e progetti per accogliere il futuro, con le porte aperte e i nervi saldi per trasformare i problemi tipici delle grandi metropoli in occasioni di riscatto civile e con l’idea irrinunciabile che solo attraverso il contributo di tanti la si possa cambiare in meglio.
Roberto Cornelli, segretario metropolitano PD Milano
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riceviamo e pubblichiamo….
By Enrico Bodini | Agosto 4, 2010
Stimati Signori, vi racconto un episodio breve ma significativo di quella che è
l’attuale politica “d’informazione” della maggioranza di Vittuone.
Qualche giorno fa ero in compagnia di mia mamma, nata e cresciuta a Vittuone,
e insieme commentavamo le “opere” in fase di realizzazione in paese, tra cui il
bocciodromo e la piscina, iniziata in fretta e furia ed i cui lavori ora sono
quasi fermi.
E’ rimasta assai sorpresa di sapere che il Tenti era in lizza per diventare
assessore provinciale, perchè con la sua semplice concezione della politica
immaginava che uno, quando è sindaco, deve fare solo quello.
Quando mi ha chiesto perchè non è più andato in Provincia, le ho risposto che
non lo sapevo, che forse il neo-presidente Podestà ha preferito chiamare
persone con un po’ più di esperienza.
Ma c’è un altro fatto, se vogliamo ancor più significativo, che mi ha colpito,
avvenuto durante la medesima discussione.
Dato che stavamo entrando al pacheggio del Destriero, ho accennato alla
tristemente nota vicenda dei buoni-spesa erogati in sostituzione del denaro
come “borse di studio” agli studenti vittuonesi più meritevoli.
Mia mamma ha commentato che è umiliante, per uno studente che si è fatto un
mazzo così per nove mesi, andare a ritirare frutta, verdura, formaggi e
detersivi. Poi ha aggiunto “…ma come mai l’Annamaria non me le dice queste
cose? La vedo quasi tutti i giorni…”. Si, perchè mia mamma è amica del nostro
vicesindaco da più di trent’anni.
Questo vi fa capire quanto sia subdola e menzognera la nostra maggioranza. Un
fatto veramente vergognoso come quello dei buoni-scuola viene tenuto
gelosamente nascosto (ovviamente…), e rafforza ancor più la convinzione che
il nostro sindaco e i suoi leccapiedi considerano i Vittuonesi dei
sempliciotti, ai quali si può far credere qualunque cosa come ai contadini di
cinquant’anni fa e nascondendo la verità dietro la copertina patinata del
“Vittuone Informazioni”.
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